Il carisma del discernimento  

di P. Raniero Cantalamessa

Tratto dal NOTIZIARIO ICCRS Nr. 4 / Luglio - Agosto 2000

 

Una volta il mio vescovo mi chiese perché un certo gruppo di preghiera della diocesi attirava così tanto grandi folle. Ho risposto che ciò avveniva perché tale gruppo aveva un programma ben pianificato ed organizzato per l'intero anno, e un responsabile principale che ben si distingueva ma che era contornato e sostenuto da un altro gruppo di responsabili, uniti e dotati di carismi. Tutto questo proprio ad imitazione di Gesù che lasciò in eredità sia un piano di azione efficace, sia un gruppo unito costituito dai dodici guidati da Pietro, per stabilire il suo Regno sulla terra nella potenza dello Spirito Santo.

Necessità del discernimento

Mi chiese, inoltre, quali fossero le qualità o i carismi del responsabile principale che lo rendevano il fattore più importante nella riuscita di un gruppo di preghiera, ed ho risposto che erano il dono della responsabilità, della capacità di organizzare un lavoro di gruppo, e il discernimento. Un responsabile dovrebbe ovviamente possedere la capacità di guidare, di attrarre gli altri dietro di sé sia grazie a quanto dice e fa, sia anche grazie a ciò che è, come ovviamente con i fondatori delle congregazioni religiose. Ma questo da solo non è sufficiente, poiché il potere può corrompere, e un responsabile può diventare simile ai nostri moderni dittatori e capi idolatri che conducono i loro seguaci alla distruzione di massa e persino al suicidio di massa.

Ma un responsabile deve anche avere l'umiltà di un seguace, delicato abbastanza da tenere insieme le persone e condurle dietro di sé, facendole sentire importanti e motivandole a lavorare insieme, delegando loro parte del proprio potere, diversamente da molti gruppi cristiani che si moltiplicano e crescono come funghi a causa della lotta intestina per il potere e la mancanza di coesione interna.

Soprattutto il responsabile deve essere una persona di ampie vedute e piena di discernimento, che non soltanto ha i suoi seguaci dietro di lui e con lui, ma li guida con fiducia e con gioia verso ciò che sta davanti a lui., il Regno di Dio e la sua gloria, poiché "senza la rivelazione il popolo diventa sfrenato" (Prov 29,18).

Un responsabile cristiano, poi, deve soprattutto essere un uomo o una donna lungimirante, proprio come ogni congregazione religiosa ebbe i suoi inizi attraverso una persona che vedeva davvero ciò che Dio voleva che lui o lei facesse, cosa che, successivamente, attrasse delle persone a lavorare insieme per dare concretezza a quella stessa visione, in seguito gradualmente messa in pratica attraverso tutta una serie di opere ed istituzioni. Sfortunatamente è spesso accaduto che oggi siano rimaste solo le opere e le istituzioni mentre li spirito della comunità si gradualmente affievolito e la versione originaria è divenuta, già da parecchio tempo, un relitto del passato. Quello che, perciò, dona autenticità alla lungimiranza di un responsabile per quanto concerne l'attività del suo gruppo di preghiera o del suo ministero, l'insieme dei responsabili che lo affiancano ed egli stesso nel suo ruolo di responsabile principale, è il carisma del discernimento. Questo è un dono dello Spirito Santo, mediante il quale si è in grado di discernere se i messaggi e le visioni, le decisioni e le azioni che coinvolgono l'attività del gruppo o del ministero e la vita personale dei membri, sono secondo la volontà di Dio, per quante spirituali e sante queste cose possano sembrare. Sono davvero ispirate dallo Spirito Santo o sono piuttosto il risultato di pregiudizi personali, gusti o antipatie che emergono dal solo spirito umano, o addirittura il malizioso suggerimento dello spirito del male travestito da angelo di luce? Paolo stesso non è sorpreso dal fatto che Satana si mascheri da angelo di luce (II Cor 11,14).

Crescita nel discernimento

Per aprirsi al carisma del discernimento e crescere in esso, il responsabile deve essere dunque un uomo o una donna della Parola. Come il suo Maestro, la Parola fatta carne, il responsabile deve in un certo modo incarnare la Parola di Dio per porre in opera i suoi insegnamenti e le sue decisioni, poiché forse l'unica Bibbia che molti mai leggeranno o ascolteranno sarà la Bibbia aperta che essi vedono in noi. Come responsabili, dobbiamo impegnarci a leggere la Bibbia ogni giorno E come Maria custodirla gelosamente, meditarla e lasciarla portare frutto nella nostra vita, perché diventiamo sale della terra e luce del mondo. Le profezie e i messaggi da soli non possono divenire un sostituto del fare della Parola di Dio la nostra dimora (Gv 8,31). Non si può dare agli altri ciò che noi stessi non possediamo. Se un cieco guida un altro cieco, entrambi cadranno nel fosso. Che non capiti che il maestro dica anche di me: "Allontanati Satana, perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo il mondo" (Mc 10,34).

Il responsabile dotato di discernimento deve anche essere un uomo di preghiera o un uomo dello Spirito. Non soltanto dovrebbe sfuggire dalle insidie del diavolo che lo ha tenuto prigioniero affinché facesse la sua volontà, ma dovrebbe ora lasciare che Gesù stesso "renda schiavo il suo cuore e ponga lì il suo trono" (cfr. II Tim 2,26). Fu mentre Gesù pregava che ricevette lo Spirito Santo per la sua missione (Lc 3,21). Fu dopo che i 120 dedicarono nove giorni di attesa in costante preghiera che furono tutti riempiti di Spirito Santo e resi capaci di pregare, da allora in poi, nello Spirito. Più tempo il responsabile passa a pregare, più il suo cuore batterà all'unisono e con lo stesso ritmo del Sacro Cuore di Gesù ed acquisterà i suoi stessi desideri e sentimenti (Mt 11,29).

Il responsabile dotato di discernimento deve anche pensare e sentire con la Chiesa che è la famiglia di Dio, il corpo di Cristo ed il tempio dello Spirito Santo. Personalmente sono molto ecumenico come mentalità (ho scritto in una dissertazione sull'ecumenismo per il mio baccalaureato in Teologia a Roma), nel mio cuore (il rev. David Du Plessis era il mio intimo amico e il rev. Vinson Synan lo è tuttora) e nel mio ministero (quante volte ho condiviso lo stesso palco alle conferenze carismatiche con fratelli responsabili protestanti e pentecostali!), ma sono ancora convinto che la Chiesa Cattolica possieda la pienezza della verità, ed il Rinnovamento Carismatico Cattolico che mi ha fatto apprezzare e dare importanza a tanti insegnamenti squisitamente cattolici. Il responsabile sarà capace di discernere meglio, quanto più conosce gli insegnamenti della Chiesa, così come sono esposti nei documenti del Concilio Vaticano II, nel catechismo della Chiesa Cattolica e così via, piuttosto che contare con arroganza sulla capacità personale di interpretazione delle Scritture o solo su qualsiasi rivelazione privata, messaggio o visione.

Principi del discernimento

Se un paziente arriva dal dottore lamentandosi per la febbre, il dottore non gli darà immediatamente una medicina, ma prima farà una diagnosi per scoprire di quale malattia quella febbre è solo il sintomo. Una diagnosi sbagliata può finire in una paralisi e persino concludersi con la morte. Quanto più importante è la diagnosi o discernimento! Quali sono allora i principi di un vero discernimento?

In primo luogo, ciò che viene pensato detto o fatto deve essere secondo le Scritture e non andare contro la comune interpretazione di esse, così come è contenuta nel Magistero ordinario della Chiesa. In secondo luogo, deve esserci una profonda sensazione di pace in colui che agisce secondo l'ispirazione dello Spirito Santo che parla attraverso una parola di sapienza e conoscenza. Allo stesso tempo ci sarà una conferma interna sia della sua stessa precedente esperienza che dalle conoscenze acquisite mediante buoni libri e conferenze. In terzo luogo, il Signore stesso confermerà spesso la sua azione chiudendo certe porte e aprendone altre, mentre la comunità da parte sua confermerà tale agire dando la propria approvazione, forse dopo una giusta consultazione tra coloro che hanno già esperienza in questo campo. In quarto luogo, la conferma finale verrà poi dai frutti e dai doni risultato dell'azione intrapresa, sia a breve che a lungo termine (Mt 7,20).

Alcuni ambiti di discernimento personale.

In primo luogo il responsabile deve spesso discernere sia se il Signore lo chiama al posto di responsabile in un gruppo di preghiera, o in una comunità, o ad uno specifico ministero, o se è chiamato, viceversa, a lasciare l'incarico che al momento detiene. In un gruppo di preghiera un membro ha offerto se stesso come candidato a divenire responsabile principale anche se, secondo la valutazione di tutti, egli era il meno adatto. Spesso una persona può sentire che il Signore lo chiama a lasciare il suo lavoro per dedicarsi a tempo pieno al ministero in una situazione in cui egli può essere spinto da motivazioni errate legate al desiderio di potere o di fuga dalla realtà. Un'altra importante decisione che il responsabile può dover prendere è quella della scelta di un adeguato gruppo di membri importanti per qualche attività o di responsabili di un ministero. Gesù stesso passò l'intera notte in preghiera prima di scegliere i suoi apostoli (Lc 6, 12-13).

Ministeri

C'è bisogno di discernimento costante e volto alla sorveglianza da parte del responsabile principale, in materia di segni, doni di parola e doni di potenza. Riguardo ai segni, mentre alcuni responsabili importanti credono che il "riposo nello Spirito", per esempio, sia una normale attività dello Spirito Santo e che debba essere incoraggiato, altri ritengono che esso debba essere scoraggiato poiché il vero "riposo nello Spirito" è piuttosto raro. Forse la verità è tra le due cose. Tale segno esterno non è un fine in se stesso e lo si può accettare come autentico, se c'è qualche motivo, quando è privo di aspettative inutili o di manipolazione fisica o emotiva, e se compare un cambiamento significativo nella vita di quella persona dopo tale esperienza.

Riguardo ai doni di parola, come profezie e parole di conoscenza, se il loro scopo è più di un semplice incoraggiamento, ma è anche il dare un indirizzo spirituale o un avvertimento, è necessario un discernimento più cauto, seguito da alcune conferme non troppo distanti nel tempo. Tornato Bombay nel 1976, stavo pregando per una ragazza che era stata oppressa dal male, ma che ora era molto vicina a Gesù. Improvvisamente andò in trance e parlò: "Rufus, figlio mio, io voglio che tu porti tutti i preti nel Rinnovamento Carismatico". Non avevo ancora tenuto un ritiro per sacerdoti da solo. Avevo, infatti, molta paura e mi sentivo totalmente inadeguato a predicare ai dei preti, e lasciai perdere questo "messaggio" o "profezia", considerando folle, finché la settimana seguente fui invitato a tenere da solo il mio primo ritiro per sacerdoti e, nel giro di cinque anni, tenni ritiri carismatici per il clero in circa la metà delle 130 diocesi dell'India.

Riguardo ai doni di potenza, per esempio quello di liberazione, devono essere evitati giudizi aprioristici ed estremistici, da una parte e dall'altra. E' sciocco dire che una persona ha bisogno solo di liberazione se le serve principalmente uno psichiatra o un trattamento psicoterapeutico, come pure è cosa crudele etichettare una persona come isterica o schizofrenica, se è veramente e principalmente sotto l'influsso dell'attività demoniaca. Anche questo non è sufficiente per rilevare i segni dell'oppressione demoniaca e della malattia emotiva e perfino di quella fisica, che sono così simili.

La linea discriminante tra loro è tanto sottile che si può facilmente essere tratti in errore. E' a questo punto che si avrebbe bisogno di quel discernimento spirituale interiore, spesso confermato dalla reazione del paziente agli oggetti sacri. La scomparsa finale di tali segni dell'influenza demoniaca e un significativo miglioramento della qualità spirituale della vita di quella persona, proveranno in seguito che il discernimento iniziale era giusto.

Lo scorso maggio 2000, in uno stato dei Balcani, ho tenuto un seminario, abbinato ad un ritiro, sulla guarigione interiore e la liberazione. Una giovane donna, apparentemente oppressa o posseduta, che aveva ricevuto preghiere di esorcismo quasi ogni giorno per molti mesi, ricevette di nuovo una preghiera, da parte dei 70 preti che parteciparono al seminario, per ben due ore, senza nessun apparente o immediato effetto. Ci sentimmo tutti impotenti finché, pregando per ottenere discernimento, lo Spirito mi mostrò perché ella non era stata ancora liberata e come dovevo pregare.

Agendo in conformità con tale discernimento dello Spirito, la giovane donna fu liberata completamente in cinque minuti, con grande gioia dell'Arcivescovo, dei sacerdoti e del popolo dell'arcidiocesi. Come ci ricorda la Parola di Dio: "Mettete alla prova le ispirazioni"(1 Gv 4,1) ­ "ma non spegnete lo Spirito" (1 Ts 5,19).

 


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