“Lottate
nelle vostre preghiere, per restare saldi,
perfetti e aderenti.”
Padre
Raniero Cantalamessa - Rimini 2002
Nel nuovo testamento troviamo due tipi di preghiera, entrambi
suscitati dallo Spirito Santo, una è la preghiera di lode e
l’altro è la preghiera di lamento.
“In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e
disse: Io ti rendo lode Padre, Signore del Cielo e della terra,
che hai nascosto queste cose hai dotti e ai sapienti e le hai
rivelate hai piccoli, si Padre, perché così è piaciuto a te.”
E' chiaro che questa è una preghiera di esultanza, di lode,
una
preghiera gioiosache
sgorga spontanea, senza fatica, più che pregare è un essere
trascinati dalla preghiera. Vediamo questo stesso tipo di preghiera nel Magnificat di
Maria;
ricevuta la potenza dall’alto Maria intona di li a poco il Magnificat che è un canto di
giubilo, lo Spirito esulta. Anche gli apostoli, ricevuto lo Spirito Santo nel giorno di
Pentecoste, erompono in questa preghiera di lode d’esultanza di
ringraziamento a Dio, leggiamo negl’atti degli apostoli che
“proclamavano le grandi opere di Dio”.
Di questa preghiera parla S. Paolo quando agli Efesini dice:
“non ubriacatevi di vino il quale porta alla sfrenatezza ma
siate ricolmi dello Spirito intrattenendovi a vicenda con salmi,
inni e cantici spirituali, cantando ed inneggiando al Signore con
tutto il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa
a Dio Padre nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.” Accanto a questo tipo di preghiera però il
Nuovo Testamento ne
conosce anche un altro, assai differente.
La preghiera di lamento, di gemito, di lotta, in cui l’anima
non è trascinata dalla propria preghiera, ma trascina alle volte
faticosamente la propria preghiera. La lettere agli Ebrei, parla di
Gesù, che nella sua vita
terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a
colui che poteva liberarlo da morte. Anche questa preghiera di gemito, di fatica, è frutto dello
Spirito Santo, ce lo attesta S. Paolonella lettera ai Romani quando dice: “Lo Spirito viene in
aiuto alla nostra debolezza perché noi neanche sappiamo che cosa
sia conveniente domandare, ma Lo Spirito stesso intercede con
insistenza per noicon
gemiti inesprimibili.” E di questa seconda preghiera parla il
titolo assegnato a questo insegnamento: “Lottate nelle vostre
preghiere. “(Col. 4,12) che dice: “Vi saluta Epafra servo di
Cristo Gesù, che è dei vostri, il quale non cessa di lottare per
voi nelle sue preghiere perché siate saldi, perfetti, aderenti a
tutti i voleri di Dio". Nonè una novità
del Nuovo Testamento questa, perché nei salmi si delineano già
questi due tipi di preghiera che sono continuamente intrecciati,
lode e lamento.
“Lodate il Signore popoli tutti, popoli tutti battete le mani,
svegliatevi arpa e cetra, voglio svegliare l’aurora” vedete
che movimento di lode e d entusiasmo in questa preghiera, però
subito dopo, un altro salmo; “dal profondo a te grido Signore,
al mattino mi lamento e sospiro, piango e gemo come una
colomba.” Quale di questi due tipi di preghiera è più
perfetta? Nessuno
dei due, o forse tutti e due, ma al momento giusto.
La preghiera è lo specchio del nostro rapporto con Dio e come
ogni rapporto tra persone, per esempio tra marito e moglie, tra
fidanzati, tra amici, come ogni rapporto anche il nostro rapporto
con Dio non è fisso, non è standardizzato ma segue il ritmo
della vita, quindiconosce
gli alti e bassi, conosce i momenti di gioia , i momenti di
silenzio.
Il Rinnovamento Carismatico conosce bene il primo tipo di
preghiera di lode, di giubilo, bisogna però che il Rinnovamento
impari a conoscere altrettanto bene il secondo tipo di preghiera,
diversamente si entra in crisi, non sperimentando più la stessa
gioia, il trasporto, l’entusiasmo della
preghiera, si pensa che sia tutto finito, e che il rinnovamento
carismatico era forse un fuoco di paglia o che noi siamo decaduti
dalla grazia, e allora di qui le crisi e alle volte gli abbandoni.
Parliamo della preghiera di lotta; ci sono due diversi tipi di
lotta nella preghiera, il primo è la lotta contro le distrazioni,
i pensieri, la divagazione della mente, questa lotta è stata
sperimentata anche dai Santi. Quando la lotta è contro le distrazioni bisogna armarsi di
pazienza e di coraggio, non cadere nell’errore di credere che
allora è inutile pregare, bisogna adattarci, fare preghiere più
brevi, cercando di dire in fretta tutto quello che ci preme far
sapere a Dio. Per esempio, per dire: “Gesù ti amo, Signore credo e spero in
te, mi pento dei miei peccati, perdono tutti, grazie del dono
dello Spirito Santo , grazie che ci sei, grazie che mi ascolti”
Quanto tempo impieghiamo? Pochi
secondi e abbiamo detto tutto!
Bisogna riscoprire la bellezza di quelle che si chiamano
orazioni giaculatorie, che vuol dire orazione a modo di dardi,
sono preghiere scagliate come dardi, veloci, che arrivano al cuore
di Dio.Il Rinnovamento ci ha reso famigliare l'invocazione
prolungata del nome di Gesù, anche questo è un mezzo per tenere
viva la preghiera in tempo di fatica in tempo in cui non si riesce
a concentrare la mente. Questa preghiera a seconda dell’intonazione che assume,
può esprimere, invocazione, gioia, ringraziamento, fierezza, ma
può anche esprimere la fatica, il gemito, il lamento, o un grido
di lotta,il nome di Gesù alle volte è come una fiaccola ardente
che non buttiamo in mezzo hai nemici che si sbaragliano al nome di
Gesù. Anche la preghiera ed il canto in lingue, serve magnificamente,
come serve a esprimere il sentimento di adorazione, di
ringraziamento, di giubilo, così esprime in certi momenti anche
il gemito… in fondo lo Spirito prega così in noi con gemiti
inesprimibili.
Ognuno ha il suo metodo, che non sarà mai perfetto, non
pretendiamo, in tempo di fatica, di riuscire a fare bella figura
nella preghiera, perché quello è il tempo che nei disegni di Dio
deve farci prendere coscienza del nostro nulla, che siamo terra,
fango, carne, se abbiamo sperimentato in certi momenti che
potevamo quasi toccare Dio con le mani, ci rendiamo conto che
quella era pura grazia di Dio.
Mi piace portare l’esempio di quel musicista Beethoven., ci
aiuta a capire cosa avviene quando noi preghiamo nonostante
l’aridità, la ripugnanza, nonostante che le parole stesse: Abbà
Padre, non muovano nessuna corda nel nostro cuore.
Dunque questo musicista ad un certo momento della vita divenne
completamente sordo, e per lui era una tragedia, lui scriveva
musica ma non sentiva più che suono avessero le note, ma lui
continuava a scrivere musica e sempre più bella finché scrisse
la nona sinfonia, e quando fu eseguita la prima volta, dopo
l’ultimo accordo il pubblico esplose in un uragano di
applausi…uno dell’orchestra dovette tirare per il lembo della
giacca Beethoven,perché si voltasse a ringraziare
il pubblico, perché lui non aveva sentito né la musica né gli
applausi, ma il pubblico si e quella musica era sempre più pura,
anche se lui non ne gustava niente. Quando noi preghiamo nell’aridità ecco avviene questo, non ci
gratifica quello che diciamo, ma per Dio, che suono quella
preghiera…perché è pura fede!!!
Nel tempo dell’aridità si scopre l’importanza dello Spirito
Santo nella preghiera, perché mentre noi pregiamo, qualunque tipo
di preghiera lo Spirito Santo entra nelle nostre parole, e colui
che scruta i pensieri dello Spirito, sa quali sono i desideri di
Dio, cioè, lo Spirito mette nelle nostre preghiere i nostri veri
bisogni,prega dentro di noi, allora Lo Spirito Santo diventa la
forza della nostra preghiera della nostra preghiera spenta,
diventa la luce della nostra preghiera buia, diventa l’anima
della preghiera! E cosa bisogna fare???
Nell’accingerci a recitare qualunque preghiera basta dire:
“Signore io no so cosa verrà fuori da questa preghiera, però
io voglio dirti quello che lo Spirito Santo ha inteso dirti quando
ha ispirato queste parole, voglio darti quella gioia che ti
darebbe questa parola ,”Padre Nostro”, se uscisse dalla labbra
stesse di tuo figlio Gesù, e poi andare avanti con la
preghiera…dicendo alla fine AMEN, dico amen a ciò che ti ha
detto lo Spirito per me!