Malattia e guarigione nel contesto biblico

Viviana F. Paliotta

Tratto da Competenza e Compassione - Aprile 2001

 

Parlare del concetto di malattia e guarigione nel contesto biblico e' un argomento estremamente vasto e complesso e leggere le seguenti pagine senza questa doverosa premessa sarebbe solo uno sforzo inutile e nocivo. 

Come difficile e' comunque accostarsi alla Parola di Dio. Le nostre osservazioni, infatti saranno sempre limitate davanti alla Parola di Dio sempre libera e nuova e aperta ben al di là del nostro ristretto orizzonte. Le mie,quindi, non possono che essere semplici osservazioni e spunti di riflessione perché è impossibile circoscrivere la parola di Dio. Rileggendo la Bibbia alla ricerca dei concetto di malattia e guarigione in essa contenuto non si può che giungere alla conclusione di trovarsi dinanzi al mistero della libera misericordia di Dio, che mai essere umano potrà comprendere o spiegare, ma solo adorare in muta contemplazione. Invito pertanto il lettore a rivolgere dapprima la propria mente e il proprio cuore al Dio d'Amore che ci ha creato e solo in questa ottica leggere in preghiera questi spunti di riflessione.  

La malattia non è opera di Dio 

Dio e' amore e ha creato il mondo per amore. Tutto ciò che Dio ha creato e' amore. Così comincia la Bibbia. Dio crea il mondo e " Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona"(Gn1,31). Il male non è stato creato da Dio, ma entra nel mondo a causa della ribellione dell'uomo compiuta in seguito alla tentazione. Il serpente tenta Eva attraverso i sensi (Gn 3,6a).: "Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile  per acquistare saggezza " La donna cede alla tentazione e produce quindi azioni non conformi alla volontà di Dio commettendo quindi il primo peccato (Gn3,6b-7.13-19)  "Prese del suo frutto e en mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anche gli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture .... ... Alla donna disse: Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà". All'uomo disse: Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l'erba campestre.  Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai! ". 

Nella visione biblica il male è dapprima rappresentato dalla morte, dalla carestia, dalla guerra, dalla sterilità solo tardivamente dalla malattia. La malattia viene infatti menzionata solo al quarto capitolo dell'Esodo per la prima volta. (cfr. Es 4,6-7) . 

La malattia è inoltre spesso vista come un male minore. Per esempio Davide dovendo scegliere tra la carestia, la sconfitta in guerra e la peste, sceglierà la peste (cfr 1 Cr 21,9-14a): " Il Signore disse a Gad, veggente di Davide: Và, riferisci a Davide: Dice il Signore: Ti pongo davanti tre cose, scegline una e io te la concederò ".  Gad andò da Davide e gli riferì: "Dice il Signore: Scegli fra tre anni di carestia, tre mesi di fuga per te di fronte ai tuoi avversari, sotto l'incubo della spada dei tuoi nemici, e tre giorni della spada del Signore con la peste che si diffonde sul paese e l'angelo del Signore che porta lo sterminio in tutto il territorio di Israele. Ora decidi che cosa io debba riferire a chi mi ha inviato". Davide disse a Gad: "Sono in un'angoscia terribile. Ebbene, io cada nelle mani del Signore, perché la sua misericordia è molto grande, ma io non cada nelle mani degli uomini". Così il Signore mandò la peste in Israele. "

 La malattia è conseguenza del peccato

La malattia è sempre vista come una conseguenza diretta della ribellione al volere di Dio. Gli esempi sono innumerevoli. Possiamo ricordarne solo alcuni più significativi. Il Faraone che non vuole far uscire gli Ebrei dall'Egitto viene colpito con l'invio delle celebri dieci piaghe al suo popolo e tra esse figurano le malattie, per il bestiame (quinta e sesta piaga) e per gli uomini (sesta piaga), cfr. Es 9,1-12 : " ... Lascia partire il mio popolo, perché mi possa servire!  Se tu rifiuti di lasciarlo partire e lo trattieni ancora,  ecco la mano del Signore viene sopra il tuo bestiame che è nella campagna, sopra i cavalli, gli asini, i cammelli, sopra gli armenti e le greggi, con una peste assai grave! Ma il Signore farà distinzione tra il bestiame di Israele e quello degli Egiziani, così che niente muoia di quanto appartiene agli Israeliti" (Es 9,1a-4). 

Nel libro del Deuteronomio "Mosè diede questo ordine al popolo: "Ma se non obbedirai alla voce del Signore tuo Dio, se non cercherai di eseguire tutti i suoi comandi e tutte le sue leggi che oggi io ti prescrivo. verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste maledizioni: Il Signore ti farà attaccare la peste, finché essa non ti abbia eliminato dal paese, di cui stai per entrare a prender possesso. Il Signore ti colpirà con la consunzione, con la febbre, con l'infiammazione, con l'arsura, con la siccità, il carbonchio e la ruggine, che ti perseguiteranno finché tu non sia perito . Il Signore ti colpirà alle ginocchia e alle cosce con una ulcera maligna, della quale non potrai guarire; ti colpirà dalla pianta  dei piedi alla sommità del capo.  Se non cercherai di eseguire tutte le parole di questa legge scritte in questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e terribile del Signore tuo Dio, allora il Signore colpirà te e i tuoi discendenti con flagelli prodigiosi: flagelli grandi e duraturi, malattie maligne e ostinate. Farà tornare su  di te le infermità dell'Egitto dalle quali tu avevi paura, e si attaccheranno a te. Anche ogni altra malattia e ogni flagello, che non sta scritto nel libro di questa legge, il Signore manderà contro di te, finché tu non sia distrutto." (Dt 28,15a;21-22;35;58-61).    

La libertà di Dio 

La malattia e' dunque conseguenza diretta del peccato, ma questa conseguenza non e' una conseguenza diretta e "automatica". Non si ammalano tutti coloro che peccano come non sono tutti peccatori quelli che si ammalano. Ancora una volta, come già sottolineato nelle premesse, la volontà libera di Dio sorpassa di gran lunga il nostro pensiero e la nostra ragione, ancora una volta ci troviamo di fronte al mistero della misericordia di Dio.   

Possiamo ricordare tra gli altri un esempio paradigmatico (Nm 12,l-15): " Maria e Aronne parlarono contro Mosè a causa della donna etiope che aveva sposata; infatti aveva sposato una Etiope.  Dissero: Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato anche per mezzo nostro?". Il Signore udì.  Ora Mosè era molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra.  Il Signore disse subito a Mosè, ad Aronne e a Maria: "Uscite tutti e tre e andate alla tenda del convegno". Uscirono tutti e tre.  Il Signore allora scese in una colonna di nube, si fermò all'ingresso della tenda e chiamò Aronne e Maria. I due si fecero avanti. Il Signore disse: 'Ascoltate le mie parole! Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, in visione a lui mi rivelerò, in sogno parlerò con lui.  Non così per il mio servo Mosè: egli è l'uomo di fiducia in tutta la mia casa. Bocca a bocca parlo con lui, in visione e non con enigmi ed egli guarda l'immagine del Signore. Perché non avete temuto di parlare contro il mio servo Mosè?".  L'ira del Signore si accese contro di loro ed Egli se ne andò; la nuvola si ritirò di sopra alla tenda ed ecco Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aronne guardò Maria ed ecco era lebbrosa.  Aronne disse a Mosè: "Signor mio, non addossarci la pena del peccato che abbiamo stoltamente commesso, essa non sia come il bambino nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quando esce dal seno della madre".  Mosè gridò al Signore: "Guariscila, Dio!". Il Signore rispose a Mosè: "Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe essa vergogna per sette giorni? Stia dunque isolata fuori dell'accampamento sette giorni; poi vi sarà di nuovo ammessa". Maria dunque rimase isolata, fuori dell'accampamento sette giorni; il popolo non riprese il cammino, finché Maria non fu riammessa nell'accampamento. "  

"L'ira del Signore si accese contro di loro", quindi contro Aronne e contro Maria, sia Maria che Aronne hanno parlato male di Mosè, ma solo Maria si ammala di lebbra e "Aronne guardò Maria ed ecco era lebbrosa". Dunque tutti e due hanno peccato, ma non tutti e due si ammalano, dunque se pure vi è un rapporto consequienziale tra colpa e malattia non è un rapporto deterministico di causa-effetto.

Malattie indotte da spiriti maligni  

In alcuni passi biblici, in verità pochi, si può riconoscere una chiara origine demoniaca della malattia. Per esempio in 1 Sam 18,10: " Il giorno dopo, un cattivo spirito sovrumano s'impossessò di Saul, il quale si mise a delirare in casa. Davide suonava la cetra come i giorni precedenti e Saul teneva in mano la lancia"  

Non sappiamo, però, se con la descrizione dello "spirito sovrumano" che si impossessa di Saul, lo scrittore descrivesse semplicemente uno stato di alterazione psichica, a quei tempi sempre definito come demoniaco per difetto di conoscenza.  

Il pentimento  

Spesso la malattia, infatti, porta al ravvedimento. Nel brano citato, infatti, Aronne, vedendo Maria malata, si ravvede e chiede l'intervento di Dio: "non addossarci la pena del peccato che abbiamo stoltamente commesso,,  E così in moltissimi altri passi dell'Antico Testamento la malattia rappresenta una sorta di "punizione minore" per portare la persona a riconoscere la propria colpa e cambiare condotta.  

In Sapienza 12 viene anche spiegata la pedagogia del castigo che permette il pentimento e quindi la salvezza (Sap 12,2-10): " ... tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore. Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa,  perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi. Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di visceri in banchetti di carne umana, iniziati in orgiastici riti,  genitori carnefici di vite indifese, tu li hai voluti distruggere per mano dei nostri antenati,  perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio la regione da te stimata più di ogni altra. Ma anche con loro, perché uomini, fosti indulgente mandando loro le vespe come avanguardie del tuo esercito, perché li distruggessero a poco a poco. Pur potendo in battaglia dare gli empi in mano dei giusti, oppure distruggerli con bestie feroci o all'istante con un ordine inesorabile, colpendoli invece a poco a poco, lasciavi posto al pentimento. " Ancora una volta Dio si mostra come il Dio della vita e non della morte, il Dio di misericordia che vuole il bene e la salvezza di tutti.

L'intercessione

Già dal brano precedentemente citato, Numeri 12,1-15 si può notare un altro elemento importante: la preghiera di intercessione. Lo stesso Aronne chiede la guarigione di Maria, ma anche Mosè, colui che ne era stato offeso chiede la guarigione di Maria: Mosè gridò al Signore: "Guariscila, Dio." E Dio risponde: " Il Signore rispose a Mosè: Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe essa vergogna per sette giorni? Stia dunque isolata fuori dell'accampamento sette giorni, poi vi sarà di nuovo ammessa".  

In realtà da questi versetti non è chiaro se Dio, alla richiesta di Mosè riduce la pena di Maria o se invece avesse già deciso in cuor suo di guarire Maria dopo sette giorni di malattia. E'ancora una volta il segno della libertà di Dio.  

Alle volte ad intercedere e' lo stesso malato come ad esempio il re Ezechia, che era stato giusto davanti a Dio (2 Re20,1-8): "in quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente" . Ezechia allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore:  "Su, Signore, ricordati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che a te sembra bene". Ed Ezechia fece un gran pianto. Prima che Isaia uscisse dal cortile centrale, il Signore gli disse: "Torna indietro e riferisci a Ezechia, principe del mio popolo: Dice il Signore, Dio di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera e visto le tue lacrime; ecco io ti guarirò; il terzo giorno salirai al tempio.  Aggiungerò alla durata della tua vita quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re d'Assiria; proteggerò questa città per amore di me e di Davide mio servo". Isaia disse: "Prendete un impiastro di fichi". Lo presero e lo posero sull'ulcera e il re guarì. Ezechia disse a Isaia: "Qual è il segno che il Signore mi guarirà e che, il terzo giorno, salirò al tempio?".  

Altre volte, invece, ad intercedere e' un parente o un amico, come nella guarigione miracolosa del figlio della Sunnamita ad opera di Eliseo (2 Re 4,18-35) : "Il bambino ... morì. Essa ... Si incamminò; giunse dall'uomo di Dio sul monte Carmelo .... Eliseo disse a Ghecazi: "Cingi i tuoi fianchi, prendi il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo". La madre del ragazzo disse: "Per la vita del Signore e per la tua vita, non ti lascerò". Allora quegli si alzò e la seguì. Ghecazi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo, ma non c'era stato un gemito né altro segno di vita. Egli tornò verso Eliseo e gli riferì: il ragazzo non si è svegliato ". Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era morto, steso sul letto. Egli entrò, chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore. Quindi salì, si distese sul ragazzo; pose la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani nelle mani di lui e si curvò su di lui. Il corpo del bambino riprese calore. Quindi si alzò e girò qua e là per la casa; tornò a curvarsi su di lui; il ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi.  

In molti altri brani in cui si parla della preghiera di intercessione si evidenzia come Dio voglia questa preghiera da parte dello stesso ammalato, dei suoi parenti o amici, di un giusto, ma mai in nessun brano è esplicitamente asserito che la guarigione avviene per quella o quell'altra determinata preghiera. La volontà di Dio è sempre e comunque una volontà di Bene e e di Amore e la preghiera di intercessione e' da Lui stesso sollecitata, ma neanche questa può interferire con la libertà assoluta di Dio .

L'intercessore 

Dal passo appena citato (2 Re20,1-8) si evidenzia anche l'importanza della persona che intercede. Ghecazi fa quanto Eliseo gli ha ordinato di fare "Ghecazi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo, ma non c'era stato un gemito né altro segno di vita. Egli tornò verso Eliseo e gli riferì: Il ragazzo non si è svegliato'", ma senza ottenere alcuna guarigione. Dopo l'intervento di Eliseo, invece, il bambino guarisce.  

La persona che intercede, sia l'ammalato, sia un'altra persona, è quasi sempre un giusto come a voler significare, preannuncio messianico, che se la colpa e quindi la malattia sono entrate nel mondo a causa del demonio e del peccato, la guarigione e il bene vi entrano a causa del bene operato dall'uomo giusto.  

Quando Davide pecca, unendosi a Betsabea, già moglie di Uria, Dio non ascolterà la sua intercessione (2Sam 12,15-18): " Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammalò gravemente. Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino e digiunò e rientrando passava la notte coricato per terra. Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò di prendere cibo con loro. Ora, il settimo giorno il bambino morì ." 

Al contrario la preghiera del giusto (Sap18,20-21): "La prova della morte colpì anche i giusti e nel deserto ci fu strage di molti; ma l'ira non durò a lungo, perché un uomo incensurabile si affrettò a difenderli: prese le armi del suo ministero, la preghiera e il sacrificio espiatorio dell'incenso; si oppose alla collera e mise fine alla sciagura, mostrando che era tuo servitore" .   

Il rito e il santuario

Dai brani citati si osserva come talvolta il Signore si serve di alcuni oggetti o azioni simboliche per far ottenere la guarigione. Eliseo chiede a Ghecazi di stender il bastone sul fanciullo per esempio. O ancora sempre Eliseo chiede a un guerriero Siro, Naaman, di bagnarsi nelle acque del Giordano per guarire dalla lebbra che lo ha colpito (2 Re 5,1-9): Nàaman arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: và bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito". Nàaman si sdegnò e se ne andò protestando:  'Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si fermerà, invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con la mano la parte malata e sparirà la lebbra. Forse l'Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per essere guarito?". Si voltò e se ne partì adirato.  Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: "Se il profeta ti avesse ingiunto una cosa gravosa non l'avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: bagnati e sarai guarito". Egli, allora, scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito. "  

Anche i luoghi possono essere più o meno adatti alla preghiera. In particolare il Signore suggerisce di chiedere la guarigione nel santuario (1Re 8,28-29):"Quando nella regione ci sarà carestia o peste, carbonchio o ruggine, invasione di cavallette o di bruchi, quando il nemico assedierà il tuo popolo nella sua terra o nelle sue città, quando scoppierà un'epidemia o un flagello qualsiasi, ogni preghiera e ogni supplica fatta da un individuo o da tutto il tuo popolo Israele, in seguito alla prova del castigo e del dolore, con le mani tese verso questo tempio"        

Il giusto 

Come già detto, però, la guarigione è prerogativa del giusto, prefigurazione del Cristo. L'uomo ha introdotto il peccato nel mondo con la ribellione a Dio, il Cristo,nuovo Adamo come dicono i Padri della Chiesa, è mandato nel mondo a portare la guarigione e la salvezza. Il giusto, l'unto , il consacrato del Signore, nell'Antico Testamento, sono 1 e prefigurazioni di Gesù e quindi non stupisce che abbiano questo carisma specifico di guarigione. Questo rappresenta il segno di riconoscimento. Per esempio quando Dio manda Abramo dal faraone a chiedere di mandare via gli Israeliti dall'Egitto Dio concede a Mosè questo dono taumaturgico come segno profetico (cfr Es 4,67): "Il Signore gli disse ancora: Introduci la mano nel seno!". Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò: ecco la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve. Egli disse: "Rimetti la mano nel seno!". Rimise in seno la mano e la tirò fuori: ecco era tornata come il resto della sua carne. " Chi fa del male all'unto del Signore viene punito con la malattia (cfr.:1Sam25,10.37-38):"Ma Nabal rispose ai servi di Davide: "Chi è Davide e chi è il figlio di lesse? Oggi sono troppi i servi che scappano dai loro padroni. Il mattino dopo, quando Nabal ebbe smaltito il vino, la moglie gli narrò la faccenda; il cuore gli si tramortì nel petto ed egli rimase come una pietra. Dieci giorni dopo il Signore colpì Nabal ed egli morì. "  

Davide pur perseguitato da Saul non lo colpisce quando ne ha la possibilità (lSam 26,9) "Ma Davide disse ad Abisài: "Non ucciderlo! Chi mai ha messo la mano sul consacrato dei Signore ed è rimasto impunito?"  

Nei Profeti i popoli che muoveranno guerra a Gerusalemme saranno colpiti da gravi malattie ad esempio in Zc14,12: "Questa sarà la piaga con cui il Signore colpirà tutti i popoli che avranno mosso guerra a Gerusalemme: imputridiranno le loro carni, mentre saranno ancora in piedi; i loro occhi marciranno nelle orbite; la lingua marcirà loro in bocca. "

Gli oggetti sacri 

Anche gli oggetti che sono in relazione con Dio non devono essere trattati impropriamente e così coloro che toccano l'arca dell'alleanza (simbolo di Dio) in maniera impropria o comunque senza il dovuto rispetto, vengono colpiti da malattia (lSam 4,15-21):"Eli era vecchio di novantotto anni, aveva gli occhi rigidi e non poteva più vedere. Disse dunque quell'uomo a Eli: "Sono giunto dal campo. Sono fuggito oggi dalle schiere dei combattenti Eli domandò: "Che è dunque accaduto, figlio mio?". Rispose il messaggero: Israele è fuggito davanti ai Filistei e nel popolo v'è stata grande strage; inoltre i tuoi due figli Cofni e Pìncas sono morti e l'arca di Dio è stata presa! ". Appena ebbe accennato all'arca di Dio, Eli cadde all'indietro dal sedile sul lato della porta, battè la nuca e morì, perché era vecchio e pesante. Egli aveva giudicato Israele per quarant'anni. La nuora di lui, moglie di Pìncas, incinta e prossima al parto, quando sentì la notizia che era stata presa l'arca di Dio e che erano morti il suocero e il marito, s'accosciò e partorì, colta dalle doglie"  

Dio colpisce la mancanza di rispetto verso gli oggetti sacri senza distinzione di popoli. Colpisce i popoli stranieri, ma anche gli Israeliti anche se con minore intensità.  

Guarigione per manifestare la gloria di Dio

La malattia, però, può anche colpire un giusto. Dio permette questo per provare la sua fede. Se la malattia causava spesso il pentimento e il cambio di condotta, la malattia del giusto lo porta a dare testimonianza di lode. Un tipico esempio lo abbiamo in Tobia e in Giobbe.  

Tobia 2,10 "Ignorando che sopra di me, nel muro, stavano dei passeri. Caddero sui miei occhi i loro escrementi ancora caldi, che mi produssero macchie bianche, e dovetti andare dai medici per la cura. Più essi però mi applicavano farmaci, più mi si oscuravano gli occhi per le macchie bianche, finché divenni cieco del tutto. Per quattro anni fui cieco. 3,17 ... e fu mandato Raffaele a guarire i due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobi, perché con gli occhi vedesse la luce di Dio; 6,9.....Il fiele invece serve per spalmarlo sugli occhi di uno affetto da albugine; si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono ". 11,13.... Tobi gli si buttò al collo e pianse, dicendo: '"Ti vedo, figlio, luce dei miei occhi!". 14.... E aggiunse: Benedetto Dio!  

Giobbe, ammalato dirà (Gb 1,2122): "Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!". In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto. " Ancora una volta il giusto trasforma il male, la malattia in un bene e questa è la guarigione. Ancora una volta dal male può scaturire il bene se si vive nell'ottica di Dio. 

Annunci messianici   

Dio non ha creato e non ha voluto la malattia e, addirittura, opera e vuole la guarigione e manda il suo Figlio a guarire e sanare ogni male. Già nei profeti troviamo l'annuncio di questa realtà. Isaia, descrivendo la Gerusalemme futura dice (Is 33,24): "Nessuno degli abitanti dirà: Io sono malato; il popolo che vi dimora è stato assolto dalle sue colpe" e ancora (Is 35,5): " Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.  Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa".  

La guarigione della malattia diventa il segno della presenza di Dio perché Dio stesso è guarigione. Nel celebre passo di Ezechiele in cui il profeta descrive la fonte che scaturisce dal tempio (raffigurazione simbolica della misericordia di Dio) il fiume che ne deriva produce frutti che sono " medicina" (Ez 45,9-15): "Mi disse: "Queste acque escono di nuovo nella regione orientale, scendono nell'Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Sulle sue rive vi saranno pescatori: da Engàddi a En-Eglàim vi sarà una distesa di reti. I pesci, secondo le loro specie, saranno abbondanti come i pesci del Mar Mediterraneo. Però le sue paludi e le sue lagune non saranno risanate: saranno abbandonate al sale. Lungo il fiume, su una riva e sull'altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina".  

Gesù è il Giusto per eccellenza e come già Tobia, come Giobbe , sarà colpito dal male ma da questo male farà scaturire la testimonianza di lode e la guarigione per il mondo intero (Is 53,5): "Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci da salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti."    

Nuovo Testamento

Nei vangeli la missione di Gesù è caratterizzata dalle numerose guarigioni. Già dall' inizio della sua attività Gesù passa per i villaggi "curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo" (Mt 4, 23 -  Mc 1,32 - Lc 4, 40-41). La guarigione dalle malattie diviene il segno tangibile della misericordia di Dio. Cristo è il giusto che prende su di sé la colpa (quindi il male, la morte, la malattia) e trasforma il male in testimonianza di lode. E' il giusto che intercede per i malati chiedendo a Dio Padre la loro guarigione, ma è anche Dio e quindi vuole la guarigione (Dio vuole solo e sempre il bene), ma soprattutto è Lui stesso guarigione. Dio è il bene, è la vita, è a guarigione. Le guarigioni operate da Gesù sono quindi il segno tangibile che è giunto il Regno di Dio e che Dio è in mezzo al suo popolo. Gesù non ha bisogno di intercedere per chiedere la guarigione, ma semplicemente può dire: "Lo voglio" (cfr Lc11,11-13): "Un giorno Gesù si trovava in una città e un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò ai piedi pregandolo: "Signore, se vuoi, puoi sanarmi". Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: Lo voglio, sii risanato! ". E subito la lebbra scomparve da lui.  Li ingiunse di non dirlo a nessuno: Và mostrati al sacerdote e fa l'offerta per la tua purificazione, come ha ordinato Mosè, perché serva di testimonianza per essi"  

La fede in Gesù Cristo   

Gesù viene nel mondo , ma l'uomo può rifiutarlo. Per la guarigione, quindi è necessario, anche se non indispensabile, che l'uomo riconosca Gesù e abbia fede in Lui (Mt 8,5-13): " Entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: "Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente". Gesù gli rispose: Io verrò e lo curerò".  Ma il centurione riprese: "Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fa' questo, ed egli lo fa". All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: Un verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande. Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,  mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre ove sarà pianto e stridore di denti. E Gesù disse al centurione: và, e sia fatto secondo la tua fede". In quell'istante il servo guarì. "

Prima di operare Gesù chiede la fede, chiede al malato:"Credi che io posso fare questo?" (Mt 9,27­ 30):"Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: Figlio di Davide, abbi pietà di noi. Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: "Credete voi che io possa fare questo?". Gli risposero: "Sì, o Signore!" Allora toccò loro gli occhi e disse: "Sia fatto a voi secondo la vostra fede". E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: Badate che nessuno lo sappia! ".  

 Se la malattia portava il giusto alla testimonianza di lode, la guarigione porta al servizio (Mc 1,29-31): " la suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.

Guarigione totale 

Attraverso le guarigioni Gesù annuncia "E' giunto a voi il Regno di Dio". La guarigione che dona Gesù è una guarigione totale e la guarigione fisica è il segno di quella interiore (Mt 9,1-7): Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: "Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati". Allora alcuni scribi cominciarono a pensare: "Costui bestemmia".  Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa dunque è più facile, dire: li sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora il paralitico, prendi il tuo letto e va' a casa tua. Ed egli si alzò e andò a casa sua." 

Incontro personale

Leguarigioni operate da Gesù avvengono sempre con un incontro personale profondo. Spesso il malato tocca il mantello di Gesù: altre volte è Gesù a toccare il malato come per esempio nella guarigione del cieco di Betsaida (Mc8,22-26):"Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo.  Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: Vedi qualcosa?" Quegli, alzando gli occhi, disse: Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano".  Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa. E lo rimandò a casa dicendo: Non entrare nemmeno nel villaggio" . 

Altre volte chiama per nome il malato, ma comunque sempre il malato è tratto dalla folla e tra lui e il Cristo si instaura un dialogo personale. Per esempio, arrivato a Gerico, c'è molta folla e tra la folla c'è Bartimeo cieco. Gesù lo fa chiamare dalla folla e gli chiede cosa vuole (Mc10,46-52). "E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il fíglio di Tìmèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: '"Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!". Molti lo sgridavano pe farlo tacere, ma egli gridava più forte: '"Figlio di Davide, abbi pietà di me .Allora Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". E chiamarono il cieco dicendogli: "Coraggio! Alzati, ti chiama!. Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: "Che vuoi che io ti faccia?". E il cieco a lui: ''Rabbonì, che io riabbia la vista!".  E Gesù gli disse: Và, la tua fede ti ha salvato". E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada. ".  

In questi due ultimi episodi si evidenzia anche come le guarigioni che opera Gesù sono assolutamente diverse le une dalle altre. Diverso l'incontro,diversa la richiesta di Gesù, diverse le modalità.Per guarire Bartimeo è bastata la parola del Cristo, per guarire il cieco di Betsaida è necessaria l'applicazione di saliva sugli occhi. Dunque Gesù adatta ogni volta la guarigione alle esigenze più profonde della persona. Altre volte la guarigione è graduale, forse anche in relazione al grado di fede dell'ammalato. Nei vangeli sono anche riportate guarigioni operate da Gesù su casi di malattie dovute a spiriti maligni . Gesù risuscita i morti. Dio è la vita e dove è Dio non può esserci la morte. Gesù figlio di Dio ha il potere di resuscitare i morti . E' questo il più forte annuncio che il Regno di Dio è giunto ed è per questo che Gesù sarà condannato a morte.  

Gesù, il Figlio di Dio, è Dio e agisce quindi in maniera assolutamente libera. Libera nelle modalità di operare la guarigione, libero nella imperscrutabilità della scelta di chi guarire, libero nella scelta dei tempi. Gesù supera la legge e guarisce anche di sabato. Questo agire libero non è frutto di capriccio, ma a servizio dell'infinita misericordia di Dio. Dio ama troppo le sue creature per non operare guarigioni anche di sabato. Ancora una volta l'uomo, essere finito per definizione, tenta di circoscrivere, di limitare, di regolare con leggi e prescrizioni, mentre Dio va sempre al di la, va sempre oltre, supera sempre i piccoli schemi umani

,,Una volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato. C'era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: "Donna, sei libera dalla tua infermità"  e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.  Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato "  Il Signore replicò: Ipocriti non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato? '(Lc 13,10­ 17)

Misericordia universale 

Gesù non limita la sua azione salvifica, non la circoscrive al solo popolo dell'alleanza. E' Dio, Padre per tutti gli uomini, guarisce tutt,i anche gli stranieri. Come ad esempio la figlia della donna cananea (Mc 7,24-30): "Partito di là, andò nella regione di Tìro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto. Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi. Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. Ed egli le disse: Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". Ma essa replicò: "Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli ". Allora le disse: Per questa tua parola và ,il demonio è uscito da tua figlia". Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato. "

Gesù ha operato numerosissime guarigioni come segno e strumento di evangelizzazione e  ha lasciato ai suoi discepoli il mandato di fare altrettanto e la promessa di avere anch'essi questa capacità:  

"E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove,  prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno".( Mc 16, 17-18)  

"1n verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò".( Gv 14,12-14)  

"in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. 24 Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete".( Gv 16,23-24)  

E gli apostoli hanno proseguito l'opera di Gesù. Anche Pietro, anche Giovanni, anche Paolo hanno operato guarigioni.( At 3,1-8): "Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi". Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa.  Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina! ".  E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. "  

I miracoli compiuti dagli apostoli e riportati dagli Atti degli apostoli sono moltissimi a dimostrare che la promessa di Gesù non è stata vana. Dopo gli apostoli anche i Santi nel corso dei secoli hanno ancora continuato a operare guarigioni miracolose. Ancora oggi le preghiere di intercessione rivolte a Dio nei santuari o nel segreto del cuore sono ascoltate. Ancora oggi noi, i cristiani, i discepoli di Gesù siamo chiamati a proseguire la sua opera di evangelizzazione e a rispondere all'ultimo mandato che ci ha rivolto Gesù prima di ascendere al Padre:  

"Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno ".


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