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Siate santi! Don Franco Prefazione del libro "Ti ho fatto come un prodigio" - Ed. Rinnovamento nello Spirito Santo |
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Quando lo Spirito Santo entra nel nostro cuore guarisce i tre fondamentali rapporti della nostra vita: il rapporto con Dio, risanato dalla virtù dell'obbedienza; il rapporto con il prossimo, guarito dalla virtù della carità; il rapporto con se stessi, risanato, appunto, dalla purezza cristiana. Senza la pratica di questa virtù ogni cammino e ogni rinnovamento nello Spirito è pura illusione. Ciò non toglie che la pratica della purezza sia difficile e che le ricadute nel peccato, almeno agli inizi, possano essere frequenti, soprattutto in una società come la nostra che, attraverso i mass-media, lancia questo messaggio: "L'uso del sesso, il piacere sessuale, la verginità, la fedeltà tra fidanzati e tra gli sposi... le pratiche sessuali (masturbazione, rapporti sessuali ... ), l'erotismo... sono un fatto culturale, cioè cambiano con la cultura. Non dipendono da una legge morale". Quindi, ultima parte del messaggio: "E' giusto ciò che ti soddisfa... Se ti piace, fallo". Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. I primi cristiani, nell'arco di una generazione, hanno diffuso il messaggio di Gesù nelle principali città del Mediterraneo, probabilmente senza un progetto missionario, attraverso due canali: l'annuncio del kérigma, e la testimonianza di una vita trasformata dalla sua signoria, dal suo Spirito. La testimonianza, a sua volta, si manifestava in due modi: l'amore fraterno e la pratica della purezza cristiana. Non possiamo illuderci che una evangelizzazione sia efficace senza la testimonianza e, in particolare, senza quella testimonianza, in cui San Paolo fa consistere la santità. S. Paolo, quando dal discorso teologico passa all'esortazione, insiste sempre sull'amore fraterno e sulla purezza. Per l'apostolo l'esortazione:"Siate santi! " significa: "Siate puri!" (cfr. I Ts 4,3-8). Penso che, senza la testimonianza di questa diversità, senza che i nostri fratelli avvertano intorno a noi il buon profumo di Cristo che suscita la nostalgia della purezza originaria, non siamo credibili. Negli ultimi anni, mi sono reso conto che indicare ai giovani la via della purezza attraverso le conseguenze morali non bastava. Mi è stato utile farli incontrare con le motivazioni di fondo, cioè con le motivazioni cristiane della purezza che troviamo nel Nuovo Testamento e in S. Paolo in particolare. In Gal 5,22 sono elencati i frutti dello Spirito. L'ultimo è il dominio di sé, che in questo caso significa dominio di sé nella sfera della sessualità e si oppone all'impurità, cioè ad ogni disordine sessuale. Ogni impurità, ogni disordine sessuale, secondo la Bibbia è un vendersi, un prostituirsi, un alienare il proprio corpo, perché si usa del corpo e della sessualità non secondo il progetto di Dio ma per un fine diverso: il piacere sessuale fine a se stesso. Come è possibile allora la pratica della purezza? I filosofi pagani dicevano: attraverso il dominio degli istinti sessuali sottoposti alla signoria della ragione. S. Paolo dice: attraverso la signoria di Gesù su tutta la tua persona, sulla tua ragione, sul tuo corpo, sulla tua sessualità. In 1 Cor 6, 13-19 Paolo insegna: "il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore... voi... non appartenete a voi stessi! ". Se Paolo dovesse parlare, non con i Corinti, ma con due ragazzi innamorati ai nostri giorni, che vogliono "fare l'amore", forse direbbe: "Il tuo corpo non ti appartiene! E' di Cristo. Il corpo della tua ragazza non è tuo e nemmeno suo!E' di Cristo! Non te lo puoi prendere. Lei non te lo può dare! Quando, con il sacramento del matrimonio, Cristo te lo consegnerà, lo accetterai come dono dalle sue mani!". Un'altra motivazione più forte è che noi, non in maniera generica, ma misterica e realistica, siamo il corpo di Cristo e sue membra. Attraverso l'impurità offendo, faccio violenza, prostituisco il corpo di Cristo con una specie di odioso sacrilegio. Sono parole di Paolo: "Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò le membra di una prostituta?" (1 Cor 6,15). La terza motivazione è la presenza dello Spirito Santo che abita in noi come in un tempio. Ogni disordine ed ogni abuso sessuale significa profanare questo tempio dello Spirito, significa contristare lo Spirito Santo di Dio (cfr. Ef 4,30). Dice S. Paolo: "O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi? " (1 Cor 6,19). Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui (cfr. 1 Cor 3,17). E S. Giacomo aggiunge: "Fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare dentro di noi " (Ge 4,5). Infine, la quarta motivazione è che il nostro corpo è destinato alla risurrezione. Questo nostro compagno non è una veste estranea da abbandonare quaggiù sulla terra. Ci appartiene, ci segue in tutte le vicende. Va curato o conservato nella purezza perché è destinato alla gloria: "Dio che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi" (1 Cor 6,14). S. Paolo conclude: "Glorificate, dunque, Dio nel vostro corpo! " (1 Cor 6,20). Rendete gloria a Dio attraverso l'uso del vostro corpo e della vostra sessualità, nell'obbedienza alla volontà di Dio. Le strade sono due, come sono due i carismi che le generano: la via della verginità e la via del matrimonio (cfr. 1 Cor 7). In tutti e due i casi dobbiamo spargere nel mondo il buon profumo di Cristo. E' come se, con l'unzione dello Spirito, un vaso di profumo fosse depositato nel nostro cuore. Attraverso momenti successivi di preghiera, mortificazione e tanti "sì" alla volontà di Dio, quel vaso va spezzato. Allora quel profumo si effonde, la nostalgia della purezza ritorna e Cristo viene glorificato. |