“Tutti questi erano assidui e concordi  nella preghiera.....con Maria madre di Gesù”  

Salvatore Martinez -  Rimini 2002

 

Il tema che abbiamo scelto è un tema molto compromettente per noi: dal Libro degli Atti degli Apostoli: “Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera…con Maria la Madre di Gesù…”  

Prima parola, TUTTI! È una grande sfida, questa parola: TUTTI è una parola compromettente, tutti significa nessuno escluso!

Guardate nel linguaggio Biblico: questa parola TUTTI, nessuno escluso, è il grande sogno di Dio, è il grande sogno di DIO che tutti conoscano la salvezza di Gesù, e attenti perché già al tempo di Gesù, già tra i dodici, già nel seguito di Gesù era assai difficile, lasciatemi dire è accaduto pochissime volte che Gesù potesse vedere che i suoi erano tutti unanimi nel parlare, tutti unanimi nel lavorare per il Regno che lui stava edificando, quel TUTTI è una parola che da una parte può darci pena quando ad esempio tu vedi che tuo marito, tua moglie, i tuoi figli, i tuoi vicini, non riescono a realizzare con te la concordia, l’unità, l’amore che Gesù vuole, ma è anche la sfida di questo nostro tema, è la sfida che Giovanni Paolo II ci sta ponendo è la sfida che noi per amore vogliamo vincere con Gesù, e allora è davanti a questo TUTTI che il nostro cuore deve tremare, ma deve già entrare in un mistero di amore, desidero Signore, sia questa la nostra preghiera: ”desidero Signore che questo tutti si realizzi, desidero vivere nella concordia con i fratelli del mio gruppo, desidero che ci sia concordia tra gruppo e gruppo, desidero che ci sia concordia nella Chiesa, desidero, chiedo che ci sia concordia tra le Chiese, desidero che sia concordia nella mia casa, con i miei amici, con i miei colleghi, CONCORDIA!  

Sapete bene cosa significa concordia, è un’insieme di cuori che si uniscono, quel tutti diventa unno, ecco il grande prodigio, anche se molti diventiamo uno, anche se alla fine diremo tutti, ma dovremo essere così stretti, ma così stretti da diventare uno! E quando pensate al tutti che diventa uno, non dovete immaginare un tutti fatto di tante persone che si stringono, ma dovete pensare ad un tutti fatto di tante persone una sull’altra, così da creare una torre che arriva fino al cielo e che sfonda il cuore di DIO, questo è il tutti evangelico, TUTTI in UNO! Uno sopra l’altro, ecco il fondamento di Cristo, edificati sulla pietra, pietre vive, una sull’altra. Qual’è il segreto, qual’è la condizione, che cosa ci serve? “Erano tutti assidui e concordi nella preghiera ”!  
 
Nella preghiera, è questa l’arma che ci viene consegnata se vogliamo combattere i nemici della concordia, la preghiera, sia benedetto lo Spirito Santo che ha suscitato tante realtà che ci richiamano il primato della preghiera, voi sapete che questo è un anno che stiamo dedicando in maniera speciale alla preghiera e io sono tanto contento che questo tema profetico metta insieme la dimensione della preghiera con l’effetto che la preghiera provoca, con una causa che dobbiamo attenderci dalla preghiera, la concordia, l’amore l’unità fra di noi, perché è scandalo pregare e non essere uniti, perché è scandalo che la preghiera se è fatta nel nome di Gesù non ottenga questa unità.
 
Per capire questa parola: "tutti erano assidui nella concordia e nella preghiera" dobbiamo scomodare due passi della scrittura del Vangelo e risentire la voce di Gesù, sono due brani che qualcuno cerca di contrapporre, quando si vuole  giustificare la preghiera personale e condannare la preghiera comunitaria, o quando si vuole difendere la preghiera comunitaria e poi condannare la preghiera personale.
 
 In Mat. 6 Gesù ci dice: Se tu vuoi trovare la concordia con gli altri nella preghiera devi intanto trovare la  concordia con me nella preghiera personale, ne consegue che se non riesci a trovare concordia nella preghiera con i tuoi fratelli  è segno che tu non realizzi ancora concordia con Dio nella tua preghiera personale, eppure sei sempre presente, frequenti il gruppo da vent’anni, ma non riesci a realizzare concordia con i tuoi  fratelli, è segno che devi ancora costruire concordia con Dio, il tuo rapporto personale nella preghiera con il Signore Gesù.
 
 Matt. 6.Stai nella tua stanza non per guardare la televisione, prega, stai nella tua stanza non per rimpiangere il passato ma per guardare il futuro con me, prega, stai nella tua stanza non per sognare e vagheggiare fortune che non si realizzeranno mai, invoca il mio nome, stai nella tua stanza e prenditi cura di me, dice Gesù, ti sarà più facile poi stare in mezzo ai tuoi fratelli, allora, ritirati nella tua stanza e dice Gesù: non sprecare neanche tante parole, perché quando si sta cuore a cuore, chi è innamorato lo sa, le parole possono anzi rovinare tutto, o no? Quando si sta cuore a cuore basta solo guardarsi, ecco perché Gesù dice, non moltiplicate tante parole, e ci insegna il padre nostro sapete perché? 
 
Perché vedevano Gesù pregare e si preoccupavano di capire, gli apostoli,di capire che cosa chiedeva, perché in realtà  la risposta di Gesù insegnando il Padre Nostro è la risposta al nostro bisogno di chiedere, perché per molti la preghiera  personale è soltanto una preghiera di richiesta. Si entra in Chiesa: Signore dammi…Signore fammi, Signore perché e Signore percome!  E’ quasi sempre una preghiera di richiesta d’ invocazione, e allora Gesù dice bene, volete chiedere qualche cosa al Padre, vi dico io come pregare, e che bella la prima parola: “Lascia il cielo e vieni qui sulla terra!”  
 
Quando entrate nella vostra stanza, potrete dire al padre: “Per favore papà, scendi dal cielo vieni qui in questa stanza!” E’ la prima cosa, tu che sei nei cieli, vieni qui in questa stanza, piccola spoglia, disadorna, dove sono rimasto solo, senza mio marito, senza mia moglie, senza i miei figli, così come sono porta il cielo qui, Venga il tuo Regno, significa: portami il cielo a casa mia, ma ci avete pensato mai? Venga il tuo regno portami il cielo, angeli e santi inclusi, portami li cielo, qui dove sono, e poi continua….ma in questa preghiera Gesù ci insegna come possiamo costruire il nostro rapporto personale.
  
Non ho tempo per approfondire questo tema, é solo uno spunto per iniziare il nostro discorso, ma abbiamo immediatamente dopo, in Mat. 18, l’altro esempio fondamentale, è la preghiera comunitaria, Gesù ci dice: non basta che tu te ne stia chiuso nella tua stanza per costruire il tuo rapporto personale, voglio che tu  realizzi concordia anche con i tuoi fratelli perché noi siamo la Chiesa, non delle isole, siamo la Chiesa, coloro che sono radunati nel nome di Gesù, e allora Mat. 18, l’altra parola fondamentale per la preghiera comunitaria, vi radunate?  Non preoccupatevi di essere tanti, qualcuno ogni tanto mi scrive: ma  siamo in dieci! In dieci??? E gli apostoli erano qualcuno in più e hanno cambiato il mondo!!!  Due o tre,  dice Gesù, non fa grandi numeri…oppure qualcuno potrebbe dire, siamo duecento…ma non c’è concordia, a che serve??? Siamo tre ma c’è concordia c’è già il cielo, siamo duecento, non c’è concordia non serve a niente! 

Due o tre che si accorderanno nel mio nome, in verità, in verità vi dico…sapete cosa vuol dire in verità nel linguaggio biblico? Intanto Gesù crea attenzione e dice vi sto dicendo una cosa così importante, come quando voi genitori volete dire una cosa così importante ai vostri figli, spegnete la televisione chiudete le stanze, ti devo dire….quando Gesù diceva in verità in verità vi dico è come se stesse dicendo adesso  vi giuro, adesso vi prometto, adesso vi dico una cosa sensazionale, adesso vi dico una cosa che nessuno mai vi ha detto, vi faccio una promessa che nessuno mai può realizzare come me, accordatevi due o tre e chiedetemi qualche cosa e vedrete che il Padre mio se la chiederete nel mio nome ve la concederà.

Quante grazie avete nel cuore da chiedere al Signore, immagino tante, almeno una a testa, se riusciremo ad essere concordi nella preghiera “in verità in verità vi dico”, ci è stato detto: “Il Padre mio ve lo concederà ” Ma non dimenticatevi che il Padre mio quello stesso padre che invocheremo concordemente,  è quel padre che tu dovresti già conoscere perché lo hai incontrato nella preghiera personale, così che molti pensano che andando al gruppo e realizzando la concordia, sarà possibili ottenere ciò che il mio cuore desidera, no non è ancora sufficiente, il Padre desidera sapere se intanto tu lo ami , lo conosci , lo invochi in quella stanza! 

Vorrei che d’ora in avanti queste due immagini, queste due stanze, la stanza dove tu costruisci il tuo rapporto personale con  Lui e la stanza, la prima stanza di cui effettivamente tutto il mondo ebbe notizia, questo cenacolo, questa stanza al primo piano, dove questa parola venne realizzata, si possono entrambe collocare nella tua vita spirituale, nella vita dei nostri gruppi delle nostre comunità ma intanto accordatevi, e qualcuno pensa che accordarsi significa; guarda un po’ c’è un fratello ammalato,  preghiamo per lui, siete certi che due o tre si accordino in un caso di questo tipo? Naturalmente si. E pensate che sia sufficiente dire: Signore tu ci hai promesso, che se ci accordavamo noi avremmo potuto chiedere, guariscilo e la guarigione non avviene, chi sa perché?!?

Ci sono tante motivazioni per le quali una guarigione non avviene, ma ve ne voglio dire una certa. Gesù quando diceva accordatevi due o tre, non ci dice accordatevi ed impietositevi davanti a quel caso, no no dovete essere accordati voi, se voi non siete in comunione fra di voi, la preghiera arriverà così lacerata davanti a Me che io non posso ascoltarla, l’accordo non è intorno ad un intenzione o a un caso che ci commuove , l’accordo è tra i nostri cuori che preghiamo, altrimenti la nostra preghiera non sale a Dio gradita, è una preghiera macchiata che deve essere prima lavata dal Sangue di Gesù, ecco perché nello stesso contesto in cui  Gesù insegna a pregare Mat. 6, Gesù ci insegna a perdonare, io non so quanto tempo passiamo a perdonare, ma dovremmo passare lo stesso tempo che passiamo a lodare, perché se vogliamo che quella preghiera sia gradita deve essere stata lavata dalla nostra capacità di essere riconciliati. 

Come puoi chiudere gli  occhi e pregare Dio  quando sai che accanto a te c’è una sorella che aspetta il tuo amore!?! Come puoi pensare che la tua preghiera salga a Dio gradita quando non preghi più col tuo fratello!?! Da questa mattina il significato della preghiera diventa qualcosa di  molto più impegnativo e compromettente che pronunziare parole di lode o far risuonare qualche salmo, è la tua vita che entra nella vita del fratello, è la tua vita che assume la vita del fratello. Non dimentichiamo allora che Gesù fece i conti con gli apostoli che non riuscivano a costruire  questo tutti, allora quando voi leggete questo tutti dovete capire il miracolo che accadde in quel cenacolo, finalmente riuscivano a pregare e ad essere concordi ed anche assidui che è una parola che ci  dice che non durò soltanto qualche momento, ma divenne lo stile di vita della prima comunità cristiana. Era finalmente arrivato lo Spirito Santo, scusate se è poco! 

Ci avevano provato con i loro mezzi a mettersi d’accordo, come quando Giacomo e Giovanni andarono da Gesù e cercarono di corromperlo perché volevano un posto a destra e a sinistra, e poi subito dopo gli altri  li accusarono, altro che concordia, erano continuamente attaccati dalla tentazione di accordarsi e poi di discordarsi, concordia e discordia venivano vissute molto umanamente. 

Venne però lo Spirito, in quel cenacolo, mentre finalmente pregavano all’unisono, mentre finalmente pregavano come un solo cuore riconciliato, come un solo corpo l’uno sull’altro, non l’uno accanto all’altro, l’uno sull’altro, e quella preghiera venne ascoltata, nel massimo grado. Gesù un’altra volta aveva detto: avete mai visto un padre che a un figlio che gli chiede un pane darà una pietra, o gli chiede un pesce darà una serpe, quanto più il Padre darà lo spirito a coloro che glielo chiederanno, e questo giorno avvenne proprio mentre questa parola viene presentata, questa concordia, questa unità nella preghiera ottenne il massimo regalo di Gesù, lo Spirito Santo. 

Ottenne la massima grazia consentita, lo Spirito Santo. Non c’è grazia  più grande e noi spesso questo non lo comprendiamo; Signore dammi , Signore fammi, ma la prima cosa che dobbiamo chiedere noi che ci diciamo spirituali, carismatici, Signore non privarmi dello Spirito sennò sono perduto, Signore dammi il tuo Spirito e ho tutto! Signore dammi il cielo  mediante il tuo spirito e ho tutto!  Vorrei che questa parola, questo tutti, questa concordia, e questa preghiera, entrassero profondamente nel nostro cuore.  
 
 E’ un grande richiamo all’Amore che il Signore ci sta facendo, è un grande richiamo a ritornare all’Amore!!! Sentite che cosa poté scrivere Pietro, da Papa, dopo che aveva esperimentato finalmente la concordia, il potere dell’assiduità della preghiera. I° Pietro 1, 22-23: “Amatevi intensamente, gli uni gli altri, di vero cuore”. Di vero cuore si può tradurre perfettamente con concordemente, siate concordi quando vi amate e amatevi intensamente essendo stati rinnovati, rigenerati, non da un seme corruttibile ma dalla parola di Dio, cioè tu hai deciso un giorno di aderire alla parola del Signore, io vorrei che questo aspetto fosse chiaro perché molti pensano di avere aderito al Rinnovamento, è falso, tu non aderisci a nulla, la sola adesione che ti è richiesto è: aderisci alla parola del Signore e allora rinasci! 
Tu non aderisci ad un club, non aderiamo a nessuna realtà umane, certo abbiamo le nostre strutture, le nostre necessità umane, abbiamo bisogno di ordine, di criteri ma non c’è niente di più importante e niente può togliere il primato alla sola adesione che conta,non è adesione ad uno stato, non è adesione anche ad una fedeltà fatta di cose materiale, non è questa l’adesione che ci rinnova, hai aderito alla parola di Dio e allora si che tu inizi veramente ad amare in maniera intensa e di vero cuore così che Pietro poteva finalmente dire che questa parola si era realizzata nella sua vita, non era riuscito, ed era il più grande rimorso di Pietro, non era riuscito a costruire la sua fedeltà personale con Gesù. 
 
Darò la vita per te” gli aveva detto e noi, scusatemi, abbiamo fatto lo stesso errore quando nel giorno della preghiera dell’effusione abbiamo detto: Signore, ti dò la mia vita e poi abbiamo aggiunto, te la do e te la assumi, è li la differenza, perché forse noi ci siamo impegnati a darla, ma chi la prende la prende e così la prende spesso il mondo, no noi gli abbiamo detto te la dono e tu diventa il Signore, e lui risponde: che bello, finalmente! Ti porterò il cielo, ti porterò tutto quello che ho sognato, ti farò vedere come la mia parola è vera! 
 
Ma noi non gli abbiamo chiesto solo prenditela, gli abbiamo chiesto anche diventa Signore, ma questo non si è ancora realizza, e facciamo lo stesso errore di Pietro, una bravata! Pietro quel giorno fece una bravata come tante nostre preghiere: Signore darò la vita per te!  E Gesù subito dopo gli dice: darai la vita per me? Mi stai prendendo in giro?
 
Non sei pronto, non sei pronto! E diede un grande colpo al cuore di Pietro: “Pietro, non canterà il gallo, tu mi avrai già tradito”, altro che fedeltà, rapporto personale con me, sono passati tre anni ma tu ancora non mi ami, hai pregato con me tante volte, siamo entrati tante volte nel tempio, siamo andati tante volte in disparte, hai visto meraviglie, ma tu ancora non mi ami, Pietro. Pietro pianse amaramente. Sono convinto nel mio cuore, è una mia convinzione, non è scritta da nessuna parte, che quel giorno quando Gesù  lo guardò in quel cortile e lui non poté reggere lo sguardo dell’amore pianse amaramente, Pietro, avrebbe potuto anche fare la fine di Giuda tanta fu la vergogna che provò nel suo cuore, ma c’era  lo Spirito Santo che aveva su di lui un progetto straordinario e gli riservava il grande appello quando finalmente rincontrerà Gesù e gli dirà finalmente: adesso me lo puoi dire se mi ami o no? Adesso però me lo devi dire, non prima quando non eri pronto, dimmelo adesso, mi ami Pietro?  
 
Carissimi fratelli e sorelle, non pensiate che sia facile dire “Ti Amo Signore” ma il fatto che non sia facile non ci autorizza a non dirglielo mai, o ad aspettare una volta alla settimana quando lo diciamo tutti insieme, e non si capisce chi gli lo dice sul serio, perché nella preghiera comunitaria c’è questo problema, che tutti lo diciamo ma spesso non lo diciamo ad uno ad uno, lo diciamo tutti insieme. Viene il momento, ed è quel segreto della tua stanza, in cui Gesù dice, “bene, adesso che non c’è più la corale, non ci sono gli strumenti, adesso che tutto tace, me lo vuoi dire, anche sottovoce perché finalmente posso sentirtelo dire!!! 
 
E quando realizzi questo nella tua vita sarà così bello dirlo insieme ai fratelli, sarà così bello aiutare quei fratelli e quelle sorelle che ancora non riescono a dirlo e li cominci a capire il segreto di questa parola; concordia, cominci a capire il significato di questa assiduità, cioè il desiderio di farlo sempre, il desiderio di spegnere tutto e di ritornare ad avere il tuo rapporto personale con Gesù.  Mi rivolgo soprattutto ai sacerdoti, alle religiose, agli anziani, ai responsabili del rinnovamento, a coloro che spesso si sentono solo nel loro ministero, ma che mai sono soli quando hanno questo rapporto personale esclusivo di amore per il Signore. Nessun debito dobbiamo più pagare, tutti  i nostri debiti sono stati pagati, nessun altro prezzo ci è chiesto nella nostra vita spirituale, nella nostra vita familiare, nella nostra vita umana, se non quello di AMARE, nessun altro debito se non Amare!!! 
 
E non ami con le tue forze, non ami con tuo amore, ami mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato ecco perché non riusciamo ad amare senza di lui e quando ci accorgiamo che non siamo riusciti a creare amore è segno che non siamo sotto l’effusione dello Spirito.  Non c’è niente altro da fare che amare, nell’amore ci sono tutte le soluzioni, anche le più folli, anzi soprattutto le più folli, e allora li state certi che viene da Dio, l’amore che vi viene reclamato.
  
Spesso vorremmo che nei libri del Rinnovamento venissero scritte tutte le prassi di comportamento, tutti gli atteggiamenti, come si alzano le mani, quanto tempo si tengono alzate….ecc…. AMA!!!  Questo è l’unico comandamento, nessun’altro debito se non quello di un’amore vicendevole, questa concordia che è espressione dell’accordo personale che nella preghiera  tu realizzi con il Signore.  “Tutti” attenti, ricordiamoci che c’è un TUTTI da realizzare, e la mancanza di qualcuno renderà più debole la nostra preghiera
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Voglio parlarvi di Maria, sapete che dopo Gesù è la più grande carismatica, ma che strano però molto silenziosa questa Maria, forse perché ci siamo immaginati che i carismatici debbano fare  rumore.  Che strano, parlava molto poco Maria,eppure era la più grande carismatica, tra i figli d’uomo. Seconda solo a Gesù, di cui per altro era la madre. Che mistero Maria!  Vorrei che per un’istante guardassimo il prodigio di Maria in questa scena. Se ne stava insieme agl’altri, alle altre donne,  insieme agl’undici che in questo brano vengono elencati ad uno ad uno, lei viene dopo. Anche mentre uscirono dal cenacolo per andare verso la piazza di Gerusalemme dove Pietro farà il grande annuncio Kerigmatico della Signoria di Gesù c’era Maria, ma di lei non si parla.
  
Io vorrei che molti fratelli, molte sorelle, soprattutto i più piccoli, quelli che si sentono più fragili, anche quelli che sono più ignoranti, quelli che hanno avuto una vita difficile, sentano il privilegio di sapere, che anche loro se non elencati nell’elenco dei responsabili, degl’undici, sono del gruppo che realizza la concordia ed hanno il segreto della felicità nel loro cuore, come Maria, pur nel loro silenzio, nelle loro sofferenze e nel rinnovamento sono le grazie più grandi,  come le grazie che questa calamita, Maria, ottenne agli apostoli, anche nelle situazioni più disperate. 
  
E che strana questa immagine di tante piccole fiammelle che si posarono sul capo di tutti, quando si dice tutti si dice nessuno escluso, quindi anche Maria ebbe la fiammella, ma lei era un FUOCO, Maria era già un FUOCO era stata infuocata  dallo Spirito Santo era stata già bruciata dallo Spirito Santo, era tutta di DIO!  Ma è bello che in questo momento, ci viene detto, anche lei si dona come parte agli apostoli, lei che si era donata completamente a Gesù, adesso si donava completamente alla comunità. Questo è il segreto: qui Maria è madre della Chiesa, ai piedi della croce Gesù le aveva detto: “Ecco Giovanni”, ma qui finalmente è Madre della Chiesa, quando anche lei realizza il tutti, quando anche lei si dono agl’altri. Era stato dono esclusivo per Gesù, adesso diventerà dono per gli undici e per la comunità nascente. E’ finalmente Madre della Chiesa, è finalmente Madre della prima comunità cristiana.
  
Aveva questo primato, come lo devono avere i piccoli e i semplici in mezzo a noi, non aveva un incarico Maria, non era responsabile di qualche cosa nel gruppo degli undici. Qual’è il ministero più importante o il meno importante? Non ne aveva nessuno, ma era la Madre, e io benedico il Signore per le tante madri che il rinnovamento ha. Che sono madri dei responsabili, madri dei Sacerdoti, madri delle situazioni più difficili, le tante madri, donatevi come Maria per realizzare questo tutti, e siate questi angeli nascosti che la dove qualcuno manca, realizzano il tutti.  Se anche non si vedrà la fiammelle sul vostro capo, sappiate che il vostro cuore sarà già un ‘incendio per il Signore e il Signore guarda il cuore.
 
 “Jesse,portami i tuoi figli!” Ne ho uno piccolo nascosto (come Maria). “Lui mi serve!” Dobbiamo cercare la madre di Gesù, cerchiamola nel posto più sperduto nella casa più sperduta. Lo Spirito sta  dicendo: “Rinnovamento fammi spazio” e noi responsabili gli diciamo, per favore Signore scegli questi cuori, scegli queste sorelle, questi fratelli che ci faranno da madre, nel loro silenzio, nella loro preghiera, nella loro fedeltà.
 
Nel cenacolo c’è Maria, nel rinnovamento c’è Maria, nella Chiesa c’è Maria, e attenti perché questo è uno dei segreti del concilio vaticano II, e sarà una delle cause più importanti di riconciliazione tra i cristiani;  attraverso Maria, attraverso questo modello che così profondamente si addice alla comunità cristiana stanno accadendo riconciliazioni meravigliose. Maria ci ricorda il primato della riconciliazione, Maria ci insegna cosa significa essere tutti di Gesù, e adesso tutto della comunità.  
 
Noi siamo degli espropriati, non ci apparteniamo più! Se è vero che gli abbiamo detto: “Signore ti dono la mia vita e tu sei il Signore”. Sei un espropriato, lo sapevi? Maria è il modello dell’espropriazione. Siamo degli espropriati, non ci apparteniamo più, e gli apostoli portarono questa parola al massimo significato, se io non mi appartengo non mi appartiene niente è tutto di Dio, e se la comunità è il luogo dove Dio dimora io devo dare tutto anche i miei beni, anche le mie energie, devo dare tutto!  Perché è in questo tutti che Dio si realizza, non nel mio tutto. Ecco perché nessuno era povero, nessuno era bisognoso, ed ecco perché davanti ad ogni prova quel tutti era garanzia di vittoria ed ecco perché ogni giorno il Signore aggiungeva alla comunità coloro che erano stati salvati da questo tutti. 
 
Ma senza preghiera, ci saranno  soltanto accordi umani che durano lo spazio di una sera, perché quando saremo tornati a casa avremo già rinnegato questa decisione di concordia, se sono invece innestati nell’azione dello Spirito statene certi queste decisioni saranno vincenti e Maria le garantirà davanti al Padre, Maria è testimone. Un testimone garantisce la Verità, perché accade il miracolo di Cana, anche se scomoda Gesù? Perché Maria sta garantendo una verità, qui non c’è più vino, e se non c’è vino la festa finisce e poveri ragazzi. Garantisce una verità! Come può Maria garantire presso il Padre, noi spesso diciamo, Intercedi per noi! 
 
Ma può intercedere per un’intenzione falsa? Lei garantisce ciò che è vero, non ciò che è verosimile. Anche lei spesso assiste impotentemente, la non realizzazione di quel tutti perché  non ci siamo veramente impegnati ad amarci, non siamo veramente impegnati a fare del rinnovamento una famiglia, non ci siamo veramente impegnati a morire a noi stessi, e vi ho già detto all’inizio; perché ancora non ci siamo compromessi personalmente con  Gesù, e crediamo che andare una volta a settimana, per comprometterci insieme agl’altri nell’anonimato sia tutto. Maria no può garantire ciò che non é vero, anche lei è inerte.
 
Volete il segreto di un rinnovamento che si diffonde è scritto in questa parola, volete la risposta al fatto che noi non ci espandiamo più come una volta, o che molti vengono e non rimangono colpiti dalla profezia del nostro stare insieme,  LA PROFEZIA DEL NOSTRO STARE INSIEME!  Noi abbiamo il segreto che potrebbe cambiare città intere, la nostra modalità di vivere la fede, con questa compassione, con questa gioia, con questa capacità di diventare una sola cosa è così vincente in questo nostro mondo che non dovremmo avere spazi mai sufficienti per contenere tutti coloro che chiedono di essere salvati da Gesù, eppure questo non accade, la risposta è in questa parola, la risposta è in quello che il Signore ci ha voluto dire con questa parola.
 
 Ma ci sono i rimedi, il Signore ci corregge con i rimedi, spiegavo ieri agli animatori, ogni correzione fraterna non é un pugno nello stomaco al fratello, é semmai una carezza data su una ferita. Cioè deve dare una soluzione, deve dare un medicina.La medicina è l’eucarestia. Una medicina per questa mancanza di concordia, perché l’eucarestia ci ricorda il prezzo del diventare uno. Questo non l’abbiamo messo in  conto sapete, che per realizzare la concordia bisogna morire.  
 
Maria rischiò la morte, la lapidazione per diventare tutt’uno con Gesù. Qualcuno si preoccupa del giudizio del proprio marito, ho molta pena per queste persone, per fare sul serio col Signore bisogna mettere in conto fin’anche la morte. Maria rischiò la fine, non del fidanzamento e del matrimonio, rischiò di essere lapidata, l’angelo però andò dal marito promesso, come va ha incontrare i vostri mariti che magari vorrebbero farvela pagare, e badate che gli angeli si sanno mettere d’accordo fra loro e il vostro angelo si mette d’accordo con l’angelo di vostro marito o di vostra moglie. 
 
Non fare nulla Giuseppe, non ripudiarla, sta succedendo qualche cosa di speciale, anzi sai che fai, dagli il nome, prendilo questo figlio chiamalo Gesù, salverà il popolo, lo libererà dai peccati. Avrà pensato mi ritrovo ad essere RE perché qui viene un liberatore….
 
Accettare il pian di Dio significa essere pronti a queste sfide, tenere comunione con lui, significa accettare cose che spesso non riusciremmo neanche a immaginare altro che a capire, ma significa avergli detto: SI! Ecco il si di Maria, ecco la garanzia di verità che quel tutti è possibile, Maria ricordava agli apostoli, allo stesso Pietro, che cosa significa dire SI, quando si è pieni e incendiati di Spirito Santo. E allora sia questa la nostra speranza, l’eucaristia ci ricorda il prezzo di questo morire, quando tu hai detto, “Signore ti dono la mia vita”, cioè : te la do perché tu te la prendi, te la assumi, hai anche detto; Signore adesso scrivo, per il tuo sangue, per il potere della tua croce, anche il prezzo che questa fedeltà mi costerà, anche il prezzo che l’averti detto ti do la mia vita, mi costringe a fare perché io domani non me la riprenda. 
 
Perché questo è il problema; se tu non sei disposto a pagare il prezzo di questa fedeltà tu l’indomani riassumi la guida della tua vita e decidi di amare tutti i signori che di volta in volta ti si pongono di fronte e di parlare con l’oro cioè l’intimità del tuo cuore, dai il tuo cuore, e corre da tutte le parti il tuo cuore…e ti eri compromesso ti eri impegnato, forse non avevi capito che cosa significava espropriarti e soprattutto il prezzo di questa fedeltà, Gesù da la sua vita per realizzare l’unità tra il cielo e la terra, per i figli, uniti in un solo corpo, la Chiesa, al Padre. Questo è il prezzo, questa l’eucaristia, questo il primato dell’amore.! 
 
Rinnovamento tu puoi realizzare il tutti e tu fratello e sorella puoi realizzare il tutti,non trascuriamo i fratelli, non trascuriamo Maria, non trascuriamo l’eucaristia, ma soprattutto non trascuriamo il nostro cuore. Alleluia!!!

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