Il governo socialista spagnolo ha riscosso ieri un importante successo quando la Camera bassa del Parlamento ha votato a favore dei matrimoni tra omosessuali
.La legge di modifica del Codice civile, fortemente voluta dal partito del
premier José Luís Rodríguez Zapatero, è passata con 183 voti favorevoli e 136 contrari (i popolari dì Maríano Rajoy e i nazionalisti catalani e baschi). Perché la nuova norma diventi valida, è ancora necessario il
sì del Senato: dopodiché, entro il prossimo giugno, la Spagna sarà il terzo Paese europeo (dopo l'Olanda e il Belgio) a riconoscere le unioni tra persone dello stesso sesso. Al di fuori del nostro continente, solo lo Stato
americano del Massachusetts e alcune province del Canada consentono i matrimoni gay.
Il voto era stato precedutoda un dibattito assai acceso nel Paese, dove un sondaggio dell'anno scorso
aveva riscontrato che il 66 per cento dei cittadini sono a favore delle unioni gay, mentre solo il 26 per cento è apertamente contrario. L'opposizione conservatrice, vicina alle posizioni della Chiesa cattolica particolarmente combattiva in questa occasione, insisteva nel chiedere una legislazione separata per le unioni omosessuali, in modo che non si potesse parlare nel loro caso di "matrimonio".
Un'associazione denominata «Forum della famiglia spagnola» aveva raccolto mezzo milione di firme contro il disegno di legge. Invano. Il punto di vista del governo è stato reso molto chiaramente dal ministro della Giustizia Fernando Lopez Aguilar: la legge, ha detto, «metterà fine a una discriminazione che va contro i diritti
e la libera scelta individuale nella ricerca della felicità».
Un punto di vista remotissimo da quello della Chiesa: la Conferenza dei vescovi spagnoli ha parlato di «ingiustizia» e di «errore contro il buon
senso» Lo stesso cardinale Ratzinger, prima di essere eletto Papa, aveva fermamente condannato le scelte del governo spagnolo, definendole «distruttive per la famiglia
e per la società».Il primo ministro Zapatero, tuttavia, è convinto della bontà della sua radicale riforma e non intende cambiare strada. «Se il nuovo Papa dice qualcosa - ha detto poco prima de! voto della Camera - sono pronto
a rispettare qualunque cosa dirà. Per fortuna - ha aggiunto - una delle
garanzie della democrazia è la libertà religiosa e di opinione, così come la libertà di portare avanti un progetto politico
con i voti dei cittadini».
Con il voto di ieri la Spagna si è avviata verso importanti cambiamenti anche in altri ambiti della vita civile. Il più rilevante riguarda le adozioni da parte
delle coppie omosessuali in via di legalizzazione. Un punto che, se è possibile, suscita polemiche ancor più infuocate nella società spagnola. Ma non è tutto. E stata anche modificata la legislazione sul
divorzio, tema sentitissimo in un Paese dove il 60 per cento dei matrimoni
finisce con un naufragio. Sarà ora possibile chiedere il divorzio anche solo tre mesi dopo la celebrazione
del matrimonio (prima bisognava attendere almeno un anno); non sarà più necessario passare attraverso la
fase della separazione; e infine la richiesta anche di uno solo dei coniugi
sarà sufficiente per divorziare.
Ciliegina finale sulla torta della rivoluzione del codice civile spagnolo: anche i mariti dovranno lavare i piatti e passare l'aspirapolvere, per legge. La Camera di Madrid ha infatti votato un emendamento proposto dal partito nazionale basco, in base al quale i contraenti matrimonio dovranno - oltre a vivere insieme, essere fedeli e aiutarsi a vicenda - «condividere le responsabilità domestiche, la cura e l'attenzione nei confronti dei figli e dei genitori e delle altre persone a loro carico».