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Chi non approva il matrimonio gay è un omofobo: lo dice una recente risoluzione del parlamento europeo. Costanza Stagetti |
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Mercoledì 18 gennaio 2006 con 468 voti a favore, 149 contrari e 41 astenuti il
Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione che invita ad equiparare le
coppie omosessuali a quelle tra uomo e donna e condanna come omofobici gli Stati
e le Nazioni che si oppongano al riconoscimento delle coppie gay. *** La controversa risoluzione che sollecita gli stati membri a bandire "l'omofobia" dichiara che "l'omofobia può essere definita come una paura e un'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo". Secondo gli attivisti omosessuali la risoluzione sull'omofobia si è resa necessaria a causa del conflitto tra valori tradizionali e crescente approvazione pubblica dell' omosessualità in tutta Europa. Lo scorso anno il premier bavarese Edmund Stoiber ha dichiarato di voler mettere in discussione la proposta di legge che favorisce l'adozione omosessuale. In Giugno centinaia di migliaia di spagnoli hanno occupato le strade per protestare contro la legalizzazione delle unioni omosessuali. Il solco tra i nuovi stati membri dell' Europa orientale e il resto dell'unione europea si sta allargando. La Polonia, la Lettonia e l'Estonia si sono rifiutate di riconoscere le unioni omosessuali, mentre Gran Bretagna, Belgio, Danimarca, Francia, Germania e Spagna le hanno legalizzate. Il primo ministro polacco, Kazimeierz Marcinkiewicz, un membro fondatore del Partito dell'unione nazionale cristiana, ha invocato la protezione dello stato contro la "contaminazione" omosessuale della cultura polacca. E il presidente polacco Lech Kaczynski, imitato dalla Lettonia, ha negato l'autorizzazione alle dimostrazione gay pride quando era sindaco di Varsavia. Anche se al momento tali risoluzioni non hanno potere vincolante, tuttavia nel tempo esse possono essere citate come fonti del diritto nelle corti costituzionali. "E' una cosa tragica che il termine omofobia abbia realmente fatto il suo ingresso nella risoluzione" ha detto Jane Adolph, professore di legge presso l' Ave Maria School of Law di Ann Arbor, Michigan. "Anche se una risoluzione non è legalmente vincolante, se il termine è usato abbastanza spesso nei documenti ufficiali, esso alla fine diventa parte del diritto internazionale consuetudinario." Lo stesso timore è stato espresso da Steve Crampton, legale della American Family Association Center for Law & Policy." La nostra corte suprema sembra entusiasta di citare fonti di legge straniere ... quello che succede oggi nell'Unione Europea è destinato a diventare la legge e la politica dell'America domani ". Sebbene l'attivista omosessuale tedesco Jörg Litwinschuh abbia ammesso che la risoluzione al momento non sia niente più che una lista di desideri, egli ha predetto che il prossimo passo saranno le sanzioni contro le nazioni inosservanti. "Se non cambia niente, si renderanno necessarie delle sanzioni" ha detto. Litwinschuh è a capo della lobby Queer Nations Initiative. Di particolare preoccupazione per i cristiani, gli ebrei e i musulmani è il passaggio della risoluzione che menziona la libertà religiosa e i diritti di coscienza: "l'omofobia si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse, quali discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libertà religiosa e diritto all'obiezione di coscienza." Bisogna qui sottolineare che il rifiuto di riconoscere le unioni omosessuali viene incluso nella categoria degli atti discriminatori che potrebbero in futuro dar luogo a sanzioni penali a carico degli stati che non adegueranno le loro legislazioni. Secondo Euro- Fam, un'organizzazione interreligiosa a difesa della famiglia, la pressione della risoluzione sulla libertà di parola è veramente inquietante. "E' importante notare che citare passi biblici che trattano dell'omosessualità ha portato in passato all'imprigionamento e ad azioni legali sulla base della cosiddetta omofobia. Quindi è preoccupante che la risoluzione non riaffermi chiaramente la libertà di religione e sembra perfino voler sopprimere la libertà di espressione (per quelli che desiderano fare riferimento alla Bibbia). Che dire inoltre della limitazione del diritto alla libertà di coscienza al quale non viene attribuito lo stesso valore del "diritto" al matrimonio gay? Questo significa che se un funzionario pubblico si rifiuta, per motivi di coscienza, di celebrare un matrimonio gay laddove è consentito, potrà essere incriminato per omofobia. Pensate che stia esagerando? La soppressione della libertà di coscienza purtroppo è già una realtà in quei paesi che per primi hanno legalizzato le unioni omosessuali. Nel 2001 Nynke Eringa, una funzionaria della città olandese di Leeuwarden fu licenziata perché si era rifiutata di celebrare matrimoni gay. Sebbene l'ufficiale pubblico avesse reso nota la sua obiezione di coscienza, le coppie gay domandavano esplicitamente di essere sposate da lei e non da altri funzionari. Poiché essa continuava a rifiutarsi, il COC, un'organizzazione dei diritti dei gay, chiese ed ottenne le sue dimissioni, sebbene il portavoce del municipio ammise di "aver avuto l'impressione che il COC avesse mandato intenzionalmente le coppie omosessuali da un ufficiale pubblico che sapevano essere obiettore di coscienza". Nel 2004 le dimissioni di Eringa furono annullate perché il comune aveva commesso errori procedurali. Da allora le autorità hanno deciso che l'obiezione di coscienza può essere chiesta solo da funzionari pubblici già in servizio prima del 2001, mentre quelli assunti dopo la legalizzazione dei matrimoni gay non hanno il diritto di rifiutarsi di sposare i gay. Questo significa che l'accesso a impieghi pubblici che implicano la celebrazione di matrimoni sia di fatto negato alle persone che per motivi religiosi non vogliono partecipare a questi atti. Lo scorso Ottobre, il Centro per le Pari Opportunità e l'Opposizione al Razzismo del governo belga ha fatto causa a Xavier Desmet, un notaio di Antwerp, perché si era appellato all'obiezione di coscienza rifiutandosi di convalidare un contratto di matrimonio gay. Il CEOOR ha avvisato la Federazione dei Notai che poteva chiedere alla corte di imporre una sanzione per ogni coppia gay respinta da un notaio. Ci sono dozzine di notai ad Antwerp disposti ad assistere le coppie gay. Tuttavia, se anche Desmet non sarà condannato, gli omosessuali potranno comunque rovinarlo scegliendo lui per convalidare il loro contratto matrimoniale. L'Europa ha nuovamente raggiunto il punto in cui è vietato avere una coscienza? Neanche sotto il nazismo era permesso avere una coscienza.
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