Spagna,
sì a nozze gay e adozioni. La condanna del Vaticano: imbroglio contro
la famiglia
Corriere della
Sera 1 Luglio 2005
«Vince la libertà»Zapatero esulta dopo il voto definitivo del
Congresso. Vescovi e popolari: faremo ricorso
MADRID - Fino ai non lontani anni Settanta in Spagna
l’omosessualità era un reato punibile con il carcere. Da ieri è il
terzo Paese al mondo ad approvare in via definitiva una legge che consente
alle coppie omosessuali di sposarsi e adottare bambini. La Spagna, un
tempo «cattolicissima», si pone al fianco di Belgio e Olanda. Il
Congresso, come era previsto, non ha tenuto in nessun conto il veto del
Senato e ha votato il testo di legge con 187 sì, 147 no e 4 astenuti.
LA SOCIETÀ - Le riforme sociali di Zapatero, che suscitano molto
entusiasmo e molta rabbia nella società spagnola, nel giro di 24 ore
hanno compiuto passi da gigante. Il sì alle nozze gay viene subito dopo
il via libera ai divorzi lampo, grazie ai quali si potrà divorziare senza
passare attraverso la separazione, senza doverne spiegare le ragioni e
trascorsi appena tre mesi dal matrimonio. Uno dei punti controversi: la
custodia condivisa dei figli potrà essere concessa anche in assenza di
accordo fra i coniugi. Nella stessa giornata hanno cominciato a funzionare
i tribunali specializzati in violenza domestica contro le donne, la prima
riforma varata dal governo. Anche in questo caso non mancano le polemiche:
il Csm spagnolo solleva dubbi di costituzionalità e l’Associazione dei
magistrati sostiene che la Spagna diventa l’unico Paese con tribunali
specializzati per sole donne. Insomma, il governo Zapatero sta cambiando
la faccia della Spagna in un clima che sereno non è.
L’OPPOSIZIONE - Sulle nozze gay non hanno frenato il cammino
dell’esecutivo socialista la forte opposizione della Chiesa, la
manifestazione del 18 giugno, il veto del Senato, i pareri negativi del
Consiglio di Stato e del Consiglio generale del potere giudiziario. «Non
siamo stati i primi, ma sono sicuro che non saremo gli ultimi - ha detto,
tranquillo come sempre, il premier Zapatero -. Dopo di noi, saranno molti
altri i Paesi ad essere spinti da due forze irrefrenabili: la libertà e
l’eguaglianza». Il capo del governo, diventato già un’icona
intoccabile per la comunità omosessuale, ha poi definito la nuova legge
«una piccola modifica (di un articolo del codice civile) che apporta un
immenso cambiamento nella vita di migliaia di persone. Non stiamo
legiferando per poche persone. Stiamo estendendo le opportunità per la
felicità dei nostri vicini, dei nostri amici e dei nostri parenti».
GLI APPLAUSI - Quando si è conosciuto l’esito della votazione si è
alzato un grande applauso dalla tribuna dei visitatori dove avevano
trovato posto parecchi militanti per i diritti degli omosessuali.
L’applauso si è fuso con quello dei deputati della maggioranza. Fuori
altri militanti ballavano e cantavano innalzando bandiere spagnole e
arcobaleno mentre a Chueca, il quartiere madrileno dei gay, esplodeva di
gioia. Beatriz Gimeno, leader veterana del movimento per i diritti dei
gay, era accanto alla compagna e prossima sposa Boti García: «E’ una
giornata storica. Adesso dobbiamo affrontare il cammino più difficile,
cambiare la mentalità della gente».
LE FIRME - La legge deve essere firmata da re Juan Carlos prima di entrare
in vigore, probabilmente già questo mese. Gli appelli all’obiezione di
coscienza da parte della Chiesa non sembrano essere stati accolti dal
sovrano che si ritiene obbligato dai precetti costituzionali a non
ostacolare una legge approvata dal parlamento.
Il settore conservatore della società civile non pensa comunque di
starsene con le mani in mano. Il Foro spagnolo della famiglia ha
organizzato un’altra manifestazione nel centro di Madrid ieri durante la
quale si sono ascoltati numerosi inviti alle dimissioni di Zapatero. I
leader del Foro dicono di avere raccolto più di un milione di firme
contro questa legge e il leader del partito popolare Rajoy ha dichiarato
che la legge «provoca una divisione nella società spagnola: il primo
ministro ha commesso un grave atto di irresponsabilità». Il partito
popolare sta studiando il ricorso al tribunale costituzionale e anche i
vescovi stanno pensando di seguire lo stesso cammino.
Il cardinale Martino:
un’aberrazione dei principi naturali Il teologo Cottier: mette in
discussione la creazione di Dio
ROMA - Per il cardinale Renato Raffaele Martino «si
tratta di un’aberrazione dei principi che provengono dalla natura». Per
il cardinale svizzero Georges Cottier, il teologo del papa, il matrimonio
tra omosessuali è «un imbroglio». L’ Osservatore Romano parla
di nuovi, violenti attacchi contro la famiglia e «benedice» le azioni di
piazza annunciate da parte della Chiesa in molte città spagnole. Sono
tutte dello stesso segno le reazioni dal Vaticano dopo l’approvazione da
parte del parlamento spagnolo della legge che modifica il codice civile
assicurando anche agli omosessuali il diritto a sposarsi e ad adottare dei
figli.
CRITICHE - «La natura dice che il matrimonio esiste tra donna e uomo e
questo è quello che apprendiamo dalla natura e da tutta la circostanza
del mondo che ci circonda» è il primo indignato commento del cardinale
Martino, presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace.
Che poi precisa: «Queste cose che vogliono far passare per un matrimonio,
non lo sono affatto. Le chiamassero come vogliono, ma non sono un
matrimonio. Per non parlare poi dell’adozione dei figli: in questo modo
si fa un torto ai bambini, che hanno bisogno di un padre e di una madre».
Il cardinale, poi, avanza forti dubbi sul gradimento della legge da parte
della maggioranza degli spagnoli: «Penso che questo sia un attacco ai
principi che la maggioranza del popolo spagnolo professa e nei quali
crede. Abbiamo visto con quanta intensità e impegno i vescovi spagnoli
hanno marciato e gridato contro questa decisione. Mi chiedo, e pongo a
tutti la domanda, è rispecchiata in questa legge la volontà del popolo
spagnolo? Ne dubito fortemente!».
ATTACCHI ALLA FAMIGLIA - «Nuovi, violenti attacchi contro la famiglia»,
è il titolo di pagina due dell’ Osservatore Romano dedicato alle
leggi che in Spagna e Canada equiparano al matrimonio le unioni tra
omosessuali. Il quotidiano denuncia tutti «gli attacchi alla famiglia
naturale, quella fondata sull’unione tra uomo e donna che continuano a
giungere da alcune parti del mondo». Li definisce «violenti e mirati».
E ricorda come la Camera canadese abbia approvato martedì scorso «una
discussa e discutibile» proposta di legge federale, «nonostante la viva
opposizione di molti settori della società».
LA BIBBIA - Il cardinale Georges Cottier è il teologo della Casa
pontificia. Lo è stato con Giovanni Paolo II e lo è ora ufficialmente
con Benedetto XVI, con il quale ha collaborato per moltissimi anni alla
redazione dei principali documenti dottrinali firmati o preparati dalla
congregazione per la dottrina della fede del cardinale Ratzinger. A suo
avviso il matrimonio gay può essere considerato come «un imbroglio».
«Il matrimonio fra omosessuali - attacca - suggerisce una qualche
identificazione con il matrimonio voluto da Dio fra un uomo e la donna per
fondare in modo permanente una famiglia. E’ un imbroglio che tocca la
percezione della realtà umana. E’ un problema di antropologia biblica.
Voglio dire che è l’antropologia biblica a essere messa in questione».
Cottier tiene poi a precisare che «non si tratta di disprezzo o di
negazione dei diritti di persone che hanno il problema dell’omosessualità,
ma si tratta della difesa del matrimonio come fondamento della famiglia
che è voluta da Dio». Per quanto riguarda possibili contromisure da
parte del Vaticano il teologo ritiene che «la responsabilità di prendere
delle iniziative concrete tocchi ai vescovi spagnoli».