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Corso di preparazione al matrimonio Padre Raimondo Bardelli Capitolo II - Amare |
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"Non si insegna ad amare, si mostra come si ama. Non si convince dell'amore, ma si è convertiti all'amore dall'amore " L. Buscaglia ------------------------------- Amare è una realtà fondamentale e primordiale dei cuore umano. E' la prima e più meravigliosa esperienza del bambino. Solo in questa esperienza vivificante la persona umana intrinsecamente si struttura e si definisce in tutta la sua irripetibilità ed originalità. Per questa individualizzazione personale sono fondamentali i primi sei anni di vita. L'esperienza dell'amore inizia fin dal seno materno. Il feto infatti percepisce e vive le sensazioni di gioia e di piacere che la mamma sperimenta nell'amore. Da ciò si comprende la necessità di un'armonia sessuale sana ed umana tra gli sposi. Con la nascita il bambino inizia l'esperienza diretta dell'amore, quindi è di somma importanza per lui che i genitori vivano un autentico amore. Essi potranno viverlo se durante il fidanzamento hanno realizzato e sperimentato un vero amore: preparazione della nascita dell'amore matrimoniale. L'amore non è un semplice istinto per cui se i fidanzati vogliono viverlo più intensamente e profondamente, devono riflettere e meditare sovente sulla sua identità profonda. Infatti ogni creatura umana è istintivamente portata ad amare, ma nella situazione esistenziale concreta questo istinto è corrotto dalla presenza di tanti modi di pensare riducenti e limitanti la sua intrinseca realtà. Attualmente il concetto più diffuso dell'amore lo riduce quasi totalmente alla corporeità: sentimento, tenerezza e sesso. Altri invece lo limitano principalmente al dono, trascurando la dimensione corporea. Al contrario Dio nel Cantico dei Cantici presenta l'amore come una realtà che abbraccia totalmente la persona umana, coinvolgendo cuore e corpo. L'amore infatti nasce nel cuore e si esprime attraverso il corpo. L'intersecarsi nel cuore umano di queste varie interpretazioni dell'amore, suscita confusione non solo teorica, ma anche pratica, per cui la realtà attualmente più fortemente in crisi è certamente l'amare. Occorre quindi richiamare i punti fondamentali dell'amore (esposti nei corsi precedenti), per imparare veramente ad amare e a stimare la vita in tutta la sua bellezza. Amare è il donarsi e l'accogliersi reciproco di due cuori che così si uniscono determinando una comunione profonda che coinvolge la totalità delle persone, perciò cuore e corpo, in modo diverso secondo il dono elargito. Dalla descrizione dell'amore emergono due elementi fondamentali: il donarsi all'altro/a e l'accogliere in se il dono dell'altro/a. Il donarsi implica il superamento dell'egoismo in tutte le sue forme, l'accogliere esige il superamento delle antipatie presenti in sé per essere simpatico all'altro/a. E' importante capire come sia necessario eliminare in sé tutte le antipatie. Esse impediscono la simpatia dell'altro verso se stessi. L'amore nasce e cresce unicamente nella simpatia. Vanno quindi evitati gli atteggiamenti di disimpegno che si esprimono nella frase: io sono fatto così. L'essere simpatici nel bene diventa il segno della reale volontà d'amare, di apertura dei cuore verso l'altro/a. Le componenti suddette dell'amare sono alla base di ogni forma d'amare. I diversi modi d'amare conferiscono ad esse caratteristiche particolari e diversificate. L'amore di fidanzamento si distingue per un donarsi ed accogliersi degli amanti finalizzato a scoprire se le componenti fondamentali delle loro personalità possono fondersi in "UNO" attraverso il dono totale del matrimonio. Ciò comporta un confronto dialogico profondo tra i fidanzati per attingere alla certezza morale di poter accedere al dono totale reciproco. Il fidanzamento è un cammino d'amore che esige: Un agire che trasforma l'amato/a in un bene importantissimo e vitale per l'amante, ponendolo completamente a servizio della sua felicità. La gioia vera dell'amore è fare felice l'amato/a. Essere per lui una mano amica , tenera e dolce, che lo aiuta e lo sprona a realizzare se stesso/a. E' un essere totalmente per l'altro/a, perché possa essere pienamente se stesso/a: Amare con tutte le sue capacità. L'amore diventa un nuovo alito di vita che entra nell'amato/a per intensificare la vita già presente in lui, cioé il suo amare. L'amare diventa una continua generazione dell'altro/a, assumendo il volto tenero e dolce dell'amore materno. Per questo l'amore materno segna più profondamente ogni cuore umano. Nei momenti di pericolo l'uomo invoca infatti la presenza di questo amore. Non va però dimenticato che tale amore esiste unicamente se è vivificato e intensificato da un amore paterno. Emerge la completezza dell'amore matrimoniale, vera sorgente della vita, anzi, unica umana sorgente della vita. Un aprirsi ed accogliere Ciò implica il rispetto per la diversità ed allo stesso tempo la volontà di fonderla per aumentare l'amare reciproco. E' necessario quindi un atteggiamento pratico di stima dell'identità personale dell'amato/a e un accoglierla in sé, non per possederla semplicemente, ma per unirla alla propria: diventare uno per facilitare la realizzazione di entrambi, cioè l'amarsi maggiormente. Avviene qui la trasformazione dell'io in noi, che arricchisce l'individualità, cioè la persona, dei singoli amanti, abituandoli a donare un amore più grande agli altri. Il fidanzamento infatti inizia la verifica della possibilità di fusione e comunione degli amanti. Il matrimonio realizza la fusione totale delle doti costituenti la ricchezza delle persone degli amanti generando l'amore che le fonde. Le persone pur essendo profondamente unite tra loro, conservano la loro identità inconfondibile, arricchendosi però della ricchezza che scaturisce dall'amore che le unisce. Ne consegue che il bene dell'amante diventa il bene per l'amata e viceversa. L'amore sponsale genera quindi un noi che indissolubilmente unito si apre alla vita e ad un amore più intenso verso Dio: scopo ultimo dell'esistenza. Un empatia: è un sentire, percepire, condividere la totalità dell'altro/a nella gioia, nei problemi, nel dolore, nelle insicurezze, in tutta la sua realtà personale. L'empatia conduce a sviluppare negli amanti l'intuizione amorosa, più che il ragionamento. Intuire il mistero attuale dell'altro attraverso la sfumatura di uno sguardo, di un gesto, di un sospiro... E' una dote del vero amore materno: prevedere, intuire le realtà dei figli, prima ancore che essi le manifestino. L'amore di fidanzamento dovrebbe iniziare in questa intuizione, per viverla e svilupparla in tutta la sua pienezza nella vita in comune del matrimonio. Il dialogo d'amore poggiante sui gesti corporei e vivificato dalle sensazioni da essi generate (esposti nel secondo corso di fidanzamento) conduce a questa intuizione del mondo interiore dell'amatola. L'empatia conduce a vivere l'altro/a, o meglio, a vivere con e nell'altro/a totalmente, accogliendolo e intuendolo in tutta la sua realtà di doti positive e di difetti, per spronarlo a crescere e a liberarsi da tutto ciò che gli impedisce di sperimentare e vivere le sensazioni ed emozioni meravigliose sprigionanti dall'amore vissuto ed espresso. Nella logica dell'empatia infatti la presenza di un difetto nell'amato/a sprigiona ed esterna nell'amante sentimenti più profondi e delicati di tenerezza, dolcezza, comprensione e perdono per aiutarlo ad emendarsi ed a vivere con maggiore libertà l'amore. In questo cammino i fidanzati sperimentano la dolcezza trasformante dell'amore: la gioia indicibile d'amare ed essere amati. Un coinvolgimento del corpo, perché esso stesso sia amore. L'amore abbraccia il corpo umano e il corpo è reso partecipe dell'amore spirituale.( Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 11). Il corpo ha la funzione d'esprimere l'amore, non in un modo impersonale, ma personalizzato dalle caratteristiche individuali di tenerezza, sentimento e nel matrimonio anche dal sesso. Il corpo è come una lampada che alimentata dalla elettricità dell'amore, lo trasforma in splendore dolce, penetrante, capace di conquistare ed attirare. In questa totalità di essere l'amore acquista un volto luminoso sprigionante calore, simpatia, felicità, gioia di vivere. Si può sperimentare tutto questo solo se si è capito praticamente l'unità inscindibile tra cuore e corpo per vivere l'amore. Inoltre la creatura umana redenta da Cristo deve imparare ad amare non solo come semplice creatura, ma anche come figlia di Dio. L'azione salvifica di Cristo infatti realizzata nell'uomo attraverso il battesimo eleva e perfeziona tutto il suo essere, anche nel corpo! Lo Spirito Santo attraverso il battesimo riversa nel cuore umano un amore nuovo (Rm. 5, 5) che lo rende figlio di Dio, trasformando ed abilitando anche il corpo ad esprimere l'amore con lo stesso stile di Cristo. Il battesimo diventa infatti uno col Cristo, formando con Lui un solo corpo (1Cor. 6, 15). Lo Spirito Santo presente nell'umanità del Cristo entra nel corpo del battezzato trasformandolo in Tempio di Dio (1 Cor. 6, 19) e abilitandolo ad esprimere l'amore in un modo nuovo simile a quello di Dio. Il corpo diventa così una carne capace d'amare con lo stesso stile di Dio. I fidanzati devono approfondire questa dimensione nuova assunta dal corpo, per educarlo a viverla e preparare così il culmine del loro dono, che si realizzerà nel matrimonio. La presenza di Dio assicura loro un dinamismo d'amore più intenso, perché anticipa un briciolo dell'esperienza a cui aspira l'amore: perdersi per sempre in un amore senza fine! Tale esperienza fortifica la speranza di possederlo realmente un giorno. La speranza dona energia per lottare, per amare... per essere sempre più intensamente amore. La mancanza dell'esperienza di Dio, e quindi della speranza di essere totalmente in Lui, impoverisce l'amore. Molti fidanzati hanno perso parzialmente o totalmente questa esperienza. La preparazione al matrimonio dovrebbe farli pensare seriamente al recupero di tale realtà. Una vita che genera vita. L'amore è vivere. E' generare nuova vita, che intensifica quella esistente, o ne genera una nuova. Il fluire e rifluire del dono negli amanti è vita in azione: accresce la vita degli amanti, rendendoli generatori di vita per coloro che vivono con loro, vicino a loro. L'amore è la vera vita che trasforma il mondo. Solo l'amore è sorgente di vera vita, per cui ogni gesto d'amore vissuto nella sua autenticità dagli sposi diventa donazione di vita, generando nuove creature o sviluppandone ed accrescendo la loro capacità d'amare. Educarsi ad amare significa, quindi, educarsi ad amare la vita. I fidanzati si educano ad amare la vita. Solo amando si rispetta e si potenzia la vita dal suo sorgere fino al suo tramonto. L'amore per il mondo è come il sole per la natura. Dove il sole non arriva, progressivamente cresce il gelo della morte. Dove l'amore non è vissuto, progressivamente nasce e cresce la divisione, l'antipatia, l'arrivismo, la sete di possesso... la lotta, la guerra! L'uomo frustrato infatti cerca questi surrogati dell'amore. Una profezia dell'amore divino. L'amore vissuto in tutta la sua totalità diventa l'annuncio di un amore infinito: Dio. La logica intrinseca all'amore infatti è un sempre più... se si segue s'intuisce che la sete d'amore può essere soddisfatta unicamente nelle acque infinite di un amore senza fine, senza limiti. L'amore esige, per essere vissuto, almeno due persone. Il cuore umano aspira ad un amore infinito... questo amore è Dio. Un Dio personale, anzi famiglia; noi amiamo infatti un Dio Trinità. Solo in quanto è Trinità Dio è amore (1 Gv 4, 4). E verso questa meta che conduce l'amore del fidanzamento e poi quello del matrimonio. Anzi, l'amore matrimoniale diventa l'immagine comunemente usata in tutta la Bibbia per esprimere l'unione tra Dio e l'uomo, che inizia sulla terra, raggiungendo il suo culmine in cielo. Questa dimensione dell'amore invita i fidanzati a rivedere la dimensione religiosa della loro vita. Sovente in essi tale esperienza è superficiale, sentimentale, ridotta ai minimi termini o addirittura scomparsa. Frequentemente dicono di non credere più. In questo caso il primo impegno, come è stato sopra sottolineato, è di prendere in considerazione anche la dimensione battesimale della loro esistenza, per non privare il loro amore di un aiuto così grande. Il credere o il non credere è, in ultima analisi, una scelta libera, ma tale scelta va motivata e deve essere ragionevole, senza danneggiare la persona. La vera libertà sceglie sempre il bene. Sovente però la libertà va liberata, da condizionamenti culturali e dalle passioni perché possa scegliere il bene. Il fidanzamento deve allenare gli amanti a scegliere e capire il loro bene autentico, liberandoli dai pregiudizi e dalle mode culturali, cioè dal modo di pensare materialistico del mondo. E' in gioco la propria vita, e quella della persona amata e di coloro che da questa unione nasceranno, per cui occorre molta diligenza e ricerca prima di scartare Dio dalla propria vita. L'amore vissuto in questa totalità diventa veramente la gioia, la felicità, la vita degli amanti e del mondo. Se tutti si amassero così il mondo ritornerebbe ad essere il paradiso terrestre. Infatti perché c'è tanta infelicità? Gli uomini non si vogliono realmente amare, preferiscono il loro egoismo.
continua con Cap 3 Il dono della vita |