Corso di preparazione al matrimonio

Padre Raimondo Bardelli

 

Capitolo III - Il dono della vita

 

"Nella vita coniugale i rapporti carnali sono il segno e l'espressione della comunione fra le persone. Le manifestazioni di tenerezza e il linguaggio del corpo esprimono il patto coniugale e rappresentano il mistero dell'alleanza e quello dell'unione di Cristo e della Chiesa. I momenti di profonda comunione conferiscono a ogni membro del focolare domestico una reale forza per la sua missione in mezzo ai fratelli come anche per il suo lavoro quotidiano."(Giovanni Paolo II, Discorso alle famiglie a Sainte-Anne d'Auray, 20.09.1996)

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La vita è amore, solo un gesto d'amore può generarla. Amore genera amore. Ogni bambino che entra nel mondo è potenzialmente amore: una sorgente d'amore. Logicamente solo un gesto d'amore può generarlo. La natura umana possiede le capacità per realizzare l'atto trasmettitore della vita, cioè il rapporto sessuale. Esso è il mezzo naturale per generare la vita in tutta la sua pienezza. Esso va però realizzato in tutta la sua ricchezza ecologica che coinvolge tutto l'essere dell'uomo e della donna in un gesto sommo d'amore. Si può comprenderne la realtà ecologica del rapporto sessuale in tutto il suo splendore ricordando alcune realtà ad esse intrinseche esposte nei corsi precedenti.

Prima di tutto occorre sottolineare come l'amare è la realtà totalizzante della persona umana. Essa infatti nella totalità del suo essere di anima e corpo è capacità d'amare. Il cuore è la sorgente dell'amore. Il corpo è il mezzo per esprimerlo. Un mezzo che con le sue doti lo arricchisce di splendore, di dolcezza e calore. Il rapporto sessuale è un gesto d'amore che realizza tra gli amanti un corpo solo, per cui implica in essi un cuore solo. Tale unità interiore è raggiunta attraverso il loro dono totale che nella nostra lingua si chiama matrimonio.

Questo dono totale realizza la fusione in "UNO" delle doti fisiche, psicologiche, spirituali degli amanti e l'unione intima e profonda dei loro io personali. La fusione in uno delle doti degli amanti è paragonabile al fuoco, in esso s'immergono i loro io profondi come due pezzi di acciaio. Essi conservano la loro identità e restano distinti dal fuoco, si lasciano però permeare da esso, assumendone il colore ed il calore: diventano come una sola cosa con esso! Gli sposi sono quindi due in uno, uniti e diversi. La verità ecologica del rapporto sessuale postula quindi il matrimonio. Solo in esso infatti si realizza un solo cuore, che il rapporto sessuale deve esprimere.

La vita nasce dal rapporto sessuale, per cui alla radice del suo dono deve esserci l'amore matrimoniale. Solo in esso infatti gli amanti si uniscono in modo totale e definitivo, realizzando pienamente le esigenze della sessualità. La sessualità infatti pienamente si attua solo in un dono totale dato e ricevuto da una persona complementare. Questa realizzazione apre il cuore degli amanti alla attuazione della paternità o maternità, componenti fondamentali della persona umana.

Il rapporto sessuale infatti, ecologicamente vissuto significa ed esprime l'apertura di tutto l'essere degli amanti alla paternità e maternità. Esso è la sorgente della vita, e come tale non può essere che un gesto d'amore, coinvolgente tutta 1a realtà umana degli sposi.

Il rapporto sessuale umano  infatti ingloba nel suo realizzarsi tutta la realtà degli amanti. Esso comporta: i preliminari (la cui durata, secondo la migliore sessuologia, è al minimo di venti minuti circa); l'amplesso fisico; l'assimilazione nell'abbraccio finale della gioia amorosa scaturita dall'estasi sensibile del piacere.

 

I preliminari

Sono gesti d'amore ricchi di tenerezza e sentimento, aventi come scopo di preparare fisicamente gli amanti, in particolare la donna, all'amplesso fisico. Va sottolineato che i preliminari hanno come scopo, potremo dire quasi primario, di preparare fisicamente la donna l'amplesso fisico. L'uomo preso dal desiderio di questo gesto d'amore in pochi secondi è fisicamente pronto per realizzarlo.

Il corpo della donna solo lentamente si dispone ad accogliere gioiosamente la penetrazione dell'uomo. Essa può desiderare l'amplesso più intensamente dell'uomo, ma il suo corpo solo lentamente si eccita. La non comprensione di questa realtà è la causa di tanti rapporti disumani, cioè di rapporti realizzati prima che l'eccitazione della donna raggiungesse il suo culmine o svolti in un modo non rispettoso dell'anatomia eccitata della donna, con un ritmo intenso di movimenti esprimenti più violenza che carezza, per cui la donna in essi prova poco piacere.. . a volte solo sofferenza! Praticamente la donna è al centro dei preliminari. Essi devono rispettare la sua profonda sensibilità assetata di tenerezza, dolcezza e sentimento. Non si deve mai dimenticare che la psicologia femminile è particolarmente sensibile a queste dimensioni della corporeità. L'uomo deve superare l'istinto presente in lui - e favorito dalla pornografia - di ridurre i preliminari a tecniche eccitatorie puramente genitali. Il corpo della donna deve essere invaso dalla tenerezza maschile, incarnata in gesti graditi alla persona amata. Il sesso orale in tutte le sue forme normalmente non è gradito dalla donna, va contro la sua sensibilità. Se vi accondiscende è solo per far piacere al marito. L'uomo che ama con tutto il cuore la propria moglie deve evitare di domandare e attuare sul corpo della donna tali preliminari. (1)

La donna a sua volta deve rispondere ai preliminari del marito con gesti carichi di dolcezza e tenerezza, rispondenti alla sua sensibilità e capaci di accrescere in lui l'ardente passione di fondersi con lei. Normalmente infatti l'uomo non necessita di essere eccitato fisicamente dai preliminari, ma come è già stato sottolineato, per lui è sufficiente il desiderio dell'amplesso generato dall'amore. L'inizio di questo desiderio coincide normalmente con l'inizio dell'eccitazione, che in pochi secondi arriva al suo apice. I preliminari umani sono un dialogo meraviglioso tra gli amanti, fatto di gesti e parole carichi di tenerezza ed affetto, suscitanti sensazioni profonde di piacere, che preparano gli amanti al culmine della gioia sensibile raggiunta all'apice del rapporto fisico. L'uomo deve fare molta attenzione, ha la tendenza infatti di ridurre sempre più tale dialogo, rischiando di ridurre l'atto sessuale ad un gesto di quasi violenza psicologica e fisica sulla donna. La donna da un rapporto fisico frettoloso può ricevere unicamente sofferenza fisica (il suo fisico non è pronto per ricevere la penetrazione maschile) e morale (si sente usata dal marito come semplice oggetto di piacere personale!). E' l'umiliazione che tante spose devono subire da parte della persona a cui hanno donato tutta la loro vita. Dal rapporto sessuale umanamente e teneramente preparato dipende in gran parte la felicità della coppia. Anzi attualmente, dato il martellare continuo dei mass media sul sesso, si può dire che sovente all'origine delle liti e divergenze coniugali c'è l'insoddisfazione sessuale. Se l'uomo e la donna sono felici nell'amplesso fisico, sono maggiormente disposti a comprendersi, perdonarsi. Chi si sente amato è disposto a perdonare tanto all'amante.

 

L'amplesso fisico

L'amplesso fisico è una dolce e tranquilla compenetrazione dei corpi, intrisa di tanta tenerezza ed amore. E' un entrare del corpo dell'amante nel corpo dell'amata. Si deve quindi escludere da esso ogni violenza o dominio sull'altro/a. Deve essere un gesto pienamente umano! Il rapporto sessuale è il coronamento naturale del dialogo dolce e profondo dei preliminari. In esso e per esso gli sposi esprimono la fusione dei cuori. Esso è la sorgente della vita. Il rapporto sessuale ecologico genera sempre vita, anche quando non concepisce un bambino: accresce infatti l'amore degli Sposi. (2) E questo amore nutre la crescita dei bambini già generati, preparandoli ad affrontare la vita con maturità e fortezza. Se i bambini non sono ancora nati, l'intenso amore generato dal rapporto sessuale prepara una culla d'amore tenera e dolce per i nascituri. La vita infatti non solo va generata nell'amore, ma deve crescere nell'amore. L'amore continua la generazione dei figli alla vera vita. Gli sposi devono cercare e prediligere l'amplesso fisico come gesto sommo d'amore. In esso infatti tutta fa loro realtà fisico-spirituale è coinvolta ed unita per dirsi l'amore. Nessun altro gesto d'amore coinvolge, come il gesto sessuale, la totalità degli amanti. Per questo giustamente il rapporto sessuale è ritenuto la più alta espressione dell'amore coniugale. Il fidanzamento deve preparare i fidanzati, attraverso insegnamenti adeguati, a realizzare nel matrimonio il rapporto sessuale in tutta la sua bellezza ecologica. Preparazione che deve abbracciare la totalità della persona, ossia nel suo aspetto psicologico, fisico e spirituale.

 

Assimilazione dell'amore e della gioia scaturiti dal rapporto sessuale

Raggiunto il massimo della gioia sensibile l'uomo entra in uno stato fisico di abbandono, che esclude ogni immediata attività genitale, per cui solo un profondo abbraccio è possibile e consigliabile. E' in questo abbraccio, prolungante il piacere dell'estasi della carne, che gli sposi assimilano la gioia sensibile e spirituale del loro essere uno, sperimentata in modo unico nell'amplesso sessuale.

Il silenzio è la situazione ideale di questo gesto. Solo dopo un po' di tempo, progressivamente, potrà nascere un dialogo di gesti e parole, esprimenti la gioia di appartenersi... poi si gusterà la gioia di vivere, di lottare, scaturita dalla fusione e dalla pace interiore generata dall'amplesso. E se il gesto sessuale si è realizzato alla sera subentrerà un sonno ristoratore, rigenerante il coraggio d'iniziare una nuova giornata nella gioia dell'amore sperimentato nell'amplesso.

E' un'esperienza vissuta e descritta da tante coppie. Diventa difficile capirla se i fidanzati e poi gli sposi sono entrati nel dinamismo ingordo della lussuria scatenata, che ambisce unicamente ad "orgasmi" rinnovati fino all'estenuarsi delle forze maschili. Si fa indigestione di sesso!. Non un gesto d'amore, che fa gustare la gioia di appartenersi, di essere uno! Sovente questo modo di vivere il rapporto sessuale è introdotto nella coppia dai rapporti prematrimoniali. Attualmente infatti tanti giovani, sotto l'influsso della mentalità pornografica o per l'eiaculazione precoce, hanno l'abitudine di ripetere il rapporto sessuale fino all'esaurimento delle forze copulative.

La ripetizione dei rapporto crea uno stato di ebbrezza di piacere, che dona l'illusione di potenza, di gioia, ma passata questa euforia ed ebbrezza il cuore fa sentire il suo grido di frustrazione: esso è stato messo da parte dagli amanti in questo gesto che doveva incarnare l'amore e non solo la voglia di piacere o di sfogo. Il cuore non ha potuto sperimentare una vera comunione, per cui, dopo queste scorpacciate di sesso, non subentra una pace profonda intrisa di gioia, ma un amaro in bocca! Rimane un vuoto che sovente non si sa interpretare. E' la reazione del cuore insoddisfatto, che richiama gli amanti verso la via dei vero amore.

Il rapporto sessuale realizzato nel modo suddetto diventa realmente un gesto d'amore che abbraccia, nel suo realizzarsi, la totalità dell'essere dell'uomo e della donna. I fidanzati devono prepararsi a celebrare questa liturgia dell'amore nuziale attraverso la castità, che allena a gustare le sensazioni pure generate da ogni gesto d'amore e a dominare gli istinti della lussuria.Il rapporto sessuale infatti è la celebrazione sensibile dell'amore sponsale: la sua liturgia. La liturgia dei riti rende infatti presente, attraverso l'azione sensibile, la realtà che celebra, accrescendola nel cuore dei celebranti ed annunciandone la pienezza di possesso nella vita esterna.

Il rapporto sessuale rende presente sensibilmente la realtà che celebra, accrescendola nel cuore dei celebranti ed annunciandone la pienezza di possesso nella vita eterna. Il culmine del piacere infatti spinge il cuore degli sposi verso un amore senza fine, eterno! Il piacere è come uno spiraglio di luce che illumina il volto di Dio. Dio infatti è amore e l'atto sessuale è l'esperienza sensibile più alta dell'amore sponsale. E' logico che da esso scaturisca una luce illuminante il volto di Dio, aumentando il desiderio di possederlo per sempre.

Per questo motivo la celebrazione dell'amore sponsale operata dal Cantico dei Cantici diventa simbolo ed espressione dell'unione tra la creatura ed il creatore, che inizia in questo mondo, raggiungendo il culmine nella vita futura. Il senso letterale del Cantico dei cantici infatti è l'insegnamento divino rivolto agli sposi perché vivano teneramente ed umanamente l'amplesso fisico. Il suo senso figurato o spirituale è l'unione tra la creatura umana e Cristo operata dall'azione dello Spirito Santo. Comunione che inizia sulla terra e raggiunge il suo culmine nel Cielo.

Va notato, infine, che quanto è stato esposto circa i preliminari, preparazione immediata al rapporto sessuale, raggiunge la sua efficacia unicamente se preceduto da una preparazione remota. "La preparazione remota consiste nell'amore dei coniugi e nella loro intesa abituale. Una donna veramente donna si dona soltanto all'uomo che ama e da cui si sente amata; un uomo, da parte sua, prova maggior gioia nel possedere una donna che ama e da cui si sente amato; è anche più preoccupato di non infastidirla e più attento a soddisfarla. Una donna si dona più ardentemente a un uomo che nella vita quotidiana la circonda di affetto e di attenzioni; un uomo dimostrerà maggior fervore e tenerezza verso una donna gentile e affettuosa, che ogni giorno l'accoglie al suo ritorno a casa con gioia ed amabilità."(Norman D. Amarsi corpo e anima, Ed. Paoline 1986, p.70)

In altre parole più semplici: gli sposi devono imparare, con gesti appropriati alle varie circostanze, a farsi la corte, cioè a manifestarsi amore, tenerezza, stima, desiderio.(3)

Il matrimonio deve essere una vita d'amore in azione continuamente attraverso i gesti sensibili dell'amore. Si deve pure evitare, nella preparazione immediata, come insegna la pornografia, di ridurre i preliminari sulla donna ad eccitazioni dirette e pressanti a livello genitale, pensando che suscitino in lei il desiderio ed il piacere: provocano al contrario sensazioni sgradevoli e perfino dolorose. I preliminari dell'uomo devono tenere presente che una donna non si prende se non col cuore!

"Tale esigenza femminile ineluttabile e positiva, porta l'uomo, questo materialista nato, a umanizzare il suo desiderio e la sua condotta". Il modo di accedere al rapporto tra uomo e donna è diverso e ciò è dovuto alla loro diversa indole: la donna vuole tenerezza e coccole... l'uomo è sollecitato all'unione senza tanti preamboli. "Il problema suscitato da questa differenza di temperamento appare in tutta la sua evidenza: numerose coppie fanno naufragio per non saperlo risolvere. Non esiste che una soluzione: corte prolungata, come desidera la donna, corte interrotta da numerose pause di carezze, accompagnate da un'amorosa conversazione o da baci molto pacati, come si richiede per il temperamento ardente, se non troppo impetuoso, del giovane marito"(13 Norman D., Amarsi corpo e anima, op. cit., pp. 80, 81.).

Il cammino che conduce all'amplesso è una sinfonia in composizione, risultato della collaborazione piena di entrambi gli amanti, che raggiunge il suo culmine nell'amplesso fisico.

Sono ricchezze intime e profetiche del rapporto sessuale, che il cammino di fidanzamento dovrebbe rendere familiari attraverso una meditazione costante di esse. Purtroppo il materialismo sessuale oscura e rende difficile ai fidanzati la comprensione di questa liturgia del matrimonio. La preparazione alla celebrazione di questa liturgia esige da parte loro chiarezza di conoscenza, ferma volontà di viverla nel matrimonio ed una apertura esperienziale costante verso Dio, sorgente di ogni autentico amore.

 

NOTE:

1) Se la sensibilità di entrambi gli sposi ritenesse sinceramente il sesso orale un mezzo per preparare meglio il rapporto sessuale, dal punto di vista morale non ci sarebbe nulla da obiettare. Da parte dell'uomo, vanno sempre evitate le pressioni psicologiche, affinché la donna si adatti a tali preliminari. Devono essere sempre un gesto d'amore, quindi essere dati ed accolti spontaneamente e liberamente, senza nessuna pressione o sollecitazione indebita. Sovente invece si verifica da parte dell'uomo una pressione morale-religiosa indebita sulla donna, poggiante sulla moralità oggettivamente buona dei suddetti preliminari, ignorando che il loro uso pratico implica il rispetto totale, come sopra è stato sottolineato, della sensibilità della sposa. Se una donna si sente urtata e schifata dai suddetti preliminari non significa che è bigotta! è semplicemente una donna normale, dotata di una sensibilità che lo sposo deve rispettare e non prostituire in nome dell'amore!

2)  Il rapporto sessuale è pienamente ecologico quando l'uomo si unisce alla donna e comunica ad essa il seme della vita, ed essa lo accoglie gioiosamente in sè, senza nessuna interferenza di anticoncezionali. La realizzazione della procreazione responsabile esige la conoscenza e l'uso dei metodi naturali, che sono pienamente ecologici. In seguito verranno esposti.

3) Moralmente la "corte continua degli sposi è buona, purchè i gesti siano voluti e praticati:

- Per favorire la crescita e la comunione degli sposi. I gesti devono essere quindi incarnazione dell'amore e non della passione della lussuria.

- Siano rispettosi della sensibilità reciproca.

- Rispettino la privacy esigita da certi gesti intimi, per evitare lo scandalo.

-Non provochino il piacere completo "orgasmo", legato ecologicamente al solo rapporto sessuale completo.

Solo così tali gesti sono relazionati alla crescita dell'amore reciproco e orientati ad esprimersi in amore più intenso nell'amplesso fisico ecologico successivo.La pratica dei metodi naturali, oppure altre cause fisiche esigono sovente da parte degli sposi una prolungata astinenza dal rapporto sessuale, per cui le valutazioni morali suddette sono validissime in questi periodi, per mantenere ed accrescere la comunione d'amore tra di loro.(Cfr. -Hornestein X. Von, Faller A., Compendio di sessuologia, ed. Morietti 1964, pag.298-299.  _Jone E, Compendio teologico morale, ed. Morietti 1961, pag. 674-675.)


Continua con Cap.4 La vita nasce nel calore della gioia totale degli sposi

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