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Corso di preparazione al matrimonio Padre Raimondo Bardelli
Capitolo IV - La vita nasce nel calore della gioia totale degli sposi |
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Dio ha creato l'uomo nel calore dei suo amore. Con tenerezza ed affetto l'ha plasmato (Gen 2), introducendo così nel mondo la presenza del suo amore. La creatura umana infatti è stata voluta da Dio perchè ami come Lui e attraverso l'amore perfezioni sè e il creato. Dio creò l'uomo con gioia ed amore poi compiaciuto lo contempla: "Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona!" (Gen 1,31). E' lo sguardo soddisfatto di Dio su tutto il creato, in particolare sull'uomo sua immagine vivente! (Gen 1,27). Dio prova gioia e piacere nel creare l'uomo, poi assimila questa gioia contemplando l'opera delle sue mani. E' felice di aver comunicato all'uomo la gioia indicibile d'amare, per cui crea per lui una compagna, uguale in dignità, ma complementare perché nel dono totale reciproco diventino "Un solo corpo" (Gen 2,24), sorgente, insieme a lui, di nuove creature umane. Dio infatti, creandoli, ha incarnato nel loro cuore e nel loro corpo l'ardente desiderio della paternità e della maternità e dopo averli uniti per sempre nell'amore svela loro questo dono attraverso l'imperativo "Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra" (Gen 1, 28). Li rende partecipi nella creazione di nuovi esseri umani. Da questo momento infatti ogni creatura è generata all'esistenza dall'azione concorde di Dio e degli sposi. La gioia della procreazione è sperimentata, dagli sposi in modo particolare nelle emozioni e sensazioni piacevoli che scaturiscono dall'amplesso fisico. Questa situazione di piacere li coinvolge totalmente perché tutto il loro essere è impegnato nel generare la vita. Il piacere del corpo infatti introduce gli sposi nella gioia dell'amore creatore di Dio ed allo stesso tempo fa loro sperimentare la forza della fiamma d'amore che li fonde ed unisce, aprendoli gioiosamente alla vita. In e con questo gesto il loro amore si fa vita! Nell'amplesso sessuale infatti l'amore sponsale diventa sorgente di vita, generando nuove creature o rinnovando ed accrescendo l'amore degli sposi, che diventa nutrimento per le creature già generate o da generare. Nel piacere sessuale gli sposi raggiungano la più alta e totalizzante esperienza del loro amore. In questa gioia sensibile Dio ha posto il punto di contatto diretto tra la tua potenza creatrice e la collaborazione dell'uomo alla creazione di nuove creature. Il piacere sessuale è la traduzione nella carne della gioia di Dio di creare. Esso infatti è un dono di Dio posto nell'amplesso fisico tra l'uomo e la donna, perché essi stessi, collaborando con Lui, sperimentino la gioia di generare la vita. Sovente però è vissuto come semplice realtà del corpo, non dello spirito, per cui è sottovalutato, addirittura guardato con sospetto, quasi fosse un'emozione che allontana da Dio. Esso invece, come è stato più volte sottolineato, è una realtà che appartiene ed è vissuta da tutto l'essere dell'uomo non solo come creatura ma come figlio di Dio. Gli sposi, come figli di Dio, si dicono col linguaggio del sesso il loro amore per cui anche il piacere ad esso connesso è stato elevato, perfezionato dall'amore che lo Spirito ha riversato nella creatura umana attraverso il battesimo. L'uomo infatti è stato elevato e perfezionato dall'azione redentrice di Cristo in tutta la sua realtà, anche del piacere! Il cristiano deve quindi favorire nel rapporto sessuale l'esperienza. massima dei piacere, ricercandolo e volendolo sempre come espressione ed incarnazione della fiamma invisibile dell'amore. Solo cosi l'amplesso fisico conserva il suo ruolo di massima espressione sensibile dell'amore coniugale. Nel suo realizzarsi infatti sono coinvolte, come è già stato sottolineato, tutte le componenti corporee e spirituali degli amanti. In esso e per esso cuore e corpo si uniscono per celebrare insieme la liturgia dell'amore coniugale. Va ricordato che il sesso non, si limita agli organi genitali. Esso abbraccia, attraverso i sensi ad esso uniti, tutta la corporeità, coinvolgendo sentimento e tenerezza. L'intrecciarsi dei gesti, delle emozioni della corporeità con i sentimenti e la brama di comunione del cuore, genera lo stato ideale di eccitazione ed un crescere di sensazioni e di piacere, culminante nell'estasi della carne. Tutto ciò si può paragonare ad una sinfonia in cui l'intrecciarsi dei vari suoni genera emozioni sempre più grandi, per attingere, nel culmine dell'armonia dei suoni, il massimo del godimento estatico. In questo culmine gli sposi sperimentano il loro essere totalmente uno. li piacere sperimentato in questo modo non abbassa l'uomo, ma lo eleva verso la gioia più grande e significativa della vita: l'amare con tutto se stesso! Se gli sposi si sforzano di vivere sempre il piacere sessuale in questa sua pienezza non saranno mai attratti dalla volgarità del sesso, propagandato dalla pornografia, assetato e bramoso di "orgasmi", cioè di un piacere incentrato e rilegato prevalentemente nella genitalità. E' necessario sottolineare nuovamente come l'autentico piacere sessuale non scaturisce unicamente dai genitali, ma nasce e cresce con la partecipazione di tutto l'essere spirituale, psicologico e corporeo dell'uomo e della donna. Le posizioni migliori che favoriscono al massimo tale esperienza sono quelle che permettono l'incrociarsi dello sguardo degli amanti. Attraverso lo sguardo infatti, essi si comunicano i bagliori della brama di fusione sgorganti dal cuore.Il desiderio dell'uno, sempre attraverso lo sguardo, entra nel cuore dell'altro/a, accrescendovi l'anelito di essere uno con l'amato/a. Questo ardore a sua volta si riversa sul corpo, in particolare sul sesso, accrescendone le emozioni e sensazioni di piacere. Il crescere delle emozioni del corpo fa sperimentare al cuore, in modo sensibile, l'intima fusione con l'amato/a. L'aumenta, accrescendo il desiderio di fondersi anima e corpo con esso/a. Questa brama più ardente si riversa nuovamente, sempre attraverso lo sguardo nel cuore del amato/a... S'istaura una circolarità d'emozioni e sensazioni in crescita continua, che abbraccia tutto l'essere degli amanti, conducendoli al culmine dell'estasi della carne, in cui viene trasmessa la fiamma della vita. Questo momento riproduce negli amanti la gioia creatrice di Dio. I fidanzati devono prepararsi a vivere questo momento incantevole del loro incontro sponsale. Tale preparazione richiede: Una profonda conoscenza della corporeità: in modo particolare della genitalità e del suo uso. Ciò comporta una comprensione profonda del significato del rapporto sessuale ecologico ed un impegno serio a non anticiparlo nel fidanzamento. Gli amanti devono perciò conoscere teoricamente i dinamismi profondi fisico-psicologici, impegnati nel rapporto sessuale per conservare ad esso la sua piena umanità e tenerezza. Attualmente tale conoscenza è indispensabile, soprattutto per l'uomo, per purificarlo dalle conoscenze errate mutuate dalla pornografia. Una conoscenza della sensibilità dell'amato/a, non solo a livello di sentimenti, ma anche di tenerezza e delle sensazioni gratificanti generate dalle manifestazioni amorose proprie del fidanzamento. Esperienza indispensabile per acquisire l'arte d'esprimere l'amore in modo simpatico per l'amato/a. Un'abitudine a porre l'altra/o al centro delle proprie attenzioni, per comunicarle gioia, attraverso il dolce linguaggio delle sensazioni, generate dai gesti di amore. Atteggiamento indispensabile nel rapporto sessuale, per evitare un'attenzione quasi esclusiva sul proprio corpo, sulle reazioni dei propri genitali. Tale atteggiamento infatti, limita il piacere, addirittura a volte lo impedisce nel suo sorgere. L'amplesso sessuale può raggiungere l'apice del piacere per entrambi gli amanti a condizione che si abbandonino totalmente l'uno all'altro, anzi, che pongano l'altro al centro delle proprie attenzioni. Il preoccuparsi unicamente di se stessi spoglia il rapporto dei supporto tenero e dolce della comunione, riducendolo ad una semplice masturbazione nervosa ed insoddisfacente.(1) Sovente questo ripiegamento su di sè è generato da complessi sessuali non risolti. Evitare azioni e parole non rispettosi della sensibilità dell'amato/a. In particolare l'uomo deve evitare preliminari che turbano la sensibilità della donna, conferendo ad essa la sensazione di essere oggettivizzata a scopo di piacere. Lo stile pornografico non deve mai avere accesso nella vita degli sposi. Su questo rischio devono sempre vigilare, cercando allo stesso tempo di approfondire, attraverso mezzi culturali adatti, la conoscenza di una gestualità d'amore sempre più conforme alla sensibilità dell'amato/a. Il marito deve pure evitare di limitare le affettività ai preliminari. Tutta la vita della coppia deve essere intessuta di gesti d'amore. Se questi sono ridotti ai preliminari la donna si sentirà strumentalizzata a scopo di piacere, per cui sovente rifiuta il rapporto sessuale. Piena fiducia nelle proprie capacità sessuali. Ciò implica il superamento di tutti i complessi legati alla genitalità. Solo così il rapporto può svolgersi in una situazione di calma, indispensabile per una attenta e serena attenzione sull'amato/a. Purtroppo la conoscenza e la pratica del sesso nel momento attuale è intrisa sovente di tante insicurezze e complessi, che intaccano direttamente lo svolgimento normale ed umano del rapporto sessuale. Va sottolineato infatti come l'eiaculazione precoce è quasi sempre di origine psicologica, cioè frutto di complessi genitali irrisolti.(2) Così la scarsa capacità di piacere della donna deriva normalmente da esperienze di rapporti sessuali non umani o da paure o traumi vissuti nell'infanzia o prima giovinezza. Le mamme devono essere attente a non descrivere il parto o il rapporto sessuale come qualche cosa di doloroso o brutto! Così il fidanzato deve evitare di costringere la ragazza con ricatti morali o addirittura con la forza fisica a compiere il rapporto sessuale. In questo caso la ragazza vivrà il rapporto fisico come una violenza su se stessa, carico di paura e non di piacere. E' normale che in seguito non solo non desidererà il rapporto sessuale, ma ne avrà paura. In questo stato psicologico come può una donna godere dell'amplesso fisico? Questi complessi o traumi devono essere superati prima del matrimonio attraverso un valido aiuto psicologico Non è certamente la ripetizione dell'atto sessuale che eliminerà tali problemi, anzi li acutizzerà. Occorre prima risolvere il trauma o il complesso alla radice. La ripetizione dell'atto sessuale sotto la loro influenza comporta l'intensificazione della loro presenza sul mondo psicologico. Sovente purtroppo la pratica dei gesto viene consigliata come mezzo di guarigione! Evitare ogni fretta. L'atto sessuale è un gesto d'amore e come tale va realizzato nella calma. Occorre tempo e padronanza di sé stessi, dei propri istinti. Solo così si può realizzare un autentico rapporto sessuale. L'ottimo per l'amplesso fisico è che entrambi gli sposi arrivino nello stesso momento, o quasi, all'apice del piacere, per poter sperimentare assieme la gioia della comunione dei cuori. Gli sposi devono usare ogni mezzo onesto per attingere a questa meta. Se la donna, nel rapporto sessuale ecologicamente vissuto, quindi onesto, non perviene al piacere nello stesso momento dell'uomo, essa ha il diritto di raggiungerlo, per cui lo sposo deve aiutarla con azioni adatte e rispettose della sua sensibilità a raggiungerlo immediatamente dopo il suo. Oppure la donna stessa può procurarselo immediatamente dopo che l'uomo l'ha raggiunto. Il piacere è una cosa sola col rapporto sessuale, una sua parte importantissima, per cui sia fisicamente che psicologicamente anche la donna necessita di raggiungerlo. Solo in esso e per esso,raggiunge la pace del cuore e dei sensi. Anzi se è sicuro che durante il rapporto sessuale la donna non raggiunge il culmine del piacere l'uomo può aiutarla a raggiungerlo totalmente o quasi immediatamente prima dell'unione fisica, a condizione che dopo la donna sia disposta psicologicamente e fisicamente a realizzare il rapporto fisico ecologico con il marito.( Cfr. R. Jone; Compendio di teologia morale, op. cit., p.768) Non si tratta della ricerca di un semplice piacere, ma di una gioia sensibile legata al gesto sommo dell'amore coniugale. Si consiglia che sia il marito ad aiutare la sposa a raggiungere il culmine del piacere, così esso sorge in contatto diretto con la persona amata. Solo nella completezza, anche del piacere, l'atto sessuale realizza in pienezza i suoi significati unitivo e procreativo, cioè di fusione tra gli sposi e di apertura alla vita. Se il piacere sessuale non può essere sempre ottimo, l'importante è che i preliminari ed il rapporto siano vissuti, intrisi, nel migliore dei modi, di tanta tenerezza ed amore. Il non preoccuparsi di questa imperfezione apre la strada all'esperienza sempre più perfetta del piacere sessuale. Se la coppia si preoccupa ne allontana la meta. Occorre tanta pazienza ed amore! Solo attraverso questo atteggiamento si possono eliminare le imperfezioni del rapporto sessuale. Imperfezioni dovute sovente alla masturbazione praticata insieme o in modo solitario durante il fidanzamento: essa abitua infatti a vivere l'atto sessuale in modo frettoloso, ripiegati su se stessi. Il rapportarlo immediatamente e totalmente all'altro come esige il rapporto sessuale riesce difficile... occorre tempo e pazienza! E' la penitenza per coloro che non hanno amato e praticato la castità prima del matrimonio! La realizzazione di queste condizioni determina la parità di collaborazione degli amanti per il sorgere ed il crescere del piacere, stabilendo fra di loro una parità di dignità, che esclude ogni sopraffazione. Il piacere, infatti, per attingere il suo scopo necessita l'eliminazione di ogni sopraffazione, violenza, predominio, banalità, brutalità, corruttori della sua bellezza, qualità e entità. Radice di tutti questi mali è l'egoismo, che scaturisce dall'egocentrismo. Un egocentrico non prende sul serio la presenza dell'altro come persona, ma lo riduce facilmente ad un oggetto di consumo o di sfogo sessuale. Occorre rispettare la sensibilità e le giuste esigenze dell'altro, se si vuole realizzare un rapporto sessuale umano e gradito ad entrambi. Ciò impegna l'individuo a lavorare responsabilmente su se stesso per risolvere le proprie dinamiche di aggressività, di possessività, di sfruttamento, e poter così instaurare con l'altro/a, in verità e in sincerità, un incontro autentico. Una condotta sessuale segnata da fattori di dominio e sopraffazione ignora l'istanza dell'alterità come punto di partenza per l'unione interpersonale. Spesso si tende a rendere l'altro meno altro, più assimilato a se stessi, distruggendo la sua originalità propria ed esclusiva di persona umana. Questa ricerca di servirsi dell'altro per la propria autorealizzazione distrugge la verità dell'amore che il rapporto deve esprimere. La brutalità con cui ci si accosta e ci si serve del corpo dell'altro è una condizione di avvilimento del rapporto sessuale e non si addice all'indole interpersonale dell'unione. Solo un'accentuata educazione alla tenerezza, al pudore, alla delicatezza verso l'altro può evitare che il rapporto sessuale si trasformi in sorgente di. nuove conflittualità, aggravanti la realizzazione amorosa tra gli amanti. La violenza nell'esercizio del sesso lo riduce a qualcosa di disumano, snatura il gesto dell'incontro, trasformandolo in un atto indegno dell'uomo. Questo richiamo insistente sulla brutalità e la violenza inquinanti l'intimità sessuale è attualissimo nel contesto della cultura attuale intrisa, in modo rilevante, di mentalità pornografica, che propaganda il sesso "forte!", frutto di tecniche corporee di eccitamento ed accoppiamento, non di tenerezza, dolcezza e sentimento. E' importantissimo quindi che i fidanzati riscoprano e valorizzino al massimo praticamente nelle loro manifestazioni affettive la tenerezza, la dolcezza e il sentimento. Solo così si preparano adeguatamente a vivere l'amplesso fisico in modo pienamente umano ed ecologico, rispettoso pienamente della sensibilità di entrambi.Da quanto è stato esposto emerge chiaramente in tutta la sua ampiezza l'importanza del piacere nel rapporto fisico tra uomo e donna. Alcuni possono restare perplessi dinanzi, a questa sua valorizzazione, per il rischio reale che ci può essere, data la mentalità edonista della società attuale, che gli sposi si lascino attirare parzialmente o totalmente dalla logica del piacere fine a se stesso, perdendo di vista la sua intrinseca finalità. Ma non si può per paura limitare o imprigionare un dono di Dio. "La sessualità infatti è sorgente di gioia e di piacere: il creatore stesso... ha stabilito che nella reciproca donazione fisica totale gli sposi provino un piacere e una soddisfazione sia del corpo, sia dello spirito, quindi, gli sposi non commettono nessun male cercando tale piacere e godendone. Accettano ciò che il Creatore ha voluto per loro " CCC n.2362 . L'esigenza di un piacere migliore diventa una componente inseparabile della crescita dell'amore coniugale: una sua connaturale dimensione. La prudenza deve guidare e sorreggere l'agire degli sposi, non la paura. Gli sposi devono agire cercando i mezzi adatti per evitare il rischio della materializzazione del rapporto fisico, fugando però ogni paura. Lo spirito di Dio è con loro per sorreggerli e guidarli. Occorre però che essi diano a Lui spazio nella loro vita.
NOTE: 1) "L'uomo deve purificare le proprie intenzioni istintive: non deve ricercare innanzitutto la propria soddisfazione; e nemmeno deve ricercare quella della compagna in maniera apparentemente sincera, ma in fondo ipocrita: cercando cioè, di accrescere il proprio piacere di trionfo sull'amor proprio, per la soddisfazione della vittoria, per la realizzazione di un dominio, per la riuscita di una tecnica. Egli deve volere la gioia, la soddisfazione, la felicità della della sua donna e, per questa via soltanto, la felicità di ambedue compresa la propria. La vita sessuale non può essere altro che comunità, anche sul piano fisico, ogni soddisfazione unilaterale, o anche apparentemente bilaterale ma egoisticamente ricercata per sè, è egoismo, peccato contro l'amore, truffa, tanto più scandalosa in quanto consumata nel terreno più intimo, deviazione della sessualità dai suoi fini di autenticità amorosa. Ricercare unilateralmente o bilateralmente solo il piacere fisico, significa amputare l'amplesso delle sue gioie migliori. Il piacere dell'orgasmo è fisico, ma anche e soprattutto interiore . Notiamo, di sfuggita, che la simultaneità del piacere presenta i suoi vantaggi ai fini della fecondazione: numerosi sessuologi ritengono che, nel momento dell'orgasmo, il collo dell'utero effettui dei movimenti di suzione e l'orifizio si allarghi, facilitando così l'ascensione degli spermatozoi." (Norman D., Amarsi corpo e anima, op. cit. p.94) 2) "Occorre saper prendere tutto il tempo necessario: i momenti di arresto e di pausa, nell'amplesso propriamente detto, possiedono un fascino particolare e un valore amoroso, di cui si deve profittare pienamente. Questa lenta progressione permette al marito, più ardente, di ritardare il suo arrivo prematuro al culmine, e alla sposa, più lenta a vibrare, di raggiungere in armonia coi marito il punto culminante del cammino. Ma la donna ha anche il grandissimo vantaggio di far acquisire al marito un reale dominio sessuale sulle proprie reazioni: l'ideale sarebbe che egli arrivasse a comandarle con la volontà, a farle arrestare o progredire come vuole. Il mezzo essenziale per l'acquisizione di tale padronanza assoluta risiede in quella lenta progressione, in questi arresti e in queste riprese: lo spirito conserva così, in ogni momento, il controllo della carne, non vi si seppellisce, e fa dell'amplesso un atto di amore umano e non di sessuale possesso animale. Si dedichi, possibilmente, grande attenzione al clitoride, questo organo ha la sua importanza per facilitare alla sposa l'accesso alla gioia comune. Il marito abbia infine sempre cura di non causare nessun dispiacere e nessun dolore alla donna, faccia attenzione a moderare certi movimenti, facilmente violenti, ed a penetrare la sposa sotto un angolo confortevole. Dopo un periodo - il più lungo possibile - d'intimità completa, fatta, da parte del marito, di movimenti di va e vieni della verga nella vagina, di opportuni riposi l'eccitazione sessuale, arrivando al suo culmine, aprirà la strada alla gioia comune, quando lo deciderà" (Norman D. Amarsi corpo e anima op. cit. pp. 88,89) Continua con Cap.5 Il rapporto sessuale dono di vita |