Corso di preparazione al matrimonio

Padre Raimondo Bardelli

 

Capitolo V - Il rapporto sessuale dono di vita

 

La dimensione fondamentale ed essenziale del matrimonio è l'amore coniugale, cioè il dono totale reciproco degli sposi. Su di esso poggia e si sviluppa il patto (o contratto) coniugale, da cui scaturiscono tutte le altre realtà matrimoniali. Ne deriva che l'amore sponsale è il bene supremo dei matrimonio e ogni altra realtà nasce e dipende da esso. In ultima analisi infatti la realtà che definisce l'essenza e i compiti dei matrimonio è l'amore sponsale. (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 17)

Cristo stesso richiamando la struttura originale del matrimonio sottolinea come l'amore sia elemento fondamentale che rende il patto coniugale uno e indissolubile (cfr Mi 19,5; Mc 10,7-8). E' importante però comprendere la realtà intima di questo amore, per non abbandonare la morale matrimoniale al soggettivismo, riassunto nella famosa frase: "se si agisce con amore e per amore, tutto è lecito". Questa mentalità attualmente è abbastanza diffusa, si esprime anche in un altro modo: "gli sposi agiscono bene quando seguono la propria coscienza nella libertà dell'amore". Ogni coppia di sposi diventa cosi norma morale per se stessa. Si deve però ricordare che le norme morali poggiano sulla realtà oggettiva precisata dalla "legge eterna" iscritta nel cuore, dell'uomo: espressione dell'armonia della vita divina, riprodotta nell'uomo dall'amore creatore di Dio. ( Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, 35-36.)

La coscienza, attraverso la ragione, guidata e sorretta dallo Spirito Santo ( Ivi, 25-26)  intuisce le imprescindibili esigenze dell'amore coniugale analizzandolo nella totalità del suo essere di anima e di corpo redenti da Cristo e quindi elevati e perfezionati dal suo amore. L'amore coniugale infatti è un dono totale, reciproco tra due creature, diventate figlie di Dio, quindi un dono umano elevato e perfezionato, reso capace di amare come Dio ama, col suo stesso amore, e con il suo stile. (Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, 20).  L'amore matrimoniale è quindi un amore umano divinizzato dall'azione dello Spirito Santo. L'amore matrimoniale dei cristiani va sempre analizzato in questa totalità di perfezione e di armonia. Occorre però sottolineare che l'azione dello Spirito Santo non elimina, ma eleva e perfeziona le realtà incarnate nell'amore coniugale naturale, conferendo ad esse dimensioni profetiche, che vanno oltre il tempo, abbracciando la vita di Dio ed il suo amore fecondo. La base però di tutto resta sempre l'amore naturale, "prima parola di Dio" rivelatrice essa stessa, della vita intima di Dio. Non è quindi sufficiente riconoscere, come è stato notato, che l'amore è la realtà fontale ed essenziale del matrimonio, occorre capirne la sua intima realtà, per cogliere i "devi!", ossia le esigenze imprescindibili che da esso scaturiscono, condizioni indispensabili per il suo essere autentico, il suo crescere e il suo agire. Non basta quindi dire: "tutto quello che gli sposi fanno per amore è lecito". E' necessario che sia fatto nel rispetto del dinamismo interno a questo amore.

Le esigenze interne dell'amore matrimoniale emergono dalla totalità del suo essere, abbracciante cuore e corpo. La missione del corpo è di esprimere con gesti propri le realtà del cuore. La più alta espressione corporea dell'amore coniugale è il rapporto fisico, che vissuto nella sua totalità ecologica significa dono e accoglienza di vita, oltre che fusione e comunione degli amanti. Il rapporto sessuale infatti ecologicamente vissuto fa emergere chiaramente le caratteristiche fondamentali dell'amore matrimoniale da esso incarnate cioè: la sua dimensione unitiva e procreativa. (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 38 - Paolo VI, Humanae Vitae, 12.)

L'amore coniugale infatti nel suo essere ed agire unisce sempre di più intensamente gli sposi, trasformandoli in perenne sorgente di vita. L'amore e la vita quindi sono la missione fondamentale del matrimonio (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 17 - Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, 48.). A questo punto è,urgente capire in che senso l'amplesso fisico ecologicamente vissuto è sempre dono di vita. Tale dono infatti può intendersi in due modi:

·          generare un bambino 

·          generare nuovo amore, che aumenta l'amore reciproco degli sposi, il quale a sua volta si riversa sui figli nati o da nascere, accrescendo in quelli nati l'esperienza d'amore, aumentando allo stesso tempo in loro la gioia di vivere, agire, lottare. La vera vita è amore in azione. Ogni nutrimento per la sua crescita è quindi un dono di vita nuovo... un nuovo generare. Per i bambini da concepire la crescita dell'amore tra gli sposi prepara per loro un nido più caldo ed accogliente..

L'atto sessuale ecologicamente vissuto incarna sempre in sè le componenti fondamentali dell'amore sponsale, cioè la sua dimensione unitiva e procreativa. La dimensione unitiva è espressa e realizzata attraverso la comunione dei corpi "La concorporeità!". La componente procreativa o di apertura alla vita è simbolizzata e realizzata attraverso il dono dei seme della vita da parte dell'uomo e dell'amorosa accoglienza di esso da parte della donna.

Il gesto sessuale così vissuto diventa spontaneamente sorgente di vita, dono di vita. Prima di tutto per gli sposi: accresce il loro amore e il loro essere uno. Il loro amore aumentato si riversa sui bambini generati, alimentando il loro amore ed allo stesso tempo prepara una culla amorosamente più calda e tenera per quelli da generare. Infatti la fecondità dell'amore coniugale non si restringe alla sola procreazione dei figli, sia pure intesa nella sua dimensione specificamente umana: si allarga e si arricchisce di tutti quei frutti di vita morale, spirituale e soprannaturale che il padre e la madre sono chiamati a donare ai figli e, mediante i figli, alla Chiesa e al mondo (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 28) Ne consegue che l'atto sessuale è in piena armonia con l'amore coniugale unicamente quando vive ed esprime i due significati fondamentali dell'amore coniugale.

Ogni gesto d'amore infatti conserva la sua piena bontà e verità unicamente quando esprime e vive liberamente e realmente ciò che naturalmente o culturalmente esprime.

L'atto sessuale è un atto d'amore non legato alla cultura ma alla natura dell'uomo e della donna strutturati fisicamente e psicologicamente in modo diverso, ma allo stesso tempo complementare. Tale complementarità raggiunge la sua attuazione nel matrimonio e si esprime in modo singolare attraverso l'atto sessuale. La realtà unitiva e procreativa di questo gesto viene espressa e vissuta dagli sposi quando lo vivono nella pienezza dei loro amore in modo naturale, cioè rispettando l'ecologia del gesto.

L'atto sessuale per i cristiani non è unicamente un gesto d'amore creaturale , ma anche di figli di Dio, uniti intimamente fra loro dall'azione consacratoria dello Spirito Santo, operata in loro nel momento del matrimonio.

Il battesimo unisce la persona umana allo Spirito Santo, che riversa in essa il suo amore (Rm 5,5), che perfeziona la capacità naturale di amare, comunicando ad essa lo stile di Dio. L'ulteriore azione dello Spirito Santo, operata negli sposi attraverso la quasi consacrazione del sacramento del matrimonio, comunica al loro amore una nuova ricchezza di essere, agire e di valenza significativa: esso diventa espressione della Vita intima di Dio e dell'amore tra Cristo e la Chiesa.

Per questo il dono dello Spirito Santo è comandamento di vita per gli sposi cristiani, ed insieme stimolante impulso affinché ogni giorno progrediscano verso una sempre più ricca unione tra loro a tutti i livelli - dei corpi, dei caratteri, dei cuori, delle intelligenze e della volontà, delle anime - rivelando così alla chiesa e al mondo la nuova comunione d'amore donata dalla grazia di Cristo (Ivi~ 19 - Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes, 49.).

Lo Spirito Santo nel suo essere ed agire diviene quindi modello di vita per gli sposi, cioè loro comandamento, inteso come esigenza d'amore da realizzare nella loro comunione matrimoniale. La vita intima dello Spirito Santo diviene per essi il modello esemplare da realizzare ed allo stesso tempo è stimolante impulso, cioè aiuto pratico agli sposi per crescere realmente nel loro amore, per diventare profezia, cioè immagine o parabola delle realtà divine incarnate dal loro amore.

 

Lo Spirito Santo modello di vita, "comandamento" per gli sposi

Dio nella sua vita intima racchiude in sé, in pienezza assoluta infinita, l'aspetto unitivo e generativo dell'amore sponsale. Il Padre genera da sempre il Figlio e ad esso si dona totalmente. Il Figlio da sempre generato risponde al dono del Padre col dono totale di sé a Lui. .L'incontro dei due doni del Padre e del Figlio stabilisce fra loro una comunione: è lo Spirito Santo! Lo Spirito Santo è quindi in Dio Persona-Amore.

"Si può dire che nello Spirito Santo la vita intima di Dio, Uno e Trino si fa tutta dono, scambio di reciproco amore tra le divine persone, e che per lo Spirito Santo, Dio "esiste" a modo di dono. E' lo Spirito Santo l'espressione personale,di un tale donarsi, di questo essere amore. E' Persona-Amore. E' Persona-Dono"( Giovanni Paolo II, Dominum et Vivificantem 10.)

 Lo Spirito racchiude in sé tutta la ricchezza e il significato dell'amore divino, o meglio, della vita di Dio, in quanto essendo l'Aspetto unitivo-persona, è arricchito necessariamente nel suo essere dai tesori sprigionanti anche dall'aspetto generativo proprio unicamente del dono del Padre al figlio. La Trinità esiste perché dall'amore fontale, cioè dalla carità di Dio Padre, che essendo principio senza principio, da cui il Figlio è generato e lo Spirito Santo attraverso il Figlio procede (Concilio Vaticano Il, Ad Gentes, 2.)si stabilisce quella totalità di vita e comunione che costituisce l'unità e l'unicità di Dio. Un solo Dio in tre persone, uguali ed allo stesso tempo distinte.

L'identità e sussistenza personale dello Spirito Santo esiste unicamente per il duplice dinamismo unitivo e fecondo eternamente presente nell'amore divino, che Egli racchiude in sé in una sintesi meravigliosa. Per questo lo Spirito Santo diviene il "Comandamento" dell'amore sponsale, cioè esigenza di vita in tutta la sua ricchezza unitiva e generativa.

 Lo Spirito Santo è anche l'agente espressivo dell'amore creatore di Dio. Tutta la Trinità crea, ma lo Spirito Santo può ritenersi il terminale dell'amore creatore di Dio. Lui ha plasmato tutto l'universo. L'uomo e la donna sono usciti dal suo amore per essere insieme, attraverso il matrimonio, icona di Dio. Lui ha riversato nei loro cuori l'amore che li rende figli di Dio, capaci di riprodurre in loro lo stile d'amare dì Dio. E'sempre Lui che attraverso la quasi consacrazione del sacramento del matrimonio li ha uniti, conferendo al loro amore la dimensione unitiva e generativa dell'amore divino, attualizzata in modo particolare nell'amplesso sessuale. L'atto sessuale diviene così espressione in Parabola dell'eterna generazione del Padre e della perpetua comunione dello Spirito Santo e allo stesso tempo collaboratore diretto con lo Spirito Santo per la creazione di nuove creature.(Bardelli Raimondo, Il significato dell'amore, op. cit, pp. 196-202.)

Gli sposi, attraverso l'azione trasformante dello Spirito Santo, attuata in loro nel sacramento del matrimonio, riproducono nella loro unione il dinamismo proprio dell'amore Trinitario... della vita di Dio! Va però notato: in Dio l'amore è perfetto e negli sposi è imperfetto ed in continuo divenire, per cui per raggiungere la sua perfezione necessita per crescere del continuo esercizio delle manifestazioni affettive proprie del matrimonio (Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes, 49.)

 

Lo Spirito Santo, stimolo e aiuto agli sposi

Lo Spirito Santo è stimolo ed aiuto agli sposi per perfezionare nella sua totalità l'amore che li unisce. L'aiuto dello Spirito Santo si esprime come luce per la coscienza, forza per la volontà, stimolo per la conoscenza reciproca, fondamento della loro crescita d'amare. Inoltre, esso inserisce nell'amore coniugale le esigenze proprie del suo amore, cioè un appassionante amore per la vita, al dono di essa e l'impegno costante, una volta generata, per farla crescere. Lo Spirito comunica loro anche la sua esperienza d'amore vissuta nel Cristo, perché essi stessi ne seguano le orme, realizzando così. una perfetta comunione con lui, condizione indispensabile perché essi siano testimonianza e segno della fecondità dei suo amore nel mondo. Lo Spirito Santo è l'anima della vita divina trasmessa all'uomo col battesimo. ( Paolo VI, Evangeli Nuntiandi, 75.) La funzione dell'anima umana è di vivificare tutto l'individuo nella sua capacità d'amare, perché possa essere in tutto il suo essere ed agire, amore. Gli sposi potranno assolvere la loro missione nel mondo unicamente nella potenza dello Spirito Santo. La missione degli sposi si può sintetizzare in un amore aperto alla vita: dono di vita (Giovanni _Paolo II, Familiaris Consortio, 17.). Essi devono lasciarsi guidare prudentemente dallo Spirito Santo, quale ispiratore decisivo dei loro programmi, delle loro iniziative, delle loro attività, delle loro decisioni. L'azione dello Spirito Santo abilita gli sposi ad agire come Dio, vivendo in loro stessi le esigenze della legge eterna promanante dal loro amore, che li rende immagine perfetta di Dio (Giovanni Paolo II, Veritasis Splendor, 16-17.). Solo così potranno attingere la meta della loro santificazione e raggiungere un giorno la vita eterna: pienezza del regno di Dio, cioè del loro essere in Cristo (Giovanni Paolo II, Veritasis Splendor, 16-17.).E' importante per gli sposi recuperare e vivere nella loro unione la dimensione finale del loro amore, cioè la vita eterna. Tutto il loro essere uno si protende verso questa meta finale, scopo ultimo della loro unione.

 

L'azione dello Spirito Santo nella trasformazione della vita degli sposi

L'azione dello Spirito Santo trasforma la vita degli sposi in un annuncio profetico dell'unione di Cristo con la sua Chiesa, cioé di ogni battezzato con Cristo. La vita matrimoniale è stata scelta da Dio fin dal Vecchio Testamento per essere immagine concreta del suo amore verso il popolo d'Israele. Tale immagine raggiunge il suo culmine nel Nuovo Testamento diventando espressione della nuova alleanza in Cristo.

Per questo attualmente per esprimere la realtà del matrimonio si preferisce parlare di Alleanza matrimoniale, piuttosto che di contratto come nel passato. San Paolo, per dare una chiara immagine dell'unione di Cristo con la Chiesa, ricorre al dinamismo dell'amore coniugale (Ef 5,21-33). Occorre però notare: l'unione di Cristo con la Chiesa, oggetto di approfondimento di tutto il Nuovo Testamento, diventa a sua volta luce per la comprensione del dinamismo interno dell'amore coniugale.

Gli sposi cristiani raggiungono questo scopo profetico insito nella loro unione vivendo in pieno la loro consacrazione battesimale perfezionata da quella dei sacramento del matrimonio.(Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes, 48) "Fonte propria o mezzo originale di santificazione  per i coniugi e per la famiglia cristiana è il sacramento del matrimonio, che riprende e specifica la grazia santificante del battesimo... purificando e santificando l'amore coniugale. Il dono di Cristo non si esaurisce nella celebrazione del sacramento del matrimonio, ma accompagna i coniugi lungo tutta la loro esistenza... Il sacramento del matrimonio specifica e indica agli sposi la loro via alla santità, tradotta concretamente nelle realtà proprie dell'esistenza coniugale e familiare. Nascono di qui la grazia e l'esigenza di una autentica e profonda spiritualità coniugale e familiare, che si ispiri ai motivi della creazione, dell'alleanza, della croce, della risurrezione e del segno Profetico " ( Concilio Vaticano II, Familiaris Consortio, 56.).

Il sacramento del matrimonio è una realtà iniziata con la stipulazione del patto, ma che si sviluppa e perfeziona in tutta la vita degli sposi, attraverso gli atti propri dell'amore coniugale, trasformando tutta la vita degli sposi in "sacrificio spirituale a Dio gradito."(Concilio Vaticano II, Sanosantum Concilium, 59.) La vita degli sposi diventa così un atto di culto a Dio: un canto di lode(Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 56.) riproduzione perfetta del Cantico dei cantici. Solo in questa globalità l'amore coniugale è fondamento di tutta la realtà coniugale e movente ispiratore di tutto l'essere e agire degli Sposi. La morale coniugale deve essere ispirata e precisata unicamente da questa totalità umana e divina dell'amore sponsale. Non basta quindi dire: gli sposi devono agire per amore! Devono agire secondo le esigenze proprie dell'amore coniugale in tutta la sua bellezza umana e divina.

 L'amore coniugale è un canto d'amore per la vita.Unicamente nella celebrazione continua e costante della festa della vita esso trova energia per vivere, crescere e raggiungere gli scopi ad esso uniti. I fidanzati devono meditare profondamente la realtà intima e totalizzante dell'amore coniugale che si preparano ad accogliere nelle loro vite.E' una preparazione che esige una disciplina costante di autoeducazione alla vita, di sincerità, da tradursi praticamente e costantemente in tutti i gesti ed azioni riguardanti l'amore. In altre parole: vivere sinceramente la castità.


Continua con Cap.6 Il bambino nasce da un atto responsabile d'amore

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