Corso di preparazione al matrimonio

Padre Raimondo Bardelli

 

Capitolo VII - L'amore può sopprimere la vita?

 

L'aborto

La procreazione responsabile dovrebbe essere all'origine di ogni gravidanza. Essa infatti coinvolge la vita e l'amore degli sposi ed allo stesso tempo l'amore creatore di Dio. Essa comporta una decisione che armonizza il volere della creatura con quello del suo Creatore. Gli sposi attraverso l'amplesso fisico pongono le condizioni fisiche per la fecondazione e nel momento stesso in cui essa avviene Dio crea l'anima e la pone nell'ovulo fecondato. Infatti, "dal momento in cui l'ovulo è fecondato, si inaugura una vita che non è quella del padre e della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin d'allora". (Congregazione per la dottrina della fede; Dichiarazione sull'aborto procurato, n. 12 in Ench. Vat. 5, 673.)

La fecondazione origina un essere umano, che progressivamente si sviluppa, secondo un ordine in esso contenuto fin dal primo momento del suo concepimento. L'ovulo fecondato inizia quindi un processo di sviluppo secondo un programma genetico in esso già fissato. Biologicamente "non c'è una particolare parte dello sviluppo che sia più importante di un'altra; tutte sono parte di un processo continuo e qualora i singoli stadi non si svolgono normalmente, al momento giusto e nella giusta sequenza, ogni ulteriore sviluppo cessa". (Rapporto Warnoch sulla fertilità umana e sull'embriologia 26/6/1984, n. 11, 19.) . Il feto, quindi, fin dal primo istante del suo esistere è una persona reale: una nuova creatura racchiudente in sè tutta la dignità di essere umano autentico, creato ad immagine dei suo creatore. (1)

La generazione infatti trasmette da uomo a uomo l'immagine divina (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 28) riguardante il corpo. Dio stesso, come fece col primo uomo, creando l'anima trasmette ad essa la sua immagine, racchiudendo in essa i germi della sua futura chiamata all'amore. (Giovanni Paolo II Evangelium Vitae, 43, 61).

La dimensione personale dell'uomo che racchiude tale chiamata é detta sessualità. La sessualità é una componente spirituale dell'uomo che racchiude in sè, o meglio, incarna in sè la particolare vocazione all'amore di ogni creatura umana. Dio più volte ha rivelato all'uomo come fin dal seno materno Egli ha posto in lui la una particolare vocazione.(cfr Ger 1,5; Is 49,1; Gal 1,15). Essa è in germe, attende di maturare, per manifestarsi nel suo splendore originale nell'età adulta.

Il termine "vocazione" va inteso ed assunto nel suo contenuto essenziale, cioè come risposta alla solitudine racchiusa nella sessualità umana. (2) 

 Risposta che solo un "tu particolare, complementare, può dare, attraverso un amore totale dato e ricevuto. Solo quest'amore può togliere l'uomo o la donna dalla incompletezza esistenziale (cfr Gen 2,18) e dare un senso, quello vero, alla vita. Per questo la vocazione si può chiamare la propria via all'amore sponsale, al personale matrimonio. Solo l'amore matrimoniale infatti contiene in sè il dono che può realizzare pienamente la sessualità umana . Ogni vocazione è un bene non solo per l'individuo ma per tutta l'umanità. Essa infatti ha come compito non solo la piena realizzazione dell'immagine divina presente nel singolo, ma anche il perfezionamento della creazione e il prolungamento nella storia della redenzione.(3) 

La vocazione é una particolare capacità d'amare contenuta in germe nel bambino appena concepito.(Concilio Vaticano II, Optatam Totius, 3). Ogni bambino infatti è una nuova irruzione nel mondo di un particolare raggio della tenerezza divina che s'incarna in esso per acquisire progressivamente il suo pieno splendore. Ogni mamma che concepisce racchiude in sè un prodigio (sal 139,14), ossia un capolavoro ineffabile dell'infinita bellezza di Dio. (Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, 84) L'amore creatore di Dio infatti non si ripete, non conosce l'anonimato della massa, nè la ripetitività della serie. La speranza, l'amore del mondo ha origine, cresce, prende vita nel seno della donna. Ogni bimbo che nasce infatti è un nuovo bacio d'amore di Dio al mondo, una nuova fiamma d'amore che entra in esso. Il feto è come un seme che contiene in sè l'amore, la tenerezza, le capacità attive del futuro uomo. Custodirlo, aiutarlo ad essere pienamente se stesso è un bene di tutti.(4) 

La creatura nuova è il centro dell'attività procreatrice e non le motivazioni che possono averla originata . In una convivenza ordinata e feconda va posto come fondamento il principio che ogni essere umano è persona, cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura; diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili (Giovanni XXIII, Pacem in terris, 11 aprile 1963 AAS 55, 1963, 259).

Varie possono essere infatti le motivazioni che hanno indotto l'uomo e la donna al rapporto sessuale, ma se da esso è generata una persona questa  ha il diritto all'esistenza e a prendere il suo posto nel mondo. L'uomo e la donna sono liberi di porre o no il gesto che chiama alla vita ma una volta avvenuto il concepimento devono rispettarlo e proteggerlo. Il contrario comporta un gesto di padronanza sulla vita che spetta unicamente a Dio. Dio dona la vita. La dona con tenerezza ed amore e per quanto dipende da Lui l'aiuta, la protegge, perché attinga la sua piena e reale realizzazione. Sopprimendo il feto l'uomo si arroga un diritto da super-dio! In pratica agisce superando l'atteggiamento di rispetto che il vero Dio ha verso ogni vita: dal suo nascere fino al suo tramonto! L'aborto sopprime un innocente, ripete il gesto di Caino. Mette in silenzio Dio, privando il mondo di un nuovo potenziale d'amore. Come è stato sottolineato, ogni concepimento è un bacio di Dio al mondo. Attraverso esso Dio ripete al mondo con tenerezza indicibile: "Ti amo".Ogni creatura infatti introduce sulla terra una nuova scintilla del suo amore.

Ogni amore è una fiamma divina che entra e vivifica il mondo (cfr Ct 8,6) per riscaldarlo, trasformarlo, conservare in esso la pace. Chi vuole la pace custodisce, rispetta la vita, ogni vita! L'aborto spegne nel suo nascere questa fiamma, impedendo ad essa di realizzare la sua dimensione profetica. E' un gesto che soffoca la parola d'amore del Creatore: lo pone in silenzio! L'uomo sovente parla d'amore, ma sopprimendo la vita il suo linguaggio diventa la più alta espressione di egoismo, di crudeltà, anche se cerca di rivestire questo gesto di ragioni apparenti d'amore e sentimento. Dio nel Cristo ha dato la vita per il mondo: "non c'è maggior amore di colui che dà la vita per coloro che ama" (Gv 15,13). Dio ama tutti... anche coloro che Lo rinnegano e rifiutano a Lui un posto nel loro cuore. L'uomo e la donna, invece, con l'aborto sopprimono la vita nata in loro stessi! Ogni aborto procurato infatti uccide un innocente perché la sua vita diventa scomoda.(5) 

Nessuna motivazione potrà mai giustificare moralmente un atto simile. L'ignoranza, la superficialità, la durezza di cuore, non scuseranno mai completamente davanti a Dio coloro che si macchiano di questa colpa (Lc 12,48). In loro crescerà l'egoismo, si affievolirà la fiamma dell'amore, il mondo diventerà più povero. La più grande, la più diffusa povertà del mondo infatti è la carenza d'amore. Da essa nasce l'odio, la divisione, ogni male!

L'aborto è praticato unicamente perché l'uomo e la donna ritengono di essere possessori dell'amore e non da esso posseduti. Trattano cioè l'amore come un oggetto di loro appartenenza, non come una realtà dalla quale sono posseduti, che ha come scopo la loro realizzazione e procura ad essi ed al mondo felicità e pace. (6)

 Ogni autentico amore, ma soprattutto quello del matrimonio, contiene in sè una dimensione profetica: è immagine dell'amore e della tenerezza divina, per cui diventa mezzo per conoscere il volto di Dio, aspirazione profonda e reale di ogni cuore umano. Dio infatti è amore (1 Gv 4,8). Il suo Volto è quello dell'amore. L'uomo e la donna realizzano attraverso il matrimonio la pienezza dell'immagine divina. Una pienezza in divenire, attuata progressivamente attraverso l'esercizio del loro amore. L'aborto pone nell'amore il "Freddo" della morte, impoverendolo, frenandone la crescita, tingendo il suo volto di tristezza, togliendo ad esso la capacità profetica di riflettere la fisionomia di Dio! La morte è frutto del peccato, non dell'amore divino.

Essa è il risultato dell'egoismo umano, della superbia da esso generata: volere essere come Dio! (cfr Gen 3) L'aborto incarna in sè tutta questa realtà di morte, oscurando la presenza di Dio nel mondo, nei cuori, rendendo più difficile all'incredulo d'incontrarlo attraverso le cose create (cfr Rm 1,18-32). Sovente l'aborto procurato fa sperimentare ai responsabili l'abbandono di Dio (Rm 1,26ss). E' questo l'estremo linguaggio d'amore della misericordia divina verso l'uomo egoista, che pone se stesso ed il proprio piacere al centro di tutti i suoi interessi. Questa grave ferita all'amore inferta dall'aborto procurato non favorisce certamente la crescita della comunione tra gli sposi, anzi mortifica l'aspetto unitivo del loro amore.

 L'unione degli sposi è favorita ed accresciuta da ogni gesto che esprime ed incarna il loro amore. Il bambino è l'incarnazione vivente del loro amore, della loro comunione. La sua presenza viva e gioiosa accresce quindi la loro comunione, favorendo la crescita dell'aspetto unitivo dell'amore sponsale. Il bambino infatti diventa occasione continua di crescita della loro unione. L'educazione, con tutte le difficoltà ad essa inerenti, esige comunione d'intenti e di ideali: meta che può essere conservata unicamente attraverso il dialogo continuo.

L'esperienza infatti attesta come l'arrivo di un bambino possa accrescere l'amore, l'unione tra gli amanti, rendendoli maggiormente capaci di comprensione e perdono reciproco. La soppressione di un bambino distrugge questa sorgente di unità fra di loro. Anche se il concepimento avvenisse contro la volontà esplicita degli amanti, resta sempre il frutto di un gesto che doveva essere d'amore, quindi aperto alla vita. Gli sposi autentici non possono mai dire al figlio: "Sei venuto per caso, non ti abbiamo cercato!". Sono parole che feriscono ed a volte uccidono nel cuore del figlio/a la gioia di vivere, perché non si sente amato ed accolto dai genitori fin dal primo momento della sua esistenza, per cui ha la sensazione di essere un intruso che ostacola la loro felicità. E' un esperienza terribile che è all'origine della volontà di distruzione e di morte presente in tanti giovani, che si abbandonano alla droga, all'alcolismo, al sesso ecc... disprezzando la vita. Infine, va sottolineato come la decisione di sopprimere il feto non dipenda sempre unicamente dalla madre. Spesso anche il padre ne è complice, in modo diretto o indiretto.

Lo è in modo indiretto quando trascura la madre, lasciandola sola di fronte alla responsabilità e ai problemi della gravidanza e sovente anche al peso del mantenimento futuro del figlio. Oppure, trattandosi di sposi, l'uomo crea nella famiglia un clima di trascuratezza affettiva verso la moglie e i figli, per cui la donna, non sentendosi amata ma unicamente usata come oggetto di piacere e portando sopra di sè tutta la responsabilità educativa dei figli, non ha il coraggio di portare avanti una nuova gravidanza. Non è raro che anche parenti e conoscenti siano complici indiretti e determinanti della decisione di abortire. Succede infatti che i loro commenti, apprezzamenti, giudizi sulla nuova maternità sottopongano la donna a pressioni psicologiche talmente forti da sentirsi costretta a cedere. Una responsabilità generale non meno grave riguarda .... quanti hanno favorito il diffondersi di una mentalità di permissivismo sessuale e disistima della maternità". (Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae,58)

Su questo devono riflettere molto i genitori, che per non apparire retrogradi hanno permesso ai loro figli di entrare in questa mentalità di sesso facile, favorendo in loro una concezione della vita imperniata sul piacere e il divertimento, schiva dei sacrifici necessari per attingere e proteggere i valori della propria vita e di quella altrui. L'io al centro di tutto e, sovente, a questo "nuovo dio" si sacrifica tutto e tutti .

 

NOTE:

 1) "Fin dalla fecondazione è iniziata l'avventura di una vita umana, di cui ciascuna delle grandi capacità richiede tempo, per impostarsi e trovarsi pronta ad agire. Anche se la presenza di un'anima spirituale non può essere rilevata dall'osservazione di nessun dato sperimentale, sono le stesse conclusioni della scienza sull'embrione umano a fornire un'indicazione preziosa per discernere razionalmente una presenza personale fin da questo primo comparire di una vita umana; come un individuo umano non sarebbe una persona umana?"(Giovanni Paolo II Evangelium Vitae, 60). Il magistero ufficiale della Chiesa afferma che fin dal primo istante dei concepimento nel feto v'è un'anima creata direttamente da Dio.

2) L'uomo e la donna" creati ad immagine e somiglianza di Dio come unità dei due, entrambi sono stati chiamati ad un amore di carattere sponsale " ( Giovanni Paolo II Mulieris dignitatem, 23). Umanità significa chiamata alla comunione interpersonale.Il testo di Genesi 2,18-25 indica che il matrimonio è la prima e, in certo senso, la fondamentale dimensione di questa chiamata. (Ivi, 7)

3) La vocazione infatti " è il progetto d'amore nato nel cuore di Dio, posto in te dal suo amore Creatore, che ti ha voluto come espressione unica e irripetibile della sua bellezza, che alla luce dello Spirito Santo scopri e assumi liberamente nel tempo, raggiungendo così la tua pienezza e prendendo il tuo posto nella continuazione della creazione e della redenzione del mondo." R. Bardelli; Vivere l'amore, LDC Torino 1989, p. 137)

4) L'educazione all'amore del bambino comincia nel momento stesso della fecondazione. La psicologia sottolinea insistentemente come fin dal seno materno le caratteristiche fondamentali del carattere cominciano a strutturarsi ed ad assimilare dalla mamma. gli influssi esterni positivi o negativi I fidanzati devono prepararsi al momento della procreazione responsabile,per evitare che i loro comportamenti abbiano influssi negativi sul bambino. Cfr. Problemi di Sessualità e Fecondità Umana, educazione prenatale, Pavia anno 1994-1995-1996.) 

5) "L'aborto procurato è l'uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza compresa tra il concepimento e la nascita" Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae,58. Il magistero della Chiesa, guidato e sorretto dallo Spirito Santo, per aiutare i cristiani a discernere la verità sull'uomo, nel contesto della cultura attuale prevalentemente abortista, ha definito come verità di.fede rivelata "che l'aborto diretto, cioè voluto come fine o come mezzo, costituisce sempre un disordine morale grave, in quanto uccisione deliberata di un essere umano innocente"Ivi 62 

6) "L'aborto procurato è un omicidio praticato nei confronti di un essere indifeso ed innocente: la Chiesa Cattolica ha sancito nel suo diritto che chi procura l'aborto ottenendo l'effetto incorre nella scomunica latae sententia (can. 1398), cioè automatica. La scomunica colpisce tutti coloro che commettono questo delitto conoscendo la pena, inclusi anche quei complici senza la cui opera esso non sarebbe stato realizzato ... Nella Chiesa la pena della scomunica è finalizzata a rendere pienamente consapevoli della gravità di un certo peccato e a favorire quindi un'adeguata conversione e penitenza... La valutazione morale dell'aborto è da applicare anche alle recenti forme di intervento sugli embrioni umani ,che pur mirando a scopi in sè legittimi, ne comportano inevitabilmente l'uccisione. E' il caso della sperimentazione sugli embrioni, in crescente espansione nel campo della ricerca biomedica e legalmente ammessa in alcuni stati. Se si devono ritenere leciti gli interventi sull'embrione umano a patto che rispettino la vita e l'intergrità dell'embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale....si deve invece affermare che l'uso degli embrioni o dei feti umani come oggetto di sperimentazione costituisce un delitto nei riguardi della loro dignità di esseri umani che hanno diritto al medesimo rispetto dovuto al bambino già nato e a ogni persona. La stessa condanna morale riguarda anche il procedimento che sfrutta gli embrioni e i feti umani ancora vivi - talvolta "prodotti" appositamente per questo scopo mediante la fecondazione in vitro - sia come " materiale biologico" da utilizzare sia come fornitori di organi o di tessuti da trapiantare per la cura di alcune malattie. In realtà, l'uccisione di creature umane innocenti, seppure a vantaggio di altre, costituisce un atto assolutamente inaccettabile".(Evangelium Vitae 62-63


Continua con Cap.8 L'ecologia dell'amore e la contraccezione

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