Corso di preparazione al matrimonio

Padre Raimondo Bardelli

 

Capitolo VIII - L'ecologia dell'amore e la contraccezione

 

Attualmente l'umanità sperimenta le conseguenze disastrose causate dal non rispetto della natura. Essa, infatti, violata nell'armonia delle sue leggi, ha perso o va perdendo la sua identità, diventando per l'uomo causa di sofferenza, malattia, morte. L'esperienza crescente di questa sofferenza ha suscitato in gran parte dell'umanità una reazione, generando un movimento , che si propone come scopo di proteggere l'ordine ecologico contro gli abusi determinati dai vari interessi economici e di ricostruire un ambiente sano, dove tutta la natura, ma soprattutto l'uomo, possa nascere e crescere normalmente. Il movimento ecologico mira quindi a riportare la natura nell'armonia del suo habitat, per ridare all'uomo un ambiente sano dove possa vivere serenamente, non minacciato continuamente da disastri ecologici, sorgente di tanta sofferenza e morte. L'uomo deve essere quindi il centro ed il cuore naturale del movimento ecologico. Esso infatti è il vertice della creazione sensibile. E' l'unico infatti a possedere in essa un'intelligenza capace di organizzare e perfezionare la natura, ma anche di peggiorarne la situazione per interessi egoistici.

L'ecologia va quindi applicata primariamente all'uomo per proteggerlo nella sua integrità fisica e psicologica. Essa esclude in esso ogni intervento perturbante o deturpante l'equilibrio della salute fisica o psicologica. E' veramente ecologico, quindi umano, unicamente ciò che favorisce nella persona umana la sua normale ed integrale crescita e realizzazione.La contraccezione invece è una realtà antiecologica, perché attenta alla dignità della persona umana, ledendo il suo equilibrio fisico ed impoverendola dei significati amorosi intrinseci alla sua corporeità.Essa infatti " al linguaggio nativo che esprime la reciproca donazione totale dei coniugi, impone un linguaggio oggettivamente contraddittorio, quello cioè del non donarsi all'altro in totalità: ne deriva non soltanto il positivo rifiuto all'apertura alla vita, ma anche una falsificazione dell'interiore verità dell'amore coniugale, chiamato a donarsi all'altro in totalità personale". (Catechismo della Chiesa cattolica, 2370; Giovanni Paolo II, Familiaris consortio,32)

In breve essa non solo intacca più o meno intensamente la salute fisica degli amanti, ma corrompe e deteriora anche il significato unitivo e procreativo del rapporto sessuale. La contraccezione: "abbraccia ogni azione che o in previsione dell'atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si propone come scopo o come mezzo di impedire la procreazione. Essa in ogni sua forma è intrinsecamente cattiva" (Paolo VI, Humanae Vitae 14) La contraccezione implica infatti una mentalità di autogestione della corporeità secondo valori soggettivi, ritenuto validi per sè. Fra questi emerge l'edonismo, cioè la visione della vita che concepisce il piacere come valore irrinunciabile e realizzante, vissuto però unicamente come sfogo o momento distensivo o sentimentale. L'edonismo é una realtà che segna profondamente la mentalità attuale sollecitandola a carpire al momento fuggente il massimo del piacere o di affermazione di sè sugli altri. Dominare, possedere e godere è la trinità divina emergente dalla religione laica del materialismo pratico, tanto diffuso nella società attuale. Ad essa e per essa tutto si può, anzi si deve sacrificare   anche la corporeità, per cui non si esita, pur di gestire la fecondità del corpo, di ricorrere agli anticoncezionali. (1)

L'importante è il fine, non i mezzi usati per raggiungerlo. Le scelte edonistiche infatti poggiano sulla morale egoistica del fine che giustifica i mezzi. Non importa se i contraccettivi causano o no delle disarmonie, malattie nel corpo o nella dimensione psicologica della donna (o anche dell'uomo); l'importante è che impediscano la fecondazione o, se immediatamente avvenuta, la distruggano. L'uomo sovente non rispetta la sensibilità della donna ed impone ad essa l'uso degli anticoncezionali, riducendola così ad un oggetto di piacere. Altre volte la donna stessa, per ignoranza, fa questa scelta umiliando la sua femminilità, ferendola e mutilandola nella sua missione essenziale di custode della vita, dal suo nascere al suo tramonto.(2) Da quanto è stato sopra esposto emerge chiaramente come la mentalità ecologica attuale contenga in sè una forte ambiguità: si protegge l'ambiente e poi si moltiplicano i mezzi che fisicamente e psicologicamente inquinano e deturpano l'uomo e la donna. Si dimentica che l'uomo è il vertice dell'universo sensibile.

Dio ha posto al servizio dell'uomo ogni creatura sensibile come aiuto e mezzo per una autentica crescita e realizzazione. Il dominio dell'uomo sull'universo non è dispotico, ma di servizio, cioè l'uomo può servirsi delle cose, mai abusarne. La creazione è al servizio dell'uomo, non sua schiava. Così l'uomo non è padrone assoluto del proprio corpo, ma un avveduto amministratore. L'uomo moderno deve riscoprire l'ecologia del proprio corpo, cioè il vero amore verso di esso: tale amore esclude ogni dominio dispotico sulla propria ed altrui corporeità. La mentalità contraccettiva, enormemente diffusa, ha generato un atteggiamento di dominio dispotico sul sesso, ponendolo più al servizio del piacere che della vita, generando cosi una diffusa incertezza morale, derivante da una visione soggettiva dell'uomo, che non ammette la presenza in lui di esigenze oggettive espresse dalla legge morale. (Cfr. Giovanni Paolo Il, Veritatis splendor, 72,78,95 ) Secondo questa mentalità è bene ciò che è utile e piacevole al singolo. Non importa se ciò non rispetta l'identità propria o altrui. Questa mentalità ha generato una specie di cultura, cioé un modo di pensare diffuso a tutti i livelli sociali, non amante della vita e che sovente si configura come vera cultura di morte (Veritatis Splendor 72-78-95), generando strutture di peccato che mettono al servizio del singolo le scoperte scientifiche (fabbriche di pillole, spirali, ecc...) (3) (Evangelium Vitae 12) o le stesse istituzioni statali (operatori sanitari, consultori...) perché possa realizzare più facilmente i suoi scopi antiecologici e di morte.Da questa mentalità .scaturiscono anche le altre strutture di peccato che spingono i giovani verso l'abuso distruttivo  della loro vita: "la criminalità diffusa della droga, i modelli di esercizio della sessualità che, oltre ad essere moralmente inaccettabili, sono anche forieri di gravi rischi per la vita"( EV, 10) 

In breve il permissivismo morale sta distruggendo nella società e nell'individuo la coscienza del peccato e del delitto, trasformando le azioni contro la vita - aborto, eutanasia -  e contro l'ecologia del corpo - contraccettivi, esperimenti in vitro ecc.. - come un diritto, al punto che se ne pretende da parte dello stato un vero e proprio riconoscimento legale e la successiva esecuzione mediante l'intervento gratuito degli stesi operatori sanitari. (EV, 1)

"Si afferma frequentemente che la contraccezione, resa sicura e accessibile a tutti, è il metodo più efficace contro l'aborto. Si accusa poi la Chiesa cattolica di favorire l'aborto perché continua ostinatamente a insegnare l'illiceità morale della contraccezione. L'obiezione, a ben guardare, si rivela speciosa. Può essere, infatti, che molti ricorrano ai contraccettivi anche nell'intento di evitare successivamente la tentazione dell'aborto. Mai disvalori insiti nella mentalità contraccettiva -ben diversa dall'esercizio responsabile della paternità e maternità, attuato nel rispetto della piena verità dell'atto coniugale - sono tali da rendere più forte proprio questa tentazione, di fronte all'eventuale concepimento di una vita non desiderata. Di fatto la cultura abortista è particolarmente sviluppata proprio in ambienti che rifiutano l'insegnamento della Chiesa sulla contraccezione. Certo, contraccezione e aborto, dal punto di vista morale, sono mali specificatamente diversi: l'una contraddice all'integra verità dell'atto sessuale come espressione propria dell'amore coniugale, l'altro distrugge la vita di un essere umano; la prima si oppone alla virtù della castità matrimoniale, il secondo si oppone alla virtù della giustizia e viola direttamente il precetto divino non uccidere. Ma pur con questa diversa natura e peso morale, essi sono molto spesso in intima relazione, come frutti di una medesima pianta. E' vero che non mancano casi in cui alla contraccezione e allo stesso aborto si giunge sotto la spinta di molteplici difficoltà esistenziali, che tuttavia non possono mai esonerare dallo sforzo di osservare pienamente la Legge di Dio. Ma in moltissimi altri casi tali pratiche affondano le radici in una mentalità edonistica e deresponsabilizzante nei confronti della sessualità e suppongono un concetto egoistico di libertà che vede nella procreazione un ostacolo al dispiegarsi della propria personalità. La vita che potrebbe scaturire dall'incontro sessuale diventa così il nemico da evitare assolutamente e l'aborto l'unica possibile risposta risolutiva, di fronte ad una contraccezione fallita. Purtroppo la stessa concezione che, a livello di mentalità, intercorre tra la pratica della contraccezione e quella dell'aborto emerge sempre più e lo dimostra in modo allarmante anche la messa a punto di preparati chimici, di dispositivi intrauterini e di vaccini che, distribuiti con la stessa facilità dei contraccettivi, agiscono in realtà come abortivi nei primissimi stadi di sviluppo della vita del nuovo essere umano". (EV,13)

Questa mentalità favorisce certamente lo scatenarsi incontrollato della voglia di sesso, portando ad usare la donna come oggetto di piacere, di sfogo, e a praticare l'attività sessuale come distensione delle tensioni accumulate nelle varie situazioni della vita moderna. Così si comprende il diffondersi incontrollato della prostituzione, anche infantile, delle violenze sessuali praticate anche nel matrimonio. Da questa cultura possono nascere le cose più temibili e disumane. La cronaca nera riguardante il sesso, ce le ricorda ogni giorno. Non sono che la punta dell'iceberg ... ! La contraccezione potenzia certamente la volontà dispotica dell'uomo contro se stesso; essa infatti dona l'illusione di potere usare il paradiso dei sesso liberamente,ma in pratica genera sofferenza, malattia, sfruttamento della persona umana, morte. Proclamare lecita la contraccezione significa pure aprire la strada alla dittatura dello Stato sulla dimensione più intima e personale dell'uomo: l'apertura alla vita nell'intimità coniugale. (Paolo VI, Humanae Vitae, 3) Infatti ciò che è lecito a livello personale lo può essere anche per lo stato. (4) Inoltre i problemi umano-morali derivanti dagli anticoncezionali non si possono ridurre all'impedimento della fecondazione ed alle sue conseguenze fisiche sulla corporeità, si estendono anche a valori essenziali dell'esistenza, che intaccano e sovente distruggono. Essi generano infatti un atteggiamento d'animo schivo di ogni sforzo o sacrificio, richiesti invece per una retta ed umana impostazione della vita sessuale. Non si accettano limiti provenienti da valori non ritenuti validi soggettivamente. E come è stato già sottolineato, il valore supremo ispirante le scelte sessuali è il piacere! Tutto ciò agisce sulla sensibilità del cuore, riducendone la naturale dolcezza, immettendolo in una specie di durezza di cuore, che apparentemente può dare l'impressione di tenerezza, ma si tratta quasi esclusivamente di un modo di seduzione, per attingere più facilmente lo scopo ed ottenere maggior piacere.

La persona entra nella dinamica dell'egoismo, una logica mirante unicamente alla propria soddisfazione, che non accetta limiti o freni provenienti da una morale naturale o rivelata. E' la mentalità soggiacente alle,scritte: "Sono mia!", "Mi appartengo!" (per cui faccio come mi aggrada meglio...). Per attingere tale scopo del piacere, tutto è lecito: seduzione, oggettivazione dell'altro/a, violenza morale, psicologica e fisica, ricatto ecc... Sovente non solo nel fidanzamento, ma anche nel matrimonio si verificano questi atteggiamenti dispotici, generati dalla durezza del cuore ... ! Unicamente in questa globalità di riflessioni (che considerano la totalità della persona umana) si può comprendere l'incongruenza umano-psicologica-spirituale della contraccezione. La persona che accoglie in sè questa visione della vita conosce come vi entra, ma non può valutare come ne uscirà.

La contraccezione infatti è una violenza sulla natura. La scienza stessa non conosce, per alcune sue forme, tutte le conseguenze, che possono estendersi anche al patrimonio ereditario. Va però notato: la valutazione morale sopra esposta sulla contraccezione non può sempre applicarsi nella sua totalità alle coppie di sposi che, per ragioni fisiologiche, non possono usare i metodi naturali di regolazione delle nascite, e dovendo evitare per gravi motivi una nuova gravidanza, ricorrono ad una forma di contraccezione non abortiva, per salvare l'aspetto unitivo della loro alleanza coniugale.

Essi vogliono salvare il bene supremo del loro matrimonio non solo per sè, ma anche per i loro figli. In questi casi è bene che gli sposi ricorrano ad un esperto sacerdote per discernere, con lui, nella preghiera e secondo l'insegnamento della Chiesa, il cammino da percorrere. (Cfr. Congregazione per il Clero, Il caso Washington (26-4-1971), in Echiridion Vaticanum, volA, n. 587-617.(n.4) - Concilio Vaticano II, Gaudium et spes 51 - Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 33-34 -  Nuovo Dizionario di teologia morale, ed. Paoline, Milano 1990, voce: procreazione responsabile, p. 1007-1022) Dio è amante della vita e dell'amore, per cui offre ai suoi figli, in ogni caso, soluzioni morali giuste, che possono salvare l'amore, che lui stesso ha benedetto e fortificato, col dono dello Spirito Santo. Occorre sottolineare: in qualsiasi situazione gli sposi si trovino non potranno mai usare anticoncezionali che possono, direttamente o indirettemente procurare l'aborto. I fidanzati devono conoscere i contraccettivi e tutte le conseguenze fisico-psicologiche dannose che possono causare alla persona. Tale conoscenza li aiuterà a vincere la tentazione di fare ricorso ad essi per evitare l'autodominio che i mezzi naturali di regolazione delle nascite esigono. Attualmente la contraccezione può realizzarsi attraverso:

1.      La pillola: ne esistono in commercio due specie: l'una impedisce sempre la fecondazione, l'altra non la impedisce sempre, ma una volta avvenuta la distrugge, quindi è doppiamente immorale. Essa infatti non solo riveste l'immoralità dell'anticoncezionale ma anche dell'aborto, per cui non si può mai usare, per il rischio dell'aborto, che essa comporta.

2.      La spirale: non impedisce sempre la fecondazione, ma una volta avvenuta la distrugge, per cui è abortiva. Attualmente si moltiplicano i casi in cui l'ovulo fecondato nelle tube, scendendo nell'utero non viene distrutto, ma ingloba la spirale in una parte del suo corpo in sviluppo (cervello, fegato ecc.)il suo uso è sempre immorale. Non si ammettano mai eccezioni, perchè è abortiva.

3.      Sterilizzazione maschile o femminile: mutilazione grave dell'organismo. Immorale.

4.      Preservativo: interferisce nell'intimità coniugale... alta percentuale di fallimento. Immorale.

5.      Diaframma: non impedisce sempre la fecondazione... rischioso per creme spermatiche, che possono causare gravidanze in cui il feto viene intaccato nella sua integrità fisica. Immorale.

6.      Coito interrotto: fallibile perchè nel liquido prodotto dalle ghiandole di Cowper possono esserci spermatozoi... ed anche per disattenzione ecc... Immorale. 

7.      Altri: il giudizio morale su tutti i contraccettivi è costante: non sono accettabili moralmente per la violenza che operano sulla natura. Essi sono antiecologici, per cui non accettabili dalla morale naturale ed anche rivelata.

La contraccezione significa la sconfitta più grande per la scienza. Con essa infatti la scienza rinuncia a scoprire i fenomeni naturali per gestirli ecologicamente, cadendo nell' illusione di dominare la natura. Lo studio continuo dei fenomeni, legati alla fecondazione, portati avanti dai metodi naturali apre all'uomo la via al dominio amoroso sulla natura, diremmo all' umile servizio di essa, della sua armonia. I metodi naturali dovrebbero essere una passione per la ricerca scientifica. Solo cosi essa assolve al suo compito di rispetto per l'uomo. Rinunciarvi significa per la scienza privarsi dei vantaggi derivanti dalla scoperta delle meraviglie insite nella natura e delle ricchezze di gioia e felicità legate al suo rispetto. Dominare sopprimendo crea persone fredde, dure, interessate, che hanno perso il senso della vita e dell'amore verso se stesse, in particolare verso il loro corpo. Sognatori di un paradiso di sesso non animato dalla vita, per cui diventa un mondo chiuso a se stesso: un divertimento, un diversivo, non costruttivo di una esistenza.

 

NOTE:

1) In questo sottofondo culturale scaturisce la diffusa convinzione che l'attività sessuale sia una necessità fisiologica e psicologica indispensabile nel normale sviluppo della persona umana. Tale convinzione è errata dal punto di visto medico, poggia unicamente su teorie psicologiche errate, ma soprattutto è alimentata dalla mentalità diffusa della pornografia. Purtroppo è una convinzione che ispira tanti atteggiamenti anche di giovani cristiani impegnati.

2) "Dio affida alla donna in modo speciale, l'essere umano; la vita nella sua dimensione essenziale dell'amore.." - Giovanni Paolo II, Messaggio per la giornata mondiale della pace 1995.

3) La stessa ricerca scientifica su questo punto, sembra quasi esclusivamente preoccupata di ottenere prodotti sempre più semplici ed efficaci contro la vita e, nello stesso tempo, tali da sottrarre l'aborto ad ogni forma di controllo e responsabilità. Evangelium Vitae13

4) "Lo Stato è responsabile dei benessere dei cittadini.E' legittimo che, a questo titolo, prenda iniziative al fine di orientare la demografia della popolazione. Può farlo con un'informazione obiettiva e rispettosa, mai però con imposizioni autoritarie e cogenti. Non può legittimamente sostituirsi all'iniziativa degli sposi primi responsabili della procreazione e dell'educazione dei propri figli. Non è autorizzato a favorire mezzi di regolazione demografica contrari alla morale" Catechismo della Chiesa cattolica, 2372.

 


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