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Il dilemma dell'omosessualità Un' intervista al Dr. Joseph Nicolosi Tratto da www.catholic.net |
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E' vero che oggi la
maggioranza degli psicologi considera normale l'omosessualità? Tuttavia non tutti i terapisti condividono questo cambiamento. Alcuni psicologi, come il sottoscritto, la considerano ancora un disordine. Io tratto quegli uomini che sono insoddisfatti della loro omosessualità e desiderano cambiare. Sicuramente
molti suoi colleghi le avranno suggerito che dovrebbe semplicemente aiutare gli
omosessuali ad essere "ciò che realmente sono". La National Association of Research and Therapy (NARTH) di cui sono presidente ha recentemente pubblicato uno studio sulla rivista accademica Psychological Reports. Il nostro obbiettivo era trovare delle persone che avessero raggiunto un grado significativo di cambiamento dell'orientamento sessuale. Abbiamo trovato più di 800 persone che hanno riportato un cambiamento positivo nella loro vita. Come ha detto una di esse,"La verità deve essere proclamata . E' una menzogna che non ci sia speranza di cambiamento per le persone omosessuali. Io ne conosco così tanti senza speranza...che alla fine cedono." Ma è vero che l'orientamento sessuale non è una scelta? Un orientamento omosessuale non è mai una
scelta. Uno stile di vita omosessuale può essere una scelta, ma non
l'orientamento. La condizione sembra svilupparsi come risultato delle relazioni
familiari, delle vicissitudini della vita e, in alcuni casi, c'è una
predisposizione genetica o un'influenza sullo sviluppo prenatale, che può
distorcere la successiva identificazione sessuale della persona.
Non è così. I clienti che si impegnano
nel trattamento generalmente sono convinti, a livello inconscio, che ciò che
cercano nella relazione con un altro uomo non è un'esperienza sessuale; essi
cercano una identificazione maschile. Nel corso della loro vita hanno sempre
avuto problemi a realizzare un legame emotivo con gli uomini. Si rendono conto
che il loro problema è molto di più che una colpa religiosa o sociale,
essi hanno nel profondo un problema di identità. Questo problema di identità
è in realtà l'essenza dell'omosessualità. Come disse una volta un ex-omosessuale, "Io credo che siamo stati creati per essere eterosessuali e quindi non potrò mai essere veramente felice in qualche altro modo." Quando un uomo si rende conto che
è essenzialmente eterosessuale e che la sua attrazione omosessuale è un
tentativo di riempire un bisogno emotivo naturale, è liberato da un enorme
fardello di colpa, angoscia e odio verso sé stesso.
A questo punto ha bisogno di cambiare il suo modo di relazionarsi con gli uomini
così che possa soddisfare questi bisogni emotivi in modo non erotico. La Chiesa Cattolica è
molto confusa su questo argomento. Ufficialmente, come sappiamo, la dottrina
della Chiesa ritiene un peccato il comportamento omosessuale e una condizione oggettivamente
disordinata la tendenza
omosessuale. Tuttavia c'è una grande
resistenza - quasi fino ad un vero e proprio sabotaggio - da una parte del
clero. Non è raro che questi sacerdoti siano essi stessi degli omosessuali che
hanno un forte disaccordo con la Chiesa su questa questione. L'affermazione del vescovo
implica che in questo mondo ci siano due tipi di persone - eterosessuali e
omosessuali. Egli usa la parola "omosessuale" come se fosse una
condizione naturale, voluta da Dio. In realtà, la parola
"omosessuale" è la descrizione del comportamento di una persona
e non della persona.
Per molti anni la nostra cultura ha prosperato
sotto l'influenza di questa visione giudaico-cristiana, e gli psicologi ritenevano
assodato che noi tutti siamo stati creati per un fine e che la normalità doveva
essere di conseguenza "ciò che funziona in accordo con questo fine".
Ma questa prospettiva è cambiata come risultato di molte nuove influenze
sociali.
No, molte persone sono nate con
predisposizioni o condizioni che noi chiaramente riconosciamo come problemi. Un
gene dell'alcolismo, dell'obesità, della timidezza sono sempre stati
riconosciuti come condizioni sfortunate. Alcune persone sono nate con un deficit
dell'attenzione, cecità o sordità, ritardo mentale, handicap fisici o con il
gene della schizofrenia. Ma se anche sono nati in quel modo, noi non diciamo che
Dio li ha fatti in quel modo e che devono essere così.
Tuttavia sappiamo che il comportamento
sessuale non ripara questi deficit. Essi possono essere riparati solo attraverso
una relazione non erotica. L' uomo con orientamento omosessuale ha paura di
questa intimità perché i maschi sono visti come una minaccia. Se un uomo con
orientamento omosessuale si sente minacciato dagli altri uomini perché allora
si sente attratto da loro?
Sullivan descrive il mondo dei gay "sorprendentemente privo di restrizioni morali" e elogia i gay per avere "una maggiore comprensione della necessità di valvole di sfogo extramatrimoniali". La maggioranza degli scrittori gay infatti concorda con Sullivan che il tradizionale concetto di fedeltà sessuale è impraticabile e indesiderabile nelle relazioni gay. Ma come può essere onesta ed intima qualsiasi relazione priva di un impegno alla fedeltà?
"L'amore è l'amore." Implicitamente si sostiene che qualsiasi tipo di amore tra due persone sia sano e buono. Questo vorrebbe dire che non si deve giudicare l'amore di un pedofilo per un bambino, o l'amore di una donna sposata per il marito di un'altra donna. L'amore non è amore, e se anche due uomini omosessuali possono seriamente prendersi cura l'uno dell'altro, l'amore omosessuale - che è fondato su un deficit emotivo - non è così sano e completo come l'amore eterosessuale. "Non c'è assolutamente niente di sbagliato nelle persone omosessuali". Questa affermazione è stata fatta da un importante vescovo cattolico in un film scritto per educare un pubblico cattolico. Sebbene compassionevole nelle intenzioni tuttavia tale affermazione è fuorviante. Una persona omosessuale non sceglie il suo orientamento, ma ciò non significa che si possa dire che non ci sia "niente di sbagliato" in lei. "Se non approvi l'omosessualità sei un omofobico e un intollerante." Una disapprovazione di principio della condizione omosessuale, se fatta con amore, non costituisce un'ingiusta discriminazione o intolleranza. "Sono fatto così". In realtà la nostra identità più profonda non può mai essere omosessuale; allo stesso modo la nostra identità più profonda non può mai essere quella di un alcolista, di un sadomasochista o di un marito violento. Questi sono deficit psicologici, non delle identità. "Noi tutti dobbiamo imparare a rispettare la diversità". Questa dichiarazione all'inizio si riferiva alla legittima aspettativa che la società rispettasse le minoranze religiose e culturali. Ma successivamente è venuta la richiesta di rispettare ogni forma di diversità, inclusa la diversità sessuale. Questa è una richiesta ridicola. Si dovrebbero rispettare solo quelle diversità sessuali che riteniamo accettabili all'interno del nostro sistema di valori morali. "La gente ha bisogno di imparare che essere differenti non significa essere cattivi". Un Film della Public Television (PBS) effettivamente si concludeva con questa semplicistica affermazione! Ma essere differenti neanche significa necessariamente essere buoni. Questa affermazione è rivolta a fare sentire in colpa le persone che vedono nella condizione omosessuale un disordine. In che modo evita di imporre le sue vedute e i suoi valori ad un cliente che intraprende una terapia? Credevamo che la psicoterapia potesse essere
senza valori. Non è così. Infatti una terapia efficace si sviluppa da un
sistema di valori condiviso tra cliente e terapista. Nè la psicologia nè
qualsiasi altra scienza sociale può affrontare la questione di "cosa
è" senza avere la minima percezione di "cosa dovrebbe
essere". Molto spesso mi accorgo che c'è un affiatamento delle menti quando il cliente è una persona di fede, con la percezione di essere stata modellata da un creatore. Un tale cliente solitamente avverte che la sua fede religiosa lo chiama a vivere non secondo la sua natura caduta, come fa il mondo, ma secondo la natura donata da Dio. E come cattolici dobbiamo sostenere e incoraggiare questi uomini e queste donne nella loro lotta per la completezza e la guarigione.
Il Dr.Joseph Nicolosi è primario presso la Thomas Aquinas Psychological Clinic di Encino (California) ed è presidente della National Association of Research and Therapy of Homosexuality (NARTH), un gruppo professionale che si dedica alla comprensione e al cambiamento della condizione omosessuale. Egli ha scritto vari libri di cui ora sono disponibili in italiano:
Joseph e Linda Ames Nicolosi mettono in risalto i principali fattori che contribuiscono a formare nei bambini un sano senso di sé come maschi e femmine. Dopo aver raccolto i commoventi ricordi dell’infanzia di uomini e donne ex omosessuali, i Nicolosi prendono in esame i vari fattori (biologici, familiari e culturali) che ostacolano il normale sviluppo dell’identità sessuale, e quindi forniscono una serie di consigli pratici per i genitori che desiderano aiutare i figli a completare il cammino verso il conseguimento della propria identità di genere. I consigli che vengono dati in questo manuale sono vari e differenziati. Molti esempi concreti aiutano a scendere nel quotidiano. Prevale su ogni considerazione tecnica il rispetto per la realtà creaturale del figlio, che si attua in un accompagnamento puntuale e attento, ma non ansioso, delle fasi di sviluppo. L’accettazione equilibrata della propria femminilità da parte della madre e della mascolinità da parte del padre, congiuntamente alla collaborazione educativa del padre e della madre nella distinzione dei ruoli appaiono presupposti fondamentali. È la triade madre-padre-figlio il vero soggetto dell’analisi dei Nicolosi, ed è forse qui allora la maggiore provocazione lanciata dagli autori, che sono padre e madre essi stessi: nell’epoca dell’unisex e della interscambiabilità dei ruoli, che rischia di scadere in una confusa ed indistinta deriva «genitoriale», una riflessione terapeutica sulle responsabilità legate all’identità di genere, prima ancora che sui figli, si dovrebbe focalizzare sulla coppia stessa e poi sulle intere dinamiche familiari. pp. 240 - € 18,40 Sugarco Edizioni Srl
«Nell’attuale panorama culturale – nel quale l’omosessualità maschile, sdoganata dall’area dei tabù, ammicca dai cartelloni pubblicitari e dagli spot televisivi e viene gridata nei "gay-pride days" – questo libro rappresenta certamente una voce fuori dal coro. Lungi dal voler essere una provocazione fine a se stessa, vuole piuttosto tentare di colmare una lacuna. Infatti, tra i numerosi testi ormai disponibili in Italia sull’argomento scarseggiano vistosamente titoli autorevoli riferibili all'esperienza, scientificamente solida e ben documentata, maturata dalla corrente degli psicoterapeuti che applicano la cosiddetta "terapia ricostitutiva". Il dr. Nicolosi è sicuramente un riferimento internazionalmente riconosciuto, e i suoi testi, così come l’applicazione ricca di successi del suo originale approccio, sono ben conosciuti in diversi paesi europei, oltre che negli Stati Uniti. Nella mia quotidiana pratica clinica di medico infettivologo mi sono sentita rivolgere richieste di aiuto a riorientarsi da parte di pazienti che, avendo sperimentato e attualizzato pulsioni e comportamenti omosessuali, non avevano tuttavia trovato nel mondo gay risposte adeguate alla sensazione di malessere e di infelicità che persistentemente sperimentavano» (dalla Presentazione della dott.ssa Chiara Atzori). pp. 184 - € 18,40 - Sugarco Edizioni Srl Torna a Giovani e omosessualità: il faticoso cammino alla scoperta della propria identità
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