L'immagine di sé

O la guarigione delle emozioni    

Padre Robert De Grandis / Betty Tapscott  

 

 Ti ami?

O addirittura, ti piaci? 

Gesù ha detto: "Ama il prossimo tuo come te stesso". Ciò presuppone che tu ami te stesso. Spesso, invece, noi abbiamo l'impressione che amarci voglia dire essere pieni di orgoglio e vanità, come può succedere. Normalmente ci riesce difficile amare noi stessi in una maniera giusta ed equilibrata, alla maniera di Cristo. E, non di rado, ci riesce persino difficile piacerci. 

Durante i seminari di guarigione interiore, da me condotti, ho chiesto a migliaia di persone: "Se il Signore ti domandasse ' Alla domenica, dalle dieci alle dodici, puoi cambiare il tuo aspetto come vuoi,' che cosa cambieresti di te?". Qualcuno rispondeva: "Il naso, l'altezza, il peso, il colore degli occhi, la razza", e così via. Suppongo, comunque, che nel giro di poche settimane le medesime persone avrebbero voluto cambiare qualche altra cosa di se stesse. E anche noi, al loro posto, avremmo fatto altrettanto: non saremmo stati ancora contenti di come eravamo. 

Dio vuole che noi siamo soddisfatti di noi stessi e del modo come Lui ci ha fatti. Occorre, quindi, che ci si accetti e che si abbia una buona immagine di sé. Questa dell'immagine di sé è una delle aree più importanti della nostra vita. L'idea che ci facciamo di noi stessi determina le nostre reazioni verso le persone che ci circondano. Per esempio, se io penso di non valere, di essere inferiore, indegno, brutto e incapace di essere amato, allora mi riuscirà difficile amare altre persone. Mi riuscirà impossibile amarmi e, molto probabilmente arduo, amare il Signore e accettare il Suo Amore.  

Troppo spesso nel nostro mondo occidentale si educano i bambini in maniera sbagliata e dannosa. Può capitare che i genitori riescano a comunicare a: un livello meno superficiale coi loro figli soltanto quando c'è qualcosa che non va e devono ricorrere a una severa ramanzina. I figli, di conseguenza, assorbono dai genitori l'idea che non possono fare nulla di veramente giusto ed accettabile. Persino i migliori genitori, a volte inconsapevolmente, feriscono i propri figli. Uno dei modi vistosi per ferirli è mancare d'incoraggiarli e di congratularsi con loro per tutto quanto di buono e di bello fanno. I genitori devono lodare ogni giorno i propri figli e dire a ciascuno di essi: " Ti amo! ". 

I primi anni della vita di un bambino sono determinanti per l'opinione che egli avrà di se stesso da adulto. Se un genitore dice al suo bambino parole come: " Stupido, imbranato, fannullone! " e lascia che fratelli e sorelle lo tormentino chiamandolo: " Ciccione, spilungone, piagnone! ", molto probabilmente il bambino crescerà con una immagine difettosa di se stesso. 

Prendere in giro è sbagliato.  Prendere in giro è sbagliato.   Prendere in giro è sbagliato. 

Non si potrà mai affermarlo abbastanza.Prendere in giro pugnala, indurisce, ferisce. E anche se il bambino o l'adulto è il primo a reagire dicendo: " Oh, non me ne importa proprio niente!", la verità, se fosse veramente conosciuta, è che l'esser chiamati con soprannomi sconvenienti fa tremendamente male. 

Noi siamo stati consultati da persone adulte, uomini e donne, che avevano delle ferite profonde perché si erano sentiti dire, da ragazzi, che non erano stati desiderati, che erano costati un mucchio di soldi, che non avrebbero combinato nulla di buono, erano problematici, e così via. Interrogativi come: "Che cosa c'è di sbagliato in te?" " Possibile che tu non possa far niente di buono?" " Perché non prendi dei bei voti come tuoi fratelli e le tue sorelle?" " Perché sei così imbranato? "sono frecce avvelenate. Si fissano in profondità. Domande di questo genere rimangono scolpite nella mente sul nastro della memoria; poi il nastro si fa sentire sempre di più negli anni a venire: " Tu non vai bene, tu non vali niente, sei disgustoso!" mandando così in frantumi quella cosa delicata che si chiama immagine di sé .

Ai bambini si deve insegnare la disciplina. In realtà,l'amore è disciplina, ma una disciplina senza durezza, asprezza o sarcasmo e da usarsi solamente nell'amore, nella fermezza e nell'imparzialità. 

La Parola dice: "voi, padri, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella disciplina del Signore" (Efesini 6/4).  

Sappiamo che alcune persone, forse troppo sensibili e suscettibili, se da una parte non fanno mistero dei loro sentimenti dall'altra si offendono per qualsiasi cosa si dica o si faccia loro. Esiste però una grande differenza fra una persona estremamente sensibile, che si urta per un nonnulla, e un'altra che è stata realmente ferita da osservazioni pungenti.   Non è comunque detto che il biasimo debba ricadere interamente sui genitori, quando una persona ha un'immagine scadente di sé stessa. Un bambino è magari cresciuto in un ambiente pieno d'amore ma, diventato grande, ha sposato una donna oppressiva e tiranna.  

Oppure l'immagine che una moglie ha di se stessa va in frantumi se i bambini sono sempre messi al primo posto; se il suo viso viene immancabilmente confrontato con quello di altre donne; e se la sua abilità di cuoca, ad ogni occasione, è messa a confronto con quella della suocera.   Anche un marito è ferito nel suo "io", quando la moglie continua a fargli presente che lo stipendio che porta a casa è inadeguato; che non ha un lavoro soddisfacente e che non è capace di procurarsene uno migliore.

Qualunque sia la tua situazione: che tu venga ignorato da figli ribelli, messo a tacere da un padrone troppo severo, umiliato da un superiore o da un direttore frustrato e infelice, a un certo punto, le fondamenta su cui poggia l'immagine che hai di te stesso, cominciano a incrinarsi fino a cedere definitivamente.   Gli psichiatri affermano che " l'immagine di sé" si forma in base al rapporto dinamico che gli altri hanno con noi. Se il loro rapporto con noi è basato sull'amore e sulla positività, siamo portati a costruirci un'immagine buona. Se avviene il contrario, siamo portati a costruirci un'immagine negativa.  

La qualità dell'amore, proiettata al di fuori di noi, dipende dalla qualità dell'amore che portiamo dentro e da ciò che pensiamo di noi stessi. Avviene spesso che donne bellissime si sentano brutte, e uomini attraenti fisicamente inferiori; e che una persona meno piacente abbia invece fiducia in se stessa e possieda un'immagine positiva di sé.

Esistono in noi tre grossi scogli contro i quali va a frantumarsi la nostra immagine di noi stessi: quello del rigetto, del senso di colpa e del perfezionismo.    

IL RIGETTO  

Come ho già detto, se un bambino non è stato desiderato, se è stato preso in giro o tormentato, con molta probabilità egli avrà una mediocre immagine di sé.Ma la buona novella è che: 

Gesù può guarire queste ferite!                                                                         

Un giorno ho pregato per una donna che aveva un'immagine di se stessa assai scadente. Durante il colloquio essa m'informò che suo padre aveva desiderato un maschio al suo posto e che quando era arrivata lei, le fu dato ugualmente il nome scelto per il fratellino. Dopo qualche anno il papà incominciò a vestirla in jeans come un ragazzo e a portarla abitualmente con lui nella fattoria coinvolgendola in tutti i lavori domestici ad essa connessi. Mi diceva: " Poi nacque una bambina eccezionalmente bella...". E i genitori se ne innamorarono. Quando fu grandicella imparò la musica, mentre alla sorella maggiore, che pure desiderava prendere lezioni di pianoforte, fu detto che non c'erano più soldi ... La donna che mi parlava era alta e si sentiva goffa; sua sorella, invece, era piccola, graziosa, svelta. Notavo, mentre raccontava la sua storia, che non sorrideva mai e pensavo: " Se questa donna sorridesse, la sua faccia andrebbe in frantumi!".  

Chiedemmo al Signore di spezzare le catene dell'abiezione, del rigetto, del senso d'inferiorità, della mancanza di fiducia in sé e della sensazione di mediocrità. Domandammo al Signore di tornare indietro nel tempo e di guarire le sue ferite, di riempire il vuoto che era in lei e di darle l'amore paterno che non aveva mai avuto. La potenza del Signore si riversò sulla donna guarendola. La prima cosa che essa ricevette fu la gioia. Sul suo volto si diffuse una luce nuova e incominciò a sorridere. Da quel momento ebbe una nuova immagine di se stessa. Sentì di essere "qualcuno" . E se ne andò via col fermo proposito di diventare una testimone di Cristo, così come il Signore desiderava.  

Un'altra volta mi rivolsi a un folto gruppo di giovani chiedendo a ciascuno di essi se erano sicuri di essere amati dai loro genitori. Conoscevo ragazzi e genitori e sapevo che questi ultimi amavano incondizionatamente i loro figli. Tuttavia, nessun ragazzo era completamente certo di essere amato dai suoi genitori. E il non essere certi di essere amati genera insicurezza!   Chiesi ancora ad altri giovani se qualcuno di loro aveva l'impressione che i genitori amassero i fratelli e le sorelle più di lui; e, al cento per cento, essi mi confermarono di avere questa  impressione. Quanta insicurezza!  

Uno dei problemi più grossi che assillano i giovani d'oggi, è il sentirsi rifiutati. Ognuno di noi si confronta interiormente con questo problema. Sentiamo dire: "Se gli altri mi conoscessero realmente, non mi amerebbero e non mi accetterebbero mai!". Come sacerdoti o consiglieri sappiamo di dover passare tutti attraverso questa stessa difficoltà. Una persona dice: " Lei probabilmente non aveva mai sentito questo prima d'ora! '. Invece si tratta di un problema nel quale altre persone si dibattono: un problema, appunto, di esseri umani in quanto tali.  

IL SENSO DI COLPA  

Il senso di colpa è un'altra delle cause che contribuiscono alla formazione di un'immagine mediocre di se stessi. Il senso di colpa si forma in particolare quando non riusciamo a perdonarci e quando ci. sembra che Dio non ci perdonerà mai per i peccati che abbiamo commesso.  In Ebrei 10/17 Egli ci dice: "Non mi ricorderò più dei vostri peccati e delle vostre iniquità." Maggiormente accettiamo i nostri errori e le nostre debolezze, meglio riusciremo ad accertarci con realismo.

Ricordo di essere stato consultato anni fa da una giovane signora la quale soffriva per le conseguenze dell'orribile immagine che aveva di se stessa, nonostante fosse alta e attraente. I capelli le ricadevano sugli occhi a mo' di tendina. Sembrava volesse dirmi: " Se lei mi vedesse, se realmente mi conoscesse, non le piacerei ... perché io non piaccio a me stessa!".  

E perché? Qual'era la ragione che stava dietro l'immagine scadente che questa donna aveva di se stessa? Prima di tutto essa aveva deluso i suoi genitori col rimanere incinta a quindici anni e, costretta a sposarsi, aveva dovuto interrompere gli studi. Poi il suo giovane marito si era dato all'occultismo, al sesso, alla droga facendola precipitare da un'elevata posizione sociale, molto in basso. Non c'era da meravigliarsi se la fiducia e l'immagine che questa donna aveva di se stessa erano andate in frantumi. Ma il Signore cominciò a lavorare in lei dopo intense preghiere e attraverso la guarigione delle memorie.  

La Bibbia dice: "Non c'è dunque più condanna per coloro che sono in Cristo Gesù. Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte" (Romani 8/1,2).  

Molte volte la ragione per la quale una persona non può piacersi è dovuta alla sua grande negatività derivata da un enorme senso di colpa. Non solo durante l'infanzia, ma anche con l'andar degli anni, noi cadiamo in errori, abitudini, mancanze e peccato. Diventa cosi difficile perdonarsi! E poiché le mancanze di perdono si accumulano in continuazione noi sperimentiamo, a un certo punto, un grande senso d'indegnità. Il Signore vuole renderci consapevoli di come, domandando il perdono dei nostri peccati, veniamo perdonati.  

Nella prima Lettera di Giovanni 1/9 leggiamo: "Se riconosciamo i nostri peccati Egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa. "  

E' importante che noi consegnamo le nostre colpe al Signore, poiché Egli è il solo a poter cambiare l'immagine che ci siamo fatti di noi stessi.Nessun psichiatra o psicologo può realmente cambiare in profondità la nostra immagine di noi stessi.Soltanto il Signore può tornare indietro nel tempo. "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre" (Ebrei 13/8). Gesù può perdonare le colpe che abbiamo commesso, concederci la grazia di perdonarci e guarire le ferite che ci siamo procurati  

IL PERFEZIONISMO  

Ci hanno educato in maniera tale da farci sentire che se qualche cosa è men che perfetta non ha alcun valore. Una donna sente di dover essere perfetta moglie, madre, cuoca e guida-scout. Si confronta, nella sua abilità a cucinare e a mandare avanti la casa, con la sua vicina. E se il suo aspetto fisico non rientra in un certo tipo di bellezza " play boy " ciò le procura un senso di inferiorità. A sua volta l'uomo d'oggi arriva facilmente a credere che, se non è alto e atletico, è inferiore alle normali aspettative. L'immagine che egli si fa di se stesso può dipendere dal luogo dove vive, dalla macchina che guida, dal suo successo personale o dal conto in banca.

Il Signore non insiste che noi siamo perfetti. 

Persino in rapporto alla chiesa ogni tanto ci capita di incontrare qualcuno che vuol fare il perfezionista. La religione, secondo tali persone, sarebbe una ricompensa. Sentiamo dire: "Se sarò buono potrò andare in chiesa". Questo modo di pensare trae origine dalla famiglia: "Papà e mamma ti ameranno se farai il bravo e se farai i compiti per bene!".. E' la cosiddetta mentalità produttiva: sei amato nella misura in cui produci. E istintivamente noi applichiamo la stessa regola al Signore.  

Ma l'amore di Dio è incondizionato! 

L'estrema suscettibilità di certe persone, quanto alla loro colpevolezza, le porta a confessare: "Il Signore non mi può amare per quello che ho fatto! '. Ma Egli dice: ... "Ti ho amato, o mio popolo, di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà" (Geremia 31/3). Il Signore non pone condizioni al Suo Amore. Non c'è da meravigliarsi se le persone che hanno l'animo del perfezionista non si sentono a proprio agio con se stesse, perché effettivamente esse non si sentono quasi mai all'altezza delle situazioni. I perfezionisti dicono in continuazione: " Se soltanto ... ", " Se avessi ...", " Avrei dovuto ...". Una persona insicura tende a rendere insicuri anche gli altri con osservazioni del tipo: "Perché non hai ... ? ". Oppure: "Se io fossi stato in te, avrei... ". L'abilità a prendere delle decisioni non esiste in loro. Ciò naturalmente crea una mediocre immagine di sé.

E'difficile, per chi ha un'immagine scadente di se stesso, accettare lodi o complimenti.  

Ad esempio:

"Che bel vestito! " 

"Oh, grazie ... ma è vecchio"    

"Che stupenda predica!

"Sì ma era troppo lunga

Oppure:  

"Sì, ma ho dimenticato il quarto punto ..." 

Succede a tutti di dover piangere sull'irreparabile, una volta o l'altra. A ogni persona può capitare di commettere errori, far fiasco, non aver successo nella vita ... e di soffrirne e rimanere perplessa. Ma che meraviglia quando essa arriva al punto di ridere dei suoi errori! Abbiamo tutti bisogno di una buona dose di " humour". Ci occorre la capacità di esclamare: Lodiamo il Signore ad ogni modo!

Poiché l'immagine che abbiamo di noi stessi si è formata soprattutto durante l'infanzia, la nostra maggiore preoccupazione - come genitori cristiani, insegnanti, sacerdoti - è di riuscire a infondere una buona immagine di sé in, coloro coi quali veniamo a contatto, specie se si tratta di bambini.   Il Dr. Bruce Narramore dice ai genitori: "Novantanove complimenti scarsamente compensano per una critica. Ripensate alla vostra vita. Non ricordate molto più a lungo una critica che non una lode? . La lode, l'accettazione genuina, la pazienza e l'incoraggiamento sono assai efficaci nell'aiutare un bambino a coltivare un buon atteggiamento verso se stesso". Shirley Stanbery, eminente  Maestra dell'Anno per il 1977 in un vasto distretto scolastico, ritiene essenziale lodare individualmente gli studenti e congratularsi ogni giorno con loro. Che modo meraviglioso per aiutare a rafforzare in un ragazzo l'immagine di sé che si va deformando!  

In un articolo intitolato "Da' al tuo bambino la sensazione di valere", pubblicato su " Virtue Magazine", l'autore dava le seguenti quattro indicazioni:  

  • Occorre mettere in risalto le qualità interiori piuttosto che il risultato conseguito.  

  • Dobbiamo dare importanza agli sforzi compiuti e non aspettarci la perfezione in ogni cosa.  

  • Si devono accettare le diversità e le idiosincrasie dei nostri figli.  

  • Occorre portarli al punto in cui essi sentono di essere amati da noi incondizionatamente.

L'articolo metteva in evidenza una verità, e cioè che i bambini non hanno soltanto bisogno di essere incoraggiati a lavorare bene, a prendere dei bei voti, ma anche di essere lodati quando sono gentili e compassionevoli, quando dimostrano di essere operatori di pace e altruisti nel mettere in pratica i principi cristiani. E' assai dannoso, per quell'immagine di sé in formazione nel bambino, se egli sente di non riuscire mai a piacere del tutto ai suoi genitori o ai suoi insegnanti: oppure se i traguardi che deve raggiungere sono talmente ardui da diventare irraggiungibili. I figli non dovrebbero mai essere confrontati fra loro.  Ognuno di essi va accettato cosi com'è.  

Nella Lettera ai Galati 6/4 leggiamo: "Ciascuno esamini invece la propria condotta e allora in se stesso e non negli altri troverà motivo di vanto. "

Come genitori cristiani dobbiamo essere consapevoli che i nostri figli, accettando la fede cristiana, si sentano frequentemente messi da parte dai loro coetanei. Questo sarà ancora più vero quando essi frequenteranno le classi superiori, poiché da quel momento le loro idee e valutazioni passeranno spesso per antiquate o ridicole presso i compagni. Il problema potrà essere risolto se i nostri figli terranno fede ai loro ideali e a se stessi, così da non essere indotti a rifiutare Cristo o se stessi quando saranno ridicolizzati o respinti .  

Noi, come genitori, dobbiamo far loro sentire che li amiamo a qualsiasi condizione. I figli, che sentono di dover sempre conquistare l'amore dei genitori, arrivano a credere di dover conquistare anche le amicizie. Essi troveranno difficoltà a pensare che gli altri li possano accettare ed amare per quello che sono; e impiegheranno la maggior parte delle loro energie a conseguire dei risultati, piuttosto che ad approfondire i rapporti con le persone vicine, e a godere di essi. E questi ragazzi, diventando adulti, avranno difficoltà a credere che Dio li ama proprio per quello che sono . Nel suo libro dal titolo "Per migliorare l'immagine di se stessi", Norman Wright scrive: "Le apparenze e le maschere usate per anni si staccano lentamente da noi alla presenza di Dio quando ci accorgiamo che Egli ci accetta ed ama con tutti i nostri difetti, completamente ... !"

  Quando siamo turbati noi rinforziamo l'immagine scadente di noi stessi con ciò che vien chiamato discorso soggettivo . Ogni persona parla a se stessa. Per alcuni i messaggi sono positivi, per altri negativi. Quando qualcuno non riesce a parlarci in un gruppo, noi incominciamo a dirci: "Chissà perché John non mi ha detto ciao! Forse ha molte cose per la testa ... Ultimamente ha avuto tante preoccupazioni ... Mi intratterrò con lui un altro momento oppure gli darò un colpo di telefono " Questa persona ha considerato la situazione positivamente ed oggettivamente. Ma un'altra persona, fra sé e sé, comincia a fare una serie di ragionamenti del tipo: "Chissà perché John non mi ha parlato!? Forse non gli vado a genio ... ?! Mi chiedo se non l'ho offeso in qualche modo ... ". I discorsi negativi, che facciamo a noi stessi, generano una mediocre immagine di noi stessi.  

Ad esempio, una persona continua a variare il discorso fra sé e sé dicendo:  

1. ... esponi esattamente la situazione spiacevole in cui ti trovi. 

2 ....chiarisci ciò che vai dicendo

3. ...metti in discussione il tuo ragionamento.  

4. ...migliora ciò che può essere migliorato.Solo dopo aver preso in considerazione i nostri pensieri negativi e averli posti nella giusta prospettiva, possiamo incominciare a stabilire e a realizzare un piano d'azione che porrà rimedio alla situazione angosciosa .  

Un discorso positivo fra sé e sé, e una buona immagine di se stessi, farebbero dire: "E va bene, sono stato bocciato! Non è poi la fine del mondo! ".  

Quando noi crediamo in Gesù, Figlio di Dio, e nella Parola di Dio, la quale afferma che siamo importanti per il Signore e che Gesù è morto per noi, allora dobbiamo trovarci d'accordo sul fatto che ciascuno di noi vale, indipendentemente da ciò che gli altri dicono o pensano di lui. Voi dovreste dirvi: "La mia importanza non è basata su ciò che faccio o conseguo nella vita. Essa nasce da ciò che sono come persona. MIO PADRE E' IL RE. IO SONO UN FIGLIO, UNA FIGLIA DEL PADRE CELESTE.  

Il Dr. Charles F. Kemp, in un suo articolo riportato da un quotidiano scriveva: " Spesso le persone non tengono conto delle loro buone qualità. Se tieni una monetina vicino all'occhio, ostruisci la luce del sole. E così queste persone. concentrandosi a lungo sui difetti, finiscono col rinnegare le buone qualità. Ciascuno di noi possiede delle buone qualità e sta a noi riconoscerle realisticamente. Molta gente ha delle aspettative false o irreali nei propri confronti e si autopunisce perché queste aspettative non si sono realizzate. Alcune persone si confrontano con altre e il confronto procura loro sofferenza. Occorre anche chiedersi: "E' falsa umiltà la causa di questo disprezzo di me stesso?". Taluni pensano che approvare se stessi sia una forma di presunzione. Essere umili, però, non significa rinnegate la nostra forza o disprezzarci; significa che riconosciamo i nostri limiti umani e siamo consapevoli della nostra dipendenza da Dio. 

Alcune persone, avendo una mediocre immagine di se stesse, temono in continuazione il giudizio degli altri. Il Dr. Kemp afferma: "Normalmente gli altri non pensano niente. Hanno già abbastanza preoccupazioni per loro conto e non possono interessarsi troppo alle nostre". E aggiunge: "Ad ogni modo i veri amici non ci svalutano". Egli ci consiglia quindi di porci la domanda:  " Che importanza potrà avere una cosa simile fra cinque anni o addirittura fra un mese? ". 

Molto spesso, quando crediamo che le persone pensino male di noi, sbagliamo in pieno. Questo meccanismo psicologico va sotto il nome di proiezioneEssendo insoddisfatti di noi stessi, noi proiettiamo i nostri pensieri sugli altri e presumiamo che anche loro non pensino bene di noi. Dobbiamo ricordarci che:  

DIO CI AMA DAVVERO

SIAMO FIGLI DI DIO

DIO VUOLE CHE CI AMIAMO, CHE ABBIAMO FIDUCIA IN LUI E CHE POSSEDIAMO UNA BUONA IMMAGINE DI NOI STESSI.

In Isaia 43/4 Egli dice: "Tu sei prezioso ai miei occhi perché sei degno di stima e io ti amo. " In che modo possiamo allora migliorare l'immagine che abbiamo di noi stessi? Da dove dobbiamo incominciare? Le dieci seguenti regole servono per aiutarci a ottenere fiducia in noi e a costruire una buona immagine di noi stessi. Esse rappresentano per lo meno un buon inizio.  

LE DIECI REGOLE PER OTTENERE LA FIDUCIA IN SE STESSI  

-         Fissa bene in mente un'immagine di te stesso come persona di successo. La tua mente cerchi di tradurre questa immagine nella realtà.

-         Quando ti passa per la mente un pensiero negativo, sostituiscilo con un pensiero positivo mediante la volontà

-         Non creare ostacoli con la tua immaginazione.

-         Non lasciarti abbagliare da altre persone. Non tentare di copiarle.

-         Ripeti dieci volte al giorno queste parole: "Se Dio è con me, chi è contro di me?".

-         Scegliti un consigliere competente che ti aiuti a capire l'origine dei tuoi complessi d'inferiorità, i quali iniziano di solito durante l'infanzia. La conoscenza di se stessi conduce alla guarigione.

-         Ripeti a voce alta, dieci volte al giorno, la seguente affermazione: "POSSO TUTTO IN CRISTO CHE MI DA' FORZA!".

-         Visualizzati mentre stai ricevendo davvero questa forza.

-         Valuta realisticamente le tue capacità poi alza del dieci per cento tale valutazione. Senza diventare egoista, sviluppa un sano rispetto di te stesso.

-       Credi nell'efficacia della preghiera

-        Credi che DIO e' con te perché niente può sconfiggere questa unione.    

Abbiamo bisogno di chiedere al Signore che compia in noi un lavoro poderoso nell'area dell'immagine di sé. Di tutti i tipi di guarigione questa è probabilmente la più importante: che, cioè, il Signore abbia a riparare la nostra immagine secondo la Sua. Siamo fatti ad immagine e a somiglianza di Dio. Egli ci ha lavati nel Suo sangue e siamo stati redenti con la Sua morte in Croce. Cristo è morto per noi. Il sangue di Gesù ci ha salvati, perciò siamo persone sante, privilegiate.   

Quando il Padre ci guarda, vede Gesù, perché è ciò che Gli siamo costati: GESU!  "Quindi se uno è in Cristo è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate; ecco ne sono nate di nuove" (2 Cor. 5/17).  

Siamo belli, siamo meravigliosi, siamo il lavoro delle Sue mani e della Sua REDENZIONE. Abbiamo bisogno di essere guariti dalla negatività che sentiamo verso noi stessi


Torna a Famiglia