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L'immagine di sé O
la
guarigione delle emozioni Padre
Robert De Grandis / Betty Tapscott |
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Ti
ami? O
addirittura, ti piaci? Gesù
ha detto: "Ama il
prossimo tuo come te stesso".
Ciò presuppone che tu ami te stesso. Spesso, invece, noi abbiamo
l'impressione che amarci voglia dire essere pieni di orgoglio e vanità, come
può succedere. Normalmente ci riesce difficile amare noi stessi in una
maniera giusta ed equilibrata, alla maniera di Cristo. E, non di rado, ci
riesce persino difficile piacerci. Durante
i seminari di guarigione interiore, da me condotti, ho chiesto a migliaia di
persone: "Se il Signore ti domandasse ' Alla domenica, dalle dieci alle
dodici, puoi cambiare il tuo aspetto come vuoi,' che cosa cambieresti di
te?". Qualcuno rispondeva: "Il naso, l'altezza, il peso, il colore
degli occhi, la razza", e così via. Suppongo, comunque, che nel giro di
poche settimane le medesime persone avrebbero voluto cambiare qualche altra
cosa di se stesse. E anche noi, al loro posto, avremmo fatto altrettanto: non
saremmo stati ancora contenti di come eravamo. Dio
vuole che noi siamo soddisfatti di noi stessi e del modo come Lui ci ha fatti.
Occorre, quindi, che ci si accetti e che si abbia una buona immagine di sé.
Questa dell'immagine di sé è una delle aree più importanti della nostra
vita. L'idea che ci facciamo di noi stessi determina le nostre reazioni verso
le persone che ci circondano. Per esempio, se io penso di non valere, di
essere inferiore, indegno, brutto e incapace di essere amato, allora mi
riuscirà difficile amare altre persone. Mi riuscirà impossibile amarmi e,
molto probabilmente arduo, amare il Signore e accettare il Suo Amore. Troppo
spesso nel nostro mondo occidentale si educano i bambini in maniera sbagliata
e dannosa. Può capitare che i genitori riescano a comunicare a: un livello
meno superficiale coi loro figli soltanto quando c'è qualcosa che non va e
devono ricorrere a una severa ramanzina. I figli, di conseguenza, assorbono
dai genitori l'idea che non possono fare nulla di veramente giusto ed
accettabile. Persino i migliori genitori, a volte inconsapevolmente, feriscono
i propri figli. Uno dei modi vistosi per ferirli è mancare d'incoraggiarli e
di congratularsi con loro per tutto quanto di buono e di bello fanno. I
genitori devono lodare ogni giorno i propri figli e dire a ciascuno di essi:
" Ti amo! ". I
primi anni della vita di un bambino sono determinanti per l'opinione che egli
avrà di se stesso da adulto. Se un genitore dice al suo bambino parole come:
" Stupido, imbranato, fannullone! " e lascia che fratelli e sorelle
lo tormentino chiamandolo: " Ciccione, spilungone, piagnone! ",
molto probabilmente il bambino crescerà con una immagine difettosa di se
stesso. Prendere
in giro è sbagliato.
Prendere
in giro è sbagliato.
Prendere
in giro è sbagliato. Non
si potrà mai affermarlo abbastanza.Prendere in giro pugnala, indurisce,
ferisce. E anche se il bambino o l'adulto è il primo a reagire dicendo:
" Oh, non me ne importa proprio niente!", la verità, se fosse
veramente conosciuta, è che l'esser chiamati con soprannomi sconvenienti fa
tremendamente male. Noi siamo stati consultati da persone adulte, uomini e donne, che avevano delle ferite profonde perché si erano sentiti dire, da ragazzi, che non erano stati desiderati, che erano costati un mucchio di soldi, che non avrebbero combinato nulla di buono, erano problematici, e così via. Interrogativi come: "Che cosa c'è di sbagliato in te?" " Possibile che tu non possa far niente di buono?" " Perché non prendi dei bei voti come tuoi fratelli e le tue sorelle?" " Perché sei così imbranato? "sono frecce avvelenate. Si fissano in profondità. Domande di questo genere rimangono scolpite nella mente sul nastro della memoria; poi il nastro si fa sentire sempre di più negli anni a venire: " Tu non vai bene, tu non vali niente, sei disgustoso!" mandando così in frantumi quella cosa delicata che si chiama immagine di sé . Ai
bambini si deve insegnare la disciplina. In realtà,l'amore è disciplina,
ma una disciplina senza durezza, asprezza o sarcasmo
e da usarsi solamente nell'amore, nella fermezza e nell'imparzialità. La
Parola dice: "voi,
padri, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella
disciplina del Signore" (Efesini 6/4). Sappiamo
che alcune persone, forse troppo sensibili e suscettibili, se da una parte non
fanno mistero dei loro sentimenti dall'altra si offendono per qualsiasi cosa
si dica o si faccia loro. Esiste però una grande differenza fra una persona
estremamente sensibile, che si urta per un nonnulla, e un'altra che è stata
realmente ferita da osservazioni pungenti. Oppure
l'immagine che una moglie ha di se stessa va in frantumi se i bambini sono
sempre messi al primo posto; se il suo viso viene immancabilmente confrontato
con quello di altre donne; e se la sua abilità di cuoca, ad ogni occasione,
è messa a confronto con quella della suocera. Qualunque
sia la tua situazione: che tu venga ignorato da figli ribelli, messo a tacere
da un padrone troppo severo, umiliato da un superiore o da un direttore
frustrato e infelice, a un certo punto, le fondamenta su cui poggia l'immagine
che hai di te stesso, cominciano a incrinarsi fino a cedere definitivamente. La
qualità dell'amore, proiettata al di fuori di Esistono
in noi tre grossi scogli contro i quali va a frantumarsi la nostra immagine di
IL
RIGETTO Come
ho già detto, se un bambino non è stato desiderato, se è stato preso in
giro o tormentato, con molta probabilità egli avrà Gesù può guarire queste ferite! Un
giorno ho pregato per una donna che aveva un'immagine di se stessa assai
scadente. Durante il colloquio essa m'informò che Chiedemmo
al Signore di spezzare le catene dell'abiezione, del rigetto, del senso
d'inferiorità, della mancanza di fiducia in sé e della sensazione di
mediocrità. Domandammo al Signore di tornare indietro nel tempo e di guarire
le sue ferite, di riempire il vuoto Un'altra
volta mi rivolsi a un folto gruppo di giovani chiedendo a ciascuno di essi se
erano sicuri di essere amati dai loro genitori. Conoscevo ragazzi e genitori e
sapevo che questi ultimi amavano incondizionatamente i loro figli. Tuttavia,
nessun ragazzo era completamente certo di essere amato dai suoi genitori. E il
non essere certi di essere amati genera insicurezza! Uno
dei problemi più
grossi che
assillano i giovani d'oggi, è il sentirsi rifiutati. Ognuno di noi si
confronta interiormente con questo problema. Sentiamo dire: "Se gli altri
mi conoscessero realmente, non mi amerebbero e non mi accetterebbero
mai!". IL
SENSO DI COLPA Il
senso di colpa è un'altra delle cause che contribuiscono alla formazione di
un'immagine mediocre di se stessi. Il senso di colpa si forma in particolare
quando non riusciamo a perdonarci e quando ci. sembra che Dio non ci perdonerà
mai per i peccati che abbiamo commesso. Ricordo
di essere stato consultato anni fa da una giovane signora la quale soffriva
per le conseguenze dell'orribile immagine che aveva di se stessa, nonostante
fosse alta e attraente. I capelli le ricadevano sugli occhi a mo' di tendina.
Sembrava volesse dirmi: " Se lei mi vedesse, se realmente mi conoscesse,
non le piacerei ... perché io non piaccio a me stessa!". E
perché? Qual'era la ragione che stava dietro l'immagine scadente che questa
donna aveva di se stessa? Prima di tutto essa aveva deluso i suoi genitori col
rimanere incinta a quindici anni e, costretta a sposarsi, aveva dovuto
interrompere gli studi. Poi il suo giovane marito si era dato all'occultismo,
al sesso, alla droga facendola precipitare da un'elevata posizione sociale,
molto in La
Bibbia dice: "Non c'è dunque
più condanna per coloro che sono in Cristo Gesù. Poiché la legge dello
Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e
della morte" (Romani 8/1,2). Molte
volte la ragione per la quale una persona non può piacersi è dovuta alla sua
grande negatività derivata da un enorme senso di colpa. Non solo durante
l'infanzia, ma anche con l'andar degli anni, noi cadiamo in errori, abitudini,
mancanze e peccato. Diventa cosi difficile perdonarsi! E poiché le mancanze
di perdono si accumulano in continuazione noi sperimentiamo, a un certo punto,
un grande senso d'indegnità. Il Signore vuole renderci consapevoli di come,
domandando il perdono dei nostri peccati, veniamo perdonati. Nella
prima Lettera di Giovanni 1/9 leggiamo: "Se
riconosciamo i nostri peccati Egli che è fedele e giusto ci perdonerà i
peccati e ci purificherà da ogni colpa. E'
importante che noi consegnamo le nostre colpe al Signore, poiché Egli è il
solo a poter cambiare l'immagine che ci siamo fatti di noi stessi.Nessun
psichiatra o psicologo può realmente cambiare in profondità la nostra
immagine di noi stessi.Soltanto il Signore può tornare indietro nel tempo.
"Gesù
Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre"
(Ebrei 13/8). IL
PERFEZIONISMO Ci
hanno educato in maniera tale da farci sentire che se qualche cosa è
men che
perfetta non ha alcun valore. Una Il Signore
non insiste che noi siamo perfetti. Persino
in rapporto alla chiesa ogni tanto ci capita di incontrare qualcuno che vuol
fare il perfezionista. La religione, secondo tali persone, sarebbe una
ricompensa. Sentiamo dire: "Se sarò buono potrò andare in chiesa".
Questo modo di pensare trae origine dalla famiglia: "Papà e mamma ti
ameranno se farai il bravo e se farai i compiti per bene!".. E' la
cosiddetta mentalità produttiva: sei amato nella misura in cui produci. E
istintivamente noi applichiamo la stessa regola al Signore. Ma
l'amore di Dio è incondizionato! L'estrema
suscettibilità di certe persone, quanto alla loro colpevolezza, le porta a
confessare: "Il Signore non mi può amare per quello che ho fatto! '. Ma
Egli dice: ... "Ti ho amato,
o mio popolo,
di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà" (Geremia
31/3). E'difficile,
per chi ha un'immagine scadente di se stesso, accettare lodi o complimenti. Ad
esempio: "Che bel vestito! " "Oh,
grazie ... ma è vecchio"
"Che
stupenda predica! "Sì
ma era troppo lunga Oppure: "Sì,
ma ho dimenticato il quarto punto ..." Succede
a tutti di dover piangere sull'irreparabile, una volta o l'altra. A ogni
persona può capitare di commettere errori, far fiasco, non aver successo
nella vita ... e di soffrirne e rimanere perplessa. Ma che meraviglia quando
essa arriva al punto di ridere dei suoi errori! Abbiamo tutti bisogno di una
buona dose di " humour". Ci occorre la capacità di esclamare: Poiché
l'immagine che abbiamo di noi stessi si
è formata soprattutto durante l'infanzia, la nostra maggiore preoccupazione -
come genitori cristiani, insegnanti,
sacerdoti - è di riuscire a infondere una buona immagine di sé in, coloro In
un articolo intitolato "Da' al tuo bambino la sensazione di valere",
pubblicato su " Virtue Magazine",
l'autore dava le seguenti quattro indicazioni:
L'articolo
metteva in evidenza una verità, e cioè che i bambini non hanno soltanto
bisogno di essere incoraggiati a lavorare bene, a prendere dei bei voti, ma
anche di essere lodati quando sono gentili e compassionevoli, quando
dimostrano di essere operatori di pace e altruisti nel mettere in pratica i
principi cristiani. Nella
Lettera ai Galati 6/4 leggiamo: "Ciascuno
esamini invece la propria condotta e allora Come
genitori cristiani dobbiamo essere consapevoli che i nostri figli, accettando
la fede cristiana, si sentano frequentemente messi da parte dai loro coetanei.
Questo sarà ancora più
vero quando
essi frequenteranno le classi superiori, poiché da quel momento le loro idee
e valutazioni passeranno spesso per antiquate o ridicole presso i compagni. Il
problema potrà essere risolto se i nostri figli terranno fede ai loro ideali
e a se stessi, così da non essere indotti a rifiutare Cristo o se stessi
quando saranno ridicolizzati o respinti . Noi,
come genitori, dobbiamo far loro sentire che li amiamo a qualsiasi condizione.
I figli, che sentono di dover sempre conquistare l'amore dei genitori,
arrivano a credere di dover conquistare anche le amicizie. Essi troveranno
difficoltà a pensare che gli altri li possano accettare ed amare per quello
che sono; e impiegheranno la maggior parte delle loro energie a conseguire dei
risultati, piuttosto che ad approfondire i rapporti con le persone vicine, e a
godere di essi. E questi ragazzi, diventando adulti, avranno difficoltà a
credere che Dio li ama proprio per quello che sono Ad
esempio, una persona continua a variare il discorso fra sé e sé dicendo: 1. ... esponi esattamente la situazione spiacevole in cui ti trovi. 2
....chiarisci ciò che vai dicendo 3.
...metti in discussione il tuo ragionamento. 4.
...migliora ciò che può essere migliorato.Solo dopo aver preso in
considerazione i nostri pensieri negativi e averli posti nella giusta
prospettiva, possiamo incominciare a stabilire e a realizzare un piano
d'azione che porrà rimedio alla situazione angosciosa . Un
discorso positivo fra sé e sé, e una buona immagine di se stessi, farebbero
dire: "E va bene, sono stato bocciato! Non è poi la fine del mondo!
". Quando
noi crediamo in Gesù, Figlio di Dio, e nella Parola di Dio, la quale afferma
che siamo importanti per il Signore e che Gesù è morto per noi, allora
dobbiamo trovarci d'accordo sul fatto che ciascuno di noi vale,
indipendentemente da ciò che gli altri dicono o pensano di lui. Voi dovreste
dirvi: "La mia importanza non è basata su ciò che faccio o conseguo
nella vita. Essa nasce da ciò che sono come persona. MIO PADRE E' IL RE.
IO SONO UN FIGLIO, UNA FIGLIA DEL PADRE CELESTE. Il
Dr. Charles F. Kemp, in un suo articolo riportato da un quotidiano scriveva:
" Spesso le persone non tengono conto delle loro buone qualità. Se tieni
una monetina vicino all'occhio, ostruisci la luce del sole. E così queste
persone. concentrandosi a lungo sui difetti, finiscono col rinnegare le buone
qualità. Ciascuno di noi possiede delle
buone qualità e sta a noi riconoscerle realisticamente. Molta gente ha delle
aspettative false o irreali nei propri confronti e si autopunisce perché
queste aspettative non si sono realizzate. Alcune persone si confrontano con
altre e il confronto procura loro sofferenza. Occorre anche chiedersi:
"E' falsa umiltà la causa di questo disprezzo di me stesso?".
Taluni pensano che approvare se stessi sia una forma di presunzione. Essere
umili, però, non significa rinnegate la nostra forza o disprezzarci;
significa che riconosciamo i nostri limiti umani e siamo consapevoli della
nostra dipendenza da Dio. Alcune
persone, avendo una mediocre immagine di se stesse, temono in continuazione il
giudizio degli altri. Molto
spesso, quando crediamo che le persone pensino male di noi, sbagliamo in pieno.
Questo meccanismo psicologico va sotto il nome di proiezione.
Essendo
insoddisfatti di noi stessi, noi proiettiamo i nostri pensieri sugli altri e
presumiamo che anche loro non pensino bene di noi. Dobbiamo ricordarci che:
DIO CI AMA DAVVERO SIAMO FIGLI DI
DIO DIO VUOLE CHE CI
AMIAMO, CHE ABBIAMO FIDUCIA IN LUI E CHE POSSEDIAMO UNA BUONA IMMAGINE DI NOI
STESSI. In Isaia 43/4 Egli dice:
"Tu
sei prezioso ai miei occhi perché sei degno di stima e io ti amo. LE
DIECI REGOLE PER OTTENERE LA
FIDUCIA IN SE STESSI -
Fissa bene in mente un'immagine di te stesso come persona di successo. La
tua mente cerchi di tradurre questa immagine nella realtà. -
Quando ti passa per la mente un pensiero negativo, sostituiscilo con un
pensiero positivo mediante la volontà -
Non creare ostacoli con la tua immaginazione. -
Non lasciarti abbagliare da altre persone. Non tentare di copiarle. -
Ripeti dieci volte al giorno queste parole: "Se Dio è con me, chi
è contro di me?". -
Scegliti un consigliere competente che ti aiuti a capire l'origine dei
tuoi complessi d'inferiorità, i quali iniziano di solito durante l'infanzia. La
conoscenza di se stessi conduce alla guarigione. -
Ripeti a voce alta, dieci volte al giorno, la seguente affermazione:
"POSSO TUTTO IN CRISTO CHE MI DA' FORZA!". -
Visualizzati mentre stai ricevendo davvero questa forza. -
Valuta realisticamente le tue capacità poi alza del dieci per cento tale
valutazione. Senza diventare egoista, sviluppa un sano rispetto di te stesso. - Credi nell'efficacia della preghiera - Credi
che DIO e' con te perché niente può sconfiggere questa unione. Abbiamo bisogno di chiedere al
Signore che compia
in noi un lavoro poderoso nell'area dell'immagine di sé. Di tutti i tipi di
guarigione questa è probabilmente la più importante: che, cioè, il Signore
abbia a riparare la nostra immagine secondo la Sua. Siamo fatti ad immagine e a
somiglianza di Dio. Egli ci ha lavati nel Suo sangue e siamo stati redenti con
la Sua morte in Croce. Cristo è
morto per
noi. Il sangue di Gesù ci ha salvati, perciò siamo persone sante,
privilegiate. Quando
il Padre ci guarda, vede Gesù, perché è ciò che Gli siamo costati: GESU!
"Quindi se uno
è in Cristo è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate; ecco ne sono
nate di nuove" (2 Cor. 5/17). Siamo belli, siamo meravigliosi, siamo il lavoro delle Sue mani e della Sua REDENZIONE. Abbiamo bisogno di essere guariti dalla negatività che sentiamo verso noi stessi |