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Omosessualità: un problema d'identità? |
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Molte persone ritengono che l'omosessualità abbia un'origine genetica sebbene fino ad oggi non esista nessuna prova scientifica che dimostri questa ipotesi. Non tutti sono consapevoli che esistono anche spiegazioni alternative come, ad esempio, l'ipotesi psicologica. Esistono psicologi secondo i quali l'attrazione omosessuale si svilupperebbe durante l'infanzia e l'adolescenza come risposta a eventi negativi che hanno compromesso la percezione nel bambino della propria personalità, del proprio valore, della propria mascolinità o femminilità. Alcuni psicologi sostengono che in questi casi è possibile intervenire con una terapia psicologica appropriata che in molti casi da buoni risultati fino ad arrivare ad un cambiamento completo del proprio orientamento sessuale che persiste nel tempo. Secondo l’esperienza clinica dello psichiatra olandese Gerard J. M. van den Aardweg, uno dei massimi studiosi dell’omosessualità, la guarigione è totale in una percentuale del 30% e negli altri casi, dov’è maggiore un’assuefazione ai contatti omosessuali di tipo nevrotico-ossessivo, è possibile attenuare e controllare gli impulsi emotivi. Lo studioso olandese ha pure notato che i pazienti omosessuali che vivono la loro fede religiosa in modo positivo hanno maggiori possibilità di un cambiamento radicale perché la pratica dei sacramenti — in particolare della confessione —, la speranza, l’umiltà, l’amore del prossimo rafforzano e approfondiscono il processo di guarigione. Una visione evolutiva o psicologica non è semplicemente il modello "A causa B". Essa riconosce che le persone rispondono diversamente agli eventi della vita e prende in considerazione vari fattori, tra cui la personalità. Per esempio, Nick (vedi la storia sotto) interpretò l'assenza e il perfezionismo di suo padre come un rifiuto e questa fu la base per lo sviluppo dei suoi desideri omosessuali; suo fratello Rick invece non interpretò l'assenza del padre come un fatto personale e quindi non si sentì rifiutato come ragazzo. Per quegli uomini e quelle donne che ritengono la loro omosessualità in contrasto con il loro sistema di valori o con la loro vera identità, un approccio psicologico offre una chiave di lettura e di comprensione
A) La relazione con il genitore del proprio sesso Da un punto di vista psicologico uno dei fattori più frequenti che possono contribuire allo sviluppo dell'omosessualità è la carenza di relazione affettiva con il genitore del proprio sesso. Quando la relazione con il genitore del proprio sesso è sana ed equilibrata, il bisogno di amore,di stima e il senso di identità del bambino sono soddisfatti. "Una chiara identità femminile o maschile si sviluppa attraverso il legame affettivo con una figura adulta dello stesso sesso, solitamente il padre o la madre, e attraverso la sua emulazione." (1) Grazie a questo legame affettivo ed emulativo noi veniamo confermati nella nostra identità sessuale e sappiamo di essere accettati dal genitore dello stesso sesso e di conseguenza dagli altri membri dello stesso sesso. In particolare vogliamo qui prendere in esame la teoria proposta dal Dr.Elizabeth Moberly (2). Se per qualche motivo un bambino si sente ferito o rifiutato dal genitore del proprio sesso, il legame affettivo descritto precedentemente viene distrutto. In alcuni casi il genitore non ha intenzione di ferire, ma è assente in seguito a divorzio o ricovero ospedaliero. A volte il genitore è assente psicologicamente e mostra scarso interesse per il bambino. Nei casi in cui ci sono stati abusi o maltrattamenti il genitore si addossa una grave responsabilità. Alcuni bambini arrivano a rifiutare ogni relazione con il genitore, come se dicessero:"Tu mi ferisci; non ti permetterò di ferirmi ancora." Invece di un attaccamento avviene un distacco. Invece di emulare il genitore dello stesso sesso (che è la base dello sviluppo dell'identità sessuale) il bambino rifiuta di identificarsi con lui. Sia il rifiuto di identificarsi con il genitore sia il distacco possono non essere evidenti al genitore poiché si verificano nella profondità del cuore del bambino. Come conseguenza i legittimi bisogni emotivi del bambino rimangono insoddisfatti. Il bambino non viene confermato nella sua identità sessuale e quindi non sviluppa una chiara identità di genere, la sensazione cioé di essere "uno dei ragazzi" o "una delle ragazze". Non identificandosi con il genitore il bambino è separato dalla sua mascolinità o femminilità. Durante la pubertà "il bisogno emotivo di intimità e identificazione con altri del nostro sesso si eroticizza e i membri del proprio sesso diventano l'oggetto sia di desideri emotivi che sessuali"(3) A questo punto l'adolescente ha ciò che viene definita come attrazione omosessuale. Una persona che non è consapevole delle dinamiche che si nascondono dietro questi desideri può cominciare a identificare se stessa come gay o lesbica. Così come i cannibali mangiano gli altri per ottenere le loro caratteristiche (4), una persona può avere una relazione sessuale con una dello stesso sesso nel tentativo inconscio di guadagnare dall'altro la mascolinità o la femminilità. Sfortunatamente questo non placa nè il bisogno di amore nè la sofferenza. Una vera soluzione richiede due cose. La prima consiste nell'eliminare il distacco difensivo poiché esso ci separa dal genitore dello stesso sesso e dalla nostra mascolinità o femminilità. Questo significa lavorare sulla ferita originale fino ad affrontare i propri sentimenti di rifiuto e fino a perdonare il proprio genitore. La seconda cosa consiste nel rispondere ai bisogni insoddisfatti "per recuperare la mancata crescita dovuta alla barriera difensiva" (5). Questo si realizza costruendo un sana relazione non sessuale con membri del proprio sesso. Storia di Jill Quando Jill aveva 4 anni, a sua madre, Mrs. Singh, fu diagnosticato un cancro. Quando Mrs. Singh aveva i suoi appuntamenti di chemioterapia Jill veniva lasciata a casa di sua zia. Due anni dopo sua madre ricevette un trapianto di midollo osseo e per un mese Jill non potè vederla. Sia la madre che sua zia cercarono di spiegarle che questo era necessario per la salute della mamma, ma Jill non comprese. Si sentì rifiutata da sua madre e dentro di sè decise che non sarebbe stata ferita nuovamente da lei. Quando sua madre tornò a casa aveva bisogno di molto riposo e silenzio. Questo rinforzò la convinzione di Jill che sua madre non l'amava più. Naturalmente la mamma di Jill l'amava ancora, esattamente come prima del trattamento. Jill tuttavia l'aveva estromessa dalla sua vita e questo le impedì di ricevere l'amore e l'approvazione di sua madre. A scuola Jill aveva difficoltà a farsi delle amicizie. Desiderava far parte del gruppo più "in" ma temeva di essere nuovamente rifiutata. Naturalmente a volte era rifiutata dalle altre ragazze. Quando questo accadeva si accentuava sempre più in lei la convinzione di non essere voluta come ragazza. Fantasticava di essere una principessa da tutti amata, ma nella vita reale si trovava ai margini. Quando Jill arrivò alla pubertà il suo desiderio di amore e di attenzione da parte di una donna si coniugò con la sua nascente sessualità. Cominciò a fantasticare su alcune delle ragazze più popolari. Nella tarda adolescenza ebbe una relazione con un'altra giovane donna. Jill cominciò a identificare se stessa come lesbica, convinta di aver scoperto chi era veramente.
B) Gli abusi sessuali L'abuso, sia esso sessuale, fisico o emotivo, ha un profondo impatto sull'individuo, danneggiando la sua immagine di sè, la stima e la sua percezione della mascolinità o femminilità. Secondo la situazione specifica e la risposta delle singole persone, l'abuso può contribuire allo sviluppo dell'omosessualità. A volte le persone credono di essere omosessuali perché chi ha abusato di loro era dello stesso sesso. Oppure, una persona può essere coinvolta con altre dello stesso sesso nel tentativo di riconquistare la sua mascolinità o femminilità che è stata distrutta dall'abuso. Naturalmente non tutte le persone che hanno subito abusi sviluppano un orientamento omosessuale e non tutte le persone omosessuali hanno subito abusi da piccoli. Sembra comunque che ci sia un'alta correlazione: New Direction (6) sostiene che quasi il 70% delle persone che si rivolgono alla sua associazione in cerca di aiuto hanno subito abusi sessuali. Fattori aggiuntivi per gli uomini 1) Esposizione alla sessualità maschile adulta. Quando un ragazzo subisce abusi da un uomo viene esposto alla sessualità adulta in un momento in cui manca di maturità emotiva e in una situazione in cui non gli viene lasciata scelta e non gli viene data un'adeguata informazione su ciò che sta accadendo. Questo può creare un grande turbamento. Il ragazzo apprende che questo è il modo in cui gli uomini interagiscono tra di loro e che questo è ciò che significa essere un uomo. Poiché suo malgrado è un partecipante, egli comincia a interrogarsi sulla sua identità sessuale. Se la natura dell'abuso è tale che il ragazzo ne ricava un piacere fisico o sessuale, l'idea di essere omosessuale ne esce rinforzata. 2) Fusione tra sessualità e intimità. La precoce esposizione alla sessualità maschile adulta può causare danni più gravi qualora il ragazzo non abbia avuto una sana relazione interpersonale con suo padre o un altro uomo significativo. L'abuso può quindi essere l'unica forma di intimità e attenzione che egli abbia ricevuto da un uomo. Storia di Nick Nick era un bambino taciturno che desiderava sopra di ogni altra cosa l'attenzione e l'approvazione di suo padre. Aveva l'impressione che suo padre non avesse tempo per lui e che altre cose fossero più importanti. Non si sentiva valorizzato come figlio e quindi aveva un bisogno emotivo di amore e di stima da parte di un altro uomo. A volte seguiva suo fratello e i suoi amici, ma il più delle volte lo lasciavano indietro. All'età di 14 anni andò a un campo estivo. Uno dei capi in particolare fece amicizia con lui e lo incoraggiò. Una sera, mentre erano seduti a guardare il tramonto, il capo mise il braccio intorno a Nick e subito dopo cominciò a accarezzarlo. Nick era confuso e non sapeva come reagire. Gli piaceva ricevere attenzioni dal suo capo, ma al tempo stesso aveva la sensazione che quello che stava accadendo era sbagliato. Negli anni seguenti pensò spesso a quello che era accaduto al campo. Talvolta si masturbava e immaginava di essere con il capo. Successivamente si rese conto che doveva essere omosessuale perché si sentiva attratto dagli uomini e non dalle donne. Nick era forse omosessuale da neonato? No. Era forse omosessuale all'età di sette anni quando cercava l'amore e la stima di suo padre? No. Il legittimo bisogno emotivo di amore e approvazione da parte di suo padre era rimasto insoddisfatto lasciando un vuoto. Il fratello di Nick e i suoi amici lo rifiutavano perché era omosessuale? No. Ma il loro rifiuto accentuò il rifiuto che Nick percepiva da parte di suo padre e cominciò a dubitare del suo valore come maschio. Nick era quindi insicuro riguardo alla sua identità di genere. Il suo bisogno emotivo di amore e approvazione da parte di un altro uomo si eroticizzò durante la pubertà. Inoltre, poiché non sapeva che era assolutamente normale confrontarsi con gli altri nello spogliatoio, cominciò a domandarsi se questo significasse qualcosa. Fai attenzione alla dinamica degli eventi: dopo anni in cui suo padre esigeva da lui la perfezione senza incoraggiarlo, Nick incontra un uomo adulto che diventa suo amico e lo stima. E' comprensibile che Nick abbia assorbito questa attenzione come una spugna riarsa. Poi venne la sera in cui il capo mise il suo braccio intorno a lui. Questo era ancora ok, poiché Nick aveva anche bisogno di un contatto fisico positivo. Ma successivamente quando il capo cominciò ad abusare sessualmente di lui la dinamica divenne più confusa. Da una parte Nick era stato sfruttato dal capo. Dall'altra parte quello che era successo non sembrava così terribile (non ci fu violenza o coercizione). Nick aveva emozioni contrastanti: gradiva l'attenzione ma aveva l'impressione che ci fosse qualcosa di sbagliato, non era veramente l'amore di cui aveva bisogno. E Nick apprese che l'intimità con gli uomini avviene nell'ambito del sesso. Fattori aggiuntivi per le donne 1) Fuggire dagli uomini Alcune donne trasferiscono il loro odio e rigetto verso l'uomo (o gli uomini) che ha abusato sessualmente di loro verso gli uomini in generale. Non vogliono avere niente a che fare con gli uomini e si rivolgono invece alle altre donne che non costituiscono una minaccia. Alcune donne possono anche sperimentare una "fusione" tra sessualità e intimità (sopra descritta), anche se tendono a rivolgersi maggiormente verso una promiscuità eterosessuale piuttosto che verso desideri omosessuali. 2) Rifiuto della propria femminilità Una dinamica ancora più profonda è il rifiuto della femminilità. Donne che hanno subito abusi possono rifiutare la loro femminilità ad un livello inconscio. Come se dicessero a se stesse: "Se essere donna significa essere trattata così dagli uomini, allora io non voglio essere una donna". Una donna che rifiuta la sua femminilità può cercare di riottenerla attraverso l'intimità emotiva e sessuale con altre donne. Copyright © 2004 Acquaviva 2000
Per approfondire : Il dilemma dell'omosessualità: intervista al Dr. Joseph Nicolosi Omosessualità e speranza: terapia e guarigione nell'esperienza di uno psicologo Indagine Spitzer: lo psichiatra che cambiò opinione
Links:
Omosessualità maschile: un nuovo approccio - Joseph Nicolosi - Presentazione della dott.ssa Chiara Atzori Postfazione di padre Livio Fanzaga
Una interessantissima intervista di Marchesini a Joseph Nicolosi
Note
Joe Dallas in Desires in Conflict (Eugene, OR: Harvest House, 1991), p. 101. Moberly, E., Homosexuality: A New Christian Ethic (Greenwood: Attic Press, 1983). Select here for a more detailed explanation of Dr. Moberly's model. Dallas, p. 110. See Leanne Payne, The Broken Image (Westchester, Ill.: Crossway, 1981) Moberly, pp. 41-42. Negli Stati Uniti esistono numerosi gruppi di supporto per persone che desiderano uscire dall'omosessualità. Tra i più importanti http://www.exodusnorthamerica.org/ Torna a Giovani e omosessualità: il faticoso cammino alla scoperta della propria identità
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