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Testimonianze Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. (Lc 4,18-19) |
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Presentiamo in questa pagina alcune testimonianze di persone che, dopo aver sperimentato nella loro vita l'omosessualità, ne sono definitivamente uscite in seguito alla scoperta dell'amore incondizionato di Dio per loro. Pur proveniendo dal mondo protestante pensiamo che la loro testimonianza possa essere di aiuto e consolazione anche per i cattolici che si trovano nella stessa condizione. Non pretendiamo con questo di dare una risposta esauriente al fenomeno o di spiegare l'origine dell'omosessualità; ciascuno di noi è unico e possono esserci cause diverse che la provocano. Tuttavia in ambito cristiano sono molte le persone che dopo aver fatto una forte esperienza dell'amore di Dio hanno scoperto le radici della loro sofferenza e hanno sperimentato una profonda guarigione interiore che ha investito anche il loro orientamento sessuale. Dedichiamo questa pagina a tutti coloro - uomini e donne - che soffrono di uno squilibrio sessuale, a coloro che hanno l'impressione di essere dei potenziali omosessuali, che vivono nella paura di esserlo o che qualche volta ci sono caduti. Noi ripetiamo loro la frase che l'angelo pronuncia a Maria: "Nulla è impossibile a Dio". La guarigione interiore non è opera dell'uomo, frutto cioè di introspezione e analisi, ma è essenzialmente un dono di Dio che nel suo infinito amore di Padre ci libera da ogni nostra infermità, non solo fisica, ma anche spirituale e psicologica, affinché possiamo essere pienamente felici e realizzati. Pur essendo opera della grazia, cioè della libera iniziativa di Dio, noi possiamo e dobbiamo impetrare con fede questo dono della guarigione interiore sicuri che quel Gesù Cristo che passò 2000 anni fa guarendo e liberando gli oppressi è vivo e ancora oggi può compiere le stesse opere. Anche noi possiamo avvicinarci a Lui per toccargli il lembo del mantello ed essere guariti tutte le volte che ci accostiamo all'Eucarestia e al sacramento della Riconciliazione. In quel momento, in cui Cristo è realmente di fronte a noi, non abbiamo timore di dirgli con fiducia: "Signore, se tu vuoi puoi guarirmi". --------------------------- Un canto di speranzaDennis Jernigan Ricordo di essermi sempre sentito diverso dagli altri ragazzi. Avevo talento musicale e gli altri ragazzi mi chiamavano "femminuccia". Dall'età di 9 anni ho suonato regolarmente ai servizi religiosi della First Baptist Church in Boynton, OK. Ho imparato a suonare il piano da mia nonna. Vivevamo distanti da qualsiasi città dove fosse possibile trovare un insegnante di pianoforte, così ho imparato a suonare ad orecchio ascoltando le melodie e riproducendole senza leggere la musica. Mia nonna era molto paziente con me quando frequentavo quotidianamente la sua casa e sono letteralmente cresciuto vicino a lei. Non mi sono mai sentito altrettanto vicino ai miei genitori. Non eravamo una famiglia molto affettuosa e non ricordo di aver mai ricevuto dimostrazioni di affetto da parte di mio padre. Mi riusciva difficile credere che egli mi amasse e mi sentivo una nullità. All'età di nove anni Gesù cominciò a chiamarmi a sè. L'8 settembre 1968 domandai a mia madre cosa dovevo fare per salvarmi. Mi rispose che eravamo tutti peccatori e che ci meritavamo di perire all'inferno, ma grazie alla morte di Cristo sulla croce potevamo avere una relazione con Dio. Accettai Gesù nella mia vita quel pomeriggio e venni battezzato quella sera. Ma non percependo l'amore dal mio padre terreno non riuscivo a ricevere pienamente la misericordia e l'accoglienza di Dio. Così provai a guadagnarmi l'amore essendo "il migliore" in tutte le circostanze. Ottenni i voti migliori a scuola; la mia squadra di basket giocò tornei in tre stati...Ma ciò che la gente considerava così positivamente - le mie performance esteriori- in realtà nascondeva solo le profonde ferite del mio cuore. Un senso di rifiuto permeò ogni parte della mia vita, inclusa la mia sessualità. Come ragazzo avevo bisogno di un modello virile con cui identificarmi. Cominciai a desiderare un'intimità con altri uomini in modo perverso. A causa di questi pensieri sbagliati mi convinsi di essere omosessuale. Al tempo stesso sapevo che Dio aveva in serbo qualcos'altro per me. Subito dopo essere diventato un Cristiano, Egli parlò al mio cuore rivelandomi che un giorno avrei avuto una mia famiglia....con nove figli! E' assurdo- pensai - come posso avere figli se sono omosessuale? In Chiesa sentivo la gente dire: "Gli omosessuali dovrebbero essere tutti buttati fuori dal paese - si meritano l'inferno!" Mi sentivo condannato dalle loro affermazioni e non avevo idea su dove potessi trovare aiuto. Così nascosi la mia attrazione omosessuale durante gli anni della scuola superiore. Al college scoprii che anche altri studenti erano alle prese con desideri omosessuali. Eravamo attratti gli uni dagli altri e diventai sempre più coinvolto dagli aspetti fisici ed emotivi dell'omosessualità. Ma più mi convincevo che l'omosessualità era la mia vera identità, più diventavo infelice. Durante il secondo anno di università incontrai la donna che un giorno sarebbe diventata mia moglie. Pensavo che Melinda fosse la donna più bella che avessi mai visto. Qualcosa mi attirava a lei, qualcosa che non avevo mai sentito prima. Ma sebbene uscissimo insieme avevo ancora incontri sessuali con altri uomini. Arrivato all'ultimo anno ero totalmente confuso e frustrato. Decisi che la mia vita non valeva la pena di essere vissuta. Dopo tutto avevo pregato Dio sin dall'infanzia di togliermi questi sentimenti ma sembrava che non fosse successo niente. Una notte durante l'ultimo semestre di scuola, trovandomi solo nel mio appartamento, decisi che sarebbe stato meglio morire piuttosto che vivere una tale vita. Dopo aver spento la fiammella di sicurezza accesi il gas della mia stufetta e mi sdraiai aspettando di morire. Tuttavia dopo pochi minuti fui preso dalla paura e spensi il gas. "Cosa riserva l'eternità?" Mi domandai. "Qualunque sia la risposta, non sono ancora pronto." Subito dopo ruppi con Melinda e le dissi che non volevo più vederla. Quell'estate, dopo la laurea, abbracciai pienamente la mia omosessualità e intrattenni per 3 mesi una relazione con un altro uomo. "Questo è ciò che sono" dicevo a me stesso. "Sono nato omosessuale e questo tipo di vita è ciò che Dio ha voluto per me". Ma invece di trovare la felicità divenni sempre più triste Feci domanda per entrare in seminario pensando che studiando ancora avrei potuto trovare delle risposte. Ma tre giorni prima che entrassi in seminario mi telefonò un amico. " Dennis, ultimamente Dio mi ha messo te nella mente molto spesso. Pensa che questa settimana ti ho sognato". Nel sogno, mi spiegò, Dio mi donava melodie di tutti i generi. Pensai che fosse matto, ma rimasi colpito dalla sua successiva affermazione: "Ma c'è di più, anche mia madre ha fatto lo stesso sogno questa settimana!" Abbandonai il proposito di entrare in seminario e accettai l'invito di questo amico di andare a vivere con la sua famiglia a Oklhoma City. Con il mio diploma musicale ebbi problemi a trovare un lavoro ma alla fine trovai un impiego come autista di scuola-bus. Fra i miei giri mattutini e pomeridiani avevo molte ore libere durante le quali gridavo a Dio. Sapevo che era presente e che voleva dirmi qualcosa. Prima di tutto misi la mia Bibbia sul pianoforte per cantare i salmi di Davide. Vedevo che Davide aveva un rapporto intimo e sincero con Dio - qualcosa che io desideravo da tutta la vita. Davide esprimeva tutti suoi sentimenti, anche quelli che - io pensavo -la gente "perbene" si sarebbe astenuta dal mostrare. Tuttavia Dio lo chiamava "un uomo secondo il mio cuore" (Atti 13,22). Allora cominciai a cantare i miei pensieri e le mie preghiere, a gettare in Dio le ferite che avevo tenuto nascoste per così tanti anni. Poi un noto gruppo cristiano chiamato "Second Chapter of Acts" venne nella nostra zona ed io sentii un moto interiore che mi spinse a partecipare. Durante il loro concerto fui colpito dalla loro sincerità e dal loro amore per Dio. Poi nel bel mezzo di una canzone all'improvviso si fermarono. "Dio ha messo qualcosa nel mio cuore" disse un membro del gruppo. "C'è qualcuno qui che sta nascondendo qualcosa di così doloroso, di così terribile, che ne rimarrebbe distrutto se qualcuno lo scoprisse. Ma Dio vuole che tu sappia che Egli vede e ti ama in ogni caso". Poi ci invitarono a consegnare i nostri pesi al Signore innalzando a Lui le nostre mani. Questo modo di pregare era nuovo per me, ma quando innalzai le mie mani, percepii Dio più vicino di quanto avessi mai immaginato! Mi resi conto che Gesù aveva innalzato le sua mani per me stendendole sulla croce. Sapevo che era proprio accanto a me e che desiderava camminare con me. Potevo essere sincero con Lui. "Signore Gesù", gridai dentro di me, "Non posso cambiare me stesso o il casino in cui sono finito - ma tu puoi." In quel momento consegnai tutta la mia vita a Gesù: i miei pensieri, le mie emozioni, il mio corpo...e il mio passato. Per la prima volta mi resi conto che l'omosessualità era un peccato per il quale Gesù era morto. Udii una sua parola nel mio cuore, "Dennis, sto facendo di te una creatura nuova. Il mio sangue ha pagato il tuo debito. Ora sei libero." Quella sera di 15 anni fa fu l'inizio del mio incredibile viaggio. Per la prima volta vidi me stesso perdonato e purificato. Il potere dell'omosessualità nella mia vita era stato spezzato. Da quel momento Gesù ha cominciato a cambiarie i miei pensieri e desideri perversi con pensieri puri riguardo l'amore e la sessualità. In quello stesso periodo uno stretto amico scoprii il mio passato. Quando mi affrontò, mi precipitai fuori di casa sicuro che sarei stato infangato. Guardai in alto nell'oscurità del cielo supplicando Dio di parlarmi. I miei occhi furono attratti da una soffice nuvola bianca. Sembrava un vecchio con le braccia tese. Lì vicino c'era una nuvola più piccola dalla forma di agnello. Quando guardai, l'uomo prese l'agnellino tra le sue braccia. Immediatamente capii che Dio mi stava dimostrando quello che voleva fare per me in quel momento di bisogno. Ritornai a casa per affrontare il mio amico che riconfermò il suo amore per me. E Dio cominciò a portare altri nella mia vita capaci di amarmi incondizionatamente finché non raggiunsi una completa guarigione. Passò un anno finché non sentii che Dio mi spingeva a contattare di nuovo Melinda. L'amavo e sapevo che volevo sposarla. Dopo molti mesi, quando mi feci sentire lei accettò. Poiché mi ritenevo guarito dall'omosessualità, pensavo che non ci fosse nessun bisogno di condividere con lei il mio passato. Nel Luglio 1988 mi resi conto che Dio voleva prendere i miei più grandi fallimenti e debolezze per farne i miei punti di forza. Ma non solo, se io avessi confessato liberamente il mio passato, satana non avrebbe avuto nessuna arma contro di me. Non avrei più dovuto vivere nel timore che altri scoprissero il mio passato omosessuale. Così condivisi il mio passato con Melinda. Pur ponendomi delle domande fu grata che io mi sentissi così sicuro del suo amore da confessarle i miei peccati passati più intimi. Poi, tre giorni più tardi, parlai del mio passato in Chiesa e accadde qualcosa di bello. Da quel momento cominciarono ad avvicinarsi a me persone che avevano ferite profonde nel loro passato, come omosessualità, incesti, stupri e aborto. Come confessavano i loro peccati e le loro ferite Gesù cominciava a guarirle. Un anno dopo mi accorsi che nuovamente Dio mi stava chiamando. Dopo aver guidato il servizio religioso al Boynton Community Center nella mia città, un membro del gruppo di preghiera di mia nonna mi disse: "Non è meraviglioso come le preghiere di tua nonna sono state ascoltate?" "Quali preghiere?" domandai. "Non lo sapevi?" rispose, "Tua nonna mi ha detto che stava sempre dietro di te quando suonavi il piano a casa sua ogni giorno, domandando a Dio di usarti potentemente per il suo Regno attraverso il culto e la musica! " Negli anni seguenti Dio ha sicuramente risposte a quelle preghiere. Con la Sua potenza e la Sua grazia mi ha reso capace di fare oltre una dozzina di incisioni per il culto e la preghiera con migliaia di copie distribuite nel mondo. Ho avuto il privilegio di condividere la mia storia con pubblico di tutto il mondo attraverso concerti live, interviste televisive come "The 700 Club," e articoli su riviste come Charisma & Christian Life. Oggi io e mia moglie abbiamo 9 bambini. Egli sta realizzando il suo piano perfetto per la mia vita. Ho un padre celeste che non mi abbandonerà mai (Ebrei 13,5). Voglio passare il resto della mia vita cantando le sue lodi per tutto quello che ha fatto.
Nelle sue mani Storia di Pat Sin da piccola ho sentito la mano di Dio sulla mia vita. Vivevo in Guyana, Sud America, con i miei genitori missionari e ricordo di aver accettato Gesù nel mio cuore all'età di 5 anni. Fu per me un'esperienza molto reale. Sfortunatamente ho un altro ricordo della mia prima infanzia che non è altrettanto piacevole. Un giorno in un negozio di alimentari un uomo venne da me e cominciò a molestarmi. Io corsi fuori e lo dissi a mio padre che si precipitò dentro per trovare quell'uomo. Ma non riuscì a trovarlo e quando uscì era molto arrabbiato Durante il ritorno a casa mio padre non spiegò che era arrabbiato con l'altro uomo e non con me. Dev'essere stata una cosa veramente sbagliata, pensai, devo aver dispiaciuto papà. Credo che fu da quel giorno in avanti che cominciai a rifiutare gli uomini. Un'altra volta udii mio padre dire a mia madre "In questo momento mi è difficile amare Patty. Vedo in lei tutte le mie peggiori caratteristiche". Sebbene sapessi che mio padre mi amava non mi sono mai sentita amata quanto le mie due sorelle più piccole. Nel frattempo diventai adolescente e la mia famiglia si trasferì in Canada. Da un pezzo avevo dimenticato la molestia subita a 6 anni. Ma in seguito fui violentata da un cugino più grande. Durante l'intero episodio mi diceva:"Sei brutta e grassa. Nessun uomo ti vorrà mai". Dopodiché sua moglie mi prese tra le sue braccia. "Ti sono vicina" disse in tono rassicurante, "e ti voglio bene. Penso che tu sia molto carina". Questo strano fatto segnò l'inizio della mia omosessualità. Iniziai a masturbarmi e sebbene cercassi di pentirmi non potevo evitare che succedesse. "Non sono pentita", pensavo, "allora sarebbe meglio smetterla di parlare con Dio, tanto non mi ama più" . La mia vita di preghiera ben presto si inaridì. Andai a trovare il mio Pastore. "Come stai Patty?" domandò. "Vuoi davvero saperlo?" esplosi "Sto da schifo. Io...io odio questa chiesa e tutto quello che la riguarda". Invece di scoprire che cosa non andasse mi fece una paternale. "Dovresti vergognarti! Hai dei bravi genitori e una chiesa che ti insegna la Bibbia..."Dopo pochi minuti ne avevo abbastanza. "So già tutto" ribattei, mi alzai e me ne andai. "Addio. Non tornerò più". Tornai a casa e dissi a mio padre che stavo allontanandomi da Dio. Invece che esserne turbato disse "Patty, posso pregare con te?" Poi chiese a Dio di prendere tutto quello che avevo fatto e di ridurlo in cenere fintanto che non lo avessi fatto Signore della mia vita. Subito dopo lasciai la scuola e trovai il mio primo lavoro. Diventai sessualmente promiscua con gli uomini ma non sapevo il perché. Sembrava tutto così senza senso. In seguito Karen, una collega, mi portò in un gay bar. Quando entrai le mie prime parole furono "Ora so qual'è il mio posto". Mi sentivo come a casa. Avevo solo 17 anni. Io e Karen diventammo amanti e rimasi con lei per i successivi 5 anni. All'inizio cercai di imitare il rapporto d'amore che avevo visto nel matrimonio dei miei genitori. "Karen, ti amo" le dissi una sera. Per tutta risposta mi diede uno schiaffo. Lo dissi di nuovo, e ancora una volta mi colpì. Non riusciva ad ricevere il mio amore. Era un assaggio di ciò che la nostra relazione aveva in serbo. Prestò scoprìi che il nostro legame non impediva a Karen di fare la scema con altre donne. Per sopravvivere imparai le regole del gioco. "Se mi mostro gelosa se ne andrà" riflettevo, così fingevo esattamente l'opposto. Al bar la ignoravo e flirtavo con altre donne. Lei mi teneva d'occhio tutta la sera per essere sicura che non succedesse niente. L'avevo in pugno. Ero una forte bevitrice e mi guadagnai la reputazione di picchiatrice sebbene non abbia mai picchiato altre donne, solo uomini. In alcuni bar si potevano trovare un mucchio di uomini eterosessuali che capitavano lì per divertirsi. Quello che ci rimise fu un tizio che mi chiese di ballare ed io lo aggredii come una furia. Odiavo gli uomini. Io e Karen rompemmo per tre volte durante la nostra relazione. La conoscevo. Dopo la seconda volta tornai a casa. Una sera tentai il suicidio. I miei genitori erano usciti alle 6 per passare la sera fuori. Ingoiai delle pillole e andai a letto. La mattina seguente mia madre trovò nella spazzatura la boccetta delle pillole vuota e si precipitò nella mia camera. Lei e mio padre mi portarono di corsa all'ospedale. Dodici ore dopo aver preso le pillole la concentrazione del veleno nel mio organismo era ancora sopra il livello letale. "E' un miracolo che tu sia ancora viva!" mi disse in seguito il dottore. Miracolo o no, io non ero felice. "Dio, io voglio solo morire!" gridavo. "Non mi lasci fare neanche questo!" Tornai presto sui miei passi andando a vivere con Karen, girovagando per i locali gay e prendendo acidi. "Nessuno capisce quello che sto passando", pensavo. "Solo uno sballato come me potrebbe capire ma non gliene fregherebbe niente." Una sera io e Karen stavamo bevendo al bar. Non ricordo come, ma finiì in una rissa e lei mi trovò in stato d'incoscienza nella mia macchina ricoperta di vetri. Tornando a casa Karen mi affrontò: "Ascoltami. Se non ti dai una regolata puoi anche andartene di qui" La guardai furiosamente. "Hai già detto la stessa cosa un mucchio di volte. Prima mi butti fuori e poi mi supplichi di tornare. Questa volta me ne vado sul serio" Andai a stare con Pat, un'amica eterosessuale che si era separata da suo marito. Fu molto comprensiva; entrambe ci affliggevamo sulle nostre sfortunate relazioni. Una sera parlammo dell'amore incondizionato di Dio. Pat era una cristiana rinata e mi incoraggiò a parlare a Dio della mia vita travagliata Ascoltai il suo consiglio. "Signore" pregai più tardi quella sera, "non ho camminato con te in questi ultimi 7 anni. La gente mi dice di purificare le mie azioni e di amarti, ma non so come. Se mi vuoi, sono a tua disposizione". Poi gli dissi: "Ma se mi prendi, non voglio essere una tiepida cristiana. Io voglio muovere le montagne." Poi vidi un'immagine nella mia mente. Ero in fondo a una fossa in catene e ricoperta di sozzure. E Gesù era lì. Ma Lui non stava sul bordo della fossa dicendo"Vieni, ti aiuterò a salire". Egli veniva giù nella fossa, mi circondava con le sue braccia e diceva, " Patty, tutto quello che ho sempre voluto sei tu. Ti amo per quello che sei." Questo succedeva 8 anni fa e la mia vita non è più stata la stessa. Non cambiai in una notte tuttavia. Nei 6 mesi successivi continuai a vedermi con Karen. Poi la mia amica Pat tornò da suo marito ed io mi trasferì dai miei genitori. Circa 6 mesi dopo sedevo sul nostro divano a casa. Era l'ultimo dell'anno. Da una settimana sedevo lì tutti i giorni guardando fuori dalla finestra e tremando come una foglia. "Pat, che diamine c'è che non va?" domandò mia madre alla fine. "Non sono sicura" dissi. "Tutto quello che so è che Dio e satana stanno combattendo in me. Il mio corpo è il campo di battaglia e non so chi vincerà" All'insaputa di mia madre, Karen mi aveva chiesto di tornare da lei. "Dio" gridai dentro di me, "Ho bisogno di un miracolo!" Non so che cosa mi aspettasi in risposta, ma non successe niente. Così la diedi vinta al nemico e tornai all'appartamento di Karen. "Ciao" le dissi superando l'ingresso. "Sono tornata" Con mia grande sorpresa la mia amante atea mi guardò male. "Tu ami troppo il tuo Dio. Fuori di qui!". All'istante compresi che Dio aveva risposto alla mia preghiera. Tornai a casa. Squillò il telefono ed era il mio pastore che richiamava in seguito ad una mia precedente telefonata in chiesa. "Pat, avevi domandato se potevi cantare domani in chiesa? Certo, sarebbe meraviglioso. Non vediamo l'ora di incontrarti." Riattaccai e il telefono squillò di nuovo. Era Karen. "Scusa Pat. Ti prego ritorna" Ma avevo già preso un nuovo impegno di tornare alla chiesa, di tornare a Dio. "E' troppo tardi adesso" le dissi. "La nostra relazione è finita". Il mio nuovo anno cominciò il giorno seguente con il mio assolo in Chiesa sulla meravigliosa grazia di Dio. Quel giorno- 1 gennaio 1980 - fu un nuovo inizio per la mia vita. Durante i precedenti 6 mesi di battaglie con Karen avevo perso il mio lavoro. Poi sentiì di un posto vacante all' Inter-Varsity di Toronto, Canada. Andai al colloquio e ottenni il lavoro. Dopo diversi mesi di lavoro, un giorno accompagnai il mio capo a pranzo. Karen aveva cominciato a telefonarmi sul lavoro ed io volevo che lui conoscesse il mio passato. "Pat" mi disse," durante il colloquio sapevo che c'era qualcosa che non mi stavi dicendo, ma Dio mi ha trattenuto dal fare domande." Disse che mi avrebbero aiutato a risolvere il problema di Karen. Lavorare all'Inter-Varsity fu un momento di guarigione perché imparai a relazionarmi con altri cristiani, godendo della loro accoglienza ed amicizia. Anche in mezzo al timore pregavo di amare Dio abbastanza da rischiare di amare gli altri. Alla fine andai all'Ontario Bible College. Dopo il diploma nel 1985 mi si presentò l'occasione di andare all'estero presso 3 missioni, ma io avevo un solo scopo: il ministero per le persone omosessuali. Chiesi un segno. "Signore, se vuoi che io rimanga a Toronto, porta nella mia vita una persona che sia omosessuale." La settimana successiva mia sorella mi raccontò che qualcuno facente parte del ministero ex omosessuali aveva pregato nella sua Chiesa. Lo chiamai ed egli mi invitò al suo gruppo. Dieci giorni dopo la mia preghiera ero seduta in una stanza circondata da 12 persone uscite dall'omosessualità. Il coordinatore stava progettando di andare all'estero ed io subito presi il suo posto. Una chiesa battista nel centro di Toronto mise a disposizione uno spazio ed io cominciai a mettere su un ministero. Da allora Dio ha veramente benedetto la nostra fatica. Sebbene ci sia ancora molto da guarire nella mia vita, Dio ha già fatto dei miracoli. Non ho più nessuna attrazione verso le donne. Sono anche attratta sessualmente dagli uomini. Sono molto più consapevole dei miei sentimenti e sono aperta all'eventualità di un matrimonio. La mia responsabilità è di essere obbediente al Signore, di fare il mio meglio. Dio farà il resto. Qualsiasi cosa riservi il futuro è rassicurante sapere che io sono nelle sue mani. Non c'è altro posto dove vorrei essere. Pat (Allan) è attualmente la coordinatrice di Exodus International
Le testimonianze sono tratte da Exodus International Torna a Giovani e omosessualità: il faticoso cammino alla scoperta della propria identità |