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Come "La Passione di Cristo" intensifica la devozione John J. White The Wanderer 25 marzo 2004 |
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La Passione di Cristo è prima di tutto un aiuto alla devozione. Mel Gibson ha dichiarato la profonda influenza che ha avuto la Dolorosa Passione di Anne Catherine Emmerich sulla sua comprensione della Passione, e di conseguenza, sul suo film. Questo articolo sostiene che la vera misura del successo del film non saranno gli incassi del botteghino, ma piuttosto la sua capacità o meno di ispirare un ritorno alla centralità della Passione e morte di Ns Signore nella pietà pubblica e privata. ----------------------------------- La stampa laica, la Anti-Defamation League e professori universitari cattolici hanno tutti espresso giudizi sulla Passione di Cristo di Mel Gibson, in particolare sulla sua violenza, sull'ipotetica istigazione all' antisemitismo o sulla sua contraddizione su alcuni presunti fatti storici riguardo Ponzio Pilato e i Romani che occupavano la Giudea del 1° secolo. Ma che cosa abbiamo udito del messaggio del film per i cattolici del 21° secolo? Cosa spera di dirci Gibson attraverso il film? La rivista People afferma che uno dei maggiori difetti del film sia la supposizione che lo spettatore conosca la storia. People scrive che il fatto di non fornire il contesto o l'identificazione dei personaggi indebolisce la storia. E' vero che se da una parte Gibson dà per scontato che uno conosca Gesù e la storia della sua morte, dall'altra molti americani non sono consapevoli dei dettagli che Gibson presuppone. La scorsa settimana, uscendo dalla sala cinematografica, ho sentito due teenagers davanti a me domandarsi chi fossero alcuni dei personaggi - erano riusciti a capire chi fosse la Vergine Maria, ma non avevano idea di chi fosse Maria Maddalena e ritenevano che S. Giovanni fosse S. Giuseppe. La mancanza di spiegazione del contesto in cui avvenne la morte di Gesù non è un difetto del film, ma un espediente artistico e religioso. In un certo senso il film è rivolto all'iniziato. Malgrado non sia stata attribuita molta importanza a questo aspetto, il film contiene un messaggio per i cattolici di oggi. Quelli che cercano di giudicare il film così come giudicherebbero un film laico o persino quelli che lo paragonano ad altre rappresentazioni della morte di Gesù fatte negli ultimi 30 anni, non colgono il nocciolo dell'opera. I critici e i cattolici non dovrebbero domandarsi se il film è del tutto accurato da punto di vista storico o se la violenza è eccessiva, piuttosto dovremmo guardare al film inserendolo nel contesto di analoghe meditazioni sulla sofferenza di Cristo che sono state scritte nel corso degli anni. Ci sono stati molti altri film che hanno rappresentato la morte di Cristo; nessuno, tuttavia, ha cercato di usare il cinema come mezzo per esprimere quello che prima d'ora era stato espresso nella scrittura o nel cuore. Il film tenta di essere fedele a quello che per tradizione si conosce delle ultime 12 ore di Gesù, e lo fa in un modo estremamente forte. La Passione di Cristo è prima di tutto un aiuto alla devozione. Gibson ha dichiarato la profonda influenza che ha avuto la Dolorosa Passione di Anne Catherine Emmerich sulla sua comprensione della Passione e, di conseguenza, sul suo film. Il biblista John Dominic Crossan, che difficilmente può essere definito un simpatizzante della tradizione popolare sulla passione di Cristo, ha addirittura suggerito sarcasticamente che la Emmerich, una mistica e stigmatizzata tedesca del 18° secolo, dovrebbe ricevere una nomination della Academy Award per la migliore sceneggiatura. Crossan, così come altri, non coglie il punto centrale; si rifiuta di andare là dove Gibson spera che il film lo conduca. Se Anne Catherine Emmerich fosse nominata per un oscar, questo rappresenterebbe un grande trionfo non solo per Gibson ma per la tradizionale pietà popolare. Questo film è chiaramente il frutto della lettura, della meditazione e della preghiera di Mel Gibson sulla Passione di Ns Signore così com'è presentata dalla Emmerich; è frutto delle sue meditazioni sulle Riflessioni sulle stazioni della Croce, un tempo così popolari, e delle sue considerazioni sui misteri dolorosi del Santo Rosario. Il film ha a che fare molto di più con Alfonso de Liguori che con Martin Scorsese. S. Alfonso scrisse le sue Riflessioni sulle stazioni della Croce più di 200 anni fa. Esse erano le meditazioni di norma usate nelle Chiese Cattoliche durante la Quaresima per i riti settimanali della Via Crucis fino alla fine degli anni '60. S. Alfonso lasciava il cristiano con una profonda consapevolezza della sofferenza fisica e psichica di Gesù e del fatto che ciascuno di noi porta la responsabilità per le ferite di Cristo. Come Gibson mette in evidenza citando Isaia all'inizio del film, il mistero della Passione consiste ne fatto che, nonostante la nostra responsabilità per le ferite di Cristo, è proprio da queste ferite che noi siamo guariti. La Passione di Cristo è il film che S. Alfonso o Anne Catherine Emmerich avrebbero fatto se avessero avuto accesso ai moderni trucchi e effetti speciali. Le volte che Cristo inciampa e cade, Veronica e il suo velo, persino le apparizioni della Madonna nel corso del film, sono tutti elementi tratti da queste fonti scritte. Crossan può sostenere che ci siano elementi nel film che contraddicono le più recenti conoscenze sulla Giudea romana, ma lo scopo di Gibson è di non presentare alcunché che contraddica lo Stabat Mater. Gibson è fedele al Vangelo ed è fedele alla Tradizione. Essendo un' opera di pietà cattolica, dovrebbero essere la Scrittura e la Tradizione a fornire il canone su cui giudicare il film. Le scene scritturali Da quando ho visto il film, 10 giorni fa, ho scoperto che le sue immagini e i suoi suoni sono entrati nella mia preghiera. Ad esempio, quando recito il rosario le mie meditazioni sui misteri dolorosi sono più profonde da quando le immagini di Gibson sono diventate parte della mia preghiera. Un sacerdote con il quale lavoro ha visto il film la scorsa settimana. Mi ha raccontato che al momento della consacrazione nella Messa del venerdì, il ricordo delle immagini del film gli ha fatto provare una profonda gratitudine per le sofferenze di Cristo e lo spargimento del Suo Preziosissimo Sangue. Sin dall'inizio del film mi sono accorto di riconoscere non solo la storia, i personaggi e i dialoghi, ma anche gli stessi luoghi e lo stesso panorama. Il film rievoca non solo degli eventi storici ma eventi resi reali attraverso la nostra preghiera. Nei suoi Esercizi Spirituali S. Ignazio di Loyola dà istruzioni su come partecipare in ciò che lui chiama la "composizione del luogo", uno dei preludi alla preghiera. Dopo aver ricreato la scena nella propria mente, chi prega deve entrare nella scena di cui parla la Scrittura come se lui stesso facesse parte dell'episodio. C'erano diverse scene in particolare che sembravano tratte dalle mie esperienze personali di preghiera sulla Passione secondo il metodo ignaziano. La scena in cui gli sguardi di Pietro e Gesù si incontrano quando Gesù viene portato via e il gallo canta non era solo familiare, ma era esattamente come me l'ero immaginata quando l'episodio del rinnegamento di Pietro era stato il tema della meditazione. Sì, Gesù mi ha dato quello stesso sguardo che diede a Pietro. Anche la scena sotto la croce quando Gesù affida Sua Madre a Giovanni era praticamente identica a quella che avevo sperimentato nella mia preghiera. Io ho rinnegato Gesù e io ho preso Sua Madre nella mia casa. Anche il violento trattamento ricevuto da Ns Signore era più familiare di quanto mi aspettassi. Quando si prega il rosario ci vogliono alcuni minuti per dire il Padre Nostro e 10 Ave Maria meditando sul secondo mistero doloroso, la flagellazione. Un cristiano con una vivace immaginazione spirituale creerà nella sua mente, meditando questo mistero, una scena non dissimile dalla flagellazione mostrata nel film. Tuttavia People riporta la critica di Suor Mary Boys dell' Union Theological Seminary che non condivide la rappresentazione della flagellazione mostrata dal film poichè, andando oltre la semplice esposizione della Scrittura, avrebbe lo scopo di fornire un " lungo e crudo" dettaglio della flagellazione. Hollywood, la stampa laica e critici cattolici come Suor Boys che condannano la realistica violenza del film non riescono a riconoscere che una vivida presentazione delle ferite di Cristo viste con l'occhio della mente durante la meditazione è sempre stata interpretata dagli autori spirituali come una grande grazia per l'orante. La grazia è un dono gratuito; non sempre è un dono facile da sostenere. Al lancio del film c'è stata una diatriba sul fatto che il Santo Padre lo abbia visto o no e se, eventualmente, abbia veramente detto: "It is as it was." (è proprio quello che avvenne). Questa dichiarazione gli è stata attribuita in un primo momento e poi è stata sconfessata dal Vaticano. Se il Papa ha visto il film, e se ha rilasciato quella dichiarazione, la reazione negativa della stampa fornisce un ulteriore esempio che i critici del film non riescono a cogliere il contesto nel quale un cattolico dovrebbe viverlo. "E' proprio quello che avvenne" non è un avallo commerciale del film come quello dell'atleta che sponsorizza un dopobarba; è la risposta logica che darebbe qualunque fedele cristiano che abbia speso del tempo meditando sui misteri grazie ai quali si è realizzata la nostra salvezza. Meditazioni anacronistiche Le difficoltà lamentate da Suor Boys riguardo al film servono a illustrare un altro messaggio che il film cerca di trasmettere. Coloro che sono stati educati alla fede cattolica dopo il Concilio Vaticano II sono stati indotti a sottovalutare la Passione e a rimpiazzare il Gesù della Passione con il Gesù che è nostro amico e fratello e che ci ama. Si è enfatizzata la Sua presenza in mezzo a noi piuttosto che la sua sofferenza. Invece di accompagnare Gesù nel suo tremendo viaggio per Gerusalemme ci sono stati dati libri che ci dicevano di domandare Stai camminando con me, Gesù? Era Gesù ad accompagnarci nel viaggio della nostra vita e non viceversa. Nei suoi anni passati all' Institute for Religious Education presso il Boston College, Suor Boys era in prima linea fra coloro che cercavano di rimuovere il corpo martoriato di Gesù dal centro della nostra vita spirituale. Le realistiche meditazioni sulla Passione e il senso di responsabilità personale per le sofferenze di Cristo divennero anacronistiche. Ci mettevano a disagio nella nostra società, così furono dismesse come reliquie di un' epoca meno illuminata in cui si supponeva che la Chiesa manipolasse l'immagine di Gesù per farci sentire colpevoli. Non solo le stazioni della croce, ma furono messe da parte anche le devozioni alle piaghe di Cristo, ai sette dolori della Vergine e persino al Preziosissimo Sangue di Ns Signore. In teoria queste devozioni avrebbero dovuto essere rimpiazzate da una rinnovata enfasi sull'insegnamento di Cristo e sulla sua risurrezione. In pratica, tuttavia, la scarsa attenzione sulla morte di Cristo quale soddisfazione e propiziazione dei nostri peccati spesso ha contribuito ad annacquare il messaggio di Gesù, ha portato ad un'errata teologia della Messa, ad un atteggiamento irriverente verso il Santissimo Sacramento o ad una decisa incredulità nella Reale Presenza e nella Messa quale sacrificio del Calvario. Uno spirito di riparazione La terribile scena dopo la flagellazione quando le due Marie si gettano in ginocchio sul pavimento di pietra per recuperare il sangue di Gesù con panni di lino dopo che Gesù è stato trascinato nel suo stesso sangue è stata una delle parti più toccanti del film, ed era una scena che si riferiva all'eucarestia tanto quanto il flashback dell'ultima cena. La mia mente è tornata alla mia giovinezza quando un'ostia o una goccia del calice che cadeva sul pavimento era un disastro liturgico che doveva essere pubblicamente mondato, amorevolmente, anche dolorosamente e secondo una dettagliata rubrica. La riverenza con cui un incidente veniva rimediato non lasciava alcun dubbio che ciò che cadeva sul pavimento era veramente il Corpo e il Sangue di Ns Signore. S. Alfonso nelle sue Visite al Santissimo Sacramento ci spinge a introdurre nelle nostre visite uno spirito di riparazione per gli oltraggi commessi contro il Santissimo Sacramento. Tantissimi, gli ultimi 40 anni hanno fornito un catalogo degli oltraggi contro il Santissimo Sacramento. Quella scena silenziosa della Vergine Maria che sommessamente asciuga il Sangue di suo figlio dal pavimento è un forte grido per la riparazione. Se la Passione di Cristo è principalmente un'opera di devozione, la vera misura del suo successo non sarà il box office e neanche l'Academy Award, ma piuttosto se ispirerà o meno un ritorno alla centralità della Passione e morte di Ns Signore nella pietà pubblica e privata. Non è facile dire se un regista contemporaneo possa o no rendere i sentimenti di grandi santi e dottori della Chiesa, ma credo che questo sia ciò che Gibson si è proposto di fare. La Passione di Cristo può rivelarsi la più importante opera di teologia ascetica degli ultimi 100 anni. Il semplice fatto che noi arriviamo a considerarla in questi termini è indice che il film ha la possibilità di ottenere una legittima e durevole grandezza. (Il Dr. White è presidente del dipartimento di Storia, St. Sebastian School, Needham, Mass.) |