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La madonna di Medjugorje: cronache di un miracolo Assuntina Morresi
Il libro-inchiesta di Antonio Socci sulle apparizioni della Vergine che si susseguono oramai da ventiquattro anni - Il Giornale dell'Umbria 27.4.2005 |
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Si legge tutto d’un
fiato, e mentre le pagine scorrono veloci un pensiero si fa sempre più
pressante: se questa storia è vera, allora cambia tutto. Stiamo parlando di
“Mistero Medjugorje”, l’ultimo libro di Antonio Socci, edito da
Piemme. E’ un’inchiesta
giornalistica su quanto sta avvenendo a Medjugorje, paesino della Bosnia
Erzegovina, dove Vicka, Jakov, Ivanka, Mirjana, Marja e Ivan dal 1981
dicono di vedere e parlare con Accolto con evidente
imbarazzo dalla stampa, che inizialmente gli ha dedicato poche
segnalazioni, è già in vetta alle classifiche di vendita per
l’incredibile passaparola che ne ha immediatamente seguito l’uscita in
libreria. Imbarazzo, dicevamo, e
a ragione: il libro è semplicemente disarmante, non dà nulla per
scontato, non si rivolge ai credenti in particolare, non indulge al
miracolistico. Narra dei fatti. Constatabili da chiunque. Si inizia con un
racconto vivido e dettagliato dei primi dieci giorni delle apparizioni,
dal 24 giugno al 3 luglio 1981. Sorpresa, gioia, incredulità, ma anche
pericoli e persecuzioni, ogni evento pienamente documentato. C’è tutto
in quei primi giorni, e la penna vivacissima di Socci ci fa correre con i
ragazzi sulla collina, ci fa scappare dalla polizia, ci fa pregare, ci fa
aspettare, e vorremmo tanto essere stati lì anche noi, in quell’inizio
semplice e sconvolgente. Fin da subito, i tre
elementi che accompagnano tutta l’inchiesta. Innanzitutto, il
continuo irrompere del soprannaturale nella semplice quotidianità della
vita. In fondo in fondo, di questi tempi non lo riteniamo possibile: nel
migliore dei casi al soprannaturale è associata l’idea di qualcosa di
nemico, e per lo meno di inquietante, perché non conoscibile. Invece qui
è qualcuno di conosciuto che ti viene incontro e che cambia la vita. In secondo luogo, l’attenzione
non è sui veggenti: pur parlando di loro, sono paradossalmente in ombra.
La protagonista è Lei, Infine, è sempre
presente il popolo di Dio: le famiglie, i conoscenti, gli amici dei
ragazzi, e poi gli abitanti dei villaggi vicini, e via via i milioni e
milioni di persone che da tutto il mondo in questi 23 anni hanno raggiunto
Medjugorje, e spesso vi si sono convertiti. “Cari figli, voglio
che comprendiate che Dio ha scelto ognuno di voi nel suo piano di salvezza
per l’umanità. Voi non potete capire quanto grande sia la vostra
persona nel disegno di Dio (25.1.1987). Tramite voi desidero rinnovare il
mondo (25.10.1996).” E’ sempre chiaro che
la vicenda non riguarda appena i veggenti. Le apparizioni di
Medjugorje sono quelle scientificamente più studiate, proprio per la
lunga durata, e Socci ne riferisce ampiamente. Le risposte delle tante
commissioni, dei numerosi e diversissimi esperti chiamati a dare un parere
sulla vicenda – compresi quelli incaricati dal regime comunista
yugoslavo degli anni ’80, certamente non incline a riconoscere una
presenza così invadente della Madonna -
sono concordi: i ragazzi sono sani, non mentono, stanno veramente
assistendo a fenomeni inspiegabili, che li coinvolgono personalmente. Quel
che convince sulla verità di quanto accade non è tanto la pur abbondante
e disponibile documentazione scientifica, ma la semplice considerazione
che sarebbe impossibile che sei ragazzi – ed il più piccolo nel 1981
aveva 10 anni – riescano per 23 anni a sostenere una tale menzogna,
senza mai essere scoperti né cadere in contraddizione, e soprattutto
cambiando la propria vita in maniera innaturale per la loro età: ore di
preghiera, anche notturna, digiuno, ritmi di vita sconvolti. Una commedia
oggettivamente insostenibile. La parte centrale del
libro riguarda l’aspetto profetico delle apparizioni: Medjugorje è la
continuazione e il compimento di Fatima. Si parla del terzo segreto di
Fatima e se ne commentano gli eventi storici che vi si possono collegare
– l’attentato al Papa, la caduta del feroce regime comunista – e si
dà, ovviamente, un grande spazio ai dieci segreti consegnati ai veggenti
di Medjugorje. “ Il terzo segreto sarà
questo segno, bello, mentre il nono e il decimo sono gravi. C’è quasi un’aria
da fine dei tempi. Nella lettura, però, non è la cupezza dei pericoli
che incombono a prevalere, ma “Avete dimenticato
che con la preghiera e il digiuno, potete allontanare la guerra,
sospendere le leggi naturali”, dice E’ forse questo
l’aspetto che più potrebbe lasciar perplessi. Ma i continui riferimenti
alle apparizioni di Fatima, ufficialmente riconosciute dalla Chiesa anche
nel loro aspetto profetico, ed a tutte quelle “coincidenze” di date e
fatti, riguardanti specialmente la caduta del comunismo, fanno pensare. E
quel proiettile fatto incastonare da Giovanni Paolo II nella corona della
statua della Madonna di Fatima, dice più di ogni altra cosa quanto sul
serio il Papa abbia preso in considerazione i messaggi affidati, allora, a
Suor Lucia. E’ così irragionevole prendere in considerazione la
possibilità che qualcosa di vero ci sia, o
forse anche di più di qualcosa, nei segreti dei sei veggenti? La terza parte del
libro è una sorpresa. Socci spiega perché ha scritto il libro, dando
ragione della sua speranza, della speranza su cui poggia la propria vita. Il mondo è in pericolo, perché ha dimenticato Dio. Una Madre viene in soccorso dei propri figli, invitandoli a cambiar vita. E se fosse tutto vero
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