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La
subcultura che uccide i giovani
Carlo Climati Articolo
pubblicato sul quotidiano “Il Giornale d’Italia” (12 maggio 2001) |
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Che
cosa è cambiato nel rapporto tra i giovani e la violenza? Perché i giornali
riportano così spesso notizie di fatti di sangue con protagonisti dei ragazzi?
Nel mio ultimo libro, “I giovani e l’esoterismo”, pubblicato con le
Edizioni Paoline, ho cercato di spiegare il fenomeno della violenza giovanile
partendo dall’influenza di certi spettacoli sugli adolescenti. Oggi,
purtroppo, il sangue e la brutalità sembrano trionfare in molti film, cartoni
animati e videogiochi. Il fatto sorprendente è che certe immagini sanguinarie
sembrano essere apprezzate dai giovani. Invece di provare disgusto, molti
ragazzi si appassionano alla rappresentazione di torture ed omicidi. La vista
del sangue non li turba. Anzi, li attrae. Esistono
perfino dei siti Internet che confezionano film di morte “su ordinazione”. I
giovani possono inviare la loro storia via e-mail e richiedere la messa in scena
di un particolare tipo di omicidio, più o meno violento e sanguinario.
Riceveranno la videocassetta a casa, per pochi dollari. Ovviamente,
i protagonisti di questi film non muoiono per davvero. Ma le immagini sono
ugualmente inquietanti, soprattutto se si pensa che sono dei ragazzi a
richiederle. Tutto
questo è il segnale di un pericoloso rovesciamento culturale. E’ una metafora
dei nostri tempi. Viviamo, sempre di più, in un mondo “al contrario”, dove
la morte e la violenza, invece di impaurire, diventano elementi d’attrazione
per i ragazzi. Uno
dei simboli del satanismo è la croce rovesciata, che simboleggia l’idea di un
mondo anticristiano, in cui i valori si capovolgono. Un certo tipo di cinema,
negli ultimi anni, si è mosso
nella stessa direzione. Ha rovesciato il comune senso del buon gusto, proponendo
il culto della violenza e del sangue. Tra
l’altro, l’esagerata presenza di scene sanguinarie nel cinema di oggi
dimostra anche una grande povertà di idee. Nonostante ciò, molti ragazzi sono
attratti dal filone “horror” americano, che mischia l’esoterismo con scene
raccapriccianti. Oltre ai normali film proiettati sul grande schermo, esiste un
gran numero di videocassette che i giovani possono comprare o affittare. Tra
i film sanguinari degli ultimi anni, il più famoso è certamente
“Nightmare” (Incubo), del regista Wes Craven, con protagonista il mostruoso
assassino Freddy Krueger (interpretato da Robert Englund). Racconta la storia di
un maniaco che si manifesta attraverso gli incubi dei ragazzi, dilaniando i loro
corpi con la sua mano ad artiglio. “Nightmare” ha avuto un successo talmente
grande che, dopo il primo film, ne sono stati prodotti altri sei, più una serie
televisiva. L’aspetto
più inquietante di queste pellicole è che il male non viene mai sconfitto
definitivamente. Alla fine di ogni storia, riaffiora sempre. Il mostro Freddy
Krueger viene puntualmente ucciso in ogni film. Ma poi, risorge ed è pronto ad
uccidere di nuovo. Il
messaggio lanciato ai giovani dalla serie Nightmare è profondamente pessimista.
Spinge a credere che il male non si possa sconfiggere una volta per tutte. E’
un concetto radicalmente anticristiano. L’idea della continua
“resurrezione” dell’assassino Freddy Krueger (e quindi, del male) sembra
voler prendere il posto dell’unica e vera resurrezione, che è quella
annunciata da Gesù. Sembra voler rappresentare la vittoria del pessimismo
sull’ottimismo del Vangelo. Purtroppo,
l’argomento del male che ritorna è presente in molti altri film sanguinari.
Lo stesso regista di Nightmare, Wes Craven, ha realizzato la serie “Scream”
(Urlo), in cui si ripropone il tema dell’assassino misterioso che uccide senza
pietà. In questo caso, il killer attacca principalmente le studentesse, dopo
averle molestate per telefono. La
serie cinematografica Scream, che si compone di tre episodi, è caratterizzata
dalla partecipazione di attrici molto carine, popolarissime i ragazzi. Fra
queste: Neve Campbell, Drew Barrymore, Courteney Cox e Sarah Michelle Gellar (la
protagonista del telefilm “Buffy”). Le
vittime preferite di questi mostruosi assassini sono spesso dei giovani. In
“Venerdì tredici”, diretto da Sean Cunningham, l’assassino colpisce
soprattutto gli adolescenti. Uccide in modo brutale e si nasconde dietro una
maschera da hockey. Anche in questo caso, il successo del primo film è stato
talmente grande da ispirarne altri otto, tutti ugualmente violenti e sanguinari. Il
pubblico sembra quasi affezionarsi in maniera morbosa a questi spietati
assassini cinematografici, che risorgono puntualmente e tornano a colpire. I
giovani non si accontentano di vederli in un solo film. Desiderano che uccidano
ancora, in modo originale e diverso. E i produttori, interessati a far soldi, li
accontentano sfornando centinaia di pellicole con contenuti macabri e violenti.
Ancora una volta, è il “dio denaro” a decidere. |