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MASSONERIA
E CHIESA
CATTOLICA Andrea
Menegotto |
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I pronunciamenti magisteriali sulla
massoneria sono in totale 586. Il primo documento risale al 28 aprile 1738,
quando Papa Clemente XII, con la Lettera apostolica In eminenti, mette in guardia i credenti contro tale organizzazione.
L'Humanum genus di Leone XIII, invece,
adotta un'impostazione di carattere sociologico poiché descrive le ricadute
filosofiche e morali della massoneria in un contesto segnato dall'indifferentismo
religioso. La massoneria viene condannata perché veicola il trionfo del
relativismo ed è volta a distruggere l'ordine religioso
e sociale nato dalle istituzioni cristiane e a creare un nuovo ordine a suo
arbitrio. La seconda fase del Magistero pontificio
sulla massoneria può essere circoscritta al periodo che va dall'inizio del
Pontificato di Pio X - nel 1903 all'apertura del Concilio Vaticano Il nel 1962. Durante questo periodo la condanna della
massoneria e la scomunica per chi ne fa parte viene codificata dal Codice
di Diritto Canonico (canone 2335) promulgato da Papa Benedetto XV nel 1917 e
dalle Costituzioni sinodali del Primo Sinodo Romano (articolo 247),
indetto da Papa Giovanni XXIII nel 1960. Dal Concilio Vaticano II al 1983 il
Magistero non nomina più la massoneria; la Sacra Congregazione per la Dottrina
della Fede interviene nel 1981 solo per una rettifica circa alcune
interpretazioni date ad una lettera riservata indirizzata ad alcuni episcopati e
divenuta di pubblico dominio. Nel 1983 il nuovo Codice
di Diritto Canonico, canone 1374, prevede che sia punito chi
dà il nome ad una associazione che complotta contro la Chiesa. Il fatto che questo canone non menzioni
direttamente la massoneria è stato interpretato come un'abolizione della
scomunica. In realtà, il 26 novembre 1983 una Dichiarazione della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede
conferma che rimane immutato il giudizio della Chiesa circa le associazioni
massoniche e, dunque, l'iscrizione ad esse rimane proibita sotto pena di
esclusione dai sacramenti. Infine,
in un articolo apparso sul "L'Osservatore
Romano" del 23 febbraio 1985, intitolato "Inconciliabilità
tra fede cristiana e massoneria", viene fornita una motivazione
ufficiosa della reiterata condanna del 1983. Questo scritto, in particolare,
sottolinea che, anche nel caso in cui non vi siano espliciti risultati ostili
alla fede cattolica, il metodo massonico è sempre incompatibile con la stessa, in
quanto esso si fonda su una concezione simbolica relativistica, del tutto
inaccettabile per un cristiano al quale è cara la sua fede.
per approfondire: Che cos'è la massoneria? - Massimo Introvigne
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