|
|
La meditazione trascendentale Raffaella Di Marzio |
|
|
STORIA Da questo momento in poi, dunque, la MT viene presentata semplicemente come una tecnica grazie alla quale sarebbe possibile ottenere benefici immediati di vario genere. E’ questo il periodo di maggior successo per Maharishi. Nel 1975 viene fondata L’ Università Europea di Ricerca Maharishi (M.E.R.U.) in Svizzera. Il movimento, grazie alla sua apparente aconfessionalità, cerca di ottenere finanziamenti pubblici e, negli Stati Uniti, comincia a diffondersi anche nelle scuole pubbliche, nell’esercito e in altri enti. In seguito a questa diffusione, e a causa delle proteste di gruppi protestanti evangelici, nel 1978 una Corte Federale dichiara che la MT è, in realtà, una pratica religiosa e che non può essere insegnata nelle scuole pubbliche.
In Italia, secondo i dati dell’ Enciclopedia delle Religioni in Italia, la MT
è diffusa in 30 centri. Da circa due anni le cronache locali si stanno
occupando della MT dopo che il movimento ha presentato un progetto per la
costruzione della Maharishi Vedic University in Italia. Il progetto prevede una
costruzione imponente (si parla di seimila metri cubi) a Poggi di Baschi (TR).
Un certo numero di abitanti della zona ha costituito un comitato per opporsi
alla costruzione, mentre alcune forze politiche ne hanno caldeggiato la
realizzazione. Sembra che, attualmente, la MT abbia ottenuto dal Comune la
necessaria concessione e si prevede l’apertura del Campus per il 2003.
Alla Meditazione Trascendentale si affianca la MT-Sidhi. La parola "sidhi"
significa perfezione e ciascuna delle procedure adottate dal programma di
MT-Sidhi ha lo scopo di “portare verso stati di coscienza sempre più elevati
- autorealizazzione o perfezione attivando potenziali creativi straordinari come
la capacità di volare o di conoscere il passato e il futuro”. Secondo uno studio di François M. Dermine pubblicato in “Sette e Religioni”, tali legami si ritrovano nel retroterra spirituale di Maharishi, nei riferimenti al Vedantismo, allo yoga e ad alcune pratiche e credenze legate a quella tradizione. Lo scopo della MT è l’unione dell’uomo con l’Essere identificato con Dio. Secondo la tradizione Sankara dell’induismo vedantico, che il Guru dev (Il Divino Insegnante) di Maharishi insegnava nel monastero di Jyotyr Math, il mondo è solo illusione (Maya), tutto è illusione e tutto deve essere trasceso per sperimentare la pura unità tra il sé e Brahman che è l’Assoluto ”senza qualità”. Il fine dell’attività religiosa culmina nell’esperienza che consente all’uomo di prendere coscienza dell’identità del Sé e di Dio, dell’atman e del Brahman.
Secondo la MT il modo per superare l’illusione (maya) ed entrare nella
conoscenza della realtà è lo yoga. Questo è quanto afferma lo stesso
Maharishi nel suo libro “Bhavagad Gita”: “lo Yoga , il sentiero
dell’unione è il cammino diretto per sperimentare la natura essenziale della
Realtà” e definisce la pratica dello Yoga come quella che consente alla mente
di acquisire ”lo stato di intelligenza cosmica, quello stato illuminato
dell’Essere universale che è all’apice dell’evoluzione”. Lo yoga della
MT è lo yoga che consente, dunque, di arrivare alla conoscenza, alla
liberazione del sé e all’unione con Dio.
Nella MT ci sono anche altre credenze e pratiche che riconducono la tecnica alla
religione indù: innanzitutto la dottrina della reincarnazione alla quale
Maharishi si rifà nel suo libro “La Scienza dell’essere e l’arte di
vivere”. Lo stesso mantra, conferito durante la “puja” (cerimonia
religiosa tipicamente induista) che sarebbe “neutro”, in realtà è
l’insieme di nomi di divinità indù che la persona deve ripetere per 40
minuti al giorno in una forma molto vicina a quella di una giaculatoria. Poiché queste affermazioni chiamano in causa la scienza, vanno sottoposte a verifiche scientifiche. Per questo motivo Randi, nel suo articolo, esamina alcune dichiarazioni della MT e le confuta. Durante la recitazione del “mantra”, per esempio, la percentuale di ossigeno consumato dai soggetti trascendentalisti in stato di trance non è significativamente inferiore rispetto a quella consumata da soggetti normali che ascoltano musica a basso volume, come afferma la MT. Di conseguenza, la quantità di ossigeno consumata durante la recitazione del mantra “non può essere considerata un fattore determinante per stabilire la validità scientifica della filosofia in questione”. Anche il minore consumo di biossido di carbonio durante la meditazione è un fatto che, secondo Randi, ha la sua spiegazione scientifica, poiché di tratta dell’effetto comune dovuto a un minor assorbimento di ossigeno. Un effetto simile al rilassamento prodotto dalla MT può essere provocato dall’ ascolto della musica; le onde cerebrali, registrate durante la meditazione, hanno le stesse caratteristiche di quelle che si producono durante lo stato di sonnolenza; la maggiore capacità degli studenti della MT di isolarsi dai rumori può essere raggiunta e superata da studenti di yoga. Tutto, secondo Randi, è spiegabile con teorie fisiologiche tradizionali che mostrano il modo in cui funzionano mente e corpo. Randi non considera attendibili neanche i risultati delle ricerche che proverebbero l’efficacia dell’“Effetto Maharishi”. Secondo le ricerche presentate dall’organizzazione nelle comunità dove l’1% della popolazione si dedica alla MT, si verificherebbe un miglioramento della qualità generale di vita, diminuirebbero la criminalità e gli incidenti stradali. In seguito a riscontri effettuati nei luoghi citati dalla MT Randi conclude che, per esempio, nella comunità di Santa Barbara gli effetti benefici attribuiti a Maharishi coincisero con alcune misure repressive adottate dalla polizia contro i consumatori di droghe pesanti (autori dei reati che effettivamente diminuirono in quel periodo).
Per quanto riguarda la presunta “levitazione” ottenuta grazie alla MT, Randi
afferma che non è stata fornita la minima prova che essa si sia mai verificata,
così come non ci sono prove del fatto che alcune persone siano diventate
invisibili o abbiano acquisito conoscenze straordinarie che prima non avevano.
La conclusione a cui giunge Randi nel suo articolo è che “nonostante i
presunti effetti benefici della MT molta gente continua a morire in modo
violento in tutto il mondo”, e, servendosi di un triste paradosso, egli
ricorda che, proprio nel 1978, anno in cui, secondo le previsioni di Maharishi,
”ogni nazione diventerà invincibile” si è verificato il tristemente famoso
suicidio di massa nella Guyana. Se Randi riferisce esattamente le parole di
Maharishi, allora si potrebbe concludere che la MT, almeno sul suo fondatore,
non ha prodotto gli effetti sperati.
O forse, i seguaci di Maharishi ci diranno che quel massacro avvenne perché la
setta di Jim Jones non praticava la Meditazione Trascendentale? Con l'espressione "metodi orientali" s'intendono metodi ispirati all'induismo e al buddismo, come lo "Zen" o la "meditazione trascendentale" oppure lo "Yoga". Si tratta quindi di metodi di meditazione dell'estremo oriente non cristiano, che non di rado oggi sono adoperati anche da alcuni cristiani nella loro meditazione. Gli orientamenti di principio e di metodo contenuti nel presente documento intendono essere un punto di riferimento non solo in relazione a questo problema, ma anche, più in generale, per le diverse forme di preghiera oggi praticate nelle realtà ecclesiali, in particolar modo nelle associazioni, movimenti e gruppi.
[…] Con l'attuale diffusione dei metodi orientali di meditazione nel mondo
cristiano e nelle comunità ecclesiali, ci troviamo di fronte ad un acuto
rinnovarsi del tentativo, non esente da rischi ed errori, di fondere la
meditazione cristiana con quella non cristiana. Le proposte in questo senso sono
numerose e più o meno radicali: alcune utilizzano metodi orientali solo ai fini
di una preparazione psicofisica per una contemplazione realmente cristiana;
altre vanno oltre e cercano dì generare, con diverse tecniche, esperienze
spirituali analoghe a quelle di cui si parla in scritti di certi mistici
cattolici; altre ancora non temono di collocare quell'assoluto senza immagini e
concetti, proprio della teoria buddista, sullo stesso piano della maestà di
Dio, rivelata in Cristo, che si eleva al di sopra della realtà finita e, a tal
fine, sì servono di una "teologia negativa" che trascende ogni
affermazione contenutistica su Dio, negando che le cose del mondo possono essere
una traccia che rinvia all'infinità di Dio. Per questo propongono di
abbandonare non solo la meditazione delle opere salvifiche che il Dio
dell'antica e della nuova alleanza ha compiuto nella storia, ma anche l'idea
stessa del Dio uno e trino, che è amore, in favore di un'immersione
"nell'abisso indeterminato della divinità"
Sullo stesso argomento: Anni interi passati sotto anestesia - Testimonianza di G. M. |