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Osho Alessandro Olivieri PennesiTratto da "La Salette" N° 4 Luglio - Agosto 2001 |
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ORIGINE Questo movimento religioso prende il nome dal fondatore: Bhagwan Shree Rajneesh (1931-1990) che negli ultimi anni della sua vita prese il nome di Osho. Rajneesh era nato a Kuchwada (India centrale) da genitori commercanti di religione giainista, ma ricevette l'educazione dai nonni; l'esperienza della lenta malattia e della morte del nonno segnarono profondamente l'animo del bambino che progressivamente ossessionato dalla morte, passava intere notti nel crematorio nei pressi della sua casa. All'età di ventuno anni visse una esperienza di "illuminazione" durante la quale egli afferma che si sentì "come impazzire di beatitudine". Laureatosi in filosofia si dedica all'insegnamento. Dal 1964, allo scopo di ridestare l'umanità dal torpore spirituale nella quale era caduta inizia ad organizzare Campi di Meditazione. Nel 1966 abbandona la carriera universitaria e alla fine degli anni Sessanta si stabilisce a Bombay fondando un ashram, o "comunità spirituale" stabilitasi poi nel 1974 a Poona dove Rajneesh prese il nome di Bhagwan (Dio), mentre l'espressione Shree significa Signore. L'ashram, di Poona poteva ospitare fino a 300 residenti, mentre più di 7000 persone , devoti occidentali, vivevano nelle vicinanze della comune. Fu in questo periodo che il Maestro indiano si acquistò pessima fama di "guru del sesso" a motivo dei suoi insegnamenti sull'importanza di esprimere liberamente i propri impulsi sessuali e per i gruppi di terapia in atto. Nel 1981 i suoi devoti americani acquistarono un ranch nell'Oregon. L'esperienza statunitense si concluse dopo vicende alterne con il suo arresto e l'estradizione. Tornato di nuovo a Poona crea alla fine degli anni Ottanta una sorta di "laboratorio di crescita "che continua ad attirare ancora "nomadi spirituali" da ogni continente. La morte di Osho non ha segnato la dissoluzione del suo movimento. Piuttosto, dopo la crisi nella seconda metà degli anni Ottanta, si assiste ad una nuova fioritura dell'organizzazione da lui fondata.
STRUTTURA Osho ripetutamente affermò che non avrebbe
eletto un suo successore per sostituirlo dopo la sua scomparsa: considerava
infatti ogni suo devoto come suo successore. Tuttavia, poco prima di morire,
nominò un consiglio di 21 persone preposto al funzionamento e
all'amministrazione dell'opera da lui lasciata. Il movimento oggi conta più
di 20 centri di meditazione sparsi nel mondo. L'influsso odierno di Rajneesh
lo si deve principalmente ai suoi libri che sono letti da molti aderenti del
New Age e dai seguaci di Osho.
DOTTRINA Uno dei leader spirituali del movimento in
Italia, Majid Valcarenghi, afferma che i tratti specifici del pensiero di Osho
sembrano essere sostanzialmente tre:
ASPETTI CONTROVERSI Ciò che apparentemente nelle comuni di Osho si vuole ottenere è l'abbattimento delle barriere emotive e dei blocchi psicologici, in realtà si tratta di maldestri esperimenti sugli stati mentali. La cosiddetta liberazione della persona è stata per alcuni la disintegrazione della personalità. Le numerose tecniche che Rajineesh ideò si sono rivelate in diversi casi la causa di perdita di personalità. Ex devoti del guru affermano di casi di persone (professionisti, avvocati, architetti, insegnanti) viste vagare in evidente stato confusionale per le strade di Poona e di ricovero in clinica psichiatrica di decine e decine di devoti ogni anno.
IL PENSIERO DELLA CHIESA "I frutti dello Spirito sono
inconfondibili", diceva san Paolo, aggiungendovene un elenco
verificabile: 'carità, gioia, pace, pazienza, benignità, bontà, fedeltà,
dolcezza, temperanza' (Gal 5,22). In questa luce il discernimento si potrebbe
semplicemente descrivere come l'arte di giudicare le radici in base alla
durevolezza dei frutti.
IN SINTESI
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