Metodologia di approccio a pratiche terapeutiche alternative: il reiki

Dr. Walter Versini

Tratto da "Competenza e compassione" - Luglio 1996

 

Le cosiddette "medicine alternative" sono un numeroso insieme di dottrine e metodi terapeutici accomunati fondamentalmente dalla loro estraneità alla medicina scientifica. In questa sede ho preferito il termine "pratiche terapeutiche alternative" (pta) per includere anche quelle che prescindono dalla necessità della figura del medico e mancano di un "sapere medico" preciso e dettagliato

L'impressionante diffusione di tali pratiche in occidente, negli ultimi anni, anche se per un verso può essere vista come reazione ad una medicina sempre più tecnologica, fredda, impersonale, deve essere inquadrata nel più ampio fenomeno dell'emergere della cosiddetta post-modernità. Si deve riconoscere che le pta, oltre a costituire un interrogativo ed una sfida per la metodologia della scienza, pongono seri problemi sotto molteplici punti di vista.

Da un punto di vista medico esse possono disorientare, illudere, e talora causare danni anche molto gravi, inducendo ad interrompere terapie efficaci. Anche da un punto di vista psicologico non manca il riscontro di effetti negativi. Dal punto di vista cristiano, che è quello in cui mi pongo in questo intervento, il problema consiste nel fatto che assai frequentemente le pta sono inserite nel mondo - indubbiamente complesso e proteiforme, ma nella sua essenza anticristiano - della New Age.

Molti cattolici, anche impegnati, sono attirati dalle pta riconoscendo in esse degli aspetti positivi, come l'attenzione all'individuo, e giudicano inoltre che l'approccio olistico al malato sia più compatibile con una concezione spirituale dell'uomo di quanto non lo sia il materialismo e meccanicismo che impronta la medicina scientifica. Resta comunque un dato incontestabile che spesso le pta, insensibilmente (vero cavallo di Troia), sono portatrici di una visione del mondo e dell'uomo che non è quella cristiana.

L'autorevole studioso Introvigne, citando il "New Age Almanac" di J.G. Melton e coll., così sintetizza il problema: "Molte persone interessate all'una o all'altra delle medicine alternative non sono new ager, e non si deve concludere in modo troppo affrettato che chiunque si interessi a una forma di medicina non ortodossa condivida l'ideologia New Age. Tuttavia, è anche vero che durante gli anni 1970 il fenomeno della New Age e il movimento della medicina olistica si sono confusi a un punto tale che è difficile, se non impossibile, per un osservatore tracciare una linea che li divida. E' evidente che condividono una serie di premesse ideologiche. E' ugualmente evidente che i portavoce del New Age considerano la medicina olistica come una componente tra le più importanti della loro corrente, e che i professionisti della medicina olistica guardano con interesse alla New Age sia come corrente dove trovano simpatie e sostegno, sia come ambiente dove trovano una clientela che assicura loro il successo professionale".

Emerge dunque l'urgenza di un discernimento cristiano sulle pta: nel mio intervento vorrei proporre alcune considerazioni orientative in tale direzione, consapevole della complessità e delicatezza del problema, dei molti aspetti ancora non chiari, ma anche convinto che proprio questa mancanza di chiarezza imponga dei seri tentativi di messa a fuoco.

 

Quali criteri?

Trattandosi di un discernimento cristiano, è chiaro che la prima e l'ultima parola spettano ai pastori della Chiesa. Dobbiamo allora attendere che il magistero si pronunci su ciascuna delle numerosissime pta? E nel frattempo, ritenere ammesso tutto, in quanto non è stato condannato? Dobbiamo anzitutto ricordare che esistono dei criteri di giudizio morale fondamentalissimi, che non possono non applicarsi anche a questo problema: il rispetto della persona, il rispetto della verità, i dieci comandamenti, e così via.

Io ritengo inoltre che il magistero possa esercitare il suo servizio di guida del popolo cristiano anche semplicemente indicando dei criteri di discernimento generali, che consentano di giudicare correttamente di ogni caso particolare: è questo ad es. il metodo seguito nella "Orationis formans" per il discernimento sui metodi di meditazione di derivazione orientale.

Ora, esiste un pronunciamento del magistero, molto autorevole benché molto sintetico, che può fornirci una traccia sicura per valutare le pta. Si tratta di una frase del n. 2117 del Catechismo della Chiesa Cattolica; è importante notare anche il contesto, che è quello dei peccati contro il primo comandamento: superstizione, divinazione, magia. Dopo aver condannato "tutte le pratiche di magia e stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute", il testo dice:

"Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima nè l'invocazione di potenze cattive, nè lo sfruttamento della credulità altrui".

Mi pare che da questo testo si possano trarre alcune indicazioni interessanti, e a ben vedere, non nuove ma assolutamente coerenti con la dottrina morale cattolica. E' presumibile che questa nota sia rivolta soprattutto ai cristiani del terzo mondo che facilmente possono trovarsi costretti a ricorrere a pratiche mediche di tipo, appunto, tradizionale, cioè non scientifico. E' però evidente che i criteri suggeriti hanno valore generale, e possono applicarsi benissimo anche alle pratiche che incontriamo in occidente, le quali del resto spesso si presentano come di origine antica ed esotica.

Cosa ci insegna il Catechismo? A me sembra di cogliere questo:

1) non ogni pratica è buona, per il solo fatto che mira alla guarigione: è un caso particolare del noto principio dell'etica cristiana che sostiene che il fine non giustifica i mezzi: anche i mezzi devono essere moralmente accettabili.

2) non è neppure un criterio di validità il fatto che funzioni;

3) pratiche non scientifiche non sono di per sé condannate, anche se alle pratiche scientifiche vengono riconosciuti degli elementi positivi in più;

4) pratiche non scientifiche richiedono un discernimento aggiuntivo oltre a quello morale, consistente nella verifica che:

a) non vi siano elementi di occultismo e più in generale di superstizione, idolatria, divinazione, magia; in altre parole sia rispettato il primo comandamento;

 b) vi sia rispetto della verità, il che implica anzitutto assenza di frode e mistificazione, specialmente se sistematici; implica però anche assenza di opposizione, aperta o larvata, alle verità di fede.

 

Un metodo pratico

"L' ingenuo crede quanto gli dici, l'accorto controlla i propri passi". (Pr 14,15).

 Vorrei ora proporre una metodologia di approccio alle pta che tenti di applicare praticamente questi criteri di fondo.

Valutando una pta è importante cercare se esistono studi critici di fonte cattolica. Spesso ci si dovrà basare solo su materiale propagandistico; il giudizio è più difficile ma non impossibile. Una volta in possesso di materiale sufficiente, si comincia con l'esaminare la pratica in oggetto, come si presenta e come è in realtà tenendo conto che la veridicità è un criterio fondamentale e va accuratamente verificata.

La prima cosa da valutare è la plausibilità scientifica il che spesso consiste nel rispondere alla domanda: questa pratica si basa su fenomeni naturali?

Questo è importante perché la Chiesa riconosce alla scienza una legittima autonomia ed un legittimo metodo suo proprio: " la ricerca metodica in ogni disciplina, se procede in maniera veramente scientifica e secondo le nome morali, non sarà mai in contrasto con la fede" (Gaudium et Spes 36); anche se il metodo delle scienze e della tecnica non può, per sua natura, penetrare nelle intime ragioni delle cose, e quindi non può venire innalzato a norma suprema di ricerca della verità totale (GS 57). Viceversa, la Chiesa respinge una concezione del mondo "magica" (GS 7).

Sorge ora la domanda: cosa è scientificamente valido? Si deve rispondere: ciò che è accettato come tale dalla massima parte della comunità scientifica;  non basta che ci sia qualche scienziato, anche eminente, che lo sostiene. Quando poi viene riconosciuta una validità scientifica, si deve verificare se questo vale per tutti gli aspetti della tecnica o solo per certi casi e applicazioni (ad es. nel caso dell'agopuntura sono comunemente riconosciuti gli effetti di analgesia ma non i vantati effetti terapeutici a livello viscerale).

Un'obiezione prevedibile è che un fenomeno che non è riconosciuto come naturale oggi, potrà esserlo in futuro, per via del progresso della scienza: come possiamo allora nel frattempo rifiutarlo? Rispondo che l'obiezione è malposta. Abbiamo visto che la non scientificità non comporta di per sé condanna. E' la scientificità che apporta un elemento di giudizio positivo, ma, perché questo abbia senso, non può essere una scientificità solo presunta. Se una pratica non ha "ancora"'basi scientifiche, è importante che questo venga riconosciuto onestamente, e che non vengano  invece avanzate a sostegno pseudo-prove o pseudo-teorie. Pseudo-teorie sono ad es. i frequenti riferimenti all' "Energia Universale" che in realtà è un concetto filosofico-religioso, non scientifico. Falsamente scientifici sono i pur frequenti riferimenti alla teoria della relatività, all'equivalenza di materia ed energia, e cosi via.

Bene si esprime a questo proposito Cecilia Gatto Trocchi: "Si tratta di utilizzazione della scienza (o meglio di una sua immagine tratta dalla bassa divulgazione), ai fini di consolidare lo statuto sociale delle credenze esoteriche. Mentre la magia popolare, quella dei maghi di campagna e delle guaritrici dei villaggi e delle società agropastorali di un tempo utilizzava come legittimazione la religione e l'immaginario cristiano, cosi allo stesso modo l'esoterismo attuale usa la scienza come autolegittimazione. Gli esoterici confondono gli isotopi dell'uranio con le loro supposte emanazioni di energia, la relatività di Einstein con il motto insignificante: "tutto è relativo". ...e citano la meccanica quantistica senza avere la più pallida idea di ciò che essa significhi".

Quando una pta non ha una validità scientifica, mi sembra un elemento a suo favore il fatto che accetti controlli scientifici seri (ad es. si deve riconoscere che studi seri sull'efficacia dell'omeopatia sono stati accettati dai suoi praticanti).

Un secondo punto da valutare è se alla pratica viene attribuita, oltre che una valenza terapeutica, anche una valenza spirituale-religiosa. Infatti la scienza non si pone di per sé in conflitto con la fede anche perchè si colloca su un piano diverso. Quando, viceversa, ci si muove sullo stesso piano, un contrasto è possibile. Come stabilire se la pta riveste una valenza spirituale? Un'analisi approfondita della questione richiederebbe un intero volume, dati i molteplici significati del termine "spirituale". Mi limito ad osservare che l'orientamento olistico, che vuol tenere presente l'uomo nelle sue dimensioni fisica, psichica e spirituale, quando addirittura non si rifiuta di distinguerle, comporta necessariamente una valenza spirituale, generalmente di tipo panteistico.

Da un punto di vista operativo ritengo che possiamo considerare dotate di una valenza spirituale-religiosa le pratiche che esplicitamente se la attribuiscono e quelle nelle cui dottrine si riscontrano ricorrentemente termini come spirituale, sacro, divino, e simili; dove si parla di unità con l'universo, e cosi via.

La pratica andrà poi valutata per il possibile contenuto di occultismo.

Sono da considerate come indizi sospetti, da esaminare approfonditamente:

a) la pretesa che il praticante abbia dei poteri;

b) la pretesa di ottenere effetti a distanza;

c) la pretesa di un'efficacia universale, tipo panacea:

d) la pretesa di diagnosi o terapia "mentale";

e) la pretesa di intervento sulle "energie".

Si tratta in tutti i casi di elementi tipici delle concezioni e degli ambienti "magici". E' lecito chiedere: dov'è la differenza? Si dovrà ricercare se si usano pratiche occultistiche o divinatorie. E' ovvio che chi effettua la valutazione dovrà sapere bene quali sono le pratiche tipiche dell'occultismo, della magia, in modo da riconoscerle quando le incontra. Si cercheranno ad esempio invocazioni o evocazioni di entità varie (ritenute buone o cattive) e pratiche derivate da scuole esoteriche orientali, in particolare i mantra e le pratiche tantriche in genere. Ricordiamo che le tecniche tantriche, appena conosciute in occidente, sono state subito adottate dai gruppi più tenebrosi di magia cerimoniale, come l'Ordo Templis Orientis che è tra gli ispiratori di gran parte del satanismo contemporaneo. Si sono poi ampiamente diffuse in tutto l'ambito della New Age.

A proposito di mantra, è noto il caso della Meditazione Trascendentale, alcuni mantra della quale - passati per sillabe senza significato logico - si sono rivelati nomi di divinità indú, che vengono cosi invocati dal praticante inconsapevole. E' pure riportato che alcune persone dopo tali pratiche hanno avuto disturbi psichici e spirituali per i quali hanno dovuto ricorrere a preghiere di liberazione o ad esorcismi.

Quando si sospetta che una pratica sia magica, di solito si riceve questa accusa: "Tu pensi che sia magia solo perchè non la capisci: proprio come un primitivo che vedesse per la prima volta un telefono cellulare, direbbe che è magia". Questa obiezione è astuta, ma sofistica, perché assimila due situazioni molto diverse : nel caso dell'ipotetico primitivo egli vede qualcosa di completamente nuovo; nel nostro caso, si riconosce un fenomeno che presenta caratteristiche ben note da oltre 3000 anni.

Oltre all'esercizio della pta, va esaminato anche l'apprendimento. Se questo comporta l'obbligo del segreto, c'è evidentemente un indizio rilevante di occultismo. Ancor più importante e 1'eventuale presenza di un'iniziazione, perché se si tratta di iniziazione propriamente detta, è segno inequivocabile di un ambito magico-esoterico. Un recente dizionario teologico definisce l'iniziazione "il compimento di azioni e prescrizioni rituali con cui il consacrando viene sottratto ad una precedente vecchia condizione e viene trasferito in un nuovo stato religioso, cuIturale o sociale ". E' pertanto abitualmente qualificata come nuova nascita. Nell'esoterismo occidentale e orientale, per iniziazione si intende la trasmissione di un'influenza spirituale che ricollega ad una catena di trasmissione ininterrotta e che trasforma interiormente la persona e la mette in grado di realizzare gli insegnamenti ricevuti. Questi ultimi generalmente sono segreti, ma anche se fossero divulgati, resterebbero comunque inefficaci per chi non ha ricevuto 1' iniziazione.

E' evidente la similitudine con la concezione cattolica di alcuni sacramenti: il battesimo che è nuova nascita, l'ordine sacro che ricollega ad una tradizione apostolica ininterrotta, e senza del quale la pronuncia delle parole della consacrazione è senza effetto: il pane resta pane. In pratica un apprendimento iniziatico comprende dunque: la trasmissione di conoscenze dottrinali segrete, in genere in forma di simboli, la trasmissione di procedure operative segrete (ad esempio il metodo di evocazione di uno spirito), la trasmissione del potere necessario per realizzare queste procedure. Bisogna comunque tenere presente che, in Occidente, oltre alla magia iniziatica vi è un altra corrente magica, quella della magia cerimoniale, che ritiene l'iniziazione non necessaria in quanto l'efficacia delle operazioni magiche abbisognerebbe solo di istruzioni sufficientemente precise.

Elementi utili si potranno anche ricavare valutando l'origine della pta in questione, le sue radici: chi era l'eventuale fondatore, quali influenze ha raccolto, ecc. E' importante verificare se l'origine reale è diversa da quella presentata; dovranno indurre in sospetto tutti gli elementi incontrollabili, come ad es. l'asserzione di una estrema antichità.

Un punto veramente fondamentale è poi l'ambiente in cui la metodica è praticata: da parte di chi, e quali altre pratiche - abitualmente e nel singolo caso - si accompagnano. E' noto infatti che le varie pta si affiancano spesso le une alle altre, cosi che l'eventuale paziente entra facilmente in contatto con più di una di esse. Così anche una pta che non pone particolari problemi (ad es. la fitoterapia) può costituire solo il primo passo in un mondo ben più discutibile. Può capitare ad esempio che una semplice prescrizione dietetica sia preceduta dalla ricerca dei cibi "non tollerati" effettuata con procedimento magico.

In effetti il mondo delle medicine cosiddette naturali si continua, spesso senza confini netti, con quello della spiritualità alternativa, del mistero e dell'occulto. Questa continuità e commistione, generalmente ben visibile, nei singoli casi può essere accuratamente celata, e deve essere ricercata con un esame insistente e quanto mai approfondito. L'esperienza purtroppo insegna che questo è il motivo principale che oggettivamente impone una sistematica diffidenza di base nei confronti delle varie pta. 

Il fattore "ambiente" può presentarsi in una prospettiva particolare, ancor più ingannevole, quando chi esercita la pta lo fa in un contesto dichiaratamente cristiano ed è lui stesso un cristiano praticante, magari un religioso o un sacerdote. Spesso perciò capita di sentire: "E' uno che prega, dunque va bene" oppure: "1o fanno le suore, dunque siamo sicuri". Che un simile discernimento sia troppo disinvolto e ingenuo, è evidente sia in linea di principio sia da varie constatazioni di fatto.

Di principio, l'ambiente può certamente costituire una fonte di pericolo aggiuntivo, o rendere pericolosa una pratica in sé neutra, ma non può certo rendere buona una pratica in sé negativa. Di fatto, si osserva che molte pratiche condannate fermamente dalla Chiesa, come lo spiritismo vengono spesso effettuate anche da gruppi di sedicenti buoni cristiani ad es. gruppi in cui prima si recita il rosario, e poi si pratica la metafonia e la presenza di sacerdoti in tali gruppi non è, purtroppo, rarissima.

Nel campo dei maghi-guaritori poi, una ostentazione di simboli o elementi cristiani, veri o fasulli, è assai frequente: da statue della Madonna a falsi diplomi di benemerenza rilasciati dal Papa - per non parlare della frequente affermazione di aver ricevuto i propri "poteri" da Padre Pio. Ricordiamo infine che l'uso di formule di preghiera al di fuori di un contesto di fede è tipico della mentalità magica: vedi anche il caso degli esorcisti giudei di Atti 19,13. Si tratta in fin dei conti di un comportamento blasfemo, che il Nuovo Testamento attribuisce esplicitamente anche al maligno (Mc 5,7).

Benché molte pta si presentino come semplici tecniche, spesso esse sono legate a precise ideologie o concezioni filosofiche di cui si fanno portatrici. Questo è confermato anche dal comune convincimento che la medicina olistica sia più aperta alla spiritualità di quella scientifica. In realtà la concezione energetica è tipica del pensiero magico che può esser considerato il più radicale dei materialismi:" il concetto di magia deriva dall'idea unitaria della realtà che non è scissa in fisica e spirituale... una sfera unica, energetica... la nozione più estranea al mondo magico è quella di trascendenza e di mistero; la spiritualità non esiste, esiste solo la materia permeata da forze ed energie controllabili attraverso i rituali".

Dietro l'approccio olistico può nascondersi un substrato ideologico panteista. Talvolta viene trasmessa la credenza nel karma, nella reincarnazione, nell'astrologia ecc. Ancor più alla radice, si può notare che spesso le pta sono portatrici di una autoglorificazione dell'uomo: non "dall'Altissimo viene la guarigione" tramite il dono della scienza, ma dall'uomo tramite le energie divine che sono in lui.

Una valutazione cristiana delle pta non può prescindere dalla posizione che queste assumono nei confronti del Cristianesimo. Mentre un'opposizione aperta è rara, spesso si trova un opposizione larvata ed insidiosa, ad esempio riguardante la Chiesa, i sacramenti, Gesù come Dio ed unico salvatore. Tale opposizione spesso passa per la confusione: si trova ad esempio chi sostiene che Cristo guariva tramite il fluido di cui era particolarmente dotato; che la grazia divina è una specie di energia, ecc. Paradigmatico il caso, citato dalla Gatto Trocchi, del cristalloterapeuta che sosteneva che "cristalli e Cristo hanno la stessa radice, perché Gesù altri non era che il re dei cristalli".

Ultimo punto da valutare sono i frutti, memori del detto evangelico. Anche qui è necessaria molta attenzione per non fermarsi ai risultati immediati e ad un unica dimensione: si dovrà valutare a lungo termine e anche a livello psichico e spirituale. "Quali sono le dipendenze psicologiche derivanti dalla necessità di far ricorso ripetutamente al guaritore, affinché gli effetti benefici si ripetano e durino nel tempo? Quali sono le regressioni spirituali generate dalla fede riposta in un uomo cui si attribuiscono certi doni e che trattengono dall'aspettarsi ogni cosa da Colui che è la fonte stessa della vita? Aspettarsi una guarigione di conforto, legata a qualcosa di magico, vuota di ogni senso la sofferenza nella quale ci troviamo e ci spinge alla rivolta in quanto ci impedisce di capire che le guarigioni di Gesù sono segni della guarigione globale di tutto l'essere peccatore, invitano alla conversione (và e non peccare più ... ) in vista della guarigione della vita che è l'ammissione alla vita eterna".

 

Un esempio: il reiki

Cos'è il Reiki (R)?  In sintesi, è una tecnica di guarigione e autoguarigione diffusasi in Italia negli ultimi anni, che in pratica si attua con l'imposizione delle mani su varie parti del corpo, ma che si sostiene funzionare anche a distanza, e che dal punto di vista teorico fa riferimento all'azione dell' "energia universale", da cui il nome (composto da due sillabe giapponesi: rei, che indicherebbe l'aspetto illimitato dell'energia, e ki, ovvero l'energia prodotta dalla materia, la manifestazione dell'energia all'interno di ogni essere vivente.)

Il praticante diventerebbe un catalizzatore di questa energia dopo che i suoi canali energetici siano stati aperti con una prima serie di quattro iniziazioni (o meglio una iniziazione in quattro momenti). Un secondo passaggio iniziatico consentirebbe poi di guarire a distanza, e un terzo, di aprire i canali altrui. Questa pta viene presentata come di antica origine orientale, risalirebbe agli insegnamenti orali del Buddha - e sarebbe stata riscoperta alla fine del secolo scorso da un giapponese cristiano, Mikao Usui. In Italia i praticanti sono raggruppati in varie associazioni, tra le quali esiste una certa rivalità; essi pongono molta cura nel distinguersi dai pranoterapisti.

Proviamo ora ad analizzare questa tecnica, applicando il metodo che abbiamo proposto.

1) Ha plausibilità scientifica?

La domanda può essere scomposta in due:

a) l'efficacia è documentata scientifìcamente?

b) l'eventuale funzionamento è dovuto a fenomeni naturali?

Alla prima domanda rispondo che non mi consta siano disponibili studi scientifici seri (studi controllati "in cieco", pubblicati su riviste autorevoli che ne garantiscano la serietà). Esistono naturalmente molte attestazioni aneddottiche di efficacia ma, com'è noto, non fanno scienza.

Quanto al "come funziona", è chiaro che le spiegazioni fornite, basate su squilibri energetici, energia cosmica, canali energetici e così via, pur comuni nel campo delle medicine alternative, sono completamente estranee alla scienza moderna, e si collegano piuttosto a concezioni magiche, come sopra ricordato.

Anche nel R. incontriamo tentativi strumentali di ottenere una parvenza scientifica con vaghi riferimenti ad Einstein. Come prova scientifica viene inoltre suggerita la fotografia Kirlian, ben nota metodica che dovrebbe fotografare le emanazioni energetiche dei corpi, ma che è stato ormai chiarito trattarsi di tutt'altro, per cui attualmente è in discredito anche presso i parapsicologi.

2) Il R. ha anche una valenza spirituale?  

Per quanto si dichiari ripetutamente che il R non è né una religione, né una filosofia, né magia mi sembra che non si possa negare una certa valenza spirituale, nel senso che la parola ha attualmente in ambito New Age. Consideriamo ad esempio alcune espressioni. "La vera via di luce che ti porterà all'unità che da tempo tu stai cercando: è qui, ora, l'hai trovata. Questa è il Reiki, la Grande Luce Divina che con amore apre le braccia ed il cuore ad ogni essere che voglia "diventare" consapevolmente ed essere trasformato, per trovare dentro e fuori di sé una pace profonda ......

"Il R. si propone come ... uno strumento di guarigione naturale per chi ne ha bisogno... ma qualcosa di molto più profondo e sacro per chi ha l'esigenza di tornare in armonia con i ritmi della Realtà".

3) Vi sono elementi di occultismo nel R.?

Premesso che i seguaci lo negano decisamente, non possiamo far a meno di notare che molti indizi suggeriscono una risposta positiva: le pretese di efficacia universale, di effetto a distanza, di trattamento "mentale"... C'è qualcosa di più? ? E' opportuna una citazione piuttosto estesa:  "I simboli dei secondo livello. Come abbiamo visto, il secondo livello si serve di tre simboli che vengono utilizzati nei vari trattamenti... ometteremo dalla nostra trattazione tanto 1' aspetto esteriore di tali simboli quanto il loro nome, del quale ci limiteremo a fornire la traduzione in italiano. L'essenza di tali simboli è infatti sacra, e secondo gli insegnamenti del Reiki essi non devono mai essere rappresentati graficamente o pronunciati a vanvera; ciò non risponde ai dettami di un sistema di fede religiosa, ma tra le altre cose è un principio generale dell'esoterismo e dell'ermetismo ...

La traduzione in italiano del nome del primo simbolo del Reiki significa "comando all'energia vitale universale" (il significato pratico di questo simbolo è: "energia, vieni qui"). Serve per richiamare l'energia e concentrarla dove vogliamo. E' il sigillo di qualsiasi tecnica mentale del Reiki... tracciate il simbolo sul corpo del paziente... ripetendo mentalmente per tre volte il nome del simbolo stesso. Attenzione: data la sacralità di questi simboli, essi devono essere tracciati fisicamente solo se si è ben sicuri che nessuno vi guardi, tranne coloro che a loro volta possiedono il secondo livello. Il soggetto del trattamento deve avere anche per questo motivo gli occhi chiusi. In alternativa, in questo come in ogni altro caso di utilizzo dei simboli, sarà sufficiente visualizzarli mentalmente...

Tracciando il simbolo ai quattro angoli di una stanza, la si ripulisce dalle energie negative...

Tracciando intorno a voi una "gabbia di simboli"... potete mettervi al riparo da influenze od energie negative rivolte contro di voi ......

Il procedimento ricorda da vicino alcuni metodi di evocazione di spiriti. Ad es., in alcuni rituali taoisti, per l'evocazione dello spirito desiderato è essenziale, tra l'altro, l'uso del suo nome segreto, in una formula mantrica pure segreta, ed il tracciare nell'aria con una spada un complicato simbolo segreto, che è il talismano dello spirito.

Interessante anche quanto viene detto degli altri simboli. "La traduzione in italiano del nome del secondo simbolo del Reiki significa "io ho la chiave". Questo simbolo permette di stabilire un collegamento diretto con il subconscio della persona sulla quale viene tracciato... La traduzione in italiano dei nome del terzo simbolo del Reiki significa: "Il Buddha che è in me entra in contatto con il Buddha che è in te"... Alla conclusione del trattamento mentale viene suggerito di: "Ringraziare il Reiki per averci permesso di essere un canale di guarigione".. Interessante che questa energia universale venga chiamata ed anche ringraziata!

4) Com'è l'apprendimento dei R.?

 Abbiamo già visto che l'apprendimento del R comporta delle iniziazioni, di cui viene rigorosamente negato il carattere occulto: si tratterebbe solo del "momento in cui vengono ripuliti i canali energetici" tramite "simboli cosmici" che sarebbero appunto delle "chiavi energetiche". Cosa succeda veramente, è tenuto rigorosamente segreto: l'iniziando sta in piedi, a mani giunte e occhi obbligatoriamente chiusi. Ad un certo punto sente che il maestro gli soffia su alcuni punti del corpo, in corrispondenza dei chakra.

Da queste informazioni si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad una iniziazione propriamente detta, e quello che se ne afferma rinforza questa opinione."Si parla di iniziazione perché quel momento è l'inizio di una nuova vita... il Reiki rimarrà con noi per sempre. Questo perché il Reiki cosmico viene stampato nella nostra anima (o essenza) e non potrà essere ma più annullato da nessuno:  è un dono che il Padre ci fa per l'eternità... Una volta iniziati, come si è già detto, lo si è per tutta la vita terrena e cosmica".

5) Da dove proviene il R.?

Il R. viene presentato come un metodo antichissimo, risalente a Buddha riscoperto verso il 1880 da Mikao Usui, un giapponese che cercava il segreto delle guarigioni operate da Gesù e che per questo aveva viaggiato negli USA e nell'India; alla fine avrebbe trovato la risposta in antichi sutra buddisti. Di questa storia vengono raccontate varie versioni, discordanti su elementi importanti: Usui era un cattolico/un protestante; scoprì i manoscritti originali dei sutra in Giappone/in India.

Complessivamente la storia sembra piuttosto romanzata e poco credibile, soprattutto per quanto riguarda la scoperta dei simboli nei sutra. E interessante rilevare che il sistema dei chakra è presentato secondo la versione corrente nel mondo del New Age , che sembra derivata dal tantrismo shivaita più che dal buddismo.

Secondo Introvigne, inoltre, "Il Reiki si fonda su una nozione dell'energia universale che deve sicuramente qualcosa alla religiosità popolare giapponese, ma non è immune da un'influenza di teorie occidentali sull'agente o fluido universale che derivano dall'esoterismo e da Franz Anton Mesmer".

6) Qual'è l'ambiente?

La risposta è facile: si tratta del mondo della New Age, come attesta autorevolmente Introvigne: "è diventato uno dei metodi terapeutici alternativi più popolari nella New Age".

Sulla rivista più volte citata, troviamo articoli su altre terapie alternative, sull'astrologia olistica, sulla teoria dei chakra e dei vari corpi astrali, eterico ecc. Troviamo anche la presentazione di libri contenenti "messaggi... risultato di un lungo percorso di contatti con Esseri amorevoli e luminosi che sostano in altre dimensioni cosmiche". Poche pagine più avanti un messaggio firmato "Il Padre" tratto da un libro, "Messaggi dal cuore divino". Non manca dunque neppure il channelling, il neo spiritismo tipico della New Age.

 7) Quali ideologie sono veicolate dal Reiki?

Mi sembra difficile negare che il R. veicoli appunto le concezioni tipiche della New Age, quindi il sincretismo e alla fine il panteismo.

8) Come si pone il Reiki rispetto al Cristianesimo?

Al di là della proclamata affinitá, è evidente una posizione subdola, in cui da una parte c'è la captatio benevolentiae - si sottolinea che il fondatore era cristiano - dall'altra si propugna la superiorità delle concezioni orientali - il segreto della guarigione era nei sutra buddisti.

9) Quali sono i frutti dei Reiki?

A questo proposito è interessante valutare una testimonianza pubblicata nell'inserto "Movimenti Religiosi Alternativi" n. 20. curato dal GRIS, della rivista "Presenza Cristiana".

Chi parla è una ex praticante, psicologa, 26 anni.

 "Un altro degli insegnamenti del corso è che la guarigione con Reiki, essendo molto profonda, è molto lenta e prevede all'inizio della cura un peggioramento dei sintomi a tutti i livelli... Difatti in quei giorni ed in quelli successivi, tutti, chi più chi meno, stemmo male ma non ci preoccupammo: era segno che la guarigione era cominciata. Questa trovata è davvero astuta, perchè libera i maestri della responsabilità sugli effetti deleteri, e perfida, se pensiamo agli scompensi spirituali e psicologici che queste iniziazioni creano a danno delle persone più fragili e disturbate. Una mia amica cadde in una crisi con sdoppiamento di personalità... Tornando a me, dopo l'iniziale peggioramento, soprattutto psicologico, sperimentai una forte euforia... partecipai anche al secondo livello...mi sentivo sempre più potente...senza rendermi minimamente conto di quello che mi stava succedendo... ero sempre più nervosa, insensibile, apatica: stavo cominciando ad accettare cose che avevo sempre considerato moralmente sbagliate. Cominciai perfino a fare strane esperienze, come di una presenza minacciosa di fronte alla quale ero peggiorata gravemente. Non dormivo più. Ero spaventatissima... la notte ero torturata da queste esperienze orribili."

Mentre è in questa situazione però, riceve la grazia di incontrare Gesù in una forte esperienza di fede; e le cose cambiano.

"Non sopportavo più quel flusso che mi usciva dalle mani, non volevo più quell'energia: mi avevano detto che l'iniziazione era irreversibile, ma il Signore mi liberò definitivamente da quel flusso durante un'eucaristia in cui, con l'intercessione di alcuni fratelli, rinunciai con tutta me stessa a satana e ad ogni potere occulto".

 

CONCLUSIONI

Mi sembra che l'applicazione del metodo proposto al caso del Reiki, abbia evidenziato i molti aspetti negativi di questa pratica, ma soprattutto abbia mostrato che l'indagine su alcuni precisi elementi può permettere un discernimento cristiano ben ponderato sulle numerose pratiche terapeutiche alternative.

 

Bibliografia

G. Federspil, C. Scandellari, Le medicine alternative, "Le Scienze", n.299,luglio1993,p.32-41.

M. Introvigne,Storia del New Age 1962-1992,Piacenza,1994,p.60

C. Gatto Trocchi,Viaggio nella magia,Bari,1993,p.72

F.M. Dermine,La meditazione trascendentale,in :Gris(Gruppo di Ricerca e Informazione sulle Sette),Il destino dell'uomo secondo i cattolici e secondo le sette,Leusmann(To) 1991,p.193

Lexicon Dizionario Teologico Enciclopedico,II ed., Casale Monferrato,1994,p.531

C. Gatto Trocchi,op. cit.,p.X.

Ibid., p.153

Ph. Madre, F. Sanchez,Il fascino dell'occulto,Parapsicologia radioestesia astrologia magnetismo e vita cristiana,Milano 1994,p.110

A.S. Berger, J. Berger,The Encyclopedia of Parapsychology and Psychical Research,New York,1991, p.227

"La Via", Periodico indipendente dell'Associazione Reiki Amore Universale, Anno V, numero 2, giugno 1995, p.2-3.

G. Tarozzi, Reiki:energia e guarigione, Torino,1991, p.13

Ibid., p.69-71

M. R. Saso,Il Taoismo religioso esoterico secondo gli insegnamenti del Maestro Chuang,Roma, 1979, p.134 e seg.

G. Tarozzi,op.cit.,p.71-73

"La Via", cit., p.11

M. Introvigne, op. cit.,p.60

Ibid., p.59

"La Via", cit., p.16

 

Sullo stesso argomento:

Il reiki: tecnica o religione? - M. Introvigne


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