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Lo Shatzu pone problemiper un cattolico?A. Menegotto |
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Lo shatzu (parola che si trova spesso scritta anche con la variante shiatzu) – secondo la definizione che ne dà Pierluigi Duina, fondatore nel 1987 dell’Associazione Body Mind Center di Brescia, Centro Autorizzato Accademia Italiana Shiatsu do e Jin Shin Do Foundation Sez. Italia – è una tecnica nata in Giappone circa settant’anni anni fa, consistente in un metodo di pressione con le dita, i pollici e i palmi delle mani su ciascuno dei 657 punti dell’agopuntura, di cui potrebbe essere una variante spesso complementare. Duina afferma: "Lo Shiatsu non si rivela semplicemente una "tecnica", ma una vera e propria Via o sistema di vita e di pensiero. Sin dall’inizio la Medicina Orientale è stata in stretto rapporto con la filosofia Taoista e con l’idea delle forze Yin e Yang dell’ambiente e dell’uomo. Si pensava che la salute venisse meno quando si spezzava l’equilibrio tra queste due energie. La cura era preventiva e consisteva nel mantenere il corpo in equilibrio armonico. Se però tale armonia andava perduta, bisognava ristabilirla. Quest’atteggiamento preventivo è arrivato attraverso gli anni allo Shiatsu, che è infatti prima di tutto un metodo per conservare la salute e mantenere il proprio corpo-mente in armonia". Dalle parole di Duina emerge in maniera piuttosto esplicita il fatto che le concezioni che supportano una pratica terapeutica alternativa come lo shatzu non sono puramente di carattere medico-scientifico, ma si rifanno piuttosto ad una visione del mondo derivante dalla tradizione filosofico-religiosa taoista . Le considerazioni relative allo shatzu, dunque, sono in linea generale le stesse che possono essere applicate a varie altre pratiche terapeutiche alternative: se da un lato occorre distinguere fra la reale efficacia che tali tecniche possono avere a livello terapeutico al di là della impostazione filosofico-religiosa ed esse sottesa – su questo punto devono essere naturalmente chiamati in causa scienziati e medici –, dall’altro lo studioso di scienze religiose non potrà non notare riferimenti piuttosto evidenti a impostazioni cosmologiche, antropologiche e teologiche derivanti dalla cultura filosofico-religiosa orientale. |