Dieci domande  per conoscere l'Islam

 

1) Che cosa significa Islam e qual'è l'origine storica della religione islamica?

Islam significa letteralmente «sottomissione (a Dio)». Il termine «musulmano» viene dalla stessa radice. Significa «colui che è sottomesso a Dio»: il credente. La religione islamica è stata storicamente predicata, intorno al 610 d.C., da un uomo nato alla Mecca: Muhammad, che noi chiamiamo Maometto. 

2) Qual è la relazione tra l'Islam e le altre due grandi religioni monoteiste: ebraismo e cristianesimo? E quanti sono i musulmani nel mondo? 

Sono molto forti le interdipendenze tra l'Islam e la religione ebraica. Assai meno con il cristianesimo, comunque di tipo orientale, anche se relazioni sono inevitabili nella misura in cui il cristianesimo deriva dall'ebraismo. L'Islam riconosce Torah e Nuovo Testamento come testi rivelati. L'Islam, con un miliardo e duecento milioni di fedeli, è la seconda religione più diffusa nel mondo dopo il cristianesimo. 

3) Qual è il testo sacro dell'Islam? 

E' il Corano. E' stato mandato agli uomini da Dio fin dall'inizio dei tempi. Ma poiché è stato progressivamente modificato, Dio ha mandato i profeti affinché ristabilissero il corretto testo. Maometto è l'ultimo, dopo di lui non verrà nessun altro: quindi il Corano è l'ultimo dei testi sacri (dopo la Torah e il Nuovo Testamento), ma è anche antico come i tempi. 

4) Il Corano può essere interpretato? 

Deve essere interpretato, perché Dio parla a volte in modo chiaro e a volte «narra parabole agli uomini». E chiunque può farsene interprete. Nell'Islam c'è un rapporto diretto tra Dio e credente: non c'è chiesa né sacerdozio. Le guide spirituali sono i «dotti» (ulema o mullah), che si dedicano allo studio dei testi sacri. 

5) Che cosa detta il Corano sull'assassinio e il suicidio? 

Il Corano vieta l'uccisione. Tranne che in tre casi: la difesa della vita di un musulmano e di se stessi, l'adulterio conclamato e l'apostasia (l'abiura della religione musulmana). E' poi consentito in caso di guerra: ma in nessun modo è ammessa l'uccisione di donne, bambini, inermi. Il Corano condanna anche il suicidio, la morte come azione volontaria. Altra cosa è il martirio (almeno nella interpretazione più diffusa), che è la morte «sulla strada di Dio» e che conduce direttamente in paradiso. 

6) Che cos'è la Sharia? 

E la Legge, fondata su due corpi: il Corano che prevale su tutto; e i hadith, o tradizioni storico-giuridiche, raccolti in libri di sunna, «consuetudine». 

7) Quali sono i cinque pilastri della religione islamica? 

In ordine di importanza sono la shahàda, la testimonianza di retta fede nell'unità e unicità di Dio e nella missione profetica di Muhammad; la salàt, la preghiera obbligatoria da svolgere all'alba, a mezzogiorno, al pomeriggio, alla sera e al tramonto; la zakàt, l'elemosina, pagata da chi può permettersela; il sawm , il digiuno del mese lunare di ramadàn; il hajj, il pellegrinaggio a Mecca e ai suoi dintorni, che il credente deve compiere almeno una volta nella vita. I radicali islamici aggiungono un sesto pilastro:  jihàd (maschile in arabo). Significa «impegno». Può essere di due tipi: jihàd maggiore è un impegno sacro, obbligatorio per tutti, mirante a migliorare se stessi, a vincere i propri vizi e le proprie debolezze. Il jihàd minore riguarda la guerra (non «santa», come comunemente si dice - non c'è nell'Islam il concetto di santità nella guerra - ma «canonica»). E' un impegno obbligatorio per tutti i musulmani solo in un caso: quando si è aggrediti da un nemico in territorio islamico (dar al-Islàm). Diventa invece un obbligo più vago, che può essere assolto solo su base volontaria, nel caso di attacco in territorio non islamico (dar al-harb). Per dichiarare questo tipo di jihàd ci vuole il consenso dei dotti (ulema o mullah) che emettono una fatwa, un responso giuridico su una fattispecie astratta. 

8) Che origini ha il fondamentalismo islamico? 

Nasce nel XIX secolo, ma non nella forma violenta che conosciamo oggi, bensì come dibattito interno, come sforzo di modernizzazione. La prima organizzazione radicale islamica viene fondata nel 1928: i Fratelli Musulmani, in Egitto, che in un primo tempo si dedicano solo all'insegnamento e ad altri impegni di tipo civile. La metastasi fondamentalista (che rappresenta solo una ridotta minoranza del movimento integralista) comincia con la guerra arabo-israeliana del 1967. Dall'interno della Fratellanza Musulmana si distaccano allora gruppi radicali che si danno ad azioni clandestine. Ma il grande exploit  degli integralisti avviene con la rivoluzione sciita in Iran (1979) e poi nel mondo sunnita con la guerra civile in Libano e l'uccisione del presidente egiziano Sadat (1981). 

9) Qual è la differenza tra sunniti e sciiti? 

Oltre il 90 per cento dei musulmani è sunnita. La differenziazione nasce dal contrasto sulla modalità di successione al Profeta: i capi della comunità islamica (umma), che chiamiamo califfi, o con il termine generico di imàm (guida), si dividono tra chi riteneva che a succedere a Maometto dovessero essere i suoi familiari e chi invece credeva che potessero essere i suoi collaboratori più stretti. Con il passare dei secoli si sono create distinzioni anche in campo giuridico o nelle formule di preghiera. Ma sono distinzioni minime. Entrambi non considerano gli altri eretici ma musulmani che sbagliano. 

10) Che rapporto c'è tra politica e religione nell'Islam? 

L'Islam non fa differenza tra mondo e fede, din e dunya. In questo senso non è propriamente una religione (rivolta all'aldilà), ma un modo di vivere, di operare nel mondo. L'Islam è dunque anche politica, non distingue tra laico e religioso. Anche il cristianesimo aveva alle origini questa ambizione. Ha dovuto rinunciarvi perché si è inserito nella struttura dell'Impero romano. Uno sviluppo che avrebbe potuto conoscere anche l'Islam, se non avesse trovato nel suo ambiente originario una sostanziale assenza di strutture statali.  


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