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La scienza fasulla della rivoluzione sessuale Sue Ellen Browder Articolo pubblicato sul mensile Crisis - maggio 2004 con il titolo The phony science of the sexual revolution |
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Sono passati più di 50 anni da quando ha avuto inizio la rivoluzione sessuale. La "liberazione" sessuale è stata continuamente strombazzata dai mass media nazionali, promossa nei film, abbracciata dagli uomini Playboy e dalle ragazze Cosmo come una libertà più deliziosa della mela dell'Eden. Nessun americano sotto i 40 può onestamente ricordare un tempo in cui il sesso in TV fosse tabù, quando "vivere insieme" significava essere sposati, quando la parola "gay" significava felice e quando quasi tutti i bambini vivevano con entrambi i genitori. A dire il vero la rivoluzione è stata un disastro. Prima che la spinta ad allentare i costumi sessuali americani prendesse il via negli anni 50, le uniche malattie sessualmente trasmesse negli Stati Uniti erano la gonorrea e la sifilide. Oggi abbiamo più di 12 varietà, dalla infiammazione pelvica (che rende sterili più di 100.000 donne americane ogni anno) all'AIDS (che attualmente infetta 42 milioni di persone nel mondo e ha già ucciso altri 23 milioni). Secondo un rapporto degli scienziati del National Cancer Institute, una donna che ha 3 o più partners sessuali nella vita accresce il suo rischio di cancro cervicale del 1.500 %. In un altro risultato che contraddiceva quello che tutti i ricercatori sul sesso predicavano, un'indagine del University of Chicago's National Opinion Research Center mostrava che gli uomini e le donne sposate in media sono sessualmente più felici delle coppie non sposate che semplicemente vivono insieme. E anche se le coppie conviventi si sposano, sono più soggette al divorzio dal 40 all'85% rispetto a quelle che vanno direttamente all'altare. Allora cosa è successo? Semplicemente la scienza si sbagliava? Non esattamente - la verità è più complessa. E molto più interessante. Uomo imbroglione Alfred C. Kinsey aveva un segreto. Lo zoologo della Indiana University e "padre della rivoluzione sessuale" ridefinì quasi da solo i costumi sessuali degli americani comuni. Il problema era che per fare questo dovette mentire. Non bisogna sottovalutare la portata di questo fatto. La scienza che lanciò la rivoluzione sessuale è stata usata negli ultimi 50 anni per influenzare le decisioni delle corti, per approvare leggi, per introdurre l'educazione sessuale nelle scuole e persino per ridefinire il matrimonio. Il Kinseyismo era il vero fondamento di questo tentativo. Se la sua scienza era difettosa - o peggio ancora, un chiaro inganno - allora i nostri atteggiamenti culturali riguardo il sesso non sono solo sbagliati moralmente ma anche scientificamente. Consideriamo i fatti. Quando Kinsey e i suoi collaboratori pubblicarono Sexual Behavior in the Human Male nel 1948 e Sexual Behavior in the Human Female nel 1953, capovolsero i valori della classe media. Molte pratiche sessuali tradizionalmente proibite, proclamavano Kinsey e i suoi colleghi, erano sorprendentemente comuni; l'85% degli uomini e il 48% delle donne dissero di aver fatto sesso prima del matrimonio e il 50% degli uomini e il 40% delle donne erano stati infedeli dopo il matrimonio. Incredibilmente, il 71% delle donne sosteneva che la relazione non aveva danneggiato il proprio matrimonio e alcune addirittura sostenevano che era stato di aiuto al matrimonio. Inoltre il 69% degli uomini era stato con prostitute, il 10% era stato omosessuale per almeno 3 anni e il 17% dei ragazzi di campagna aveva sperimentato il sesso con gli animali. Implicito nel rapporto di Kinsey era il concetto che questi comportamenti fossero biologicamente "normali" e non danneggiassero nessuno. Quindi le persone avrebbero dovuto seguire i loro impulsi senza nessuna inibizione o senso di colpa. Il rapporto del 1948 sugli uomini produsse recensioni deliranti e vendette sorprendentemente 200.000 copie in due mesi. Il nome di Kinsey era ovunque, dai titoli delle canzoni pop ("Ooh, Dr. Kinsey") alle pagine di Life, Time, Newsweek e New Yorker. Kinsey "presenta i fatti", proclamava la rivista Look. Egli "rivela non ciò che dovrebbe essere, ma ciò che è." Soprannominato "Dott. Sesso" e applaudito per il suo personale coraggio, il ricercatore fu paragonato a Darwin, Galileo e Freud. Ma dietro l'approvazione popolare molti scienziati avveduti avvertivano che la ricerca di Kinsey era seriamente difettosa. L'elenco dei critici, osserva il biografo di Kinsey James H. Jones, "sembrava il Who's Who della vita intellettuale americana". La lista comprendeva le antropologhe Margaret Mead e Ruth Benedict; lo psicologo Lewis M. Terman della Stanford University; il medico Karl Menninger, (fondatore del famoso Menninger Institute); gli psichiatri Eric Fromm e Lawrence Kubie; il critico culturale Lionel Trilling della Columbia University e moltissimi altri. All'epoca in cui fu pubblicato il volume di Kinsey sulle donne, molti giornalisti avevano abbandonato le folle entusiaste e si erano uniti ai critici. Gli articoli sulle riviste uscivano con titoli come "Il rapporto Kinsey è un imbroglio?" e "L'amore non è una statistica" La rivista Time presentò una serie di storie che esponevano la dubbiosa scienza di Kinsey (Una era titolata "Sesso o acqua fresca?") Questo non significa, naturalmente, che i rapporti Kinsey non contengano alcuna verità. La sessualità è certamente una materia degna di studio scientifico. E molte persone si dichiarano favorevoli alla purezza sessuale mentre nella vita privata si comportano segretamente in modo del tutto diverso. Ciononostante, la versione di Kinsey della verità era così grossolanamente semplificata, esagerata e mischiata a falsità che è difficile distinguere i fatti dalla finzione. L'eminente antropologo inglese Geoffrey Gore ha espresso bene questo fatto quando ha definito i rapporti propaganda mascherata da scienza. In effetti gli errori contenuti nel lavoro di Kinsey suscitarono una tale controversia che la Rockefeller Foundation, che aveva sostenuto la ricerca originale, ritirò il suo finanziamento di 100.000 dollari l'anno. Un anno dopo l'uscita del libro sulla sessualità femminile, Kinsey stesso si lamentava che quasi nessuno scienziato al di fuori di alcuni dei suoi migliori amici continuasse a difenderlo. Quali erano le critiche mosse dai migliori scienziati del mondo all'opera di Kinsey? Le critiche possono essere riassunte in tre punti sconvolgenti.. Problema n°1: esseri umani come animali Prima che cominciasse a studiare la sessualità umana, Kinsey era il maggiore esperto mondiale sulla cinipe. Avendo studiato da zoologo, egli vedeva il sesso puramente come una risposta fisiologica "animale". In tutti i suoi libri egli continuamente fa riferimento all' "animale umano". Secondo Kinsey, in effetti, non c'era nessuna differenza morale tra una valvola di sfogo sessuale e qualsiasi altra. Nel nostro mondo secolare di relativismo morale, Kinsey era un radicale relativista sessuale. Come osservò attentamente perfino l'antropolga libertaria Margaret Mead, nella visione di Kinsey non c'era nessuna differenza morale tra un uomo che faceva sesso con una donna oppure con una pecora. Nel suo volume sulle donne Kinsey paragonava l'orgasmo umano allo starnuto. Notando che questa ridicola descrizione trascurava gli ovvi aspetti psicologici della sessualità umana, l'antropologo George Simpson del Brooklyn College osservò, "Questa è veramente una teoria-scimmia dell'orgasmo". Gli esseri umani, naturalmente, differiscono dagli animali in due modi molto importanti: noi possiamo pensare razionalmente e abbiamo il libero arbitrio. Ma nella visione di Kinsey gli esseri umani differiscono dagli animali solo quando si tratta di procreare. Gli animali fanno sesso solo per procreare. D'altra parte la procreazione umana non ha ricevuto molta attenzione da Kinsey. Nelle 842 pagine del suo volume sulla sessualità femminile la maternità non è mai stata menzionata. Problema n°2: campioni inattendibili Kinsey spesso presentava le sue statistiche come se facessero riferimento alla persona media, mamme, papà, fratelli, sorelle. Egli sosteneva che il 95% degli uomini americani aveva violato le leggi sui reati sessuali e che avrebbero potuto finire per questo in galera. Perciò agli americani fu detto che dovevano cambiare le loro leggi sui reati sessuali per "adattarsi alla realtà." Ma, in realtà, i rapporti di Kinsey non sono mai stati validi per le persone medie nella popolazione generale. Infatti molti degli uomini intervistati da Kinsey erano in realtà dei detenuti. Wardell B. Pomeroy, collaboratore di Kinsey e testimone oculare della ricerca, scrisse che nel 1946 il gruppo aveva preso le storie sessuali di circa 1.400 detenuti per reati sessuali. Kinsey non ha mai rivelato quanti di questi criminali fossero stati inclusi nel suo campione totale di "circa 5.300" uomini bianchi. Ma ammise di aver incluso "diverse centinaia" di prostituti maschi. Inoltre almeno 317 dei soggetti maschi di Kinsey non erano neanche adulti, ma bambini vittime di abusi sessuali. Accumulando un errore dopo l'altro, circa il 75% dei soggetti maschi adulti fornirono le loro storie sessuali come volontari. Come ha osservato lo psicologo Lewis M. Terman della Stanford University, i volontari per gli studi sul sesso sono da due a quattro volte sessualmente più attivi dei non volontari. Il lavoro di Kinsey non migliorò nel suo volume sulle donne. Infatti intervistò così poche donne medie che dovette ridefinire il termine "sposata" per includere qualsiasi donna che avesse vissuto con un uomo per più di un anno. Questa modifica permise di aggiungere le prostitute al suo campione di donne "sposate". L'11 dicembre 1949 W. Allen Wallis del New York Times, poi presidente del comitato per le statistiche della University of Chicago, bocciò "l'intero metodo di raccolta e presentazione delle statistiche che soggiace alle conclusioni del Dott. Kinsey." Wallis dichiarò, "Ci sono 6 aspetti importanti per ogni ricerca statistica e Kinsey non ne ha rispettati 4." In breve, il gruppo di Kinsey ricercò il comportamento sessuale più bizzarro in America - prendendo centinaia se non migliaia di storie da depravati sessuali - e poi spacciò il comportamento come sessualmente "normale", "naturale" e "medio" (e quindi socialmente e moralmente accettabile). Problema n°3: statistiche false Considerato tutto questo, non sorprende che le statistiche di Kinsey erano così gravemente difettose che nessuna seria ricerca scientifica ha mai potuto duplicarle. Kinsey sosteneva, ad esempio, che il 10% degli uomini tra i 16 e i 55 anni fossero omosessuali. Tuttavia in una delle più ampie indagini che sia mai stata condotta a livello nazionale sul comportamento sessuale maschile, gli scienziati del Battelle Human Affairs Research Centers di Seattle scoprirono che gli uomini che si consideravano esclusivamente omosessuali ammontavano solo all'1% della popolazione. Nel 1993 la rivista Time riportava, "Recenti ricerche svolte in Francia, Gran Bretagna, Canada, Norvegia e Danimarca indicano numeri più bassi del 10% e oscillano tra l'1 e il 4 per cento." L'incidenza dell'omosessualità fra gli adulti è in realtà "fra l'1 e il 3 per cento" , sostiene Joel Best, sociologo e professore di diritto penale alla University of Delaware, autore di Damned Lies and Statistics. Best osserva, tuttavia, che gli attivisti omosessuali preferiscono usare la percentuale del 10% "perché indica che gli omosessuali sono sostanzialmente un gruppo di minoranza, all'incirca numericamente uguali agli afro-americani - troppo grande per essere ignorato." Prevedibilmente anche i numeri di Kinsey che mostravano l'infedeltà coniugale come innocua non sono mai stati presi in considerazione. In uno studio sulla infedeltà del Journal of Sex and Marital Therapy , l'85% dei matrimoni risultavano danneggiati e il 34% si era concluso con un divorzio. Anche i coniugi che rimanevano insieme solitamente descrivevano il loro matrimonio successivamente come infelice. Lo psichiatra di Atlanta Frank Pittman stima che fra le coppie che sono state sposate a lungo e che poi hanno divorziato, "più del 90% dei divorzi è dovuto a infedeltà." Parlando ad una conferenza sponsorizzata dalla Planned Parenthood nel 1955, Kinsey tirò fuori un'altra bomba statistica dal suo cappello. Egli sostenne che di tutte le donne incinte, all'incirca il 95% delle single e il 25% di quelle sposate segretamente ricorrevano all'aborto. Un colossale 87% di questi aborti, egli sosteneva, erano praticati da dottori in buona fede. Di conseguenza egli dava autorità scientifica al concetto che l'aborto era già una pratica medica comune - e doveva quindi essere legalizzato. Vivere con i rottami Quando il Reader's Digest chiese alla terapista sessuale Ruth Westheimer cosa pensasse della disinformazione operata da Kinsey, ella rispose testualmente, "Non mi importa molto cosa è corretto e cosa non lo è. Senza di lui non sarei la Dott.ssa Ruth." Ma l'inganno operato da Kinsey oggi importa, perché stiamo ancora vivendo con il suo modello di sessualità. Esso permea la nostra intera cultura. Come osserva Best, le statistiche sbagliate sono significative per molte ragioni: "Esse possono essere usate per provocare paura o indignazione nell'opinione pubblica, possono distorcere la nostra comprensione del mondo e possono condurci a fare cattive scelte politiche." In uno studio del 1951 del Journal of Social Psychology, gli studenti di psicologia della University of California, Los Angeles, furono divisi in tre gruppi: alcuni studenti fecero un corso intensivo di 9 settimane sulle scoperte di Kinsey, mentre gli altri due gruppi non ricevettero informazioni su Kinsey. Successivamente gli studenti fecero un quiz per esaminare i loro atteggiamenti verso il sesso. In confronto a quelli che non avevano ricevuto nessuna istruzione su Kinsey, quelli impregnati di Kinseyismo erano portati a vedere il sesso prematrimoniale 7 volte più favorevolmente di prima e l'adulterio il doppio di prima. Dopo Kinsey la percentuale di studenti aperta all'esperienza omosessuale s'impennò dallo 0 al 15 per cento. Gli studenti pensavano che il Kinseyismo fosse anche meno propenso a lasciare che la religione influenzasse il loro comportamento sessuale e meno incline a seguire le norme sessuali insegnate dai loro genitori. Influenzare le decisioni delle corti La pseudoscienza di Kinsey ha fatto forse danni maggiori nel nostro sistema giudiziario. Questo è l'ambito in cui i legali hanno usato i "dati" del ricercatore per abrogare o indebolire le leggi contro l'aborto, la pornografia, l'oscenità, il divorzio, l'adulterio e la sodomia. Nel numero di Scientific Monthly del maggio 1950, l'avvocato Morris Ernst di New York (che rappresentava Kinsey, Margaret Sanger, la American Civil Liberties Union e la Planned Parenthood) descrisse il suo ambizioso piano legale per i risultati di Kinsey. "Dobbiamo ricordare che ci sono due parti nella legge",disse Ernst. Una era "la scoperta dei dati" (il lavoro di Kinsey); l'altra era l'applicazione di questi risultati nella corte (il lavoro di Ernst). Rilevando che la legge aveva bisogno di maggiori strumenti "che aiutassero nella ricerca della verità", il legale sostenne la necessità di "nuove regole" in base alle quali i "dati" come quelli di Kinsey sarebbero stati introdotti nelle aule giudiziarie così come già era consentito ad altri strumenti quali le impronte digitali, la macchina della verità e i tests sui campioni di sangue. L'instancabile Ernst sollecitò anche le corti a rivedere le leggi riguardanti l'istituzione del matrimonio. Le ricadute legali dell'opera di Kinsey continuano. La storica decisione dell'anno scorso della Corte Suprema degli Stati Uniti di abbattere le leggi sulla sodomia è derivata da una lunga sfilza di casi giudiziari vinti alla grande sulla base della ricerca di Kinsey. E 50 anni di precedenti stabiliti in base al "falso 10% di Kinsey" vengono ora usati in stati come il Massachusetts per ridefinire il matrimonio. Una triste eredità Ispirato dal primo rapporto Kinsey, Hugh Hefner fondò Playboy nel 1953. Dieci anni dopo, Helen Gurley Brown trasformò Cosmopolitan in una rivista di sesso per donne. Anche oggi riviste come Self e Glamour continuano a citare Kinsey con rispetto, senza mai aver preso atto dei gravi errori che inficiano la sua ricerca. Circa 30.000 siti web offrono pornografia e i produttori americani sfornano 600 video hard-core ogni mese. Sebbene sia difficile ottenere cifre attendibili, l'industria del sesso statunitense si stima produca da 2.5 a 10 bilioni di dollari l'anno. E' evidente che stiamo vivendo l'eredità di Kinsey. Nel suo libro The End of Sex, un necrologio della rivoluzione sessuale, il collaboratore di Esquire George Leonard ha osservato accuratamente che "laddove abbiamo scisso il sesso dall'amore, dalla creazione e dal resto della vita.... abbiamo banalizzato e spersonalizzato lo stesso atto di amore." Valorizzando gli altri solo per la loro sessualità li spogliamo della loro umanità. Quando Kinsey ha diviso il mistero dell'amore dalla sessualità umana, ha abbandonato tutti noi a un mondo sessualmente infranto. E' giunta l'ora di rimediare. Il lato oscuro di Alfred Kinsey Alfred Kinsey è stato un coscienzioso cercatore della verità che è stato semplicemente distratto dalla cattiva scienza? O aveva un lato più inquietante? Queste domande - lungamente dibattute fra i critici e i fans - stanno nuovamente tornando alla luce con un nuovo film sulla vita di Kinsey. Provvisoriamente intitolato Kinsey e interpretato da Liam Neeson, il film a quel che si dice incenserà il controverso personaggio. Anche prima della sua uscita programmata, il film sta provocando un acceso dibattito, con critici che accusano Hollywood di voler rendere candida la reputazione di un uomo che era un praticante omosessuale, sadomasochista e voyer che difese- e forse anche diresse - l'abuso sessuale sui bambini. A lanciare questa accusa è la ricercatrice sulla pornografia conosciuta internazionalmente Judith Reisman. Essa studia l'opera di Kinsey e i suoi effetti sulla nostra cultura da 25 anni. (La sua ricerca iniziale sulla pornografia fu finanziata con 800.000 $ dal U.S. Department of juvenile justice and Delinquency Prevention.) In una lettera aperta a Neeson, la Reisman ha invitato l'attore a riconsiderare la sua decisione di intepretare Kinsey. Riferendosi al famigerato Dott. Josef Mengele, il dottore del campo di concentramento di Auschwitz, Reisman ha detto a Neeson che girare Kinsey lo metterebbe in "un ruolo terribilmente sbagliato, come interpretare il mostro Mengele facendolo passare solo per un personaggio discusso." Neeson ha scelto di rimanere con il progetto. Secondo la Reisman Kinsey istruì degli osservatori pedofili che abusarono sessualmente di più di 300 minori per dimostrare che ai bambini "piace" il sesso con gli adulti. "Alcune delle vittime avevano solo 2 mesi e alcune furono sottoposte a più di 24 ore non stop di atrocità sessuali", dice Reisman. "Un collaboratore di Kinsey era un ufficiale nazista della II guerra mondiale. Le sue giovani vittime dovevano scegliere tra lo stupro e la camera a gas." Per quanto le asserzioni della Reisman possano sembrare stravaganti, non sono senza fondamento. Nel libro di Kinsey del 1948 Sexual Behavior of the Human Male, egli racconta gli esperimenti di 9 pedofili che impiegò per la sua ricerca. "Alcuni di questi adulti", scriveva Kinsey, "sono persone tecnicamente preparate che hanno tenuto diari o altre registrazioni che sono state messe a nostra disposizione." Egli include una tabella indicante che questi pedofili "preparati" inducevano l'orgasmo in bambini di 5 mesi. Viene riportato che un bambino di 4 anni aveva avuto 26 orgasmi in 24 ore. Secondo quali criteri veniva giudicato che un bambino aveva avuto un orgasmo? Kinsey guardava a diversi comportamenti: violente convulsioni, gemiti, singhiozzi, pianti violenti, "un'abbondanza di lacrime", grande tremore, svenimenti, dolore atroce e urla. In altre parole, quello che qualsiasi adulto normale avrebbe giudicato una violenta reazione ad un trauma, per Kinsey era segno che i bambini si stavano divertendo. Quando Reisman vide per la prima volta questi dati ne rimase terrificata. Dopotutto, da dove venivano queste informazioni? Chi sveglia quel bambino e lo molesta per intere 24 ore? I genitori avrebbero permesso che i loro figli prendessero parte a questi brutali esperimenti? E perché di questi crimini nauseanti non si fa parola nelle innumerevoli descrizioni dell'opera di Kinsey? Essa ottenne alcune risposte nel dicembre del 1990 durante il Phil Donahue show. Uno degli ospiti, Clarence Tripp, un fotografo che conosceva Kinsey, disse che queste informazioni erano raccolte da pedofili che usavano il cronometro per registrare le risposte dei bambini. "Così era molto scientifico," fece notare Tripp. (Le accuse di abuso sessuale mosse dalla Reisman contro Kinsey furono confermate anche da diversi testimoni oculari delle ricerche di Kinsey intervistati nel 1988 per un documentario della televisione britannica, Secret Histories: Kinsey's Paedophiles.) Dall'altra parte, lo storico James H. Jones, finalista del premio Pulitzer che spese 25 anni a ricercare la biografia di Kinsey, dice, "Non c'è nessuna prova di ciò che io sappia" e cioé che Kinsey preparò e diresse dei pedofili per raccogliere dati. Egli crede che l'accusa di pedofilia contro Kinsey sia "non credibile" e tende a credere alla versione della storia fornita dal Kinsey Institute. Nel 1995 il direttore dell'istituto rese pubblica la sua convinzione che Kinsey avesse basato molti di questi dati sui diari di un anonimo pedofilo che aveva tenuto resoconti dettagliati dei suoi abusi sessuali su 317 bambini dal 1917 al 1948. Non potremo mai sapere se Kinsey diresse personalmente gli abusi sui bambini. Ciononostante, qualsiasi film che si basasse interamente sull' immagine pubblica di Kinsey sarebbe di fatto sbagliato. In pubblico Kinsey si presentava come un uomo stabilmente sposato, uno scienziato disinteressato che si limita a riportare "i fatti". Ma privatamente la ricerca di Jones ha rivelato che Kinsey era un omosessuale, un voyer e un sadomasochista che indiscutibilmente si immerse "nell' abisso dell'incesto e delle molestie ai bambini." Lo stesso sadomasochismo di Kinsey lo portò a estremi stravaganti. Jones riporta che quando la fondazione Rockefeller gli tolse il finanziamento, Kinsey andò in un seminterrato, legò l'estremità di una fune a una tubatura e l'altra estremità intorno al suo scroto, poi montò su una sedia e saltò giù. Riguardo la sua omosessualità, Kinsey e il suo collaboratore Wardell Pomeroy erano amanti? "Erano partners sessuali, ma non li chiamerei amanti" dice Jones. "Non erano così legati."
Sue Ellen Browder è una giornalista investigativa vincitrice di un award e co-autrice insieme a suo marito Walter di 101 Secrets a Good Dad Knows. Copyright © 2004 Morley Publishing Group, Inc. Traduzione Costanza Stagetti (Redazione Acquaviva 2000) |