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Lo scandalo della tortura in Iraq Delia Gallagher Articolo pubblicato su Inside the Vatican News del 15 maggio 2004 con il titolo "American Cardinal Raises Questions on Torture". |
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Roma 15 maggio 2004 - Il Cardinale James Francis Stafford, un importante Cardinale americano in Vaticano, sostiene che il presidente americano George Bush e il Congresso hanno tacitamente avallato l'uso della tortura sui prigionieri iracheni rimanendo in silenzio quando la questione fu sollevata nel 2001. Citando articoli del Newsweek,del Washington Post e del Times del 2001 che segnalavano come l'Amministrazione stava considerando l'impiego della tortura, il Cardinale definisce come "ipocrisia" l'attuale costernazione del governo. "Tutto questo clamore dei Democratici al Congresso, dei Repubblicani e della stampa è disonesto alla luce del silenzio che regnò quando si cominciò a parlare di tortura nel 2001, 2002 e 2003. Nel febbraio 2003 dichiarai che il governo degli Stati Uniti aveva compromesso i suoi principi basilari approvando implicitamente l'uso della tortura a partire dall'11 settembre 2001. Resi quella dichiarazione perché avevo letto diversi articoli sui giornali americani che parlavano di questa tortura. La cosa incredibile è che nessuno a quel tempo commentò questi articoli" dice il Cardinale Stafford. Il Cardinale cita un articolo del Newsweek datato 5 novembre 2001 e intitolato "E' tempo di parlare di tortura"; un articolo del Washington Post del 24 ottobre 2001 che affermava "Agenti federali stanno ora considerando l'uso della tortura per ottenere informazioni da diversi detenuti sospettati di avere legami con Al Qaeda. Le autorità stanno anche prendendo in considerazione la possibilità di estradare i sospetti verso paesi alleati le cui forze di sicurezza usano la tortura per ottenere confessioni"; e un articolo del Times del 21 ottobre 2001 intitolato "L'FBI prende in considerazione la tortura poiché i sospetti non parlano". "Due repubblicani, Kenneth Starr e Richard Thornberg ( ex procuratore generale sotto il governo Reagan) si espressero all'epoca a favore della tortura. Il professore di Harvard Alan Dershowitz, fautore delle libertà civili, disse che se proprio dobbiamo avere la tortura, che sia autorizzata dalla legge. Questa è la dichiarazione di uno fra i più grandi liberali". "E' incredibile. Ha detto:"Se dobbiamo proprio avere la tortura, che sia autorizzata dalla legge"; questo è contrario a tutto ciò in cui crediamo. La cosa importante è che quando Dershowitz ha detto questo, nessuno ha fatto commenti. Per quello che ho potuto vedere non c'è stato alcun editoriale, nessun commento dal New York Times, dal Washington Post e dal Times Nessun commento da parte dei leaders democratici al Congresso, nessun commento da parte dei repubblicani: dov'era Daschle, dov'era Biden? Perché nessuno nel governo e nelle redazioni dei giornali ha commentato nel 2001 e nel 2002?" Il Cardinale sostiene che c'è una connessione fra quello che è successo nella prigione irachena e "l'implicita accettazione" della tortura nel 2001. "Se i soldati americani e i loro superiori avessero saputo che c'era un esplicito e totale rifiuto a percorrere quella via quando veniva suggerita da Alan Dershowitz o dall'FBI, allora ci avrebbero pensato a lungo prima di permetterla. Nel febbraio 2003, prima che la guerra cominciasse, il Cardinale Stafford si espresse contro la guerra in Iraq (leggi articolo). "Sentivo molto il problema di trovare queste armi di distruzione di massa , che avessimo qualche prova, qualche forte evidenza che potesse giustificare l'intervento in Iraq. Il motivo era il Golfo di Tonkin. Il presidente Johnson ingannò in modo evidente e deliberato il popolo americano quando disse che il Golfo di Tonkin era il motivo della guerra in Vietnam. E' stato tutto riconosciuto. Egli ci manipolò. Fu un fallimento morale da parte del dell'esecutivo. "Ero preoccupato che il tipo di prova fornita nel 1962 da John Kennedy fosse lo stesso tipo di prova che avevamo ora. A quel tempo avevamo prove di problemi a Cuba che Adlai Stevenson presentò alle Nazioni Unite, ricordo di averlo seguito alla televisione. Ero convinto che i Russi stessero spostando questi enormi missili a Cuba e che l'intervento avrebbe avuto una giustificazione, sicuramente il tipo di intervento che fu alla fine imposto, cioé il blocco di Cuba . "Speravo che il Presidente avrebbe avuto abbastanza rispetto per noi da dire "Miei cittadini, questo è ciò che ho visto", e che la prova fosse forte quanto quella di John Kennedy e non ingannevole come quella del Presidente Johnson, che portò alla perdita di migliaia di vite fra gli americani e centinaia di migliaia fra i vietnamiti. Non ho visto questa prova. Ho letto tutto, ma non l'ho vista. Così feci la mia dichiarazione nel febbraio 2003. Ora viene fuori che non c'è nessuna arma di distruzione di massa." Il Cardinale Stafford ha citato David Brooks del New York Times che ha definito un "fallimento intellettuale" le informazioni gonfiate che sono state date al popolo americano e inglese riguardo le armi di distruzione di massa. "La questione che io sollevo è: si tratta anche di un fallimento morale? Io ritengo di si. E mi dispiace doverlo dire." "Perché il Presidente, il Vice-Presidente e il Segretario alla Difesa dicono che c'era un imminente pericolo per la società americana relativo all'uso di armi provenienti dall'Iraq, o direttamente o attraverso Al Qaeda? Perché hanno detto questo quando non avevano una prova evidente? Se le armi di distruzione di massa erano solo un alibi per un progetto più ampio di democratizzazione del Medio Oriente, l'amministrazione Bush, secondo il Cardinal Stafford, avrebbe dovuto essere onesta riguardi ai suoi piani. "Hanno cercato di convincere i cittadini, ma non hanno fornito i veri motivi. Credo che il vero motivo fosse cercare di creare questa democrazia nel Medio Oriente e penso fosse una pia illusione, ciononostante quella era la loro intenzione come abbiamo scoperto una volta che sono arrivati là." Le rivelazioni sulla tortura oltre a provocare reazioni ostili da parte del mondo arabo, sollevano la questione della democrazia americana. "I musulmani sono scandalizzati e veramente delusi perché imponiamo loro lo stesso tipo di vita dal quale dicevamo di volerli liberare. E' esattamente l'opposto di quanto affermavamo di voler fare." Non solo abbiamo umiliato il popolo iracheno, lo abbiamo deluso. Abbiamo deluso le popolazioni arabe. E' questo ciò che produce la democrazia americana? Uomini e donne che sono, sotto la superficie, dei barbari. Sotto la superficie della civiltà americana, della vita civile americana, si nascondono dei barbari. E' questo ciò che produciamo? |