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La veritá su Galileo Galilei Vittorio Messori "Una
voce grida...!" n°6 - aprile 1998 |
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Riassumiamo qui tre capitoli di "Pensare la storia" (Ediz. San Paolo, pp.383-397) in cui Vittorio Messori dimostra come il famoso oscurantismo della Chiesa nasca da una secolare mistificazione. Stando a un'inchiesta del Consiglio d'Europa (1991) tra gli studenti di scienze in tutti i paesi della comunità, quasi il 30 % è convinto che Galileo Galilei sia stato arso vivo dalla Chiesa sul rogo, e la quasi totalità (il 97 %) è convinta che sia stato quantomeno sottoposto a tortura. Ecco come andarono le cose veramente. ---------------------------------- Galileo
non fece nemmeno un giorno di carcere, né subì alcuna violenza fisica.
Convocato a Roma si sistemò a spese della Santa Sede in un alloggio di cinque
stanze con vista sui giardini vaticani e cameriere personale. La condanna che
subì fu agli arresti domiciliari, il che comportò l'obbligo di restare per
alcuni anni in spaziose ville(1) libero di ricevere chi volesse e di
continuare i suoi studi, come in effetti fece. Presto inoltre gli fu tolto
anche l'obbligo di restare in villa e gli restò solo quello di recitare una
volta la settimana i sette salmi penitenziali .(2) Ma per che cosa fu condannato Galileo? Non per aver sposato le tesi copernicane, ma in pratica per non aver consentito a mettere un "forse" davanti a quelle teorie. Giunto a quasi 70 anni con onori e aiuti da parte di tutti gli ambienti religiosi (3) , Galileo era stato convocato a Roma per non aver rispettato i patti: l'approvazione ecclesiastica per il libro «Dialoghi sopra i massimi sistemi» gli era stata concessa infatti purché presentasse come ipotesi (come del resto esigevano le conoscenze del tempo, ancora incerte) la teoria copernicana, che invece dava come sicura (4) Nei
quattro giorni di dibattimento riuscì a formulare un solo argomento a sostegno
della sua tesi, ed era sbagliato. Sosteneva infatti che le maree erano dovute
allo "scuotimento" delle
acque provocato dal moto terrestre. Tesi risibile, alla quale i suoi giudici
colleghi ne opponevano un'altra, giudicata da Galileo "da imbecilli", ed era invece quella giusta, che basava l'alzarsi
e l'abbassarsi dei mari sull'attrazione della Luna.(5) Altri argomenti
sperimentabili oltre a questa ragione fasulla Galileo non seppe portarne. (6) Numerosi
membri del clero furono favorevoli alle teorie eliocentriche, anche fra i
cardinali, e finché si restò sul piano delle ipotesi il Sant'Uffizio si guardò
bene dal bloccare una libera discussione sui dati sperimentali. L'irrigidimento
avvenne solo quando si volle passare al dogma, quando si sospettò cioè che il
nuovo metodo sperimentale in realtà tendeva a diventare religione (quello
scientismo in cui in effetti degenererà (7). Il contrasto invece con la massiccia e precoce persecuzione protestante, del quale invece non si fa mai parola, non potrebbe essere più marcato. Copernico, cattolicissimo polacco, anzi canonico, installò il suo osservatorio su un torrione della cattedrale di Frauenburg. La sua opera «La rotazione dei corpi celesti», pubblicata nel 1543, fu dedicata a papa Paolo III, anch'egli appassionato astronomo, ed ebbe l'imprimatur dei domenicani. E fra Copernico e Galileo ci furono ben undici papi che non solo non disapprovarono la teoria eliocentrica, ma spesso l'incoraggiarono. (8) Intransigente invece la posizione di Lutero e Calvino. Lutero
scrisse: "Questo Copernico nella sua
follia vuol buttare all'aria tutti i
principi dell'astronomia".Così
il libro del canonico polacco avrà come prefazione lo scritto scettico
di un protestante che, preoccupato di possibili conseguenze per la Sacra
Scrittura, prende le distanze precisando che si tratta solo di ipotesi. Eloquente anche il caso del protestante Keplero: giudicato
blasfemo per aver parteggiato per una teoria creduta contraria alla Bibbia, dovrà
scappare dalla Germania e rifugiarsi a Praga dopo essere stato espulso dal
collegio teologico di Tubinga. Dai territori pontifici gli giungerà invece
l'invito a insegnare nella prestigiosissima università di Bologna.(9) Galileo morì nel suo letto con la benedizione del Papa. Una delle figlie suore raccolse l'ultima parola: "Gesù!".(10)
Note: 1 Da
Villa Medici al Pincio alla villa "il Gioiello" ad Arcetri. 2 Questo
obbligo durò tre anni, ma Galileo era credente, e continuò anche dopo.
Tuttavia, il credente Galileo visse more uxorio con una donna che non volle
sposare ma dalle quale ebbe tre figli. Inoltre, lasciata Padova, tolse i figli
alla fedele compagna e si rivolse ad un alto prelato suo amico per riuscire a
far entrare in convento le due femmine prima dell'età minima richiesta dalla
Chiesa. Così le figlie di Galileo Galilei furono costrette ad entrare nel
Monastero di San Matteo di Arcetri alle rispettive età di 13
e 12 anni.
Nonostante fosse vulnerabilissimo dunque sul piano morale, la Chiesa, sempre
accusata di fare del "moralismo", non contestò la sua condotta ma le
sue idee. 3
A parte un platonico ammonimento del 1616 non diretto a lui personalmente. 4
Promise di
adeguarsi. Non solo non lo fece ma inventò un personaggio dì nome Simplicio a
cui mise in bocca i consigli di moderazione datigli dal papa che pure gli era
amico e lo ammirava. 5
Non è il
solo infortunio scientifico: nel 1618 aveva detto che le comete sono solo
illusioni ottiche e aveva duramente attaccato gli astronomi gesuiti della
Specola romana che invece giustamente sostenevano che quelle comete erano
oggetti celesti reali. 6
La prima prova sperimentale, indubitabile, della rotazione della Terra è del
1748, oltre un secolo dopo. 7 Nel
1616 infattì fu messo all'Indice il De
revolutionibus di
Copernico solo "donec
corrigatur" e
cioè finché non si fosse data forma ipotetica ai passi che affermavano il moto
della Terra in forma assoluta. 8 Galileo
stesso, anche dopo le sue prime opere favorevoli al sistema eliocentrico, fu
accolto trionfalmente a Roma e fatto membro dell'accademia pontificia. 9
L'apertura degli
ambienti ecclesiastici è confermato dal Cardinale Baronio che disse
"L'intento
dello Spirito Santo, nell'ispirare la Bibbia, era insegnarci come si va al
Cielo, non come va il cielo." 10 Perfino la frase "eppur si muove!" fieramente lanciato in faccia agli inquisitori dopo la lettura della sentenza, in realtà fu inventata a Londra nel 1757 da un giornalista di nome Giuseppe Baretti. Per approfondire:La leggenda di Galileo - Thomas Lessl
Allocuzione di Sua Santità Giovanni Paolo II alla Pontificia Accademia delle Scienze - 10 novembre 1979
I risultati di una ricerca interdisciplinare - Card. Poupard 1992 |