Pagani in marcia  sotto

la svastica 
Ennio Carretto

Corriere della Sera 4 marzo 2001

 

WASHINGTON - «I leader nazisti volevano estirpare totalmente la cristianità e sostituirla con una religione razziale adatta ai loro obiettivi. Credevano di potere soffocare le chiese protestanti e cattolica in un tempo relativamente breve. Stabilirono un piano prima ancora di prendere il potere. Il piano nacque dagli incontri dei gerarchi più fidati di Hitler, Goering, Goebbels, Rosenberg, Hess, Schemm, Von Schirach. Gerarchi meno anti religiosi come Von Epp e Von Papen ne furono probabilmente tenuti all’oscuro». 

Così inizia un massiccio dossier compilato dall’Oss, lo spionaggio americano della Seconda guerra mondiale, in vista del processo di Norimberga. Sono 148 volumi custoditi dalla Cornell University, una delle università più prestigiose d’America, diretti da William Donovan, detto «wild Bill», il selvaggio Bill, il fondatore dello stesso Oss, morto nel ’59. La ricercatrice Julie Seltzer Mandel ne ha pubblicato il primo, di 108 pagine. La tesi del libro è che Hitler intendeva creare un neo paganesimo di Stato che esaltasse la superiorità della razza ariana, «rifacendosi alla natura e alla guerra» come osserva il sociologo Matt Kaufman.

Sui rapporti tra il nazismo e le chiese protestanti e cattolica sono stati espressi i giudizi più contrastanti, e molti vescovi sono stati accusati di avere servito a Hitler. Donovan, «gli occhi e le orecchie del presidente Roosevelt» - così scrissero i media di allora - ne traccia un quadro conflittuale, una sorta di lotta tra la croce e la svastica. Il capo dell’Oss potrebbe non essere del tutto imparziale: cattolicissimo, gesuita mancato, fu sempre dalla parte del Vaticano (che lo impiegò a fini spionistici persino in Giappone). Ma sul neo paganesimo nazista ha forti pezze di appoggio, compresi i filmati degli ancestrali riti notturni, soprattutto per i giovani, alla luce delle torce, e i simboli e le formule magiche delle antiche deità tedesche, a cominciare da Odino, onorate dai gerarchi. Uno dei massimi sostenitori della Persecuzione delle chiese cristiane , il titolo del libro, e del ritorno al paganesimo fu Baldur von Schirach, il leader, appunto, della gioventù hitleriana.

Le 108 pagine di documenti hanno già suscitato polemiche. I seguaci di Odino - se ne trovano dalla Germania all’Australia - le hanno contestate, sostenendo che, al contrario, «Hitler e alcuni gerarchi denunciarono gli antichi idoli tedeschi». Il Führer, hanno asserito, «dichiarò che il futuro non era la rinascita del culto di Wotan»; Rosenberg proclamò che «Odino è morto»; e von Schirach «assicurò ai genitori che non avrebbe spinto i loro figli a erigere altari nelle foreste». Gli odinisti si sono rifatti a un passo di «Mein Kampf» in cui Hitler critica i pagani «che sognano l’eroismo del passato, la preistoria, le lance e gli scudi, ma che in realtà sono i peggiori codardi che si possa immaginare». A loro giudizio, il nazismo puntò sull’appoggio delle chiese protestanti e cattolica in Germania per diffondersi e rafforzarsi: «Il suo programma diceva che il partito stava per una cristianità positiva, ma non si legava a nessuna fede in particolare».

Proprio da von Schirach parte tuttavia Donovan per dimostrare che «la distruzione del cristianesimo fu un elemento chiave del progetto nazista di conquista mondiale». Essa, dichiarò nel ’34 il leader della gioventù hitleriana, «è esplicitamente riconosciuta come un obiettivo del nostro movimento, anche se non può essere enunciata ufficialmente». Secondo Donovan, Hitler si prefisse di strumentalizzare le chiese in una prima fase, persuaso che «con il loro carattere conservatore, si schiereranno con noi per la patria e contro il comunismo», scopo che raggiunse con alcuni accordi, incluso il concordato del ’33 con il Vaticano. Ma conscio che «non avrebbero approvato il razzismo, la guerra e l’asservimento allo Stato» si preparò a sovvertirle più tardi.

 Donovan sottolinea che fino al ’33 i rapporti furono tesi: «Stigmatizzando il nazismo come anti cristiano, i vescovi tedeschi rifiutarono i sacramenti ai nazisti, e vietarono ai fedeli di frequentarli». Il dossier dell’Oss sostiene che le chiese protestanti e cattolica si pentirono in fretta di essere scese a patti con il Führer. «Nel ’37, ripresero il braccio di ferro col nazismo. La campagna iniziò con una enciclica di Pio XI distribuita clandestinamente, in cui il Papa denunciò le violazioni del concordato, avvertendo che «dall’inizio gli intrighi di Hitler avevano mirato esclusivamente a una guerra di sterminio» (è la famosa enciclica mai pubblicata su ordine di Pio XII). Il Führer reagì con una graduale e spietata repressione. 

Lo stesso anno, il pastore protestante Martin Niemoller fu arrestato e processato: assolto dal tribunale, venne internato dalla Gestapo in un campo di concentramento da cui uscì soltanto alla fine della guerra. Vescovi e parroci cattolici furono attaccati o minacciati. «Il Vaticano non s’illuda che creeremo dei martiri» tuonò Robert Wagner, il sindaco di Baden. «Non gli daremo soddisfazione. Avremo criminali, non martiri».

Donovan elenca le tappe della «dissoluzione del cristianesimo», dalle leggi sulla religione in Germania del ’35, che misero le chiese protestanti in una sorta di amministrazione controllata, alla loro «presa in ostaggio» nei Paesi occupati, innanzitutto la Norvegia. Cita decine di casi di intimidazione della chiesa cattolica, dalla devastazione dell’ufficio del vescovo Stroll a Rottenburg all’espulsione del vescovo di Friburgo dalla sua diocesi sotto l’accusa di alto tradimento, alla confisca di tutte le lettere pastorali. E conclude che allo scoppio della guerra la repressione divenne feroce: il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer fu impiccato per complotto contro lo Stato e decine di preti cattolici finirono nei campi di concentramento. 

Il conflitto relegò in secondo piano il progetto del neopaganesimo, e la sconfitta lo rese irrealizzabile. «Le 108 pagine sono solo la punta dell’iceberg» commenta la ricercatrice Julie Seltzer Mandel. «Sono certa che gli altri 147 volumi nascondono sorprese clamorose».


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